martedì 5 maggio 2026

05.05.2026 - At 14,19-28 - Gv 14,27-31 - Vi do la mia pace.

Dagli Atti degli Apostoli - At 14,19-28

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.
Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.
Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.
1. PAOLO SUBISCE UN TENTATIVO DI LAPIDAZIONE. Anche se non è morto, DEVE AVER PRESO PARECCHIE PIETRATE, visto che se ne sono andati lasciandolo come morto. Deve aver ricevuto parecchi lividi, E QUESTO È SOLO UN ESEMPIO DELLE GRAVI DIFFICOLTÀ CHE PAOLA HA SUPERATO… NON si ferma…

2. Paolo invita le comunità a RESTARE SALDE NELLA FEDE: è inevitabile che l'ingresso nel regno di Dio comporti questa fatica! non perdetevi d'animo! COSTITUIRONO PER LORO IN OGNI COMUNITÀ ALCUNI ANZIANI, PRETI. Paolo e Barnaba fondano le comunità, e quando le lasciano vi costituiscono DEGLI ANZIANI, DEI RESPONSABILI, DEI CAPOFAMIGLIA, DEI CAPO COMUNITÀ, e li affidarono al Signore nel quale avevano creduto…

3. Arrivati ad Antiochia, dopo tre anni, riunita la comunità, riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo di loro: DIO AVEVA APERTO AI PAGANI LA PORTA DELLA FEDE. È proprio vero, quello che è successo ad Antiochia succede dappertutto: DOVE IL VANGELO E ANNUNZIATO TROVA SEMPRE QUALCUNO CHE LO ACCOGLIE…

------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,27-31a
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

 

"Vi lascio la pace, vi do la mia pace". Il mondo ci insegna la strada della pace con l’anestesia, col compromesso; anestetizza la realtà per non vedere la vera realtà della vita: la croce. La pace è frutto dell'amore totale di Gesù. Dunque la pace che Gesù ci dona è un regalo: è un dono dello Spirito Santo. E lo Spirito Santo è Dio. Lo Spirito Santo poi agisce in mezzo alle tribolazioni e ci conduce a donare la nostra vita, diffondendo la sua pace.
"Il principe del mondo, lo sappiamo, contro Gesù non può nulla". E allora affidiamoci a Lui! Satana vuole toglierci la pace che Gesù ci dona . La fede è uno scudo invincibile contro Satana, perché è partecipazione alla vittoria di Cristo. Impariamo dunque a conservare la pace di Cristo, quella vera, quella eterna.

----------------------------------------

Il “principe del mondo” non può nulla contro Gesù, che è il principe della pace. Una pace diversa da quella del mondo. Che ci fa passare dal turbamento alla gioia. Non è forse il nostro vero desiderio?

----------------------------------------

 

📲 I MIEI SOCIAL:

05.05 BEATA CATERINA CITTADINI

 CATERINA CITTADINI 

Caterina Cittadini nasce nel 1801 a Bergamo e vive fin da piccola l’esperienza del dolore e dell’abbandono, diventando orfana e trovando accoglienza in un orfanotrofio. In questo ambiente matura una profonda fede cristiana, una forte responsabilità e una grande capacità di amore verso gli altri. Dopo gli studi diventa maestra, scegliendo di dedicare la sua vita all’educazione delle ragazze, soprattutto le più povere ed emarginate. Trasferitasi a Somasca con la sorella Giuditta, sviluppa un progetto educativo fondato su valori di solidarietà, disciplina e spiritualità. Nonostante le difficoltà economiche e le prove personali, tra cui la morte della sorella, Caterina continua con determinazione la sua missione. Fonda una scuola e un educandato, dando vita a una vera comunità educativa. Il suo impegno non è solo professionale, ma anche profondamente vocazionale, perché vede nell’educazione un modo per servire Dio. La sua opera cresce fino a diventare un istituto religioso, anche se il riconoscimento ufficiale arriverà solo dopo la sua morte. Caterina affronta malattie, rifiuti e incomprensioni senza perdere la fiducia e la speranza, mostrando una straordinaria forza interiore. Muore nel 1857 lasciando un esempio di santità concreta, vissuta nella quotidianità e nel servizio agli altri. La sua eredità continua attraverso le Suore Orsoline, presenti ancora oggi nel mondo. La sua vita dimostra che anche nelle situazioni più difficili si può costruire qualcosa di grande attraverso la dedizione e l’amore.


Per noi oggi

  1. Se Caterina è riuscita a trasformare il dolore in impegno concreto, perché oggi spesso trasformiamo le difficoltà in scuse?

  2. In un mondo pieno di opportunità, perché manca ancora una vera dedizione agli altri come la sua?

  3. Siamo davvero disposti a vivere una fede attiva e coerente, o preferiamo una vita comoda senza responsabilità?

Bergamo, 28 settembre 1801 – Somasca, 5 maggio 1857

A Somasca vicino a Bergamo, beata Caterina Cittadini, vergine, che, rimasta orfana fin da piccola, fu educatrice umile e sapiente; si dedicò con impegno nel curare l’istruzione delle ragazze povere e l’insegnamento della dottrina cristiana, fondando per questo l’Istituto delle Suore Orsoline di Somasca. 

"La Madonna ha a cuore il bene vostro e la felicità eterna di tutti i suoi figli. 
AmateLa, carissime; imitate la sua umiltà, la sua fede, tutte sue virtù".


LA FEDE NON TI PROTEGGE, TI TRASFORMA.

LA FEDE NON TI PROTEGGE, TI TRASFORMA.

Gli esercizi spirituali quaresimali guidati da Mons. Erik Varden sottolineano un punto cruciale: la fede non è un’assicurazione contro le difficoltà. La Bibbia, attraverso figure come Abramo e Giobbe, mostra un Dio che si fa presente nelle sofferenze e non solo nei momenti di successo o sicurezza. Mary Ward invitava a “fare del nostro meglio e Dio ci aiuterà”, ma Varden ricorda che l’aiuto divino non è occasionale né automatico; non è un servizio d’emergenza da chiamare solo quando siamo in pericolo.

Il Salmo 90 descrive l’aiuto di Dio come una dimora, un sostegno permanente che ci permette di vivere e muoverci nella vita con coraggio e speranza. Giobbe rappresenta chi affronta il dolore senza spiegazioni: rifiuta le facili razionalizzazioni e cerca Dio nel mezzo della sofferenza, gridando al cielo per la sua presenza. Questo ci insegna che la religione non dovrebbe diventare una polizza assicurativa, in cui pensiamo di essere al sicuro dal male.

Attraversare le prove, il Lamento e la Minaccia, diventa un percorso necessario per crescere nella fede e scoprire una nuova profondità di Grazia. Dimorare nell’aiuto di Dio significa accogliere il dolore e la fragilità, sperimentando che la fede si manifesta soprattutto quando le nostre barriere vengono abbattute e la vita sembra fragile. Solo così possiamo diventare testimoni autentici e permettere anche agli altri di incontrare Dio.

 

PER NOI OGGI

1.     La fede non protegge dalla sofferenza: ti invita a camminarci dentro. Solo affrontando dolore e incertezza scopri la reale presenza di Dio nella tua vita.

2.     La religione non è una polizza assicurativa: non aspettarti risposte immediate. Il vero rapporto con Dio si costruisce nel Lamento e nella Minaccia, non nella sicurezza.

3.     Dimorare nell’aiuto di Dio richiede coraggio e vulnerabilità. Lascia cadere le tue barriere e scopri che la Grazia trasforma anche la sofferenza più profonda.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

lunedì 4 maggio 2026

04.05.2026 - At 14,5-18 - Gv 14,21-26 - Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa.

Dagli Atti degli Apostoli - At 14,5-18

In quei giorni, a Icònio ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi di aggredire e lapidare Paolo e Bàrnaba; essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni, e là andavano evangelizzando.
C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce: «Àlzati, ritto in piedi!». Egli balzò in piedi e si mise a camminare. La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo, in dialetto licaònio: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!». E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes», perché era lui a parlare.
Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all’ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla. Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando: «Uomini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori». E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall’offrire loro un sacrificio.
1. Un grande fraintendimento nella missione di Paolo e Barnaba a Listra. La gente rimane stupita per il segno compiuto, ma NON AVENDO LE CATEGORIE PER COMPRENDERE BENE in nome di chi i missionari hanno compiuto il miracolo di guarigione, li ritengono dei. E Tu le possiedi?

2. Agli dèi vanno offerti sacrifici. Il sacerdote di Zeus si fa avanti con tori e corone. Al veder ciò Barnaba e Paolo SI STRAPPANO LE VESTI, si precipitano tra la folla e GRIDANO LA VERITÀ DI DIO. L’errore si combatte con la verità, le tenebre con la luce, la menzogna con la testimonianza, con la storia. ALTRE VIE NON ESISTONO.

3. La folla non deve offrire loro alcun sacrificio. Loro SONO ESSERI MORTALI, esseri umani in tutto come loro. ESISTE UN SOLO DIO, IL DIO VIVENTE, IL CREATORE DI TUTTE LE COSE. Se c‘è un solo Dio, tutti gli altri dèi sono inesistenti. LA FOLLA DOVRÀ IMPEGNARSI IN QUESTA CONVERSIONE. La verità annunciata libera la mente dalla falsità, dalla vanità e dall’idolatria.

----------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo - Gv 14,21-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

 

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uniti nel dimorare con coloro che seguono Gesù Cristo. Dio Padre ci ha donato il Figlio, che ha dato la sua vita per noi, e continua a mostrarci il suo amore attraverso lo Spirito Santo, che ci guida nella verità.
Di fronte a questo grande amore non possiamo che inchinarci e contemplare. Gesù ci ama e viene ad abitare la nostra vita insieme al Padre e allo Spirito; a noi è richiesto di amarlo con tutto il cuore e con la vita. Nei santi si manifesta la presenza di Dio, che trasfigura il loro volto e le loro opere. O Spirito Santo, orienta la mia volontà verso la tua, perché possa conoscerla, amarla e compierla efficacemente. Amen.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

04.05 BEATO TOMMASO (ACERBIS) DA OLERA CAPPUCCINO

FRA TOMMASO DA OLERA

Fra Tommaso da Olera nacque a Olera, in Val Seriana, nel 1563, e visse una giovinezza povera e semplice come pastorello. Rimasto analfabeta fino ai 17 anni, entrò nell’Ordine dei Cappuccini a Verona, dove imparò a leggere e scrivere.

Dimostrò subito grande virtù, dedicandosi con passione alla preghiera e alle opere di carità.
Fu addetto alla questua per decenni, ma il suo apostolato andava oltre il semplice chiedere l’elemosina. Visitava malati, confortava poveri, operava riappacificazioni e conversioni, promuovendo sempre il perdono. A Vicenza e Rovereto sostenne la costruzione di monasteri per suore, favorendo vocazioni religiose.

Nel 1618 era a Padova come portinaio, ma anche guida spirituale di persone illustri e nobili.
Divenne consigliere di arciduchi, imperatori e duchi, intervenendo anche in questioni religiose delicate.

A Monaco convertì al cattolicesimo il duca di Weimar e altre figure influenti. Non era sacerdote, ma parlava di Dio con sapienza, suscitando stupore e meraviglia. La sua vita era guidata da preghiera, digiuni, penitenze e costante attenzione agli altri.

Scrisse il “Concetti morali contra gli heretici”, un’opera difensiva della fede cattolica.
Riconosceva già l’Immacolata Concezione e l’Assunzione di Maria, anticipando sviluppi futuri della dottrina. Promosse pellegrinaggi e la costruzione della prima chiesa in lingua tedesca dedicata all’Immacolata.

Morì a Innsbruck il 3 maggio 1631, lasciando un’eredità di santità e devozione popolare.
Fu sepolto nella cripta della Cappella della Madonna, dove i fedeli austriaci lo venerarono subito. Papa Giovanni XXIII lo definì “santo autentico e maestro di spirito”, Paolo VI lo ricordò come strumento di rinnovamento spirituale.
Il processo di beatificazione iniziò nel 1967 e culminò con la proclamazione a Beato nel 2013.

La sua vita dimostra che umiltà, obbedienza e fedeltà a Dio rendono straordinaria anche una vita semplice. Il frate bergamasco unì fede, azione e carità verso poveri e potenti del suo tempo. Resta esempio di come l’amore a Dio possa trasformare la società senza potere né ricchezze. Fra Tommaso ci ricorda che la santità si costruisce giorno per giorno, tra preghiera e servizio. Il suo esempio è ancora oggi guida per chi vuole vivere coerentemente la fede nella quotidianità.

3 conclusioni provocatorie per noi oggi

1.     Siamo disposti a servire Dio con umiltà e costanza, anche senza riconoscimenti né applausi?

2.     Usciamo dalla nostra zona di comfort per aiutare gli altri, oppure limitiamo la fede a gesti simbolici?

3.     Siamo capaci di influenzare positivamente chi ci circonda con la sola forza dell’esempio cristiano?

Olera, Val Seriana, Bergamo, 1563 - Innsbruck, Austria, 3 maggio 1631

Tommaso Acerbis nasce nel 1563 a Olera in provincia di Bergamo. Fino a 17 anni fa il pastore. Nel 1580 entra nel convento di Verona. Dopo essere stato in vari luoghi, dal 1619 fino alla sua morte risiede come frate questuante ad Innsbruck. Diventa la guida spirituale dell’arciduca Leopoldo V e della sua sposa, Claudia de' Medici; del principe di Salisburgo e di  Ferdinando II, imperatore d'Austria; di Massimiliano I e della moglie Elisabetta, duchi di Baviera. Nel 1654, duecento anni esatti prima della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, suggerisce a un facoltoso amico di costruire una chiesa da dedicare all'Immacolata. Fra’ Tommaso muore il 3 maggio 1631. Il 5 maggio viene sepolto con grande solennità nella chiesa dei Cappuccini di Innsbruck. È stato proclamato Beato il 21 settembre 2013.

... tutto darei per vostr'amore: altro amore non posso più capire che voi, o Dio.

 

📲 I MIEI SOCIAL:


domenica 3 maggio 2026

At 6,1-7 - 1Pt 2,4-9 - Gv 14,1-12 - V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Domenica 3 Maggio 2026
Dagli Atti degli Apostoli - At 6,1-7

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
1. Gli Apostoli decidono di istituire il GRUPPO DEI SETTE DA AFFIANCARE AL GRUPPO DEI DODICI. Saranno i responsabili della comunità Cristiana di lingua greca e avranno il compito di curare la distribuzione degli aiuti ai Cristiani di lingua greca. OGNI PROBLEMA HA UNA SOLUZIONE!

2. IL NUMERO 7 SIMBOLEGGIA L'UNIVERSALISMO, L'APERTURA UNIVERSALE, TOTALE. I sette di Gerusalemme saranno i responsabili della comunità Cristiana CHE SI APRE ALLE GENTI, che si apre al mondo intero. e non rimane chiusa nella mentalità giudaica di Gerusalemme.

3. LA CHIESA INVENTA QUALCOSA DI NUOVO e trova una soluzione adatta alla situazione. È UNA SOLUZIONE ISTITUZIONALE importante. Verrà tramandata in futuro. Questi uomini devono essere PIENI DI SPIRITO SANTO e di saggezza, battezzati, animati da grande entusiasmo, e devono essere saggi.

--------------------------------------------------------

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo - 1Pt 2,4-9

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

1. CRISTO È LA PIETRA VIVA, è la pietra vivente, è il risorto, E IL DISCEPOLO È UNA PIETRA APPOGGIATA sulla pietra di fondamento. Cristo è la pietra viva scartata dagli uomini, perché gli uomini si sono appoggiati su un’altra pietra, sulle loro idee, ma Cristo pietra viva è la scelta preziosa davanti a Dio. DIO NON LA PENSA COME GLI UOMINI.
 
2. Anche voi dice Pietro siete pietre vive per diventare LINFA VIVA DELLA LINFA DI CRISTO, e tutti insieme venite costituiti per la costruzione dell'edificio spirituale, PER LA COSTRUZIONE DEL REGNO DI DIO SULLA NOSTRA TERRA. La costruzione dell’edificio spirituale si specifica come esercizio di un sacerdozio santo,  PER OFFRIRE SACRIFICI SPIRITUALI GRADITI A DIO. Il sacrificio spirituale gradito a Dio è l’offerta di noi stessi, della nostra vita.  Come Gesù!

3. Se non costruiamo sulla pietra d'angolo, quella pietra diventa una PIETRA D’INCIAMPO. CHI RIFIUTA CRISTO INCIAMPA IN QUELLA PIETRA, ma voi che l'avete accolta dice l'apostolo siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione Santa, il popolo che Dio si è acquistato col COMPITO DI ANNUNCIARE LE GRANDI OPERE DI DIO PERCHÉ IL MONDO CREDA E SI SALVI.

--------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,1-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

 

1. Oggi, il Vangelo, ci incoraggia alla fiducia: "Non sia turbato il vostro cuore. Eppure i tempi in cui viviamo ci inducono spesso al turbamento. ABBIATE FEDE IN DIO E ABBIATE FEDE IN ME".  Dobbiamo “aggrapparci alle sue ali”, affidarci al suo amore, con la stessa fiducia assoluta che ha il bambino verso i suoi genitori. FIDATI!

2. “VADO A PREPARARE UN POSTO PER OGNUNO E QUANDO È PRONTO TORNERÒ PER PRENDERVI CON ME. Ormai anche TU conosci la STRADA: GESÙ. - GESÙ È LA VIA DELLA PACE, LA VERITÀ SU DIO E SULL'UOMO, LA VITA CHE È L’AMORE, la vita creata da Lui NON può che essere espressione di questo amore. CHE GESÙ SIA LA TUA VIA, LA TUA VERITÀ, LA TUA VITA…

3. “CHI CREDE IN ME COMPIRÀ OPERE ANCORA PIÙ GRANDI”. È vero NOI SIAMO CHIAMATI A CONTINUARE L’OPERA DI DIO. È un compito che Gesù ci ha espressamente affidato: COLLABORARE CON LUI ALLA COSTRUZIONE DEL REGNO DI DIO, di un mondo nuovo fondato sulla condivisione e sulla fratellanza. FAI LA TUA PARTE...
BUONA DOMENICA...

---------------------------------------------------

NESSUNO O NECESSARIO?
"Signore, mostraci il Padre, e ci basta". Nel profondo del cuore cerco Dio. Vedo che più prego, più desidero pregare. Più amo Dio, più lo voglio amare. Più mi comunico con Lui, più desidero comunicare.
Meno prego e più Dio non ha senso; meno senso ha Dio e meno ricorro a Lui. Così, Dio finisce per diventare "nessuno"!
Eppure vedere il volto di Dio nella mia vita è sempre necessario! Buon cammino...

--------------------------------------------------- 

LECTIO DIVINA - V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

OMELIA -  V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)


Gv 14,21-24 - RITO AMBROSIANO - V DOMENICA DI PASQUA

RITO AMBROSIANO
V DOMENICA DI PASQUA
Domenica 3 Maggio 2026
Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,21-24
  ✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni Gv 14,21-24
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato». 
1. “Chi ACCOGLIE i miei comandamenti e li OSSERVA, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui”. Questo è il nostro desiderio ACCOGLIERE la sua Parola e OSSERVARLA oggi…

2. “Noi VERREMO a lui e PRENDEREMO DIMORA presso di lui”. La presenza di Dio nel cuore ci aiuterà a SCOPRIRE E REALIZZARE in questo mondo i piani che la Provvidenza ci abbia assegnato… Lo Spirito del Signore ci darà la forza… CORAGGIO!

3. Tutta la LUCE e il FUOCO della vita divina si riverseranno sopra di noi che SIANO DISPOSTI A RICEVERE IL DONO DELLA DIMORA.  Ma siamo LIBERI “Chi NON mi ama, non osserva le mie parole” … PENSACI!

BUONA DOMENICA…
 

 

📲 I MIEI SOCIAL: