giovedì 6 agosto 2026

Dn 7,9-10.13-14 - 2Pt 1,16-19 - Mt 17,1-9 - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

06 Agosto 2026

 

Dal libro del profeta Danièle Dn 7,9-10.13-14
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

1. Daniele vide nella visione notturna QUATTRO BESTIE MOSTRUOSE che dominano il mondo e vide anche la loro fine, la loro distruzione. Ma in questa visione contempla anzitutto un Trono dove è assiso L’ “ANTICO DI GIORNI” da cui esce un fiume di fuoco. È IL PADRE ETERNO, è il Giudice, è il Signore del mondo e della storia.

2. Continuando a guardare Daniele vide uno simile a un “FIGLIO D'UOMO”: un’immagine Celeste che non vuol dire semplicemente uomo. In contrapposizione alle quattro bestie C’È UNO UMANO VERAMENTE UMANO a cui L'Antico di giorni AFFIDA TUTTO IL POTERE e il suo potere sarà eterno, non finirà mai, IL SUO REGNO NON SARÀ MAI DISTRUTTO. 

3. Questa è una profezia messianica: viene mostrato il Figlio dell'uomo nella gloria sulle nubi del cielo. Gesù adopera volentieri il termine “Figlio dell'uomo” PER PARLARE DI SÉ STESSO e nella festa della Trasfigurazione questa pagina apocalittica dell'Antico testamento CI AIUTA A CAPIRE LA FORMA DIVINA DELL'UOMO GESÙ. Gesù è vero Dio e vero Uomo...

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Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo 2Pt 1,16-19
 
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.
E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.

1. Pietro manifesta a tutti dove Lui e gli altri Apostoli hanno attinto e attingono il loro insegnamento, la loro verità, la loro sana dottrina. Quanto loro insegnano non è frutto di un pensiero umano, PIETRO FONDA LA VERITÀ DELLA POTENZA E DELLA VENUTA DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO SU UNA TESTIMONIANZA OCULARE. 
2. Pietro dice che Lui sul monte ha visto PERSONALMENTE LA GLORIA DI GESÙ E HA SENTITO QUELLA VOCE che lo indicava come il FIGLIO AMATO in cui Dio ha posto il compiacimento. È DIO PADRE CHE CI RIVELA CHI È IN VERITÀ GESÙ di Nazareth. L’ONORE E LA GLORIA DI CRISTO GESÙ non nascono da Cristo Gesù. VENGONO DA DIO. Da Dio gli sono attribuite.

3. In più: TUTTO L’ANTICO TESTAMENTO PARLA DI CRISTO, ANNUNZIA CRISTO, ATTENDE CRISTO. In ogni Libro è nascosto Cristo. È come se fosse in esso velato, in attesa del suo pieno e perfetto svelamento. È LA PAROLA DELLA SCRITTURA L’UNICA VIA PER CONOSCERE SECONDO VERITÀ CRISTO GESÙ…

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 17,1-9
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

 

1. Sei giorni prima Gesù aveva scandalizzato i discepoli annunciando la sua passione. Sei giorni dopo Gesù prende l’iniziativa ed offre a tre discepoli il privilegio di contemplare per un attimo la gloria sfolgorante della sua Persona e lo sbocco del suo cammino. Anche noi SIAMO CHIAMATI A SALIRE SUL MONTE, A DISTACCARCI DALLA PIANURA…
2. I SEGNI che accompagnano questa Pasqua anticipata (LA LUCE, LA NUBE, LA VOCE) sono caratteristici della manifestazione di Dio. Il Padre indica in GESÙ IL FIGLIO “PREDILETTO”, il Servo destinato alla gloria; A noi è rivolto l’invito: «ASCOLTATELO». ASCOLTARE SIGNIFICA ACCOGLIERE LA PERSONA DI CRISTO, OBBEDIRE ALLA SUA PAROLA, DUNQUE, SEGUIRLO… CAPITO?
3. «ALZATEVI NON TEMETE» QUESTA È LA VITA, bisogna scendere dal monte, si ritorna in pianura. La luce della Trasfigurazione è la nostra forza che consolida la voglia di andare avanti nel nome di Dio. E allora “ANDIAMO AVANTI... INSIEME” 
BUONA DOMENICA...
TRASFIGURAZIONE
La montagna è bella, ma il luogo del nostro vivere quotidiano è la strada, con la sua banalità, le sue contraddizioni. La fede è impastata di luce e di oscurità. Di certezze e di dubbi. Di sicurezze e di tormenti.
Bisogna scendere dalla montagna. Bisogna uscire dalla chiesa e tornare in mezzo agli altri per portare anche a loro un po' della bellezza, della gioia, della grazia che abbiamo gustato noi. Non abbiamo il diritto di essere felici da soli! Se sei felice, fai felici anche gli altri...

ASCOLTATELO
«Ascoltatelo!». Ascoltare Gesù! Una parola impegnativa. Se sapessimo ascoltare gli altri, come migliorerebbero i nostri rapporti! Se sapessimo ascoltare la Parola di Dio, come sarebbe trasformata la nostra vita! Che cosa sia la Trasfigurazione, è difficile descriverlo. Ma è facile capire cosa avviene se ascoltiamo la Parola di Dio: la vita diventa bella! «La nostra è una religione dell’ascolto. È Dio stesso che ci viene incontro, e ci parla»....

LECTIO DIVINA -  TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

COMMENTO AL VANGELO - OMELIA 

 

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Mt 17,1-9 - RITO AMBROSIANO - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

RITO AMBROSIANO
TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
Giovedì 6 Agosto 2026
+ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 17,1-9
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
1. Sei giorni prima Gesù aveva scandalizzato i discepoli annunciando la sua passione. Sei giorni dopo Gesù prende l’iniziativa ed offre a tre discepoli il privilegio di contemplare per un attimo la gloria sfolgorante della sua Persona e lo sbocco del suo cammino. Anche noi SIAMO CHIAMATI A SALIRE SUL MONTE, A DISTACCARCI DALLA PIANURA…
2. I SEGNI che accompagnano questa Pasqua anticipata (LA LUCE, LA NUBE, LA VOCE) sono caratteristici della manifestazione di Dio. Il Padre indica in GESÙ IL FIGLIO “PREDILETTO”, il Servo destinato alla gloria; A noi è rivolto l’invito: «ASCOLTATELO». ASCOLTARE SIGNIFICA ACCOGLIERE LA PERSONA DI CRISTO, OBBEDIRE ALLA SUA PAROLA, DUNQUE, SEGUIRLO… CAPITO?
3. «ALZATEVI NON TEMETE» QUESTA È LA VITA, bisogna scendere dal monte, si ritorna in pianura. La luce della Trasfigurazione è la nostra forza che consolida la voglia di andare avanti nel nome di Dio. E allora “ANDIAMO AVANTI... INSIEME” 
BUONA DOMENICA...
 
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06.08 - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
La festa della Trasfigurazione del Signore celebra uno dei momenti più luminosi del Vangelo. Gesù conduce con sé Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte. La tradizione identifica questo luogo con il Monte Tabor. Davanti ai tre apostoli il Signore manifesta la sua gloria divina. Il suo volto risplende come il sole e le sue vesti diventano candide come la luce.

Accanto a Lui appaiono Mosè ed Elia. Essi rappresentano la Legge e i Profeti dell’Antica Alleanza. La loro presenza conferma che tutta la storia della salvezza converge in Cristo.
Una nube luminosa avvolge i presenti sul monte. Da essa si ode la voce del Padre che proclama Gesù come Figlio amato. La nube richiama la presenza dello Spirito Santo. La scena manifesta così il mistero della Santissima Trinità.
Gli apostoli restano stupiti e cadono con la faccia a terra. Pietro esprime la gioia di quel momento dicendo che è bello restare lì. La Trasfigurazione avviene dopo l’annuncio della futura Passione. Gesù prepara i discepoli allo scandalo della croce. La luce del Tabor anticipa la gloria della Risurrezione. L’episodio è strettamente collegato alla preghiera nel Getsemani. Sul Tabor si contempla la gloria del Figlio di Dio. Nel Getsemani si manifesta invece il peso del peccato del mondo. I testimoni scelti saranno gli stessi in entrambi gli eventi.
La Trasfigurazione insegna che la sofferenza vissuta con Cristo conduce alla vittoria. Mostra che il dolore non ha l’ultima parola nella vita del credente. Gesù invita ogni discepolo a prendere la propria croce e seguirlo. La gloria promessa passa attraverso la fedeltà e il sacrificio. Per questo il Tabor rimane un segno di speranza per tutta la Chiesa.

Per noi oggi: 1. Tutti desiderano la gloria del Tabor. Pochi accettano la croce che conduce fin lassù. Senza il Calvario non si arriva alla Risurrezione. 2. Cerchiamo una fede che elimini le difficoltà. Gesù offre invece una luce che aiuta ad attraversarle. La vera fede non evita la prova, ma la trasforma. 3. Il problema non è che Dio non parli. Spesso siamo noi che ascoltiamo tutto tranne quel comando: «Ascoltatelo». Eppure da quell’ascolto dipende la direzione della nostra vita.
"Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello,
e li condusse sopra un alto monte, in disparte.
E si trasfigurò davanti a loro: il suo volto risplendette
come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce".


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mercoledì 5 agosto 2026

05.08.2026 - Ger 31,1-7 - Mt 15,21-28 Donna, grande è la tua fede!

Dal libro del profeta Geremìa - Ger 31,1-7

«In quel tempo – oracolo del Signore –
io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore:
Ha trovato grazia nel deserto
un popolo scampato alla spada;
Israele si avvia a una dimora di pace».
Da lontano mi è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno,
per questo continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
sulla montagna di Èfraim:
“Su, saliamo a Sion,
andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore:
Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”».
1. Il Signore rivela per mezzo del profeta Geremia: io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele ed esse saranno il mio popolo. Al popolo che vive nel deserto spirituale di Babilonia. A QUESTO POPOLO IL SIGNORE HA FATTO GRAZIA e si avvia verso una dimora di pace. TUTTO NELLA RELAZIONE DI DIO CON L’UOMO È GRAZIA.
2. TI HO AMATO DI AMORE ETERNO, PER QUESTO CONTINUO A ESSERTI FEDELE. Ecco il primo frutto di questo suo amore eterno: Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine d’Israele. In Gerusalemme, in Sion, in Giuda NUOVAMENTE RISPLENDERÀ LA VITA. Si danzerà e si farà festa.
3. Altro frutto dell’amore eterno del Signore: LA TERRA SI METTERÀ A SERVIZIO DEL SUO POPOLO. Essa produrrà i suoi buoni frutti. E il terzo frutto sarà: SI RIPRENDERÀ IL PELLEGRINAGGIO VERSO GERUSALEMME. Samaria NON sarà più un regno di idolatri. L’opera di Dio sarà lodata, esaltata. “IL SIGNORE HA SALVATO IL SUO POPOLO, IL RESTO D’ISRAELE” Dio salva!

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+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 15, 21-28
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. 

Ognuno di noi ha la propria storia e non sempre è una storia limpida; tante volte è una storia difficile, con tanti dolori, tanti guai e tanti peccati. Cosa faccio, io, con la mia storia? La nascondo? No! Dobbiamo portarla davanti al Signore: Signore, se Tu vuoi, puoi guarirmi! Nonostante la risposta iniziale di Gesù sembri dura, la donna persiste con umiltà e fiducia, chiedendo aiuto per sua figlia tormentata. La forza interiore che gli permette di superare ogni ostacolo, la trova nel suo amore materno e nella fiducia che Gesù può esaudire la sua richiesta. 
E alla fine Gesù loda la sua grande fede e guarisce la figlia. Questo episodio ci insegna che la grazia di Dio supera ogni barriera etnica e religiosa e che la perseveranza nella preghiera è fondamentale per ricevere le benedizioni divine.


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05.08 - DEDICAZIONE DELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE

DEDICAZIONE DELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE
La Basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma. Il suo nome indica la preminenza tra tutte le chiese dedicate alla Beata Vergine Maria. Le sue origini risalgono al IV secolo durante il pontificato di Papa Liberio.
Una tradizione antichissima racconta l’intervento diretto della Madonna nella sua fondazione. Un patrizio romano di nome Giovanni e sua moglie desideravano dedicare i loro beni a Maria. Nella notte tra il 4 e il 5 agosto ricevettero una straordinaria apparizione. La Vergine indicò loro il luogo dove costruire una nuova chiesa. Lo stesso sogno fu ricevuto anche da Papa Liberio.
Il mattino seguente il colle Esquilino apparve coperto da una sorprendente nevicata estiva. Il pontefice tracciò sulla neve il perimetro della futura basilica. Nacque così il santuario conosciuto come Santa Maria ad Nives, la Madonna della Neve. Nel V secolo Papa Sisto III ampliò e arricchì l’edificio.
L’intervento avvenne dopo il Concilio di Efeso che proclamò Maria Madre di Dio. La basilica divenne uno dei principali simboli della devozione mariana. Al suo interno venne realizzata una riproduzione della grotta di Betlemme. La chiesa custodisce preziose reliquie della Sacra Culla di Gesù. Per questo motivo fu chiamata anche Santa Maria ad Praesepem.
Nei secoli successivi papi e fedeli contribuirono ad arricchirne la bellezza. Tra i tesori più venerati vi è l’icona della Salus Populi Romani. L’immagine raffigura la Madonna con il Bambino Gesù. La tradizione attribuisce la sua origine a San Luca Evangelista. Da secoli il popolo romano si affida a questa immagine nei momenti difficili.
Ogni anno il 5 agosto viene ricordato il miracolo della neve. Durante la celebrazione una pioggia di petali bianchi cade dalla cupola della basilica. Questo suggestivo rito rinnova la memoria della speciale protezione di Maria sul suo popolo. Per noi oggi: 1. Molti visitano Roma per i suoi monumenti. Pochi si chiedono quanta fede abbia costruito quelle pietre. 2. In un mondo che cerca segni straordinari, il vero miracolo è una fede che dura da quasi duemila anni. 3. La Madonna della Neve ricorda che Dio può sorprendere anche quando tutto sembra impossibile e fuori stagione.
   Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore, innalzata a Roma sul colle Esquilino, che il papa Sisto III offrì al popolo di Dio in memoria del Concilio di Efeso, in cui Maria Vergine fu proclamata Madre di Dio. 

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IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - Mt 17,1-9

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - Mt 17, 1-9

 
Una storia vera che illumina questo Vangelo è quella di Viktor Frankl. Deportato nei lager durante la Seconda guerra mondiale, vide il male più terribile. Eppure racconta che, in mezzo all’orrore, ci furono momenti di luce capaci di salvare l’anima. Una sera, mentre i prigionieri erano stremati, vide un tramonto meraviglioso dietro il filo spinato. In quel momento uno di loro sussurrò: “Com’è bello il mondo”.

Sembrava assurdo trovare bellezza in un campo di concentramento. Ma proprio quella luce interiore diede a Frankl la forza di non arrendersi. Capì che l’uomo può sopravvivere quasi a tutto se conserva un significato, una speranza, una luce nel cuore. È un’immagine fortissima della Trasfigurazione: Dio non elimina subito la fatica della vita, ma ci dona lampi di luce per continuare il cammino.

Pietro vorrebbe fermarsi sul monte: “Facciamo tre capanne”. È il desiderio di tutti noi: restare nei momenti belli, evitare la fatica, bloccare la felicità. Ma Gesù non permette di restare lì. La fede non è fuga dalla realtà. Bisogna scendere. Bisogna tornare tra la gente, nelle case, nel lavoro, nelle relazioni difficili. Però si scende diversi: con negli occhi una luce nuova.
E al centro del Vangelo c’è la voce del Padre: “Ascoltatelo”. Non dice: “Ammiratelo”, ma ascoltatelo. La Trasfigurazione non serve a stupirci, ma a fidarci di Gesù anche quando la strada passa attraverso la croce.
Infine Gesù si avvicina ai discepoli impauriti, li tocca e dice: “Alzatevi e non temete”. È una delle frasi più belle del Vangelo. Dio non ci umilia nelle nostre paure: ci rialza. Ogni volta che il Vangelo entra davvero nella nostra vita, accade qualcosa di simile a una trasfigurazione: il volto cambia, il cuore cambia, la vita cambia.
  Per noi oggi 1.     Molti cercano emozioni spirituali, ma non vogliono tornare nella pianura della vita concreta. La fede vera si vede nel quotidiano, non solo nei momenti intensi. 2.     Siamo pieni di parole, ma poveri di ascolto. Dio dice ancora oggi: “Ascoltatelo”. Ma quanti ascoltano davvero il Vangelo prima dei social, delle paure o delle opinioni del mondo? 3.     Chi ha incontrato una luce vera non può tenersela per sé.
Non abbiamo il diritto di essere felici da soli: la luce ricevuta va condivisa.

 

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martedì 4 agosto 2026

04.08.2026 - Ger 30,1-2.12-15.18-22 - Mt 15,1-2.10-14 - Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata.

Dal libro del profeta Geremìa - Ger 30,1-2.12-15.18-22

Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore:
«Così dice il Signore, Dio d’Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore:
La tua ferita è incurabile,
la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia;
per un’ulcera vi sono rimedi,
ma non c’è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti,
non ti cercano più;
poiché ti ho colpito come colpisce un nemico,
con un castigo spietato,
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Così dice il Signore:
Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe
e avrò compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città
e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode,
voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno,
li onorerò e non saranno disprezzati;
i loro figli saranno come un tempo,
la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro,
un sovrano uscito dal loro popolo;
io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita
per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio».
1. La ferita di Israele è incurabile perché il popolo non vuole lasciarsi curare dal suo Dio. Nessuno fa giustizia al suo popolo, perché gli dèi che lui adora non sono veri Dèi. Sono idoli, nullità. IL NULLA MAI POTRÀ SALVARE. È NULLA. Gli idoli sono idoli. Non sono il Signore. PERCHÉ GRIDI PER LA TUA FERITÀ? Quando crescono i tuoi peccai?
2. Dice il Signore: Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe e AVRÒ COMPASSIONE delle sue dimore. IL SIGNORE È SEMPRE PRONTO AL PERDONO. Il Signore vuole cancellare ogni traccia di distruzione, devastazione, esilio, morte, ogni altra cosa di male che è stata fatta alla sua sposa.
3. Il Signore manifesta la volontà di rialzare la capanna di Davide che è caduta. In prospettiva messianica, QUESTO RE POTREBBE ANCHE ESSERE IL MESSIA. La pace è fatta. VOI SARETE IL MIO POPOLO E IO SARÒ IL VOSTRO DIO. Si ritorna alla purezza e alla verità della primitiva alleanza. LA SEPARAZIONE È FINITA. Deo gratias!

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 + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 15,1-2.10-14


In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».
Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».
Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Si apre nuovamente un incontro/scontro tra “alcuni farisei e scribi, venuti da Gerusalemme” e Gesù. Si tratta dunque di un confronto ufficiale.
Il contendere riguarda la “tradizione degli antichi”, ovvero quel modo di vivere desunto certamente dalla Torah, Legge scritta di Mosè, ma codificato e applicato dalla tradizione orale, in pratica da scribi e farisei.
L’esempio di trasgressione è la “purificazione” (lavarsi le mani) prima dei pasti: questo, i discepoli di Gesù non lo fanno! 
Gesù vuole donarci la capacità di capire la rivelazione di Dio, di capire il cuore di Dio, di capire la salvezza di Dio. 
Ebbene, succede che la mentalità ottusa dei farisei e degli scribi, che credono nell’autosufficienza della salvezza con il compimento della legge, in realtà sono visti da Gesù come ciechi guide di ciechi.
Lo scontro Gesù/farisei vuol dirci di un rischio forte: se non mettiamo al primo posto la rivelazione di Dio e la sua parola, finiamo anche noi per osservare solo delle leggi, che vengono fatte passare come “volontà di Dio”. In realtà annullano la volontà di Dio!
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Un ennesimo ribaltamento di prospettiva: non è ciò che entra nella bocca che rende impuro l’uomo ma ciò che esce. La parola di Gesù demolisce i nostri schemi mentali, siamo pronti ad ascoltarla?

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