lunedì 22 giugno 2026

22.06.2026 - 2Re 17,5-8.13-15.18 - Mt 7,1-5 - Togli prima la trave dal tuo occhio.

Dal secondo libro dei Re - 2Re 17,5-8.13-15.18

In quei giorni, Salmanàssar, re d’Assiria, invase tutta la terra, salì a Samarìa e l’assediò per tre anni. Nell’anno nono di Osèa il re d’Assiria occupò Samarìa, deportò gli Israeliti in Assiria, e li stabilì a Calach e presso il Cabor, fiume di Gozan, e nelle città della Media.
Ciò avvenne perché gli Israeliti avevano peccato contro il Signore, loro Dio, che li aveva fatti uscire dalla terra d’Egitto, dalle mani del faraone, re d’Egitto. Essi venerarono altri dèi, seguirono le leggi delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti, e quelle introdotte dai re d’Israele.
Eppure il Signore, per mezzo di tutti i suoi profeti e dei veggenti, aveva ordinato a Israele e a Giuda: «Convertitevi dalle vostre vie malvagie e osservate i miei comandi e i miei decreti secondo tutta la legge che io ho prescritto ai vostri padri e che ho trasmesso a voi per mezzo dei miei servi, i profeti».
Ma essi non ascoltarono, anzi resero dura la loro cervìce, come quella dei loro padri, i quali non avevano creduto al Signore, loro Dio. Rigettarono le sue leggi e la sua alleanza, che aveva concluso con i loro padri, e le istruzioni che aveva dato loro.
Il Signore si adirò molto contro Israele e lo allontanò dal suo volto e non rimase che la sola tribù di Giuda.

 

1. Nel 722 a.C. abbiamo l’occupazione Assira in Samarìa e della deportazione degli Israeliti. Il motivo? NON HANNO SEGUITO I PRECETTI DEL SIGNORE e hanno, con le buone o con le cattive, traviato il popolo verso il culto di pseudo divinità cananee. HANNO CONTINUATO A RIGETTARE LA SUA ALLEANZA. 

2. EPPURE DIO ERA INTERVENUTO MOLTE VOLTE PER RICHIAMARE ALLA CONVERSIONE, inviando i suoi profeti, ma le orecchie del popolo rimasero chiuse e la loro cervice indurita. Caspiterina!

3. Israele deportata fa l’esperienza della sua fragilità, deve abbandonare la sua presunzione, deve riconoscere che, LONTANO DA DIO E DALL’OSSERVANZA DELL’ALLEANZA LA REALTÀ CHE VIVE È PICCOLA ED IN BALIA DI CHIUNQUE. Attraverso l’esperienza purificatrice dell’esilio (per 70 anni), Israele, aiutato da nuovi profeti, ritornerà ad invocare il Signore e a chiedere che lui operi la salvezza.

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 7,1-5
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Chi giudica si mette al posto di Dio e così facendo va incontro a una sconfitta certa nella vita perché verrà ripagato con la stessa moneta. E vivrà nella confusione, scambiando la “pagliuzza” nell’occhio del fratello con la “trave” che gli impedisce la vista. Chi giudica agisce all’opposto di quello che «Gesù fa davanti al Padre». Infatti Gesù «mai accusa» ma, al contrario, difende. 
Noi poi, quando giudichiamo il prossimo, specialmente se siamo coinvolti siamo implacabili, salvo poi lasciare passare tutto sotto il ponte quando si tratta di noi. L'insegnamento di Gesù rovescia il nostro modo di pensare. Prima occorre correggere noi stessi. Prova a pensare: quante volte nell'ultima settimana hai criticato gli altri e quante energie invece hai speso per correggere i tuoi vizi?

 

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22.06 - SAN TOMMASO MORO

SAN TOMMASO MORO
San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, fu uno dei più grandi esempi di fedeltà alla coscienza e alla verità. Nato a Londra nel 1478, crebbe coltivando gli studi, la cultura e una profonda fede cristiana. Uomo brillante, avvocato stimato e autore dell’opera Utopia, raggiunse i più alti incarichi politici sotto il re Enrico VIII, diventando lord cancelliere d’Inghilterra. Pur vivendo nel mondo della politica e del potere, conduceva una vita semplice e spirituale: pregava ogni giorno, partecipava alla Messa, leggeva la Bibbia con la famiglia e praticava penitenza e carità verso i poveri. La sua fede non era separata dalla vita pubblica, ma guidava ogni sua scelta. Quando Enrico VIII pretese di diventare capo della Chiesa d’Inghilterra e di imporre il suo volere anche contro il Papa e la coscienza cristiana, Tommaso Moro si oppose con fermezza. Pur sapendo di rischiare tutto, preferì perdere onori, ricchezze e libertà piuttosto che tradire la verità. Rinunciò alla carica di cancelliere e si rifiutò di firmare l’Atto di Supremazia, che dichiarava il re capo della Chiesa. Per questo venne imprigionato nella Torre di Londra e condannato a morte come traditore. Dopo mesi di sofferenza affrontò il martirio con pace e persino con ironia, dichiarando di morire “buon servitore del re, ma prima di Dio”. Fu decapitato il 6 luglio 1535, lasciando una testimonianza straordinaria di libertà interiore e fedeltà alla coscienza. Ancora oggi san Tommaso Moro ricorda al mondo che la politica senza morale diventa abuso di potere e che nessuna legge umana può sostituirsi alla verità di Dio. Parole chiave: coscienza, verità, fede, politica, martirio, libertà, Chiesa, preghiera, giustizia, coraggio, fedeltà, Dio. Per noi oggi: 1. Oggi molti cambiano idea per convenienza o paura di perdere consenso. Tommaso Moro preferì perdere tutto pur di non tradire la verità. 2. Viviamo in un tempo dove politica e morale vengono spesso separate. Il santo ricorda che senza coscienza il potere diventa distruzione. 3. Moro morì libero anche in prigione, mentre oggi tanti sono schiavi dell’opinione pubblica. La vera libertà nasce solo dalla verità.
Londra, Inghilterra, 7 febbraio 1478 - 6 luglio 1535

NELLO STESSO GIORNO:

SAN PAOLINO DI NOLA Vescovo

Burdigala (Bordeaux), Francia, 355 - Nola, Napoli, 431

San Paolino, vescovo, che, ricevuto il battesimo a Bordeaux e lasciato l’incarico di console, da nobilissimo e ricchissimo che era si fece povero e umile per Cristo e, trasferitosi a Nola in Campania presso il sepolcro di san Felice sacerdote per seguire da vicino il suo esempio di vita, condusse vita ascetica con la moglie e i compagni; divenuto vescovo, insigne per cultura e santità, aiutò i pellegrini e soccorse con amore i poveri.

SAN GIOVANNI FISHER VESCOVO E MARTIRE

Beverley, Inghilterra, ca. 1469 - Londra, Inghilterra, 22 giugno 1535

Santi Giovanni Fisher, vescovo, e Tommaso Moro, martiri, che, essendosi opposti al re Enrico VIII nella controversia sul suo divorzio e sul primato del Romano Pontefice, furono rinchiusi nella Torre di Londra in Inghilterra. Giovanni Fisher, vescovo di Rochester, uomo insigne per cultura e dignità di vita, in questo giorno fu decapitato per ordine del re stesso davanti al carcere; Tommaso More, padre di famiglia di vita integerrima e gran cancelliere, per la sua fedeltà alla Chiesa cattolica il 6 luglio si unì nel martirio al venerabile presule.

 

LITANIE DEL SACRO CUORE DI GESÙ

LITANIE DEL SACRO CUORE DI GESÙ


Le Litanie del Sacro Cuore di Gesù sono unapreghiera di lode, riparazione e affidamento. Riconosciute ufficialmente nel 1899, riassumono i misteri della fede cattolica contemplando il Cuore di Cristo come sintesi dell'amore divino e umano, capace di trasformare il cuore di chi prega. Il commento dei passaggi chiave si articola nelle seguenti sezioni: Origine e Identità di Cristo Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre: Esprime l'identità divina di Gesù e la sua relazione eterna con Dio Padre. Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria: Celebra il mistero dell'Incarnazione; il cuore di Cristo è pienamente umano e divino. Cuore di Gesù, tempio santo di Dio tabernacolo dell'Altissimo: Il Suo Cuore è il luogo reale dell'incontro tra Dio e l'umanità. Gli Attributi dell'Amore Divino Cuore di Gesù, fornace ardente di amore: Il Suo amore non è tiepido, ma è un fuoco che purifica e riscalda. Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù: Rappresenta la perfezione morale e spirituale, inesplorabile e infinita. Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori: Il Cuore di Cristo è il punto focale verso cui convergono i desideri, le speranze e l'amore di tutta l'umanità. La Condizione Umana e la Misericordia Cuore di Gesù, paziente e misericordioso: Dio non si stanca mai di attendere il ritorno dei peccatori e offre continuamente il Suo perdono. Cuore di Gesù, ricolmato di oltraggi, schiacciato dalle nostre colpe: È il Cuore che soffre a causa del rifiuto, del peccato e dell'indifferenza del mondo. Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte: Esprime la totale sottomissione e l'amore obbediente di Gesù per salvare l'umanità. Il Dono della Salvezza Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia: Dalla ferita sul costato scaturiscono i Sacramenti (l'acqua e il sangue), simbolo di vita nuova. Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra: Rappresenta il superamento di ogni divisione e il ristabilimento dell'amicizia con Dio. Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te: Il Suo Cuore è l'ancora di salvezza per chi ripone in Lui la propria fiducia. PER NOI OGGI 1. Se il Cuore di Gesù è davvero il centro della nostra vita, perché tante volte mettiamo al primo posto successo, denaro e approvazione degli altri? 2. Parliamo di misericordia, ma sappiamo ancora perdonare chi ci ha ferito o preferiamo custodire rancori e divisioni? 3. Contempliamo un Cuore trafitto per amore, ma quanto siamo disposti ad amare quando costa sacrificio, tempo e fatica?
Forse il problema non è che Dio abbia smesso di parlare al cuore dell'uomo; è l'uomo che ha riempito il proprio cuore di troppe altre voci.

 

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domenica 21 giugno 2026

Ger 20,10-13 - Rm 5,12-15 - Mt 10,26-33 - XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 21 Giugno 2026
Dal libro del profeta Geremìa Ger 20,10-13
 
Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.

1. Il profeta descrive la congiura scatenata contro di lui. PERFINO GLI AMICI LO HANNO ABBANDONATO E ATTENDONO DI VEDERLO CADERE IN DISGRAZIA per approfittare della sua debolezza e vendicarsi. GEREMIA È PERSEGUITATO PER LA SUA FEDE. Sa che può contare sul Signore ed è sicuro che saranno i suoi avversari a vacillare e cadere!

2. Geremia non rinnega i suoi sentimenti di vendetta nei confronti di chi lo perseguita, la sua sofferenza è troppo grande, ma PONE NELLE MANI DI DIO QUESTA VENDETTA. Lui saprà cosa fare e come rendergli giustizia. VENDETTA SÌ, DUNQUE, MA DAL SIGNORE. Vendetta si può tradurre con “RIVENDICAZIONE DEI DIRITTI”

3. Dobbiamo imparare a METTERE TUTTO NELLE MANI DI DIO. Lui sa di cosa abbiamo veramente bisogno, cosa ci manca e conosce allo stesso modo la persona che ci ferisce. Non è semplice fidarci, ma se lo faremo, SARÀ LUI AD ILLUMINARCI SUI PASSI DA COMPIERE e sulla migliore difesa da attuare.

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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Rm 5,12-15
 
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.

1. L'apostolo dice che il peccato è entrato nel mondo a causa di un solo uomo, e di conseguenza il peccato ha rovinato l'umanità. LA LEGGE È INTERVENUTA ma non ha riparato al peccato, ha semplicemente rivelato il peccato, e quindi, ha reso colpevole il peccatore perché sa di violare la legge. LA LEGGE NON DÀ LA SOLUZIONE.

2. Gesù, nuovo Adamo, con la sua obbedienza CAPOVOLGE la situazione: IL DONO DI GRAZIA PORTATO DA GESÙ È COSÌ POTENTE, ONNIPOTENTE DA CONDURRE NELLA VITA L’INTERA UMANITÀ. Il nostro destino è la vita non la morte!

3. L'apostolo ci tiene a sottolineare che il passaggio non è da uno a uno, IL DONO DI GRAZIA CHE VINCE IL PECCATO ORIGINALE È ENORMEMENTE PIÙ GRANDE DELLA COLPA. Questo mondo non è condannato al peccato e alla morte. IN CRISTO, QUESTO MONDO PUÒ RISORGERE A VITA NUOVA ED ETERNA.

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Gesù oggi ci dice: NON ABBIATE PAURA (x3 volte) e sii attento a NON FARTI PARALIZZARE DALLA PAURA. 
1. NON ABBIATE PAURA DEGLI UOMINI, Paura di avere scelto la strada sbagliata, di essere perdente nella storia (far parte di un piccolo gruppo). NON ABBIATE PAURA DI QUELLI CHE UCCIDONO IL CORPO. Non possono andare oltre. NON ABBIATE PAURA CHE LA PERSECUZIONE COINVOLGA CHI TI STA VICINO creando a volte divisione. Gesù ci dice: FIDATI DEL PADRE. DIO REALIZZERÀ IL TUO VERO BENE. Dio si prende cura persino dei passeri e conosce il numero dei tuoi capelli… NON AVERE PAURA…
2. ABBI PAURA DI QUELLA FORZA DENTRO DI TE CHE TI PORTA LONTANO DAL BENE E DALLA VITA, e ti impedisce di raggiungere l'obiettivo che è la realizzazione della vita nella gioia. TIENILA SOTTO CONTROLLO ALTRIMENTI CONDUCE LA TUA VITA NELLA GEENNA (IMMONDIZIA). FAI ATTENZIONE
3. Coloro che hanno fatto la scelta che Lui ha proposto, Lui si riconosce in quei discepoli, in altri no. SI RICONOSCE IN COLORO CHE NON HANNO PAURA DI FARE LA SCELTA CHE LUI HA PROPOSTO, LA SCELTA DELLA FELICITÀ. CORAGGIO….
BUONA DOMENICA...

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NO PAURA

"Non abbiate paura... agite nella luce, predicate dai tetti...": siate testimoni convinti e convincenti! Ricordiamoci che in ogni istante della vita costituiamo un argomento pro o contro Cristo». E Cristo ci vuole con gli occhi e il cuore aperti sulla realtà, sulla vita! Non è più tempo di cristiani pigri, paurosi, assenti. È l'ora di cristiani forti, generosi pronti a pagare di persona per la diffusione del Vangelo... 

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LECTIO DIVINA - XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

OMELIA - XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

  

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Lc 17,26-30.33 - RITO AMBROSIANO - DOMENICA IV DOPO PENTECOSTE

RITO AMBROSIANO
DOMENICA IV DOPO PENTECOSTE
Domenica 21 giugno 2026

 + Lettura del Vangelo secondo Luca 17,26-30.33


In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».
1. Ma quando giunge questo Regno di Dio? IL REGNO DI DIO È LA PRESENZA DEL SIGNORE GESÙ NELLA NOSTRA VITA, che passa attraverso le nostre scelte. Scegliere Gesù non è qualcosa di indifferente, di innocuo, ma NE VA DELLA PIENEZZA DI VITA. COSA SCEGLIAMO?
2. Gesù ricorda la TREMENDA punizione toccata alla città di Sodoma per i PECCATI ASSAI DIFFUSI che si compivano alla luce del sole. IERI COME OGGI. NON lasciamoci andare, FACCIAMO OGNI GIORNO prima di dormire L'ESAME DI COSCIENZA QUOTIDIANO che è utile per verificare le nostre azioni alla luce degli insegnamenti del Vangelo…
3. Cosa vuol dirci Gesù? GESÙ AMMONISCE CHI VIVE DIMENTICO DI DIO E TOTALMENTE ASSORBITO DAI BENI MATERIALI. COSTUI S'ILLUDE DI AFFERRARE, GODERE E POSSEDERE LA SUA VITA. Ma così facendo, totalmente concentrato su di sé e sui suoi interessi, finisce per perderla, quando meno se lo aspetta. FAI ATTENZIONE!
BUONA DOMENICA...

 

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21.06 - SAN LUIGI GONZAGA

SAN LUIGI GONZAGA
San Luigi Gonzaga, patrono dei giovani, degli studenti e dei malati di Aids, fu un esempio straordinario di purezza, fede e coraggio spirituale. Nato nel 1568 in una nobile famiglia destinata al potere e alla ricchezza, comprese molto presto che i beni del mondo non potevano dare la vera felicità. A soli sette anni iniziò quella che chiamò la sua “conversione dal mondo a Dio”, scegliendo la preghiera e la vita interiore. A dieci anni consacrò la sua purezza alla Vergine Maria e fece voto di verginità perpetua. Pur vivendo tra corti, lusso e privilegi, sentiva crescere dentro di sé il desiderio di appartenere totalmente a Cristo. Ricevette la Prima Comunione da san Carlo Borromeo e maturò la decisione di entrare nella Compagnia di Gesù, rinunciando nel 1585 al marchesato e ai titoli nobiliari. A Roma visse da gesuita con grande austerità, dedicandosi alla penitenza, allo studio e alla preghiera profonda. Durante la terribile peste che colpì la città nel 1590-91, si mise al servizio dei malati e dei poveri, vedendo in loro il volto di Gesù. Non ebbe paura del contagio: caricava gli infermi sulle spalle, raccoglieva elemosine e offriva conforto agli abbandonati. Proprio assistendo un appestato contrasse la malattia che lo portò alla morte a soli ventitré anni. Morì il 21 giugno 1591 con una serenità impressionante, ripetendo: “Me ne vado felice”. La sua vita dimostra che la santità non dipende dall’età ma dalla capacità di scegliere Dio sopra ogni cosa. Ancora oggi san Luigi parla ai giovani, invitandoli a non sprecare la vita dietro apparenze, successo e superficialità, ma a cercare ciò che rimane eterno. Parole chiave: giovani, preghiera, Gesù, Maria, purezza, carità, gesuiti, fede, santità, umiltà, conversione, eternità. Per noi oggi: 1. Oggi molti giovani inseguono fama, immagine e approvazione online. San Luigi ricorda che senza valori eterni anche il successo più grande resta vuoto. 2. Luigi lasciò ricchezza e potere per seguire Cristo. Noi invece spesso vendiamo la nostra anima per cose che durano pochi istanti. 3. In un mondo che teme il sacrificio, lui diede la vita per i malati. La domanda è: sappiamo ancora amare qualcuno più di noi stessi?
Castiglione delle Stiviere, Mantova, 9 marzo 1568 - Roma, 21 giugno 1591


sabato 20 giugno 2026

20.06.2026 - 2Cr 24,17-25 - Mt 6,24-34 - Non preoccupatevi del domani.

Dal secondo libro delle Cronache - 2Cr 24,17-25

Dopo la morte di Ioiadà, i comandanti di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. Costoro trascurarono il tempio del Signore, Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa l’ira di Dio fu su Giuda e su Gerusalemme. Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Questi testimoniavano contro di loro, ma non furono ascoltati.
Allora lo spirito di Dio investì Zaccarìa, figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: «Dice Dio: “Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch’egli vi abbandona”». Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio del Signore. Il re Ioas non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà, padre di Zaccarìa, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: «Il Signore veda e ne chieda conto!».
All’inizio dell’anno successivo salì contro Ioas l’esercito degli Aramei. Essi vennero in Giuda e a Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i comandanti e inviarono l’intero bottino al re di Damasco. L’esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. Essi fecero giustizia di Ioas. Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui, perché aveva versato il sangue del figlio del sacerdote Ioiadà, e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.

 

1. Finché visse il sacerdote Ioiadà, Ioas ubbidì alla volontà del Signore. Alla sua morte il Re si appoggiò su suo padre adottivo. E quando questi venne a mancare, la sua fedeltà a Dio venne meno, poiché NON AVEVA NEL TEMPO COLTIVATO UNA FEDE PERSONALE. 

2. IL RE CEDETTE ALLE LUSINGHE E ALL’INFLUENZA DEI CAPI DEL POPOLO, arrivò persino ad ordinare l’uccisione di Zaccaria, figlio di Ioiadà, il suo benefattore. Zaccaria pronunciò una parola molto forte: «poiché avete abbandonato il Signore, anch’egli vi abbandona». IL SIGNORE CERCA DI SMUOVERE IN TUTTI I MODI IL SUO POPOLO, minacciando pure di abbandonarlo, ma sappiamo benissimo che QUESTO NON È SUCCESSO E NON SUCCEDERÀ MAI! 

3. ALLONTANANDOTI DA DIO DIVENTI DEBOLE E SOLO NELLA TUA ARROGANZA. Basta un piccolo esercito degli Aramei per procurarti la sconfitta. Il Signore ti mise nelle loro mani. Il Re subì la morte da alcuni suoi servi, CHE TRISTE LA FINE DI QUESTO UOMO, CHE PER ANNI AVEVA SEGUITO DIO CON GRANDE PASSIONE.

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 6,24-34
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

 

Gesù paragona la ricchezza a un "Padrone", per dirti che non puoi servire la ricchezza se intendi servire Dio. Sentiamo dentro di noi il bisogno di accumulare certezze umane sacrificando tempo e rapporti personali. E non siamo mai sazi- Ma se avessimo un po' di fede e ci affidassimo alla Provvidenza avremmo meno angoscia del domani.
Va detto anche che finché ognuno cerca di accumulare per sé, non ci sarà mai giustizia. Se invece, confidiamo nella Provvidenza di Dio e cerchiamo il suo Regno, nessuno mancherà il necessario per vivere dignitosamente. Cercare il regno di Dio e la sua giustizia significa fare la volontà di Dio con fede, con fiducia. E’ questo l’unico affanno che ci è permesso di avere!


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