venerdì 22 maggio 2026

22.05 SANTA RITA DA CASCIA VEDOVA E RELIGIOSA - BEATO LUIGI MARIA PALAZZOLO

SANTA RITA DA CASCIA 

Nata intorno al 1381 a Roccaporena, vicino a Cascia, Santa Rita da Cascia crebbe in una famiglia profondamente cristiana e fin da giovane sentì la vocazione alla vita religiosa. Tuttavia, per obbedienza ai genitori, sposò un uomo dal carattere difficile, che riuscì a trasformare con la pazienza e la preghiera.

Dal matrimonio nacquero due figli, ma la famiglia fu segnata dalla violenza e dalla vendetta: il marito venne ucciso e Rita, invece di alimentare il risentimento, scelse il perdono, arrivando a pregare perché Dio impedisse ai figli di commettere peccato anche a costo della loro vita. Entrambi morirono poco dopo, lasciandola sola. Rimasta vedova, tentò di entrare nel monastero agostiniano di Cascia, dove inizialmente fu rifiutata, ma poi venne accolta dopo aver riconciliato le famiglie coinvolte in antichi odi.

Entrata tra le monache agostiniane, visse per circa quarant’anni una vita di preghiera, penitenza e servizio. La sua spiritualità era profondamente centrata sulla Passione di Cristo, che meditava costantemente. Secondo la tradizione, nel Venerdì Santo del 1432 ricevette una spina della corona di Cristo sulla fronte, segno della sua unione mistica con il dolore di Gesù. Questo segno rimase aperto fino alla morte e fu confermato da ricognizioni del corpo avvenute in epoca moderna.

Un altro episodio simbolico della sua vita è quello della “rosa miracolosa”: in inverno chiese una rosa e due fichi dal suo orto e li ricevette nonostante la stagione impossibile, interpretati come segno di speranza e salvezza. Morì nel 1447, e la sua fama di santità si diffuse immediatamente, accompagnata da numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Il suo corpo, mai sepolto in senso tradizionale, divenne oggetto di grande venerazione.

Per noi oggi:

1. Oggi il perdono è spesso visto come debolezza o ingenuità.
Santa Rita mostra invece che perdonare può essere la forma più radicale di forza interiore.

2. Viviamo in una cultura che evita il dolore e lo considera inutile.
Lei lo trasformò in un luogo di incontro con Cristo, senza fuggirlo.

3. Molti cercano soluzioni immediate ai problemi “impossibili”.
La sua vita suggerisce che alcuni impossibili non si risolvono: si attraversano con la fede.

Roccaporena, presso Cascia, Perugia, c. 1381 - Cascia, Perugia, 22 maggio 1457

Santa Rita, religiosa, che, sposata con un uomo violento, sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti, riconciliandolo infine con Dio; in seguito, rimasta priva del marito e dei figli, entrò nel monastero dell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia in Umbria, offrendo a tutti un sublime esempio di pazienza e di compunzione.

“Ogni stagione del mondo, attraversa una notte, e l’uomo sempre si sente, smarrito e bambino, sente bisogno di stelle, segni d’amore nel cielo, e il Signore le accende, nel cielo lassù”. 
(Inno a Santa Rita)

PATRONO: DONNE MARITATE INFELICEMENTE, CASI DISPERATI
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Bergamo, 10 dicembre 1827 – 15 giugno 1886

A Bergamo, beato Luigi Maria Palazzolo, sacerdote, che fondò le Congregazioni delle Suore Poverelle e dei Fratelli della Santa Famiglia.

La Diocesi di Bergamo e le Suore delle Poverelle la sua memoria liturgica è stata stabilita per il 22 maggio, giorno anniversario della fondazione dell’Istituto.

L’Amore più forte della morte”. 

NELLO STESSO GIORNO:
SANTA GIULIA Martire in Corsica - BRESCIA
Nascita: 420 dopo Cristo, Cartagine, Tunisia
Poco si sa di Giulia e le poche informazioni attendibili provengono da una Passio del VII secolo scritta secoli dopo la sua morte e intrecciata di miti e leggende. Giulia apparteneva ad una nobile e aristocratica famiglia romana, la gens Iulia.
SANTI LUSSURIO (LUSSORIO O ROSSORE), CISELLO E CAMERINO Martiri in Sardegna - PAVIA
+ Forolongianus, Sardegna, 21 agosto 304
A Pavia troviamo altre relique dei Santi Lussorio, Ceselo e Camarino.
Il culto del martire sardo a Pavia, risale alla prima metà del secolo VIII, all'epoca del re longobardo Liutprando, quando, secondo una tradizione pavese, vennero traslate le reliquie di San Lussorio con quelle di Cesello e Camerino, compagni di Martirio.

 

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