domenica 19 aprile 2026

At 2,14.22-33 - 1Pt 1,17-21 - Lc 24,13-35 - III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Domenica 19 Aprile 2026

Dagli Atti degli Apostoli - At 2,14.22-33

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.
Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli ínferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli ínferi, né la sua carne subì la corruzione.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».
1. LA MORTE DEL GIUSTO, TRASFORMATA IN SORGENTE DI VITA: la morte dell’uomo Gesù è diventata la VITTORIA DELLA VITA, la VITTORIA DELL’AMORE, anche sulla più aberrante delle violenze; la morte di Gesù è diventata fonte di autentica libertà…

2. Il testimone che l’apostolo chiama a sostegno delle sue affermazioni è il patriarca Davide. “Tu non mi abbandonerai nel mondo dei morti e non permetterai che il tuo santo vada in corruzione.” La profezia parla di Gesù: “DIO LO HA FATTO RISORGERE”. Davide parla di Gesù e profetizza a noi la Salvezza... Per TUTTI...

3. COME GESÙ, PER MEZZO DI LUI, NOI NON SIAMO E NON SAREMO ABBANDONATI. Lo ha detto dalla Sua Croce dove ha CONSEGNATO LO SPIRITO e dove dalla Sua ferita ha donato sangue e acqua… VITA PER NOI.

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Dalla prima lettera di san Pietro apostolo - 1Pt 1,17-21

Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.
1. San Pietro presenta IL SANGUE DI CRISTO COME PREZIOSO, STRUMENTO DEL NOSTRO RISCATTO. Noi non siamo stati liberati a prezzo di cose effimere come argento o oro, noi siamo stati liberati dalla condotta sbagliata, ereditata dai nostri padri, grazie al sangue prezioso di Cristo che è l'unico Agnello senza difetti e senza macchia: IL VERO AGNELLO DI DIO.

2. IL SANGUE DI CRISTO REALIZZA L'AUTENTICA SALVEZZA e ci libera dal male, dalla radice profonda del peccato. Cristo come agnello è stato prestabilito fin dall'inizio, prima della fondazione del mondo, ma SI È MANIFESTATO ADESSO CON LA SUA RISURREZIONE. Noi lo abbiamo pienamente conosciuto.

3. L'apostolo applica a Cristo quello che era detto dell'Agnello della Pasqua e da questa interpretazione nasce la fede. Avviene sempre così: L'ASCOLTO della Parola e L'ADESIONE DEL CUORE alla Promessa di Dio con la sua realizzazione in Cristo FA NASCERE E FA CRESCERE LA NOSTRA FEDE. Fidati!

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+ Dal Vangelo secondo Luca - Lc 24,13-35
Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

1.      Oggi siamo invitati a SEGUIRE LE ORME DEI PELLEGRINI DI EMMAUS. È un cammino in cui dubbi e delusioni ci assalgono. Sappiamo tutto ciò che è accaduto, GESÙ È MORTO, RISORTO, MA NON RIUSCIAMO A DECIFRARE NULLA. Come interpretare la crocifissione? come una maledizione? Come interpretare il nostro tempo? ABBIAMO BISOGNO DI LUCE.

2.      Quando sei nel dubbio, sei deluso di aver creduto invano, LASCIATI RAGGIUNGERE DALLA LUCE DELLA PAROLA che tocca il tuo cuore. Allora VEDRAI la presenza viva del Risorto nel pane spezzato, sentirai ardere il tuo cuore e scoprirai che la sera non scende più, perché CRISTO CAMMINA PER SEMPRE CON TE. È VIVO, NON SEI SOLO.

3.      I discepoli PASSANO DALLA TRISTEZZA ALLA GIOIA, DALLA DISPERAZIONE ALLA SPERANZA. Diventano così annunciatori di Cristo, crocifisso e risorto. Ritornano in comunità. Anche tu fa lo stesso.

BUONA DOMENICA.

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I discepoli di Emmaus riconoscono Gesù quando spezza il pane, cioè se stesso, per loro. Finchè si parla si resta “a distanza”, quando si ama ci si incontra per davvero. Perchè preferiamo parlare?

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LECTIO DIVINA - III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

OMELIA -  III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Gv 1,29-34 - RITO AMBROSIANO - III DOMENICA DI PASQUA

RITO AMBROSIANO
III DOMENICA DI PASQUA
Domenica 19 Aprile 2026
Gv 1,29-34 - Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
  ✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
1. GESÙ È L’AGNELLO, innocente e mansueto, che viene a ESTIRPARE, ELIMINARE, FARE SPARIRE il peccato. IN CHE MODO? INTRODUCENDO UN REGNO DIVERSO, regno di chi dona la vita agli altri estirpando il regno delle belve. Accogli il suo regno e VIVI DA AGNELLO COME GESÙ…

2. Il Battista dichiara che GESÙ GIUNGE A NOI CON LA FORZA DELLO SPIRITO. Noi siamo battezzati nello Spirito Santo. Siamo stati IMMERSI, INZUPPATI dalla nuova sapienza che ci porta ad amare e a donare la vita distruggendo, eliminando il peccato (il disumano).  Accogli il suo Spirito e VIVI DA AGNELLO COME GESÙ...

3. Il Battista rende testimonianza e confessa che GESÙ È FIGLIO DI DIO. Non un profeta qualunque, ma Colui che MANIFESTA IL VOLTO DEL PADRE E L’UOMO RIUSCITO (pienamente umano) guidato dallo Spirito Santo. PER NOI GESÙ È IL TUTTO…

BUONA DOMENICA…


 

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19.04 SANT' ESPEDITO DI MELITENE

SANT’ESPEDITO

Sant’Espedito è conosciuto nella tradizione cristiana come il santo delle cause urgenti, mentre San Giuda Taddeo e Santa Rita da Cascia sono invocati per le cause impossibili.

 Le informazioni più sicure sulla sua vita provengono dal Martirologio Geronimiano, un antico testo del V secolo. Da questo documento sappiamo che fu martirizzato il 19 aprile nella città di Melitene, oggi Malatya in Turchia.

 Secondo la tradizione, Espedito era un comandante romano della XII Legione Fulminata, incaricata di difendere il passaggio del fiume Eufrate. Per questo motivo nelle immagini viene rappresentato come un soldato romano.

 Il suo nome latino Expeditus significa “libero da impacci” o “senza pesi”, e indicava anche i soldati leggeri, privi di armature pesanti. Si racconta che Espedito conoscesse già il messaggio di Gesù Cristo, ma che rimandasse continuamente la sua conversione. Quando decise finalmente di diventare cristiano, il diavolo gli apparve sotto forma di corvo invitandolo a rimandare al giorno dopo, gridando cras (“domani”). Espedito però rispose con decisione “hodie” (“oggi”), scegliendo di convertirsi immediatamente. Per questo nelle raffigurazioni il santo calpesta il corvo con la scritta cras e tiene una croce con la parola “hodie”.

 Si ritiene che sia stato martirizzato intorno al 303, probabilmente per decapitazione durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano.

 Il suo culto si diffuse nel Medioevo e nel 1781 Papa Pio VI lo proclamò protettore dei mercanti e dei navigatori.

Ancora oggi è invocato nelle situazioni urgenti, nelle difficoltà improvvise e quando è necessario prendere decisioni importanti senza rimandare.

 

Per noi oggi

1.     Il vero nemico della vita spirituale non è il male, ma il rinviare sempre al “domani”.

2.     Le decisioni che cambiano la vita spesso vanno prese subito, non quando tutto è comodo.

3.     Sant’Espedito ci provoca con una domanda semplice: cosa stiamo rimandando oggi che sappiamo essere giusto fare?

III secolo



 

sabato 18 aprile 2026

18.04.2026 - At 6,1-7 - Gv 6,16-21 - Videro Gesù che camminava sul mare.

Dagli Atti degli Apostoli - At 6,1-7

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
1. Gli apostoli decidono di istituire il gruppo dei sette. Loro saranno al “SERVIZIO DELLA PAROLA”, vivranno una diaconia che non sarà assistenziale nei confronti degli indigenti MA SARANNO I PREDICATORI DELLA FEDE in quanto sono persone qualificate culturalmente.

2. IL NUMERO 7 SIMBOLEGGIA L'UNIVERSALISMO, L'APERTURA UNIVERSALE, TOTALE. I sette di Gerusalemme saranno i responsabili della comunità Cristiana CHE SI APRE ALLE GENTI, che si apre al mondo intero. e non rimane chiusa nella mentalità giudaica di Gerusalemme.

3. LA CHIESA INVENTA QUALCOSA DI NUOVO e trova una soluzione adatta alla situazione. È UNA SOLUZIONE ISTITUZIONALE importante. Verrà tramandata in futuro. Questi uomini devono essere PIENI DI SPIRITO SANTO e di saggezza, battezzati, animati da grande entusiasmo, e devono essere saggi.

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 6,16-21
Venuta la sera, i suoi discepoli di Gesù scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao.
Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!».
Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

 

Dopo il miracolo dei pani per una grande folla, Gesù si trattiene sul monte a pregare, e i discepoli partono da soli in barca in direzione di Cafarnao. Non è una buona navigazione, quella che si fa senza Gesù. Ed ecco che Gesù li raggiunge, camminando sul mare. Una visione travolgente, che li scombina. Gesù li rassicura e si fa prendere in barca con loro. Gesù vuole educare i discepoli a sopportare con coraggio le avversità della vita, confidando in Dio. Se guardiamo solo a noi stessi, diventiamo dipendenti da eventi e non possiamo più passare sulle tempeste, sulle acque della vita. Confidiamo sempre nel Signore!

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L'incontro con Gesù può fare paura. Perciò spesso nel Vangelo ci dice di non temere, e quel : «Sono io» significa “ci sono io!”. Non abbiamo forse bisogno di un compagno di viaggio che ci incoraggi?

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18.04 BEATA SAVINA PETRILLI

BEATA SAVINA PETRILLI

Savina Petrilli nacque a Siena il 29 agosto 1851, seconda figlia di Celso e Matilde Venturini. Fin da giovane si distinse per pietà e dedizione: a 15 anni entrò nella Congregazione delle Figlie di Maria, diventandone presidente. Due anni dopo emise il primo voto annuale di verginità.

Nel 1869 fu ricevuta da Pio IX, che la incoraggiò a seguire le orme di Santa Caterina da Siena. Il 15 agosto 1873, insieme a cinque compagne, emise i voti di castità, povertà e obbedienza nella cappellina di casa, dando inizio alla fondazione della “Congregazione Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena”.

La Congregazione iniziò la prima fondazione a Onano (Viterbo) nel 1881 e la prima missione internazionale a Belém, Brasile, nel 1903. Le Costituzioni religiose furono approvate definitivamente nel 1906 e madre Savina emise voti aggiuntivi di totale abbandono alla volontà di Dio e di accettazione delle sofferenze senza lamentarsi.

La sua vita fu centrata sull’Eucaristia e sull’amore ai poveri, considerati sacramento di Cristo. Savina riteneva che servire chi soffre significasse servire Dio stesso. La Congregazione si diffuse in Italia e nel mondo, con case e opere in Brasile, Argentina, India, Stati Uniti, Filippine e Paraguay.

Madre Savina morì il 18 aprile 1923, lasciando un’eredità spirituale di radicale dedizione, carità e servizio. La Congregazione continua la sua missione: adorazione, preghiera, servizio evangelico e aiuto concreto ai poveri e agli oppressi, vivendo il Vangelo con coraggio e fedeltà.

 

Per noi oggi

1.     Il povero è il sacramento di Cristo. Servire chi soffre non è solo carità, ma incontro con Dio.

2.     La santità richiede totalità. Savina consacrò ogni aspetto della vita all’amore per Dio e per i fratelli.

3.     Il coraggio della fedeltà trasforma la realtà. Una piccola Congregazione può diffondere il Vangelo in tutto il mondo, se animata da autentica dedizione.

Siena, 29 agosto 1851 - 18 aprile 1923

 

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venerdì 17 aprile 2026

17.04.2026 - At 5,34-42 - Gv 6,1-15 Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.

Dagli Atti degli Apostoli - At 5,34-42

In quei giorni, si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamalièle, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di far uscire [gli apostoli] per un momento e disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui furono dissolti e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui si dispersero. Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!».
Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.
E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.
1. Gamalièle suggerisce di lasciar perdere un caso del genere. Più ci si intestardisce contro questi uomini e più danno fate! SE QUESTA IDEA VIENE DAGLI UOMINI FINISCE NEL NULLA, SE VIENE DA DIO NON VI ACCADA DI TROVARVI A COMBATTERE CONTRO DIO…

2. Gli apostoli subiscono delle bastonate ma sono LIETI DI ESSERE STATI OLTRAGGIATI PER AMORE DEL NOME DI GESÙ. 

3. LA COMUNITÀ CRISTIANA ASSUME LE CARATTERISTICHE DELLE BEATITUDINI. Gli apostoli sono poveri, miti, perseguitati, STANNO VIVENDO VERAMENTE L'ESPERIENZA DI GESÙ CRISTO. Non cessano di insegnare e portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo…

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 6,1-15

In quel tempo, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

I discepoli ragionano in termini di “mercato”, ma Gesù alla logica del comprare sostituisce  la logica del dare. Ordina ai discepoli di far sedere la gente, poi prese quei pani e quei pesci, rese grazie al Padre e li distribuì. Questi gesti anticipano quelli dell’Ultima Cena.
Il Signore può fare molto con il poco che gli mettiamo a disposizione. Sarebbe bello chiederci ogni giorno: “Oggi che cosa porto a Gesù?” Lui può fare molto con una nostra preghiera, con un nostro gesto di carità per gli altri, persino con una nostra miseria consegnata alla sua misericordia.
Se noi fossimo una delle 5000 e più persone, che cosa ci verrebbe da pensare? Quest'uomo teniamocelo, ci serve, facciamolo re. Gesù si sottrae. Vedremo dove ci vorrà condurre nel percorso delle domeniche fino alla sorprendente conclusione.

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La gente vede il segno e lo vogliono incoronare, ma Gesù si ritira sul monte, da solo. Andiamo dietro ai miracoli, non siamo liberi dalla tentazione del potere. Qual è il nostro monte dove salvarci? 

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17.04 SANTA CATERINA TEKAKWITHA

SANTA KATERI TEKAKWITHA

Kateri Tekakwitha nacque nel 1656 a Ossernenon (oggi Auriesville) nello stato di New York negli Stati Uniti. Era figlia di un indiano della tribù Mohawk e di una madre algonchina cristiana molto devota. Rimase orfana a quattro anni quando un’epidemia di vaiolo uccise i suoi genitori e il fratello. Anche lei si ammalò, ma sopravvisse, rimanendo però segnata nel volto e con problemi alla vista.

Fu cresciuta dagli zii nella tribù Mohawk. Fin da piccola mostrò un carattere dolce, umile e incline alla preghiera. Amava la solitudine e spesso evitava le feste e i divertimenti della tribù per mantenere il suo pudore e la sua interiorità.

Quando i missionari gesuiti arrivarono nel villaggio, Kateri entrò in contatto con la fede cristiana. Il missionario Jacques de Lamberville riconobbe subito la sua sincerità e la preparò al battesimo.

Nel giorno di Pasqua del 1676 ricevette il battesimo e prese il nome di Kateri. Dopo la conversione visse con grande impegno la fede cristiana, distinguendosi per pietà, carità, umiltà e pazienza.

La sua scelta cristiana provocò però persecuzioni e incomprensioni da parte dei parenti e degli altri membri della tribù. Nonostante ciò sopportò tutto con grande dolcezza.

Per proteggerla e aiutarla a crescere nella fede, il missionario la inviò nella missione cristiana di Montréal in Canada. Lì visse una vita di preghiera, lavoro e partecipazione ai sacramenti.

Kateri desiderava consacrarsi totalmente a Dio e rifiutò il matrimonio nonostante le pressioni della famiglia. Nel 1679 fece voto di verginità perpetua, uno dei primi casi tra gli indigeni del Nord America.

Morì il 17 aprile 1680, a soli 24 anni, pronunciando le parole: “Gesù, ti amo”. Dopo la sua morte la sua fama di santità si diffuse rapidamente.

Fu beatificata nel 1980 da Giovanni Paolo II e canonizzata nel 2012 da Benedetto XVI, diventando la prima santa nativa del Nord America.

 

Per noi oggi

1.     La santità può nascere anche in ambienti difficili. Kateri trovò Dio in una cultura che non era cristiana.

2.     La fede autentica richiede coraggio. Lei affrontò persecuzioni e incomprensioni pur di restare fedele a Cristo.

3.     La vera libertà è scegliere ciò che dà senso alla vita. Kateri rinunciò a sicurezza e matrimonio per dedicarsi completamente a Dio.

Osserneon (Auriesville), New York, 1656 - Caughnawaga, Canada, 17 aprile 1680


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