venerdì 22 maggio 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 20,19-23

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 20,19-23

In una parrocchia del nord Italia, qualche anno fa, viveva una donna che per anni non aveva più messo piede in chiesa. Non perché non credesse, ma perché portava dentro una ferita troppo grande: una rottura familiare che non era mai riuscita a perdonare. Diceva: “Non ce la faccio, è più forte di me”. Viveva chiusa, un po’ come i discepoli nel Vangelo: porte serrate, non fuori… ma dentro il cuore.

Un giorno, quasi per caso, partecipò a una Messa di Pentecoste. Non aveva voglia, non si aspettava nulla. Ma quando il sacerdote proclamò: “Pace a voi”, quelle parole la colpirono. Non come un augurio qualsiasi, ma come qualcosa di personale. Come se qualcuno stesse bussando proprio alla sua porta chiusa.

Nei giorni successivi iniziò a fare una cosa semplice: ogni mattina, senza troppe parole, diceva solo: “Spirito Santo, aiutami”. Non successe subito nulla di eclatante. Ma pian piano, dentro di lei, qualcosa si scioglieva. Non il dolore, ma la durezza. Non la memoria, ma il rancore.

Dopo qualche mese trovò il coraggio di fare un passo che per anni aveva rimandato: scrivere un messaggio a quella persona che non riusciva a perdonare. Non era perfetto, non era risolutivo. Ma era vero. Disse poi: “Non sono stata io. È stato come se qualcuno mi avesse dato un respiro nuovo”.

Ed è proprio quello che accade nel Vangelo: Gesù entra a porte chiuse, non le sfonda. Si mette in mezzo, porta la pace, e poi… soffia. Dona il suo Spirito. Non toglie subito le ferite (le mostra!), ma dona una vita nuova capace di attraversarle.

Quella donna oggi dice: “Il miracolo non è che tutto si è sistemato. Il miracolo è che non sono più prigioniera”.

Ecco cosa fa lo Spirito Santo: non cambia sempre le situazioni, ma cambia noi dentro le situazioni. Ci rende liberi, capaci di perdonare, di ricominciare, di vivere.


Per noi oggi

  1. Chiedi pace, ma tieni chiuse le porte del cuore: lo Spirito entra, ma non sfonda… sei tu che devi aprire.

  2. Dici che non riesci a perdonare, ma forse non lo chiedi davvero: il perdono non nasce da te, è un dono da invocare.

  3. Vuoi una vita nuova, ma continui a respirare aria vecchia: senza Spirito Santo, la fede resta solo teoria.

 

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