domenica 31 maggio 2026

Es 34,4-6.8-9 - 2Cor 13,11-13 - Gv 3,16-18 - SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A)

SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A)

Domenica 31 Maggio 2026
Dal libro dell’Èsodo - Es 34,4-6.8-9
 
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

1. Mosè CHIEDE AL SIGNORE DI POTER VEDERE IL SUO VOLTO e il Signore gli concede di AVERE UNA ESPERIENZA profonda di Dio, anche se il volto di Dio non si può vedere. Mentre passa IL SIGNORE PROCLAMA IL PROPRIO NOME: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà». Ecco la carta d’identità di Dio…

2. Dio Misericordioso e Pietoso INDICA LA RELAZIONE AFFETTIVA DI DIO, è colui che fa Grazia, è colui che è mosso dalle viscere materne, lento all'ira non si arrabbia facilmente in compenso è grande nell'amore e nella fedeltà. Ecco il nostro Dio…

3. IL SIGNORE MANTIENE LA PAROLA, mantiene la sua relazione di Amore NONOSTANTE L'INFEDELTÀ DEL POPOLO (vitello d'oro) dunque nella festa della santissima Trinità noi cominciamo a contemplare la rivelazione di DIO COME CAPACE DI AMORE COSTANTE. Ecco il nostro Dio…

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Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 2Cor 13,11-13
 
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

1. L’augurio finale di Paolo è anche una preghiera. Questo augurio, o preghiera, è divenuto saluto iniziale nella Santa Messa. Parole che conosciamo a memoria ma che forse proprio per questo scivolano su di noi senza comunicarci molto dello STRAORDINARIO MESSAGGIO DI CUI SONO PORTATRICI. Proviamo a riascoltarle.

2. “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” TUTTO è dalla grazia di Cristo Gesù, TUTTO dall’amore di Dio Padre, TUTTO dalla comunione dello Spirito Santo…

3. L'originale Greco manca il verbo “siano”. Grazia, Amore e Comunione con tutti voi. CON LA COMUNITÀ CRISTIANA È LA PRESENZA DI DIO: - l'amore di Dio Padre, - la grazia del Signore Gesù - e la comunione dello Spirito Santo. Oggi vogliamo contemplare questa BELLEZZA DELL'UNITÀ NELLA DIVERSITÀ e non possiamo che ripetere il ritornello: “A te la lode e la Gloria nei secoli”.

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

1. CHI È DIO? DIO È PADRE, È AMORE, DIO AMA DI UN AMORE TOTALMENTE GRATUITO. - CHI AMA DIO? IL MONDO, quest’umanità segnata dal peccato che si ribella a Dio. È questa umanità, che sono IO che Dio ama… Anche Tu “AMA E FA’ CIÒ CHE VUOI” (Sant’Agostino)
2. DIO HA DONATO IL SUO FIGLIO UNIGENITO, immagine perfetta del Padre. CHI CREDE IN LUI HA LA VITA ETERNA, la vita dell’Eterno. È NECESSARIO CREDERE, accettare Gesù come modello di uomo, inserirsi nel suo progetto di umanità nuova che ha come programma l’amore, SIGNIFICA VIVERE COME LUI… CORAGGIO CREDI!
3. GESÙ MANDATO NON PER CONDANNARE LE PERSONE, si condanna il male, MA PER SALVARLE. Se Tu ti fidi di Gesù, accogli la vita eterna e la lasci esprimere in Te, VIVRAI. - VICEVERSA, SARAI TU CHE TI CONDANNI alla non vita alla schiavitù… PENSACI…
BUONA DOMENICA...

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TRINITÀ

Siamo impastati di “relazione d'amore", perché come il Padre è unito al Figlio e allo Spirito Santo, anche noi siamo chiamati ad una "comunione d'amore". Il nostro, non è un Dio solitario, ma un Dio d'amore. La solidarietà cristiana, l'unità, è questo che dobbiamo ricercare, perché a questo ci spinge il mistero di amore della Trinità. Ogni frammento d'amore vissuto sulla terra è già comunione con la Trinità.

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LECTIO DIVINA - SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A)

OMELIA -  SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A)


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Gv 16,12-15 - RITO AMBROSIANO - SANTISSIMA TRINITÀ

RITO AMBROSIANO
SANTISSIMA TRINITÀ
Domenica 31 maggio 2026
Lettura del Vangelo secondo Gv 16,12-15

 + Lettura del Vangelo secondo Giovanni 16, 12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

1. Gesù sapeva che nonostante i buoni desideri dei discepoli, ESSI NON ERANO IN GRADO DI SEGUIRLO FINO IN FONDO, almeno in quel momento. Perché ciò significava seguirlo fino alla croce. GESÙ CI AMA MOSTRANDO IL VERO VOLTO DEL PADRE…

2. Tuttavia Gesù intravede nei discepoli degli slanci del loro cuore POTENZIALITÀ stupende di dono di sé. POTENZIALITÀ CHE FIORIRANNO dopo che Gesù avrà donato la sua vita, SARÀ LO SPIRITO DELLA VERITÀ A GUIDARLI. - VIENI SANTO SPIRITO…

3. La VERITÀ verso cui i discepoli saranno accompagnati dallo Spirito NON sarà una qualche teoria complicata, ma la SCOPERTA DEL MODO VERO E IRRIPETIBILE DI AMARE, che altro non è che la VERITÀ DI NOI STESSI. COME GESÙ…

BUONA DOMENICA...


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31.05 VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La Visitazione della Beata Vergine Maria è il mistero in cui Maria, dopo l’Annunciazione, si mette in cammino verso Elisabetta, portando nel grembo Cristo e manifestando la forza della carità che si fa subito servizio concreto verso il prossimo.

Maria parte “in fretta” da Nazareth, segno di una fede che diventa immediata azione e non rimane chiusa in sé stessa; il viaggio verso Ain Karem diventa simbolo del cammino dell’uomo verso l’incontro con Dio e con gli altri. All’arrivo, il saluto di Maria suscita l’esultanza del bambino nel grembo di Elisabetta, segno dell’opera dello Spirito Santo.

Elisabetta, colmata di grazia, riconosce Maria come “madre del mio Signore”, proclamando il mistero dell’Incarnazione e il cuore della storia della salvezza. Maria viene chiamata beata perché ha creduto, diventando modello perfetto di fede obbediente. L’incontro tra le due donne rivela la comunione tra promessa e compimento della salvezza e mostra la Chiesa in uscita che porta Cristo nel mondo. Subito dopo Maria innalza il Magnificat, canto di lode che esalta la misericordia di Dio e rovescia la logica del mondo. Maria si riconosce serva e insieme testimone della grandezza divina.

La festa della Visitazione nasce come celebrazione della missione e della carità operosa; nel Medioevo si diffonde grazie ai francescani come esempio di vita evangelica concreta. San Francesco di Sales ne sottolinea l’unione tra amore di Dio e amore del prossimo. La riforma liturgica fissa la festa al 31 maggio come culmine del mese mariano. Il mistero mostra che la vera fede non resta ferma ma si apre alla relazione.

Maria non trattiene il dono ricevuto ma lo condivide subito. Elisabetta diventa la prima testimone del Messia presente nella storia. La Visitazione diventa così icona di gioia, incontro e servizio che definisce la vita cristiana.

Per noi oggi

1. La fede che non diventa movimento verso l’altro rischia di essere solo un’idea religiosa senza carne né storia. Il Vangelo non si misura nella coerenza delle parole ma nella capacità di uscire da sé stessi senza esitazione.

2. Una spiritualità chiusa non ha nulla a che vedere con la logica della Visitazione. Dio si riconosce solo dove la carità diventa gesto immediato e concreto.

3. Chi trattiene la fede per sé la svuota del suo significato più vero. Maria insegna che credere significa sempre portare Cristo agli altri.

Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, quando venne da Elisabetta sua parente, che nella vecchiaia aveva concepito un figlio, e la salutò. Nel gioioso incontro tra le due future madri, il Redentore che veniva santificò il suo precursore già nel grembo e Maria, rispondendo al saluto di Elisabetta ed esultando nello Spirito, magnificò il Signore con il cantico di lode. 

«Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome» Lc 1,49 


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sabato 30 maggio 2026

30.05.2026 - Gd 1,17.20-25 - Mc 11,27-33 - Con quale autorità fai queste cose?

Dalla lettera di san Giuda apostolo - Gd 1,17.20-25

Voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo.
Costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.
Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo.
A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e colmi di gioia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e per sempre. Amen.
1. Anzitutto un chiarimento di fondo. San Giuda non ha nulla a che fare con il disgraziato Giuda che per 30 denari consegno Gesù nelle mani dei suoi crocifissori. Si tratta di colui che, ELETTO PIÙ TARDI DAGLI STESSI APOSTOLI, VISSE COME LORO: di grazia, di testimonianza, di annuncio.

2. Giuda CI INVITA A “FARE MEMORIA”, non solo degli avvenimenti fondamentali della fede: Passione Morte e Risurrezione Ascensione di Gesù, ma anche di ciò che, nella luce di questi eventi, gli Apostoli vennero compiendo. CI INVITA A DARE SALDEZZA E CONTINUITÀ ai nostri propositi di bene. CI INVITA ALLA PREGHIERA nello Spirito Santo, preghiera che non dovrebbe mai essere omessa. 

3. Infine CI INVITA A CONVERTIRCI NELL'AMORE DI DIO. È come dire: tieniti fermo nella tua fede-certezza che IL SIGNORE TI AMA DA DIO, cioè senza stanchezze e senza limiti. Nel tuo cammino DIO PUÒ PRESERVARTI DA OGNI CADUTA e farti comparire davanti alla sua gloria senza difetti. Fidati!

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 11,27-33

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Gesù si comporta con autorevolezza e si permette il lusso di non rivelare l’origine della sua autorità. Questo silenzio smaschera quanti non riconoscevano nemmeno il valore della predicazione del Battista. Ovviamente l’autorità di Gesù deriva dall’essere il Figlio di Dio, cioè Dio stesso. Riconosci l'autorità di Gesù sulla tua vita? In tutti gli aspetti della tua vita o solo dove ti fa comodo o ti costa poco? 
Fai attenzione di non cadere nell'errore dei capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani che non hanno voluto compromettersi con Gesù, accettando il dialogo. Il loro cuore chiuso e la loro mente prevenuta gli hanno impedito di  riconoscere persino l’evidenza dei fatti. E dunque, quali fatti occorreranno per indurli a credere? 

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Gesu' non offre risposte ma fa domande. Risponde con le domande. Non cade così nelle trappole che gli pongono. Le nostre domande, riconosciamolo, non sono spesso vere e proprie trappole?

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30.05 SANTA GIOVANNA D'ARCO - VERGINE

SANTA GIOVANNA D'ARCO

Santa Giovanna d’Arco è una delle figure più straordinarie della storia cristiana e della Francia, perché in pochissimo tempo, da giovane contadina, divenne strumento di una svolta decisiva nella Guerra dei Cent’Anni, mostrando che nulla è impossibile a Dio e che la storia può essere guidata dagli umili che si affidano totalmente alla sua volontà.

Nata a Domrémy in un tempo di crisi della Chiesa, segnato dallo scisma d’Occidente, fin da piccola mostrò una profonda fede e carità verso poveri e malati. A tredici anni iniziò a udire le voci di san Michele Arcangelo e delle sante Margherita e Caterina, che la chiamavano a una missione straordinaria. Fece voto di verginità e obbedì a ciò che percepiva come comando divino.

Si presentò al Delfino di Francia Carlo VII, dichiarando di essere inviata da Dio per liberare il regno. Dopo accurati esami ecclesiastici le fu permesso di accompagnare l’esercito verso Orléans, vestita da soldato con stendardo di Cristo Re.

La sua presenza trasformò l’esercito imponendo preghiera, disciplina e conversione morale dei soldati, e bandendo peccati e violenze. Il 1429 segnò la svolta con la liberazione di Orléans, ottenuta in pochi giorni, evento considerato decisivo per la Francia.

Seguì la vittoria di Patay, dove la sua guida fu vista come segno della provvidenza divina. Accompagnò poi Carlo VII all’incoronazione di Reims come segno del compimento della missione affidatale. Ma le tensioni politiche portarono alla sua cattura da parte dei borgognoni e alla successiva consegna agli inglesi.

Venne processata da un tribunale controllato politicamente e accusata di eresia, nonostante dichiarasse fedeltà alla Chiesa e al Papa. Rifiutò di rinnegare le voci che attribuiva a Dio. Il 30 maggio 1431 fu arsa viva a Rouen invocando il nome di Gesù e perdonando i suoi carnefici.

La Chiesa la canonizzò nel 1920 proclamandola poi patrona di Francia. La sua vita resta testimonianza radicale di coraggio, fede e abbandono totale a Dio.

Per noi oggi

1. Dio continua a scegliere gli ultimi per compiere ciò che i potenti ritengono impossibile e scomodo. La vera forza non nasce dal potere ma dalla fedeltà assoluta a una coscienza illuminata dalla fede.

2. Quando si tace la verità per convenienza si finisce sempre per combattere contro ciò che è giusto. Giovanna insegna che obbedire a Dio può significare disobbedire a tutto il resto.

3. Il coraggio cristiano non è assenza di paura ma fedeltà anche quando tutto sembra perduto. Chi cerca solo sicurezza non comprenderà mai la logica del Vangelo.

Domrémy, Francia, 1412 circa - Rouen, Francia, 30 maggio 1431

A Rouen in Normandia, in Francia, santa Giovanna d’Arco, vergine, detta la pulsella d’Orléans, che, dopo aver combattuto coraggiosamente in difesa della patria, fu infine consegnata nelle mani dei nemici, condannata con iniquo processo e bruciata sul rogo. 

"Qualora io non sia in grazia, voglia Dio concedermi di diventarlo, e se lo sono, che Dio mi ci mantenga; perché sarei la persona più infelice del mondo se sapessi di non essere nella grazia di Dio!"

PATRONO: FRANCIA, RADIOFONISTI, TELEGRAFISTI

NELLO STESSO GIORNO:
SAN PAOLO VI (Giovanni Battista Montini) Papa - MILANO
Concesio, Brescia, 26 settembre 1897 – Castel Gandolfo, Roma, 6 agosto 1978
Nasce a Concesio il 26 settembre 1897 e muore in quell’anno terribile che segnò uno dei punti più bui della stagione passata alla storia come Guerra fredda. Fu il Papa che condusse con mano sicura in porto il concilio, il Papa della Populorum progressio, dei primi grandi viaggi internazionali e incontri ecumenici. Di Montini si potrebbero quindi esplorare molti aspetti, come le tessere di un ricco mosaico che compongono l’esistenza di un uomo che ha attraversato due terzi del XX secolo.

SANT’ ANASTASIO di Pavia Vescovo - PAVIA
m. Pavia, 30 maggio 680
A Pavia, sant’Anastasio, vescovo, che, abbandonata l’eresia ariana, professò con fermezza la fede cattolica.

 

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venerdì 29 maggio 2026

29.05.2026 - 1Pt 4,7-13 - Mc 11,11-25 - La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio!

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo - 1Pt 4,7-13

Carissimi, la fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare.
Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!
Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.

1. Quante volte nella storia i credenti hanno vissuto come se L’“IMMINENTE FINE” fosse dietro l’angolo! Eppure il mondo continua a girare, con le sue guerre e le sue feste. FORSE LA “FINE” NON È UN EVENTO CRONOLOGICO, MA UN MODO DI VIVERE: quando la speranza è ridotta, tutto sembra finire. Forse Pietro ci provoca a vivere come se ogni giorno fosse l’ultimo — ma non per paura, bensì per autenticità.

2. “LA CARITÀ COPRE UNA MOLTITUDINE DI PECCATI!” È un alibi religioso? Sembra che basta essere “buoni” e il resto si aggiusta. Ma la carità vera non copre nel senso di nascondere, bensì di trasformare. È facile fare beneficenza per sentirsi a posto; è molto più scomodo amare davvero chi ci irrita. Pietro sembra dire: LA CARITÀ NON È UN BALSAMO MORALE, È UNA RIVOLUZIONE PERSONALE.

3. “RALLEGRATEVI NELLE SOFFERENZE”. Chi gioisce nella sofferenza oggi verrebbe mandato dallo psicologo. Ma la provocazione cristiana è un’altra: NON È LA SOFFERENZA IN SÉ AD AVERE VALORE, MA LA LIBERTÀ DI NON ESSERNE SCHIAVI. Rallegrarsi non perché si soffre, ma perché si partecipa a qualcosa di più grande — questo è il vero paradosso della fede.

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 11,11-25

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

Gesù affamato maledice un albero innocente — eppure non era neppure stagione di fichi. Una reazione sproporzionata? O un gesto simbolico contro ogni apparenza sterile?
Il tempio, pieno di traffici religiosi, è la stessa immagine dell’albero: tante foglie, nessun frutto. Gesù non distrugge per capriccio, ma per svelare l’ipocrisia di una fede che vive di riti e non di vita. Forse il fico seccato è la parabola di un culto che non nutre più nessuno.
La fede che sposta le montagne non è quella delle parole, ma del coraggio di rovesciare tavoli. Pregare non basta: bisogna credere al punto da cambiare le strutture ingiuste. E, alla fine, perdonare — perché la vera rivoluzione spirituale inizia sempre dal cuore.
 

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29.05 SAN PAOLO VI (GIOVANNI BATTISTA MONTINI) PAPA

PAOLO VI

Paolo VI fu una guida della Chiesa nel Novecento segnata da profonde tensioni dottrinali e culturali. Nacque nel 1897 a Brescia in una famiglia di solida fede cattolica che ne formò lo spirito. Il padre gli trasmise il senso delle “ragioni della vita”, la madre il gusto della preghiera e dell’interiorità. Fu ordinato sacerdote nel 1920 iniziando un cammino di intensa formazione spirituale e culturale. Studiò filosofia, diritto canonico e civile sviluppando una visione ampia della Chiesa e del mondo.

Entrò nella Segreteria di Stato diventando collaboratore fidato di Pio XI e Pio XII. Durante la Seconda guerra mondiale contribuì ad aiutare anche molti ebrei perseguitati. Nel 1954 divenne arcivescovo di Milano affrontando una società segnata da marxismo e secolarizzazione. A Milano avviò una grande opera di rievangelizzazione e promosse la costruzione di numerose chiese.

Fu creato cardinale da Giovanni XXIII e partecipò attivamente al Concilio Vaticano II. Nel 1963 venne eletto Papa in un periodo di forte crisi e trasformazioni della Chiesa. Il suo pontificato fu segnato da profonde sofferenze interiori e tensioni ecclesiali. 

Nel 1968 pubblicò l’enciclica Humanae Vitae difendendo la visione cristiana dell’amore umano. Ribadì l’unità tra significato unitivo e procreativo dell’atto coniugale tra forti contestazioni. Molte conferenze episcopali reagirono con critiche, segno di una Chiesa attraversata da divisioni.

Promosse la riforma liturgica cercando equilibrio tra rinnovamento e tradizione. Il nuovo Messale segnò una svolta epocale ma anche incomprensioni e difficoltà applicative. 

Denunciò il “fumo di Satana” entrato nella Chiesa, espressione di crisi e smarrimento. Proclamò Maria Madre della Chiesa, affidando a Lei il cammino del popolo di Dio. Credette nel dialogo con il mondo ma senza mai rinunciare alla verità del Vangelo. Scrisse che nella Chiesa deve sempre restare un “piccolo gregge fedele”.

Morì nel 1978 nella festa della Trasfigurazione dopo 15 anni di pontificato. La sua canonizzazione riconobbe una vita offerta tra fede, difesa della vita e sofferenza. La verità non ha bisogno di consenso per essere vera: Paolo VI lo ha vissuto fino alla solitudine.

Una Chiesa che teme il conflitto rischia di perdere la forza profetica che la definisce. Obbedienza e verità oggi sono più provocatorie del cambiamento stesso, se vissute fino in fondo. Paolo VI mostra che guidare la Chiesa significa spesso portarne il peso più che il successo. Il suo pontificato resta una domanda aperta sulla fedeltà quando tutto sembra contraddirla.

Per noi oggi:

1. Una Chiesa fedele alla verità può diventare impopolare, ma non per questo meno necessaria alla storia. Il problema non è il conflitto con il mondo, ma la tentazione di diluire il Vangelo per evitarlo.

2. Il dialogo con la modernità è fecondo solo se non tradisce i principi non negoziabili della fede. Quando la verità si relativizza, il dialogo diventa semplice adattamento culturale.

3. La solitudine dei pastori può essere il luogo più autentico della fedeltà a Dio. Non sempre il consenso è segno di verità; spesso è la prova della sua assenza.


Concesio, Brescia, 26 settembre 1897 – Castel Gandolfo, Roma, 6 agosto 1978

Nasce a Concesio il 26 settembre 1897 e muore in quell’anno terribile che segnò uno dei punti più bui della stagione passata alla storia come Guerra fredda. Fu il Papa che condusse con mano sicura in porto il concilio, il Papa della Populorum progressio, dei primi grandi viaggi internazionali e incontri ecumenici. Di Montini si potrebbero quindi esplorare molti aspetti, come le tessere di un ricco mosaico che compongono l’esistenza di un uomo che ha attraversato due terzi del XX secolo.

"Signore, io credo; io voglio credere in te.
O Signore, fa’ che la mia fede sia piena.
O Signore, fa’ che la mia fede sia libera.
O Signore, fa’ che la mia fede sia certa.
O Signore, fa’ che la mia fede sia forte.
O Signore, fa’ che la mia fede sia gioconda.
O Signore, fa’ che la mia fede sia operosa.
Amen.".
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 17 aprile 1865 - Roma, 29 maggio 1939

A Roma, sant’Orsola (Giulia) Ledóchowska, vergine, che fondò l’Istituto delle Suore Orsoline del Cuore di Gesù Agonizzante e affrontò faticosi viaggi attraverso la Polonia, la Scandinavia, la Finlandia e la Russia.

"La nostra politica è l'amore...E per questa politica dell'amore siamo pronte a consacrare le nostre forze, il nostro tempo e la nostra vita".


NELLO STESSO GIORNO:
SANTI SISINIO, MARTIRIO E ALESSANDRO martiri - MILANO
sec. IV - + Sanzeno, 29 maggio del 397
Sisinio, Martirio e Alessandro erano nati in Cappadocia e, ancora giovinetti nel IV secolo vennero mandati a Milano per essere istruiti nella fede dal vescovo sant'Ambrogio. Attratti dall'ideale missionario furono inviati al vescovo di Trento, san Vigilio che li destinò nel 387 ad evangelizzare l'antica regione dell'Anaunia, l'odierna Valle di Non. Dopo dieci anni a servizio della gente della valle, il 29 maggio del 397, furono trucidati in un rito, detto degli Ambarvali, durante una festa pagana di carattere agreste nella località di Mecla, oggi Sanzeno.

 

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