Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo - 2Tm 3,10-16
Figlio mio, tu mi hai seguito da vicino nell'insegnamento, nel modo di vivere, nei progetti, nella fede, nella magnanimità, nella carità, nella pazienza, nelle persecuzioni, nelle sofferenze. Quali cose mi accaddero ad Antiòchia, a Icònio e a Listra! Quali persecuzioni ho sofferto! Ma da tutte mi ha liberato il Signore! E tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati. Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri e ingannati essi stessi.Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
1. “TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO VIVERE RETTAMENTE SARANNO PERSEGUITATI”: allora la fede è un rischio, non un rifugio. Seguire Cristo non significa essere protetti, ma esposti: la verità evangelica non è una coperta calda, è una FIAMMA CHE BRUCIA LE ILLUSIONI.
2. “RIMANI SALDO IN CIÒ CHE HAI IMPARATO”. Paolo invita a restare ancorati alla tradizione, ma oggi questo suona sospetto: essere fedeli sembra sinonimo di essere retrogradi. Eppure forse la sfida è questa: non cambiare il Vangelo per adattarlo al mondo, ma CAMBIARE SÉ STESSI PER RENDERLO CREDIBILE NEL MONDO.
3. “TUTTA LA SCRITTURA È UTILE”: utile per chi? Per Te. Se la Parola non ti mette mai in crisi, probabilmente non la stai ascoltando. La Scrittura non serve a farci avere ragione, ma a farci diventare giusti — ANCHE QUANDO CI SMONTA LE CERTEZZE.
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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 12,35-37
In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:“Disse il Signore al mio Signore:Siedi alla mia destra,finché io ponga i tuoi nemicisotto i tuoi piedi”.Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.
Gesù mette in crisi la teologia ufficiale, non per negarla ma per aprirla. Gli scribi amavano le genealogie, Gesù invece scardina le etichette e le certezze ereditarie.
Non basta discendere da Davide per essere il Messia: il sangue non basta, serve Spirito. Davide chiama “Signore” colui che dovrebbe essere suo discendente — il potere si piega al mistero. Gesù costringe a pensare, non a ripetere formule: è questo che affascina la folla. La fede autentica nasce dallo stupore, non dal controllo.
Forse per questo i religiosi si infastidiscono, e il popolo — invece — ascolta volentieri.
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