mercoledì 26 agosto 2026

26.08.2026 - 2Ts 3,6-10.16-18 - Mt 23,27-32 - Siete figli di chi uccise profeti.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési - 2Ts 3,6-10.16-18

Fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, vi raccomandiamo di tenervi lontani da ogni fratello che conduce una vita disordinata, non secondo l’insegnamento che vi è stato trasmesso da noi.
Sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Il Signore della pace vi dia la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi.
Il saluto è di mia mano, di Paolo. Questo è il segno autografo di ogni mia lettera; io scrivo così. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.

 

1. Paolo raccomanda di evitare chi conduce una vita disordinata, enfatizzando l'importanza di seguire l'insegnamento ricevuto. Egli sottolinea la NECESSITÀ DI MANTENERE UNA DISCIPLINA PERSONALE E COLLETTIVA, evitando comportamenti oziosi e disordinati che potrebbero influenzare negativamente la comunità.
2. Paolo ricorda come lui e i suoi compagni hanno lavorato duramente per non essere di peso a nessuno, nonostante ne abbiano il diritto. QUESTO ESEMPIO È DATO AFFINCHÉ LA COMUNITÀ LO IMITI, comprendendo il valore del lavoro e della responsabilità personale, evitando l'oziosità.
3. Paolo conclude la lettera impartendo una benedizione di pace, augurando che il Signore sia sempre con tutti. LA GRAZIA DEL SIGNORE GESÙ CRISTO È INVOCATA SU TUTTI I DESTINATARI, rafforzando il legame spirituale e l'autorità apostolica. E’ invocata anche su di Te!

--------------------------------------------------------

+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 23,27-32
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».

 

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti!" Sebbene istruiti e potenti, Gesù li vede come corrotti, belli fuori ma marci dentro. Si ritengono migliori degli altri, rifiutando di riconoscere il proprio male. L'ipocrisia, marchio del diavolo, è intollerabile, e Gesù la smaschera, consapevole che questa lo porterà alla morte. Egli afferma che sono peggio dei loro padri, predicendo che lo uccideranno. Invitiamo Gesù a scavare dentro di noi, a smascherare la nostra ipocrisia e a donare la forza per una sincera conversione del cuore. Ancora oggi come è possibile che ogni volta che ci indigniamo e scandalizziamo per un comportamento, poi basta molto poco per compiere proprio quei gesti che ora stigmatizziamo? Dov’è l’errore?

 

📲 I MIEI SOCIAL:

26.08 - SANT' ALESSANDRO DI BERGAMO

SANT' ALESSANDRO DI BERGAMO

Sant’Alessandro († c. 303), patrono di Bergamo, è venerato come uno dei martiri della celebre Legione Tebea, composta da soldati cristiani guidati da san Maurizio. Durante le persecuzioni degli imperatori Diocleziano e Massimiano, rifiutò di sacrificare agli idoli e di rinnegare la propria fede, scegliendo di rimanere fedele a Cristo anche a costo della vita.
Secondo la tradizione riuscì a sfuggire al massacro della Legione Tebea e trovò rifugio in Italia, dove fu arrestato e imprigionato a Milano. Nemmeno il carcere e le minacce riuscirono a piegare la sua fede. Condotto davanti a Massimiano, rifiutò ancora una volta di adorare gli dèi pagani e abbatté l'altare preparato per il sacrificio agli idoli, testimoniando con coraggio che solo Dio è degno di essere adorato.
La tradizione racconta che il boia, nel tentativo di colpirlo, rimase miracolosamente paralizzato davanti alla grandezza spirituale del santo. Alessandro riuscì nuovamente a fuggire e trovò rifugio a Bergamo, dove continuò ad annunciare il Vangelo e a convertire molte persone alla fede cristiana. Non approfittò della fuga per nascondersi, ma trasformò quel tempo in un'occasione per evangelizzare e portare altri a conoscere Gesù Cristo. La sua vita dimostra come la fede autentica non si chiuda nella paura, ma diventi testimonianza e missione.
Catturato per l'ultima volta, affrontò il martirio con serenità e venne decapitato il 26 agosto 303. Sul luogo del suo sacrificio sorse poi la basilica di Sant'Alessandro in Colonna, segno della profonda devozione del popolo bergamasco verso il suo patrono. Ancora oggi la sua memoria continua a essere un punto di riferimento per quanti desiderano vivere il Vangelo con coerenza e coraggio.
La sua testimonianza insegna che la vera forza non nasce dalle armi, ma dalla fede e dalla fedeltà a Cristo. Ancora oggi Sant'Alessandro invita ogni cristiano a non scendere a compromessi con il male e a testimoniare il Vangelo con coraggio, anche quando questo richiede sacrificio. per noi oggi 1. Sant'Alessandro preferì perdere la vita piuttosto che rinnegare Cristo. Noi fino a che punto siamo disposti a difendere la nostra fede? 2. Davanti agli idoli del suo tempo non si piegò. Quali sono gli idoli moderni che rischiano di prendere il posto di Dio nel nostro cuore? 3. Alessandro continuò ad annunciare il Vangelo anche dopo il carcere e le persecuzioni. Noi ci scoraggiamo alla prima difficoltà o continuiamo a testimoniare con fiducia?
sec. IV
   Patrono di Bergamo, vissuto a cavallo del III e IV secolo. Dopo essere stato comandante di centuria della legione Tebea, utilizzata prevalentemente in Oriente, è spostato in Occidente. Gli viene ordinato di ricercare i cristiani contro i quali è in atto una persecuzione. Di fronte al suo rifiuto e di alcuni compagni segue la decimazione, a cui riesce a salvarsi. Scappa a Milano dove però è riconosciuto e incarcerato. Grazie a san Fedele, che organizza la fuga di Alessandro, si rifugia a Como e infine, passando per Fara Gera d'Adda e Capriate, arriva a Bergamo. Qui, ospite del principe Crotacio, che lo aiuta a nascondersi, inizia la sua opera di predicazione e conversione di molti cittadini, tra cui i martiri Fermo e Rustico. Ma nel 303 Alessandro è nuovamente scoperto e catturato. Condannato alla decapitazione, muore il 26 agosto a Bergamo, dove ora sorge la chiesa di Sant'Alessandro in Colonna.


📲 I MIEI SOCIAL:

martedì 25 agosto 2026

25.08.2026 - 2Ts 2,1-3.13-17 - Mt 23,23-26 - Queste erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési - 2Ts 2,1-3.13-17

Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente. Nessuno vi inganni in alcun modo!
Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità. A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera. E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
1. Se riguardo alla venuta del Signore vi è certezza, NON È DATO AD ALCUNO SAPERE IL GIORNO E L’ORA. Non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, quasi che il giorno del Signore sia già giunto, IL MOMENTO VERRÀ QUANDO NOI NON LO SAPREMO.  Vivi l’attesa…
2. I Tessalonicesi sono invitati a rendere grazie perché TUTTO È DONO, veramente. E a RIMANERE SALDI NELLA TRADIZIONE. Rimanere attaccati alla Parola tramandata dagli apostoli. Non bisogna andare oltre e fuori in nome di una pretesa autorità…
3. DALLA FEDELTÀ alla Parola così come tramandata, abbiamo la GARANZIA DI CAMMINARE CONFORME A VERITÀ; e non ci mancherà la consolazione eterna e la speranza incrollabile. IN CRISTO E PER CRISTO VEDREMO CRESCERE E FORTIFICARSI in noi ogni opera e parola buona.

--------------------------------------------------------

+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 23,23-26
In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito».
Gesù condanna gli scribi e farisei per la loro ipocrisia, evidenziando come si concentrino su dettagli minori della Legge, come il pagamento della decima su erbe insignificanti, trascurando giustizia, misericordia e fedeltà. Utilizzando la metafora del bicchiere pulito solo all'esterno, sottolinea la loro attenzione alle apparenze mentre l'interno è corrotto da avidità. Chiamandoli "guide cieche", critica la loro incapacità di comprendere e vivere l'essenza della spiritualità, distinguendo l'insignificante dall'essenziale. Questo messaggio è un'invito a fare attenzione ai pastori "rigidi". State attenti davanti ai cristiani – siano laici, preti, vescovi – che si presentano così “perfetti”, rigidi. State attenti. Non c’è lo Spirito di Dio lì. Manca lo spirito della libertà”.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

25.08 - SAN LUDOVICO (Luigi IX)

SAN LUDOVICO (Luigi IX)
San Ludovico (Luigi IX) (1214 - 1270), re di Francia, è ricordato come uno dei più grandi sovrani cristiani della storia.
Chiamato dai suoi contemporanei "il re devoto", seppe unire il governo del regno a una profonda vita di fede, dimostrando che la santità può essere vissuta anche nelle responsabilità politiche. Ricevette dalla madre, Bianca di Castiglia, una solida educazione cristiana che lo accompagnò per tutta la vita. Amava definirsi "Luigi di Poissy", ricordando che la sua vera dignità nasceva dal Battesimo e non dalla corona.
Salito al trono giovanissimo, governò con grande saggezza, promuovendo la giustizia, la pace e il bene comune. Favorì lo sviluppo artistico, culturale ed economico della Francia e si impegnò a correggere gli abusi dei funzionari del regno, difendendo i più deboli e amministrando la giustizia con imparzialità. Pur rispettando profondamente l'autorità della Chiesa, seppe distinguere con equilibrio i compiti dello Stato da quelli religiosi, senza mai separare la politica dai valori del Vangelo.
Animato da una profonda devozione verso la Passione di Cristo, fece costruire la splendida Sainte-Chapelle per custodire la Corona di spine e altre preziose reliquie della Passione. Partecipò personalmente, a piedi nudi e con grande umiltà, alla processione che accompagnò la reliquia. Dopo una grave malattia decise di partire per la Terrasanta, vivendo la crociata come un pellegrinaggio di penitenza e di fede.
Fatto prigioniero in Egitto, rimase saldo nella sua fede e si preoccupò più dei compagni di prigionia che di se stesso. Tornato in Francia, proseguì le sue riforme morali e sociali, combattendo la bestemmia, l'usura, il gioco d'azzardo e ogni forma di ingiustizia. Fu anche sostenitore della cultura e favorì la nascita della Sorbona, destinata a diventare uno dei più importanti centri di studio d'Europa.
Morì durante una nuova spedizione verso la Tunisia, offrendo la sua vita per la diffusione della fede. San Ludovico ci insegna che il vero potere è servire, che l'autorità è autentica solo quando è vissuta come responsabilità davanti a Dio e che un cristiano può trasformare la società senza rinunciare al Vangelo.
per noi oggi
1. San Ludovico governava pensando prima a Dio che al consenso. Noi prendiamo le nostre decisioni secondo il Vangelo o secondo la convenienza?
2. Era re, ma non dimenticò mai che la sua vera dignità veniva dal Battesimo. Su cosa fondiamo davvero la nostra identità?
3. Ha usato il potere per servire e non per essere servito. Se avessimo più responsabilità, le vivremmo come un privilegio o come una missione affidata da Dio?
Poissy, Francia, 25 aprile 1214 - Tunisi, 25 agosto 1270
   San Luigi IX, re di Francia, che la fede attiva sia in tempo di pace sia nel corso delle guerre intraprese per la difesa dei cristiani, la giustizia nel governo, l’amore verso i poveri e la costanza nelle avversità resero celebre. Unitosi in matrimonio, ebbe undici figli che educò ottimamente e nella pietà. Per onorare la croce, la corona di spine e il sepolcro del Signore impegnò mezzi, forze e la vita stessa. Morì presso Tunisi sulla costa dell’Africa settentrionale colpito dalla peste nel suo accampamento.

 

NELLO STESSO GIORNO:

SAN GIUSEPPE CALASANZIO Sacerdote

Peralta del Sal, Aragona (Spagna), 31 luglio 1558 - Roma, 25 agosto 1648

San Giuseppe Calasanzio, sacerdote, che istituì scuole popolari per la formazione dei bambini e dei giovani nell’amore e nella sapienza del Vangelo, fondando a Roma l’Ordine dei Chierici regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie.

BEATO ALESSANDRO DORDI Sacerdote missionario, martire

Gromo San Marino, Bergamo, 23 gennaio 1931 – Santa, Perù, 25 agosto 1991

Don Alessandro Dordi, sacerdote diocesano di Bergamo, appartenente alla Comunità Missionaria del Paradiso. Immediatamente dopo l’ordinazione sacerdotale, venne inviato nel Polesine, poi in Svizzera come cappellano degli emigranti italiani e, dal 1980, in Perù. S’impegnò a fondo nella pastorale familiare e nella promozione umana, che riteneva fosse l’antidoto ai movimenti guerriglieri che imperversavano nel Paese. Cadde vittima di un attentato da parte di alcuni militanti di Sendero Luminoso, un movimento armato maoista, il 25 agosto 1991.

BEATA MARIA TRONCATTI Religiosa

Corteno Golgi, Brescia, 16 febbraio 1883 - Sucúa, Ecuador, 25 agosto 1969

Durante la prima guerra mondiale (1915-18) Suor Maria segue a Varazze corsi di assistenza sanitaria e lavora come infermiera crocerossina nell'ospedale militare: una esperienza che le riuscirà quanto mai preziosa nel corso della sua lunga attività missionaria nella foresta amazzonica dell'Oriente equatoriano. Partita infatti per l'Equatore nel 1922, è mandata fra gli indigeni shuar dove con altre due consorelle inizia un difficile lavoro di evangelizzazione in mezzo a rischi di ogni genere. Suor Maria muore in un tragico incidente aereo a Sucúa il 25 agosto 1969.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

lunedì 24 agosto 2026

24.08.2026 - Ap 21,9-14 - Gv 1,45-51 - Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità.

 

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo - Ap 21,9-14

Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello».
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
1. “Vieni ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello”. Usando il linguaggio nuziale, Giovanni suggerisce L’INTIMA E INEFFABILE COMUNIONE tra la Chiesa (la “sposa”) e il Redentore (lo “Sposo”). La sposa, la Gerusalemme nuova che scende dal cielo, È OPERA DI DIO, E RISPLENDE DELLA SUA GLORIA simile alla luce del diaspro cristallino…
2. Il cammino del popolo di Israele, FONDATO SUI 12 APOSTOLI, SULLA LORO FEDE, conduce a questa città. Siamo invitati a CONTEMPLARE IL COMPIMENTO DELLE PROMESSE MESSIANICHE che si celebra nella gioia piena, dove L’UMANITÀ È ORMAI DEL TUTTO LIBERATA E PURIFICATA. 
3. La dimora eterna È UNA CITTÀ APERTA IN TUTTE LE DIREZIONI, verso la quale convergeranno da ogni luogo i popoli, PORTANDO LA LORO RICCHEZZA E SENTENDOSI A CASA in essa, essi stessi ammessi alla comunione con Dio. MA CHIUSA A CHI SI È CHIUSO ALL’AGNELLO, scegliendo una vita dissoluta, orribile e falsa.

--------------------------------------------------------------

+ Dal vangelo secondo Giovanni - Gv 1,45-51
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». 

 

Natanaèle disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Filippo non pretende di convincere l’amico con discorsi, ma lo invita a fare con lui esperienza di Gesù. E Natanaele si mette in gioco.
L’incontro con Gesù fa passare dal giudicare senza conoscere al conoscere senza giudicare. Natanaèle è entusiasto di Gesù riconosce e proclama subito l’identità di Gesù. La sua pronta adesione e sequela segnano l'inizio di un percorso grande , che porterà Natanaele-Bartolomeo alla glorificazione attraverso la via della croce, che per lui sarà un terribile martirio.
Come Natanaele, anche noi dobbiamo andare e vedere il volto di Dio, aprirci allo stupore e all'amore. Gesù ci conosce! Personalmente. È vero, è così: Lui ci conosce come nessun altro. Solo Lui sa che cosa c’è nel nostro cuore, le intenzioni, i sentimenti più nascosti. Gesù conosce i nostri pregi e i nostri difetti, ed è sempre pronto a prendersi cura di noi, per sanare le piaghe dei nostri errori con l’abbondanza della sua misericordia. Andare da lui è sempre la scelta giusta!

-------------------------------------------------

Natanaele fa una gaffe ma Gesù apprezza la schiettezza e si lancia in grandi complimenti e promesse. L’alternativa è: lasciamo nascere un’amicizia o ci affezioniamo ai nostri pregiudizi?

------------------------------------------------- 

 

📲 I MIEI SOCIAL:

24.08 - SAN BARTOLOMEO

SAN BARTOLOMEO

San Bartolomeo, apostolo di Gesù, è presentato nei Vangeli con un doppio nome: Bartolomeo, cioè "figlio di Talmay", e Natanaele, che in ebraico significa "Dio ha dato" o "dono di Dio".
L’evangelista Giovanni ci offre il ritratto più profondo di questo apostolo, raccontando il suo primo incontro con Cristo. Fu Filippo a condurlo da Gesù, annunciandogli di aver trovato il Messia promesso dalle Scritture. Natanaele, inizialmente dubbioso, rispose: "Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?", ma accettò l’invito dell’amico: "Vieni e vedi". Quando incontrò Gesù, ricevette una sorprendente testimonianza: "Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità". Davanti allo stupore di Bartolomeo, il Signore gli rivelò di conoscerlo già prima dell’incontro, dicendo di averlo visto sotto il fico. Quella parola toccò profondamente il suo cuore e trasformò il suo dubbio in una grande professione di fede: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!". Da quel momento la sua vita fu completamente orientata alla sequela di Cristo.
Dopo la Pentecoste annunciò il Vangelo secondo il comando del Signore, portando la fede in diverse regioni del mondo antico. La tradizione racconta che predicò in Medio Oriente e arrivò fino all’India, dove avrebbe lasciato una copia del Vangelo di Matteo. La sua ultima missione fu in Armenia, dove continuò a proclamare il nome di Gesù, convertendo molte persone e affrontando l’opposizione dei sacerdoti pagani. Subì il martirio, secondo la tradizione, venendo scorticato vivo e poi decapitato, rimanendo fedele fino alla fine.
La sua testimonianza mostra che chi incontra veramente Cristo non può più vivere come prima, perché la verità ricevuta diventa una missione da condividere. San Bartolomeo ci ricorda che anche un cuore inizialmente dubbioso può diventare un grande annunciatore del Vangelo quando si lascia incontrare da Dio. La sua vita ci insegna che il Signore conosce il cuore di ogni persona prima ancora che essa lo riconosca, e chi si lascia guardare da Cristo scopre una nuova strada di speranza.
Come Bartolomeo, anche noi siamo chiamati a passare dalla semplice curiosità alla scelta coraggiosa di seguire Gesù ogni giorno. La santità nasce proprio da questo incontro personale che trasforma la vita e la rende un dono per gli altri. per noi oggi 1. Bartolomeo passò dal dubbio alla fede incontrando Gesù personalmente. Noi conosciamo davvero Cristo o ci accontentiamo di sentir parlare di Lui? 2. Filippo disse a Bartolomeo: "Vieni e vedi". Anche noi siamo capaci di invitare gli altri a incontrare Gesù con la nostra vita? 3. San Bartolomeo ha dato tutto per la verità ricevuta. Qual è il posto che occupa oggi Cristo nelle nostre scelte quotidiane?
Primo secolo dell’èra cristiana
   Festa di san Bartolomeo Apostolo, comunemente identificato con Natanaele. Nato a Cana di Galilea, fu condotto da Filippo a Cristo Gesù presso il Giordano e il Signore lo chiamò poi a seguirlo, aggregandolo ai Dodici. Dopo l’Ascensione del Signore si tramanda che abbia predicato il Vangelo del Signore in India, dove sarebbe stato coronato dal martirio. 


📲 I MIEI SOCIAL:

domenica 23 agosto 2026

Is 22,19-23 - Rm 11,33-36 - Mt 16,13-20 - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 23 Agosto 2026

 

Dal libro del profeta Isaìa - Is 22,19-23

Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo:
«Ti toglierò la carica,
ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà
che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica,
lo cingerò della tua cintura
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme
e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide:
se egli apre, nessuno chiuderà;
se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido
e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».
1. Il profeta si rivolge in modo sprezzante a Sebna, maggiordomo del palazzo, primo ministro caduto in disgrazia. Si stava costruendo un grande sepolcro a Gerusalemme e il profeta gli dice: ma chi ti credi di essere? cosa costruisci? IO TI TOGLIERÒ LA CARICA E TI ROVESCERÒ DAL TUO POSTO al tuo posto metterò un altro. TUTTE LE MANSIONI PUBBLICHE SONO PER SERVIRE GLI ALTRI. Usarle per ricavarne un utile personale è disonestà missionaria.

2. ELIAKÌM figlio di Chelkia viene insediato. È qualificato come “MIO SERVO” equivale al ministro ed è un titolo onorifico, è colui che comanda a corte, e IL SIGNORE PROMETTE: “LO RIVESTIRÒ con la tua tunica, LO CINGERÒ con la tua cintura, METTERÒ IL TUO POTERE nelle sue mani, GLI PORRÒ sulla spalla la chiave della casa di Davide”. LA STORIA È SALDAMENTE NELLE MANI DEL SIGNORE.

3. Gli porrò SULLA SPALLA LA CHIAVE DELLA CASA DI DAVIDE: avrà l'incarico di governo. Se egli apre nessuno chiuderà se egli chiude nessuno potrà aprire. Questo personaggio è figura del Messia: È GESÙ CHE HA LA CHIAVE DI DAVIDE, è Lui che apre le porte degli inferi, è Lui che apre la salvezza, e se lui apre nessuno chiude ma se lui chiude nessuno riesce ad aprire…

--------------------------------------------------------------------

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 11,33-36

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti,
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
1. L'apostolo fa una specie di preghiera in cui elogia in modo ammirato la ricchezza della Sapienza divina. Quanto è grande la sapienza di Dio, i suoi giudizi sono insondabili, inaccessibili le sue vie, nessuno può conoscere il pensiero del Signore, nessuno può dargli consigli. LA RICCHEZZA DI DIO È IL SUO AMORE ETERNO, DIVINO, INCOMMENSURABILE, SENZA LIMITI, SENZA MISURA.

2. L’Apostolo esclama così dopo avere riflettuto sul mistero della storia della salvezza, dove il popolo ebraico scelto per essere mediatore di salvezza IN PARTE SI È TIRATO FUORI DA QUESTA SALVEZZA. Che cosa hai in progetto Dio per tutta l'umanità? chi può dirlo?

3. L'apostolo CONTEMPLA la grandezza della Sapienza di Dio E INVITA AD AMMIRARE LA SUA PROFONDITÀ e a non pretendere di dargli consigli. DA LUI PER MEZZO DI LUI E PER LUI SONO TUTTE LE COSE, A LUI LA GLORIA NEI SECOLI. Questo dobbiamo riconoscere e contemplare!

--------------------------------------------------------- 

+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 16,13-20

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

 

1. La domanda di Gesù non esige solo la formula imparata al catechismo, ma LA RISPOSTA DELLA VITA. Chi è amico di Gesù, suo discepolo e familiare, lo riconosce in una esperienza, condivisa con altre persone e sperimentata nei fatti. CHI È GESÙ PER TE? QUANTA CONTA GESÙ NELLA TUA VITA?
2. Gesù è ‘il Cristo’, Egli è Colui che la storia attende, e lo si può incontrare come Salvatore di ciascuno e di tutti. Questo Cristo’, Figlio dell’uomo e Figlio di Dio, VIENE CONOSCIUTO PER IL DONO CHE IL PADRE FA A QUANTI LO SEGUONO COME DISCEPOLI, non è frutto di ragionamenti umani. È UN GRANDE DONO LA SEQUELA! CORAGGIO…
3. Gesù cambia il nome di Simone in Pietro. Lui e i suoi successori sono CHIAMATI AD APRIRE, LEGARE E SCIOGLIERE, A COMBATTERE LA BATTAGLIA SPIRITUALE CON LA FEDE. Questa battaglia potrà essere vinta solo mantenendosi FERMI NELLA VERITÀ rivelata da Gesù nella Scrittura e nella Tradizione apostolica. VALE ANCHE PER TE, PUOI VINCERE LA BATTAGLIA…
BUONA DOMENICA...

-----------------------------------------------------------

CHIESA

Gesù costruisce la Chiesa sopra la roccia della fede di Pietro, che confessa la divinità di Cristo. La Chiesa non è una semplice istituzione umana, come qualsiasi altra, ma è strettamente unita a Dio. Lo stesso Cristo si riferisce ad essa come alla «sua» Chiesa. Non è possibile separare Cristo dalla Chiesa, come non si può separare la testa dal corpo. Seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa...

-----------------------------------------------------------

LECTIO DIVINA - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
OMELIA - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)