sabato 13 giugno 2026

13.06.2026 - Is 61,9-11 - Lc 2,41-51 - Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

Dal libro del profeta Isaìa - Is 61,9-11

Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,
la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno
che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.
1. Il profeta descrive il popolo eletto da Dio. ESSO È DISTINTO DA TUTTI ed è riconosciuto per ciò che ha avuto in dono: La GRAZIA SOVRABBONDANTE DI DIO. Il suo vivere è fatto di GIUSTIZIA perché in esso è DIMOSTRATO ED È MANIFESTATO CHI È COLUI che l’ha eletto.

2. Il motivo di TANTA GIOIA è un'avvenenza nuova che il Signore ci conferisce, espressa attraverso l'immagine di vesti nuove, di un mantello, di gioielli e di un diadema, TUTTI SIMBOLI DELLA VERA BELLEZZA CHE IL SIGNORE CI DONA, VALE A DIRE LA GRAZIA. La grazia ci rende “graziosi”.

3. Altra immagine, indicata dal profeta, pone l’attenzione sul germogliare. La metafora è invito a scorgere che IL TEMPO NUOVO È SOLO L’INIZIO; È ANNUNCIATO IN ‘GERME’, MA ESSO È DESTINATO A CRESCERE e a portare il frutto della benedizione e della lode a tutti i popoli. QUANTO IL SIGNORE HA FATTO PER ISRAELE DIVENTA SEGNO DI BENEDIZIONE E PROMESSA DI SALVEZZA PER TUTTI I POPOLI. 

------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Luca - Lc 2,41-51

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

I genitori trovano Gesù nel tempio tra i saggi, dialoga con loro e MOSTRA UNA SAGGEZZA STUPEFACENTE. I bambini, se li ascoltiamo, hanno intuizioni che ci lasciano sbalorditi. 
Gesù afferma che deve "ESSERE" NELLE COSE DEL PADRE SUO. L'essere diviene autentico SOLO IN RELAZIONE CON DIO. Siamo veramente noi stessi quando coltiviamo la relazione con il Signore. E LA VITA DIVENTA MENO ANGOSCIANTE...
In più la RELAZIONE CON DIO PERMETTE A GESÙ DI TORNARE A NAZARET restando sottomesso ai genitori, riconoscendone la loro autorità. Non ha alcun bisogno di fare il ribelle! SE SO CHI SONO IO IN DIO, POSSO ACCOGLIERE CHI SEI TU...

 

📲 I MIEI SOCIAL:

13.06 - SANT' ANTONIO DI PADOVA

SANT' ANTONIO DI PADOVA
Nato a Lisbona nel 1195 con il nome di Fernando, Sant’Antonio proveniva da una famiglia benestante e profondamente cristiana. A quindici anni entrò tra i Canonici regolari della Santa Croce desideroso di dedicarsi totalmente a Dio. Nel monastero di Coimbra approfondì lo studio della Bibbia e dei Padri della Chiesa mostrando grande intelligenza spirituale. La vista delle salme dei primi martiri francescani uccisi in Marocco accese in lui il desiderio della missione e del martirio. Lasciò così gli agostiniani ed entrò tra i francescani assumendo il nome di Antonio in onore di sant’Antonio Abate. Partì missionario per il Marocco ma una grave malattia gli impedì di continuare la missione. Durante il viaggio di ritorno una tempesta lo spinse fino in Sicilia, cambiando completamente il corso della sua vita. Nel 1221 partecipò ad Assisi al celebre “Capitolo delle Stuoie” guidato da San Francesco d’Assisi. Per molto tempo visse nascosto e umile svolgendo lavori semplici, digiuni e intensa preghiera. La sua straordinaria capacità di predicare emerse improvvisamente durante una celebrazione sacerdotale a Forlì. Da quel momento i superiori lo inviarono a predicare nell’Italia settentrionale e poi in Francia contro le eresie. Univa fermezza nella verità e dolcezza d’animo, tanto da essere chiamato “martello degli eretici”. Operò numerosi miracoli e tra i più famosi vi è quello della mula che si inginocchiò davanti all’Eucaristia. San Francesco lo stimava profondamente e gli affidò l’insegnamento della teologia ai frati francescani. Antonio dedicava lunghe ore alla predicazione e all’ascolto delle confessioni attirando immense folle di fedeli. Nei suoi Sermoni spiegò con profondità il mistero di Cristo e l’amore verso la Vergine Maria, definita “Capolavoro dell’Altissimo”. Gregorio IX rimase colpito dalla sua sapienza chiamandolo “Arca della Testimonianza” e “Scrigno delle Scritture”. Morì il 13 giugno 1231 pronunciando le parole: “Vedo il mio Signore”. Fu canonizzato da Papa Gregorio IX appena 352 giorni dopo la morte, nel processo di canonizzazione più veloce della storia. Ancora oggi Sant’Antonio è uno dei santi più amati al mondo, invocato specialmente dai poveri e da chi cerca ciò che ha perduto. per noi oggi 1. Oggi molti cercano cultura e conoscenza senza cercare Dio. Sant’Antonio insegna che la vera sapienza nasce dalla preghiera e dall’umiltà. 2. La società moderna parla tanto di libertà ma spesso rifiuta la verità. Antonio invece univa misericordia e fermezza senza piegare il Vangelo alle mode del tempo. 3. Molti desiderano miracoli ma pochi sono disposti a convertirsi davvero. Il santo ricorda che il miracolo più grande è un cuore che ritorna a Cristo.
Lisbona, Portogallo, c. 1195 - Padova, 13 giugno 1231

venerdì 12 giugno 2026

Dt 7,6-11 - 1Gv 4,7-16 - Mt 11,25-30 - SACRATISSIMO CUORE DI GESU' (ANNO A)

SACRATISSIMO CUORE DI GESU' (ANNO A)

 Venerdì  12 giugno 2026

Dal libro del Deuteronòmio - Dt 7,6-11
 
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio: il Signore, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra.
Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli –, ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d’Egitto.
Riconosci dunque il Signore, tuo Dio: egli è Dio, il Dio fedele, che mantiene l’alleanza e la bontà per mille generazioni, con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti; ma ripaga direttamente coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma lo ripaga direttamente.
Osserverai, dunque, mettendoli in pratica, i comandi, le leggi e le norme che oggi ti prescrivo».

1. Israele è un popolo consacrato al Signore, suo Dio.  LUI È COSA SANTA, SPECIALE, PARTICOLARE, DIFFERENTE da tutti gli altri popoli. Questo NON PER SUO MERITO, ma perché il Signore LO HA VISTO, LO HA AMATO E LO AMA.  È L’AMORE DEL SIGNORE E IL GIURAMENTO fatto dal Signore, la verità del suo essere, del suo operare, della sua stessa vita.

2. Israele è invitato a RICONOSCERE il Signore, suo Dio. DIO È FEDELE. È fedele perché mantiene ogni Parola. QUANTO IL SIGNORE DICE LO ATTUA, LO COMPIE, LO PORTA A REALIZZAZIONE.

3. Come Dio è grande verso coloro che lo amano, così anche ripaga direttamente coloro che lo odiano, facendoli perire.  IL MALE FATTO A DIO SI FA MALE, si trasforma in male contro colui che lo compie. Mentre il bene è per mille generazioni… È COSA GIUSTA CHE ISRAELE OSSERVI E METTA IN PRATICA i comandi, le leggi e le norme che oggi il Signore gli prescrive per mezzo di Mosè.

---------------------------------------------------

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo - 1Gv 4,7-16

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi.
Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
1. Chi desidera conoscere Dio, DEVE vivere l’amore fraterno perché l’amore è da Dio e Dio è amore. IL MODO DI AMARE DI DIO È IL FIGLIO. Non lo ha risparmiato e lo ha mandato nel mondo per salvare il mondo. IL FIGLIO AMA “I FIGLI” e, per far crescere il bene e la vita vera, PRENDE SU DI SÉ E ANNIENTA I PECCATI.
2. NOI POSSIAMO VEDERE E CONOSCERE DIO perché abbiamo dalla nostra parte la mediazione del Figlio e dello Spirito Santo. NELL’AMORE CHE ABBIAMO RICEVUTO DA DIO – che è amore – NOI ABBIAMO CONOSCIUTO LUI e abbiamo compreso che POSSIAMO/DOBBIAMO AMARE I FRATELLI.
3. Il Figlio che i discepoli hanno visto si fa accessibile anche a noi ed è il fondamento della vita cristiana. TUTTA LA VITA CRISTIANA HA UN FONDAMENTALE INSOSTITUIBILE CHE È CRISTO. Ora Giovanni ci dice che CONFESSARLO NELLA FEDE SIGNIFICA RIMANERE NELL’AMORE E CONOSCERE DIO.

---------------------------------------------------

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». 

1. DIO HA UN CUORE. Un cuore grande come quello di Dio, manifestato nel cuore umano del Figlio fatto uomo. FA INNAMORARE…
2. Gesù accoglie quanti sono stanchi della vita e oppressi da ogni male, fisico e morale. ACCOGLIE TE, portando il nostro peso e scambiandolo con il suo, che allora diventa dolce e leggero. LASCIATI CONTAGIARE DALLA SUA UMILTÀ E MITEZZA…
3. GESÙ CI APRE ALLA SUA AMICIZIA, ci fa entrare nella sua compagnia. DOMANDIAMO CHE IL NOSTRO CUORE ASSOMIGLI AL SUO, per condividere con i fratelli la vita e il suo peso…
BUONA SOLENNITA DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ...

--------------------------------------------------- 

Gesù innalza un inno di benedizione al Padre suo, attraverso il quale rivela tutta l'azione salvifica di Dio e di Cristo. L'uomo è libero: i piccoli si lasciano coinvolgere dal dono di Dio che è Gesù, credono alla sua parola e alle sue opere, colgono in lui la rivelazione del Padre, mentre è precluso per i dotti e i sapienti a causa della loro inconsistenza.

Anche per noi è necessario andare da Gesù "Venite a me" rinunciando alla volontà propria per obbedire alla volontà del Signore («prendete il mio giogo»).  E' necessario imparare da Gesù sapendo che il riposo, la pienezza di vita la troviamo solo nel Signore («troverete ristoro per la vostra vita»). Coraggio!

---------------------------------------------------  

LECTIO DIVINA - SACRATISSIMO CUORE DI GESU' (ANNO A)

OMELIA - SACRATISSIMO CUORE DI GESU' (ANNO A)


📲 I MIEI SOCIAL:

Mt 11,25-30 - RITO AMBROSIANO - SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ

RITO AMBROSIANO
SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ
Venerdì 12 giugno 2026

+ Lettura del Vangelo secondo Matteo 11,25-30

In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e “troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
1. DIO HA UN CUORE. Un cuore grande come quello di Dio, manifestato nel cuore umano del Figlio fatto uomo. FA INNAMORARE…
2. Gesù accoglie quanti sono stanchi della vita e oppressi da ogni male, fisico e morale. ACCOGLIE TE, portando il nostro peso e scambiandolo con il suo, che allora diventa dolce e leggero. LASCIATI CONTAGIARE DALLA SUA UMILTÀ E MITEZZA…
3. GESÙ CI APRE ALLA SUA AMICIZIA, ci fa entrare nella sua compagnia. DOMANDIAMO CHE IL NOSTRO CUORE ASSOMIGLI AL SUO, per condividere con i fratelli la vita e il suo peso…
BUONA SOLENNITA DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ...
📲 I MIEI SOCIAL:

12.06 - SAN GASPARE LUIGI BERTONI

SAN GASPARE LUIGI BERTONI
Nato a Verona nel 1777, San Gaspare Bertoni visse fin da giovane esperienze dolorose che segnarono profondamente la sua vita. La morte della sorellina e la separazione dei genitori lo portarono a maturare una fede forte e una grande sensibilità verso chi soffriva. Durante le guerre napoleoniche si dedicò con generosità all’assistenza dei malati e dei feriti, insegnando anche il Catechismo. Ordinato sacerdote nel 1800, divenne presto un punto di riferimento spirituale per molti giovani veronesi. Nel 1802 fondò il suo primo oratorio mariano presso la parrocchia di San Paolo. Qui educava i ragazzi alla fede cristiana, al valore della Messa, alla preghiera e alla responsabilità nel lavoro. Univa l’allegria alla profondità spirituale, convinto che la gioia autentica nasce dall’incontro con Cristo. Nel 1808 divenne direttore spirituale delle Figlie della Carità fondate da Santa Maddalena di Canossa. Successivamente guidò anche il seminario di Verona formando sacerdoti alla preghiera e alla santità di vita. Combatteva la superficialità spirituale e invitava tutti a fidarsi pienamente della Provvidenza divina. Nel 1816 fondò la congregazione dei Missionari Apostolici, poi chiamati Stimmatini, al servizio dei vescovi e dell’evangelizzazione. Il suo motto era “Andate e insegnate nella diocesi e nel mondo”, segno del suo grande zelo missionario. Negli ultimi dieci anni fu costretto a letto da una grave malattia che chiamava “scuola di Dio”. Pur sofferente continuò a guidare spiritualmente sacerdoti, giovani e persone semplici che cercavano in lui consiglio e conforto. Accettò il dolore come partecipazione alla croce di Cristo offrendo tutto per la conversione dei peccatori. Tra coloro che lo incontrarono vi furono anche San Daniele Comboni e il beato Antonio Rosmini. Morì nel 1853 lasciando un’eredità spirituale fondata sulla preghiera, la formazione cristiana e l’offerta delle sofferenze. per noi oggi 1. Oggi molti giovani ricevono istruzione ma poca formazione spirituale e morale. San Gaspare ricorda che senza valori profondi il cuore resta fragile e disorientato. 2. La società moderna considera la sofferenza solo come qualcosa da eliminare. Lui invece la chiamava “scuola di Dio” capace di purificare e far crescere l’anima. 3. Molti cercano felicità immediata evitando sacrifici e responsabilità. San Gaspare insegnava che la vera gioia nasce dal dono di sé e dall’incontro con Cristo.
Verona, 9 ottobre 1777 - Verona, 12 giugno 1853

DIO NON SI RASSEGNA - SACRO CUORE

DIO NON SI RASSEGNA

Il 12 giugno la Chiesa celebra il Sacro Cuore di Gesù, non come semplice devozione, ma come memoria viva dell’amore di Dio per l’umanità. Contemplando il costato trafitto di Cristo comprendiamo il mistero di un Dio che dona tutto sé stesso. Dal suo cuore aperto sgorgano sangue e acqua, segni della vita nuova che nasce nel battesimo e si nutre nell’Eucaristia.

La parabola della pecorella perduta rivela il volto del Buon Pastore, immagine concreta della tenerezza divina. Gesù ci mostra che per Dio ogni persona conta infinitamente. La logica del Regno supera i calcoli umani: l’uno vale quanto i novantanove. Dio non si rassegna alla perdita di nessuno e cerca instancabilmente chi si è smarrito. Questa ricerca è mossa da una misericordia ostinata, capace di attraversare ogni distanza. Quando ritrova la pecora, il cielo esplode di gioia, perché la conversione di uno solo è festa per Dio.

Il Cuore di Cristo è anche scuola di ascolto, perché Gesù vive in continua obbedienza al Padre. È luogo di lotta interiore, come nel Getsemani, dove l’obbedienza vince sulla paura. È soprattutto luogo di abbandono fiducioso, espresso nel grido: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”. Infine è scuola di mitezza e umiltà, modello per ogni discepolo.

Gesù invita: “Venite a me”, chiamandoci a riconoscere il nostro bisogno di Lui. Dice: “Prendete il mio giogo”, insegnandoci a portare la vita insieme a Lui. E ancora: “Imparate da me”, perché solo nel suo cuore troviamo il vero ristoro. Il cristiano è chiamato a diventare riflesso di questo amore nelle relazioni quotidiane.

Contemplare il Sacro Cuore significa imparare a vivere di compassione, servizio e donazione. Solo chi ama davvero entra nella logica di Dio. Nel Cuore di Gesù troviamo il luogo dove appoggiare la nostra vita e imparare il linguaggio della speranza.

Per noi oggi

  1. Corriamo dietro a mille sicurezze, ma forse Dio ci sta cercando proprio là dove ci siamo smarriti.
    La vera domanda è: vogliamo davvero lasciarci ritrovare?

  2. Cerchiamo un cristianesimo comodo, ma il Cuore trafitto di Cristo parla di croce e dono totale.
    Senza sacrificio, la fede rischia di restare solo teoria.

  3. Parliamo di amore, ma fatichiamo a perdonare e a donarci davvero.
    Forse il problema non è conoscere Gesù, ma avere il coraggio di assomigliargli.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

giovedì 11 giugno 2026

11.06.2026 - At 11,21-26;13,1-3 - Mt 10,7-13 - Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Dagli Atti degli Apostoli - At 11,21-26;13,1-3

In quei giorni, [in Antiòchia], un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia.
Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.
Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.
C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.
1. Ad Antiochia nasce una comunità Cristiana fatta di Greci non più di Giudei. GLI APOSTOLI MANDANO BARNABA PER CONTROLLARE. Barnaba è un discepolo affidabile. L'esperienza e la valutazione di Barnaba sono estremamente positive. LA GRAZIA DI DIO LÌ STA LAVORANDO E CHIEDE FEDELTÀ, fedeltà allo Spirito che anche ad Antiochia STA PORTANDO VITA NUOVA.

2. BARNABA POI VA A CERCARE SAULO. Lui stesso lo aveva allontanato da Gerusalemme per evitargli i problemi che sorgevano a causa della sua storia e della sua esuberanza. BARNABA COMPRENDE CHE ANTIOCHIA È IL POSTO GIUSTO PER SAULO. Barnaba è un vero talent scout vocazionale.

3. C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri. LA CHIESA SI REGGE SU UNA MOLTITUDINE DI MINISTERI E DI CARISMI. E mentre la comunità è in comunione con il suo Signore, il suo Signore entra in comunione con la Comunità. «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». LA COMUNITÀ OBBEDISCE allo Spirito Santo digiunando e imponendo loro le mani. NEI MISSIONARI CHE PARTONO È LA STESSA COMUNITÀ CHE VA IN MISSIONE.

-------------------------------------------------

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 10,7-13
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

I discepoli in missione confidano nell'aiuto della Provvidenza e così possono proclamare il regno dei cieli con un distacco assoluto. Distacco non facile perché è sempre forte la tentazione di mercificare il servizio e il rapporto con Dio. Il Vangelo è chiaro:  “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro”. Servite e date gratis quello che gratis avete ricevuto. Questo è lo stile del cristiano!
Nello svolgere la missione a voi affidata vedrete anche dei miracoli,  la forza di Gesù vi accompagnerà in ogni istante e così la sua grazia. Sappiate anche che l’annuncio del regno non sarà accolto facilmente e sarà anche rifiutato. Ciò non vi toglierà la pace. 

--------------------------

Pochi elementi: la strada, la vicinanza, la gratuità. E il saluto benedicente, che invoca la pace. Basterebbe attenersi a questo “programma”. Ma quanta libertà e quanto coraggio sono necessari?

--------------------------

 

📲 I MIEI SOCIAL: