domenica 18 ottobre 2026

Is 45,1.4-6 - 1Ts 1,1-5 - Mt 22,15-21 - XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 18 Ottobre 2026 

Dal libro del profeta Isaìa - Is 45,1.4-6

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».
    1. L'imperatore Ciro è persiano, gli ebrei sono sottomessi ai Babilonesi. Il profeta Isaia riesce a intuire che C'È UN PIANO NELLA STORIA DEI POPOLI, e prevede che quel generale persiano SARÀ UNO STRUMENTO NELLE MANI DI DIO per liberare Israele. 
    2. Il Signore HA ELETTO Ciro, per amore di Giacobbe, suo servo, e d’Israele, suo eletto. LO HA SCELTO, LO HA CHIAMATO per liberare Israele suo popolo perché possa ritornare in patria. In questa opera di liberazione non chiama un altro Mosè. CHIAMA UN PAGANO, UNO CHE NON CONOSCE IL SIGNORE E LO FA STRUMENTO DEL SUO VOLERE.
    3. Il Signore, Dio unico, il solo Dio vivo e vero renderà Ciro pronto all’azione, anche se lui non lo conosce. È IL SIGNORE CHE MUOVE LA STORIA COME A LUI CONVIENE. E perché il Signore si serve di Ciro? “Perché sappiano dall’oriente e dall’occidente che non c’è nulla fuori di me. Io sono il Signore, non ce n’è altri”. L’OPERA DEL SIGNORE È SEMPRE NUOVA E MISTERIOSA. Lui è sapienza eterna. Sa come agire in ogni istante. Sa quale via percorrere. 

    --------------------------------------------------------------------

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési - 1Ts 1,1-5

    Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
    Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
    Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.
    1. Paolo dice tutto il suo affetto e la riconoscenza a Dio per l'opera dell'evangelizzazione. SIETE STATI SCELTI DA LUI dice l'apostolo, io vi ho annunciato il Vangelo MA VOI LO AVETE ACCOLTO perché la potenza dello Spirito ha agito nei vostri cuori, e VOI SIETE STATI DISPONIBILI VI SIETE LASCIATI CONVINCERE.

    2. Il Vangelo ha messo radice in voi: LA FEDE È CRESCIUTA E VIENE DONATA, la PAROLA DEL VANGELO DIVENTA CARITÀ, strumento per amare Dio e i fratelli e LA SPERANZA è diventata la FECONDA ATTESA DEL SIGNORE CHE VIENE. 

    3. IL VANGELO È STATO PREDICATO FRA VOI per mezzo della Parola, con potenza e con Spirito Santo e CON PROFONDA CONVINZIONE, per il vostro bene. Ai predicatori viene richiesta UNA FEDE MATURA IN MODO CHE LA LORO PREDICAZIONE SIA SECONDO LA VERITÀ, LA CARITÀ E LA SPERANZA. E tutti si possano nutrire della “BUONA NOVELLA”

    --------------------------------------------------------- 

    + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 22,15-21

    In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
    Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
    Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
    Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

     

    1. «I farisei tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù». GESU' DA FASTIDIO, spesso anche noi facciamo come i farisei: giudichiamo Gesù perché NON FA quello che noi vorremmo e non abbiamo la pazienza di ASCOLTARE ciò che lui vorrebbe da noi.

    2. I suoi ascoltatori dovevano capire che il Messia (che attendevano) non era Cesare, e che Cesare non è Dio. Il regno che Gesù veniva ad instaurare non segue le leggi di questo mondo (= le leggi di Cesare, del Dio denaro).... CAPITO? CHI SEGUO IO GESÙ' O CESARE?

    3. Allora: «Date a Cesare quello che già appartiene a Cesare» è l’invito a RIPRENDERE la nostra immagine di Dio (= restituire a Dio) che Lui stesso ha impresso nei nostri cuori perché fossimo nel mondo la testimonianza della sua presenza, rendendolo credibile attraverso la credibilità delle nostre scelte e delle nostre azioni. DIMOSTRIAMO NEI FATTI DI ESSERE IMMAGINE DI DIO..
    BUONA DOMENICA...

    ----------------------------------------------------------------

    LA COSCIENZA
    È stato detto che «un uomo onesto è l’opera più nobile di Dio». È quello che vuole insegnare Gesù, con la frase diventata storica: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio». Allora sì che un cristiano diventa lievito e sale che dà vita. Questa è la retta coscienza che dobbiamo formare in noi. E ricordiamo sempre che «la coscienza ha dei diritti perché ha dei doveri». Sii onesto!

    ------------------------------------------------------------------

    LECTIO DIVINA - XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

    OMELIA - XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

    📲 I MIEI SOCIAL:

    Mt 21,10-17 - RITO AMBROSIANO - DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO, CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI

    RITO AMBROSIANO

    DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO, CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI
    Domenica 18 Ottobre 2026

     ✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 21,10-17

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: / “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. / Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: / “Dalla bocca di bambini e di lattanti / hai tratto per te una lode”?». / Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
    1. La cacciata dei venditori del tempio: Il gesto fortissimo e clamoroso di Gesù, riguarda il significato profondo e la vera ragione dell’esistenza del tempio di Gerusalemme. IL TEMPIO DOVEVA ESSERE IL LUOGO DI CELEBRAZIONE DEL GRANDE INCONTRO D’AMORE TRA DIO E IL SUO POPOLO. Il luogo della supplica e della lode, del pentimento e del perdono. Ma, dice il Signore, è diventato una spelonca di ladri… E LE NOSTRE CHIESE??
    2. La cacciata dei venditori è seguita dall'ingresso nel tempio di CIECHI E STORPI che Gesù guarisce. Ecco il senso di questo luogo d’incontro con Dio: CERCARE E RICEVERE IL BENE CHE EGLI VUOLE DONARE A TUTTI, a partire da chi è in condizione più ferita. LA RICERCA PARTE DALL'ASCOLTO!...
    3. Importanti le gioiose acclamazioni dei BAMBINI, sicuramente LIBERI DA PREOCCUPAZIONI “COMMERCIALI”, e quindi RICCHI DI SEMPLICITÀ E DI IMMEDIATEZZA nella loro lode al Signore. DOBBIAMO FARCI BAMBINI…
    BUONA DOMENICA...
     
    📲 I MIEI SOCIAL:

    18.10 SAN LUCA EVANGELISTA

    SAN LUCA EVANGELISTA
    San Luca Evangelista, medico originario di Antiochia, fu discepolo e fedele collaboratore di san Paolo, che in alcune delle sue lettere lo ricorda con affetto e gratitudine. A Luca la tradizione attribuisce il terzo Vangelo e gli Atti degli Apostoli. Nel prologo del suo Vangelo racconta di aver compiuto ricerche accurate, raccogliendo le testimonianze di coloro che avevano visto Gesù. Il suo desiderio è offrire un racconto ordinato e affidabile della fede. Luca mostra così che la fede cristiana non nasce da fantasie, ma da un evento realmente accaduto nella storia degli uomini. Il suo Vangelo è particolarmente attento ai poveri, ai piccoli e ai peccatori, e presenta Gesù come il Salvatore misericordioso venuto per tutti. Grande spazio è riservato anche alla preghiera e all’azione dello Spirito Santo. Luca accompagnò Paolo in diversi viaggi missionari, condividendo con lui fatiche, pericoli e gioie dell’annuncio del Vangelo. Conobbe probabilmente alcuni degli apostoli e le prime comunità cristiane. La tradizione ritiene inoltre che abbia conosciuto personalmente la Vergine Maria. Dal suo Vangelo riceviamo infatti i racconti dell’Annunciazione e della Visitazione, della nascita di Gesù e della sua presentazione al tempio. È plausibile che abbia raccolto dalla stessa Maria molti di questi ricordi. Luca ci consegna così anche il Magnificat, il grande canto di lode della Vergine. La sua opera ci invita a conoscere Cristo, ascoltare la Parola e testimoniarla. Come medico, è patrono di coloro che si prendono cura della vita e della sofferenza. È inoltre venerato come patrono degli artisti e, in particolare, dei pittori. Luca ci insegna che la misericordia di Dio non esclude nessuno e che ogni persona può diventare destinataria della salvezza. Anche noi siamo chiamati a raccontare, con la nostra vita, ciò che abbiamo incontrato in Cristo, perché il Vangelo diventi una buona notizia concreta per chi ci sta accanto. per noi oggi 1. Cerchiamo davvero la verità? Luca fa «ricerche accurate» prima di scrivere. La nostra fede è fondata sulla Parola e sulla conoscenza di Cristo, oppure su abitudini e sentito dire? 2. Sappiamo custodire ciò che viviamo? Maria «serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Sappiamo fermarci, ascoltare e rileggere alla luce di Dio ciò che accade nella nostra vita? 3. La fede diventa annuncio? Luca non tiene per sé ciò che ha scoperto: scrive perché altri possano riconoscere la solidità della fede. La nostra vita fa venire voglia agli altri di conoscere Gesù?
    Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio.
     Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.




    sabato 17 ottobre 2026

    17.10.2026 - Ef 1,15-23 - Lc 12,8-12 - Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.

    Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni - Ef 1,15-23

    Fratelli, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
    Egli la manifestò in Cristo,
    quando lo risuscitò dai morti
    e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
    al di sopra di ogni Principato e Potenza,
    al di sopra di ogni Forza e Dominazione
    e di ogni nome che viene nominato
    non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
    Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
    e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
    essa è il corpo di lui,
    la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

    1. Paolo invoca per gli Efesini uno SPIRITO DI RIVELAZIONE PERCHÉ ABBIAMO UNA CONOSCENZA PROFONDA della speranza e del tesoro di grazia che Dio ha preparato per loro. È UNA CONOSCENZA CHE INVESTE IL VISSUTO DELLA PERSONA che consente di scoprire il senso autentico delle cose così come sono state stabilite da Dio in Cristo.

    2. In ciò che Cristo ha sperimentato NELLA SUA PASQUA, noi possiamo CONTEMPLARE QUALE SIA IL DESTINO A CUI NOI SIAMO CHIAMATI vivendo nella sequela di Gesù. CIÒ CHE DIO HA OPERATO IN LUI, in virtù del suo completo abbandono alla volontà del Padre, LO REALIZZA ANCHE IN NOI.

    3. Avere una profonda conoscenza del mistero della risurrezione TRASFORMA TOTALMENTE LA NOSTRA VITA perché ci libera dal dominio della morte che corrompe ogni cosa. QUESTA CONOSCENZA PROFONDA, CHE SI FONDA SULL’ESPERIENZA DELLA COMUNIONE CON IL SIGNORE, ci consente di dare la nostra testimonianza senza rinnegare il Signore.

    ---------------------------------------------------

    + Dal vangelo secondo Luca - Lc 12,8-12
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
    Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
    Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire». 

     

    Gesù ci conosce e noi e noi Lo riconosciamo, cioè lo accogliamo e lo manifestiamo come Dio e Salvatore. Questo rende liete e forti le nostre giornate e tutta la vita, anche davanti a difficoltà e persecuzioni. 
    Dio ci ha donato un un potere enorme che posso esercitare in ogni istante: il potere dell’amore. Ci ha donato il suo stesso Spirito. Chi bestemmia lo Spirito bestemmia l’Amore che ama.
    Lo Spirito di Dio passa attraverso di me, umanizza me. Nel lasciarmi attraversare, divento capace di amare, capace di trascendere le mie ferite, i miei traumi, le vicende dolorose che ho vissuto e mi insegna in qualsiasi momento ciò che è conforme all'amore, ciò che devo dire e fare. Invece ogni volta che mi chiudo al bene che posso fare all’altro, impedisco allo Spirito di scegliere proprio me per vivificare l’universo e perdo l’occasione di essere sanato. E Gesù esclama: che peccato!

    -----------------------------------------

    Spesso ci preoccupiamo per cosa dobbiamo dire e come discolparci, ma è fatica inutile. Gesù ci dice di affidarci allo Spirito. Prima va però svuotato il nostro ego ... io non ce la posso fare, io. Giusto?

    ------------------------------------------ 

     

    📲 I MIEI SOCIAL:

    17.10 SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA

    SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA
    Sant’Ignazio di Antiochia, vissuto tra il 35 e il 107 circa, fu secondo successore di san Pietro alla guida della Chiesa di Antiochia. La sua conversione fece maturare in lui un amore ardente per Cristo, fino ad accogliere con gioia il martirio come imitazione della sua Passione. Durante il viaggio verso Roma, dove sarebbe stato dato in pasto alle belve, scrisse sette lettere alle comunità cristiane e a san Policarpo. In esse troviamo per la prima volta i termini «cristianesimo» e «Chiesa cattolica», insieme a una forte consapevolezza ecclesiale. Ignazio invita i cristiani a vivere una fede concreta, fatta di carità, attenzione ai poveri, alle vedove, agli orfani e agli oppressi. Difende con forza la verità dell’Incarnazione di Cristo: Gesù è veramente uomo, ha sofferto sulla Croce ed è realmente risorto. Per questo Ignazio si definiva «teoforo», cioè portatore di Dio. Di fronte al martirio non cerca di salvarsi, ma chiede di essere fedele fino alla fine. Ai cristiani di Roma domanda di non impedirgli di raggiungere Cristo, perché desidera non soltanto chiamarsi cristiano, ma esserlo veramente. Le sue lettere testimoniano anche la struttura della Chiesa delle origini, con il ministero dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi. Ignazio insegna che la comunione con il vescovo è segno di unità ecclesiale. «Dove compare il vescovo, là sia la comunità», afferma con convinzione. E aggiunge: «Dove è Gesù Cristo, là è la Chiesa cattolica». La sua testimonianza ci ricorda che la fede non è soltanto parole, ma amore per Cristo, comunione nella Chiesa e fedeltà fino al dono della vita. La sua vita ci provoca a chiederci se Cristo sia davvero il centro della nostra esistenza e se la nostra fede sappia diventare testimonianza concreta. Anche oggi siamo chiamati a vivere un cristianesimo non solo proclamato con le labbra, ma testimoniato con la vita, nella carità e nella comunione. per noi oggi 1. Cristiani a parole o nella vita? Ignazio chiede di non limitarsi a «dirsi cristiani», ma di esserlo realmente. La nostra fede si vede nelle scelte concrete? 2. Una fede che costa qualcosa Ignazio non fugge davanti alla difficoltà e al martirio. Noi siamo disposti a pagare un prezzo per il Vangelo, oppure viviamo una fede comoda e senza conseguenze? 3. Cristo senza Chiesa? Per Ignazio, dove c’è Cristo c’è la Chiesa. Possiamo oggi dirci credenti senza vivere la comunione, senza partecipare e senza sentirci responsabili della comunità?
    Si educa molto con quel che si dice, ancor più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è.
     Memoria di sant’Ignazio, vescovo e martire, che, discepolo di san Giovanni Apostolo, resse per secondo dopo san Pietro la Chiesa di Antiochia. Condannato alle fiere sotto l’imperatore Traiano, fu portato a Roma e qui coronato da un glorioso martirio: durante il viaggio, mentre sperimentava la ferocia delle guardie, simile a quella dei leopardi, scrisse sette lettere a Chiese diverse, nelle quali esortava i fratelli a servire Dio in comunione con i vescovi e a non impedire che egli fosse immolato come vittima per Cristo.

    NELLO STESSO GIORNO:
    BEATO PIETRO CASANI (PIETRO DELLA NATIVITÀ DI MARIA) SCOLOPIO
    Lucca, 8 settembre 1572 – Roma, 17 ottobre 1647
    Di origini lucchesi, Pietro entra nella Congregazione della Madre di Dio come fratello laico nel 1610. Dopo varie peripezie seguirà San Giuseppe Calasanzio negli scolopi, dei quali condivideva l’idea di salvezza dei giovani attraverso la scuola. Muore nel 1647, con fama di insigne teologo.

     

    📲 I MIEI SOCIAL:

    venerdì 16 ottobre 2026

    16.10.2026 - Ef 1,11-14 - Lc 12,1-7 - Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.

    Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni - Ef 1,11-14

    Fratelli,
    in Cristo siamo stati fatti anche eredi,
    predestinati – secondo il progetto di colui
    che tutto opera secondo la sua volontà –
    a essere lode della sua gloria,
    noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
    In lui anche voi,
    dopo avere ascoltato la parola della verità,
    il Vangelo della vostra salvezza,
    e avere in esso creduto,
    avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
    il quale è caparra della nostra eredità,
    in attesa della completa redenzione
    di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

    1. IN CRISTO, NOI SIAMO DIVENTATI EREDI. L’eredità è il paradiso, la vita eterna, la partecipazione della divina natura. QUESTA EREDITÀ È SOLO DI CRISTO GESÙ, POICHÉ L’EREDITÀ È IL DONO DEL PADRE AL FIGLIO. Essendo noi divenuti con Cristo una cosa sola, essendo stati fatti figli di Dio nel suo Figlio Gesù Cristo, L’EREDITÀ VIENE CONFERITA ANCHE A NOI.

    2. NOI SIAMO PREDESTINATI AD ESSERE LODE DELLA SUA GLORIA. È la gioia di Dio e la sua piena glorificazione nel RENDERCI SUOI FIGLI ED EREDI DEI BENI che spetterebbero solamente a Lui. È UN DIO CHE GIOISCE NEL RENDERCI PARTECIPI ED EREDI DEI SUOI BENI.

    3. Dopo aver ASCOLTATO LA PAROLA DELLA VERITÀ, l’ascolto è necessario, indispensabile per accedere a Cristo Gesù, e CREDUTO NELLA VERITÀ DEL VANGELO, LO SPIRITO DEL SIGNORE SCENDE nel cuore di chi ascolta. Guidato dallo Spirito, egli cammina verso il cielo. Lo Spirito Santo, caparra della nostra eredità, è in vista della risurrezione finale. LO SPIRITO È QUELLA GIUSTIZIA DI DIO RIVERSATA NEI NOSTRI CUORI, che ci rende giusti e che realizza pienamente il progetto divino…

    -------------------------------------------------

    + Dal Vangelo secondo Luca - Lc 12,1-7

    In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
    «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
    Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
    Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».

    Gesù ci mette in guardia dai cattivi maestri, i farisei, che mostrano una buona faccia, ma corrompono l'anima come un lievito cattivo nella pasta. Svelandone la falsità, Gesù ci protegge dalla minaccia che potrebbe uccidere l’anima. L’unica difesa che salva viene dal seguire il vero Maestro e dall’affidarsi al Padre che sta nei cieli.
    Se seguiamo Gesù e ci affidiamo al Padre, sentiamo vera le parole: "Non abbiate paura!". Sappiamo che le tribolazioni non mancano e proprio per questo è necessario non dimenticare la parola di Gesù “Non abbiate paura! Non avere paura, vai avanti! Io sono con te!”. Non abbiate paura di chi vi deride e vi maltratta, e non abbiate paura di chi vi ignora o “davanti” vi onora ma “dietro” combatte il Vangelo (…) Gesù non ci lascia soli perché siamo preziosi per Lui.
    Non farti spaventare dalle prese in giro e dalle cattiverie che potresti subire, ma continua ad annunciare il Vangelo con gioia...

    -------------------------------------------------------

    Gesù ci scuote e ci mette in guardia dall’ipocrisia, rivelandoci per l’ennesima volta che il Padre ci ama, uno per uno, contando i nostri capelli. Può mai esistere e resistere un amore falso?

    -------------------------------------------------------- 

     

    📲 I MIEI SOCIAL:

    16.10 SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE

    SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE
    Santa Margherita Maria Alacoque nacque nel 1647 e morì nel 1690; fu la grande propagatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Quinta di sette figli, rimase orfana del padre ancora bambina e fin da piccola sentì nascere in lei un forte desiderio di consacrarsi a Dio. A cinque anni pronunciò, quasi senza comprenderne pienamente il significato, il voto di castità perpetua. A quattordici anni ricevette una particolare grazia dalla Madonna, che l'aveva già aiutata durante una grave malattia, e in seguito entrò nell'Ordine della Visitazione. Il 27 dicembre 1673, durante l'adorazione davanti al Santissimo Sacramento, ebbe la prima delle grandi rivelazioni di Gesù sul suo Sacro Cuore, chiamandola a far conoscere agli uomini il suo amore misericordioso. Gesù le mostrò il suo Cuore ardente d'amore, chiedendole di promuovere una festa in suo onore e di riparare alle ingratitudini e alle offese ricevute. Margherita incontrò incomprensioni e opposizioni anche all'interno del monastero, ma trovò sostegno nel gesuita san Claudio de La Colombière, che riconobbe la profondità della sua esperienza spirituale. Gesù le affidò la missione di diffondere la devozione al Sacro Cuore, dalla quale nacque anche la pratica dei primi nove venerdì del mese. Secondo la tradizione delle rivelazioni ricevute da Margherita, Gesù promise particolari grazie a coloro che avessero coltivato questa devozione, tra cui la cosiddetta «Grande Promessa» legata alla Comunione nei primi venerdì. Margherita visse inoltre profondamente la Passione di Cristo, offrendo sofferenze e preghiere per la salvezza delle anime. La sua vita ci ricorda che il Cuore di Gesù è soprattutto un Cuore che ama, perdona e attende, invitandoci a rispondere all'amore con una vita di fede, riparazione e carità. per noi oggi 1. Gesù ha mostrato a Margherita un Cuore che arde d’amore per ogni persona. E noi: quanto è ancora freddo il nostro cuore davanti all’amore di Dio? 2. I primi venerdì non sono una semplice pratica da rispettare, ma un invito a entrare nel Cuore di Cristo. La nostra fede è davvero relazione con Gesù oppure è diventata soltanto abitudine religiosa? 3. Margherita ha offerto sofferenze, preghiere e incomprensioni per la salvezza delle anime. Noi sappiamo ancora sacrificare qualcosa per gli altri, oppure cerchiamo una fede che non ci costi nulla?
    "Un Cuore che ama è un Cuore Provvidente. Gesù stesso lo evidenzia nel Santo Vangelo: "Venite a me voi tutti....ed io vi darò ristoro". ( Mt 11,28)
     Santa Margherita Maria Alacoque, vergine, che, entrata tra le monache dell’Ordine della Visitazione della beata Maria, corse in modo mirabile lungo la via della perfezione; dotata di mistici doni e particolarmente devota al Sacratissimo Cuore di Gesù, fece molto per promuoverne il culto nella Chiesa. A Paray-le-Monial nei pressi di Autun in Francia, il 17 ottobre, si addormentò nel Signore.
    (17 ottobre: A Paray-le-Monial nel territorio di Autun in Francia, transito di santa Margherita Maria Alacoque, vergine, la cui memoria si celebra il giorno precedente a questo).

    NELLO STESSO GIORNO:
    SANT' EDVIGE RELIGIOSA E DUCHESSA DI SLESIA E DI POLONIA
    16 ottobre - Memoria Facoltativa
    Andescj, Baviera, 1174 - Trzebnica, Polonia, 15 ottobre 1243
    Santa Edvige, religiosa, che, di origine bavarese e duchessa di Polonia, si dedicò assiduamente nell’assistenza ai poveri, fondando per loro degli ospizi, e, dopo la morte del marito, il duca Enrico, trascorse operosamente i restanti anni della sua vita nel monastero delle monache Cistercensi da lei stessa fondato e di cui era badessa sua figlia Gertrude. Morì a Trebnitz in Polonia il 15 ottobre.


    BEATO CONTARDO FERRINI TERZIARIO FRANCESCANO

    Milano, 5 aprile 1859 – Suna, Novara, 17 ottobre 1902

    A Suna presso il lago Maggiore, beato Contardo Ferrini, che, nell’educare i giovani, con il suo esempio di fede e di vita cristiana andò ben oltre la scienza umana.


    BEATO GIOVANNI BONO RELIGIOSO

    Mantova, 1168 - Mantova, 16 ottobre 1249

    A Mantova, beato Giovanni Bono, eremita, che, da giovane, lasciata la madre, errò per varie regioni d’Italia esercitando il mestiere di giocoliere e di attore comico, ma all’età di quarant’anni, dopo essersi gravemente ammalato, fece voto a Dio di abbandonare il mondo per donarsi interamente in penitenza e amore a Cristo e alla Chiesa e fondò una Congregazione sotto la regola di sant’Agostino. 


    BEATO BALDASSARRE RAVASCHIERI DA CHIAVARI SACERDOTE FRANCESCANO

    Chiavari, Genova, 1419 - Binasco, Milano, 17 ottobre 1492

    Nacque a Chiavari da nobile famiglia genovese, entrò nell'ordine francescano dei Minori Osservanti, in seguito divenne sacerdote e teologo. Nel convento di Chiavari assunse il compito di guardiano, in seguito responsabile di tutta la provincia di Genova. Molto attivo nella predicazione venne colpito da gotta, che lo debilitò a tal punto da non potersi più muovere. Si ritirò allora nel convento del suo ordine a Binasco, piccolo centro tra Milano e Pavia. Fu molto stimato ai suoi tempi per la sua fama di sant'uomo e di confessore, consigliere e d'esempio della beata Veronica Negroni da Binasco. Fu amico di Bernardino da Feltre e di Giovanni Antonio Amadeo. Morì il 17 ottobre 1492.Nella diocesi di Pavia la sua memoria si celebra il 16 ottobre.

     

    📲 I MIEI SOCIAL: