venerdì 8 maggio 2026

08.05.2026 - At 15,22-31 - Gv 15,12-17 - Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Dagli Atti degli Apostoli - At 15,22-31

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.
E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».
Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.

1. Al concilio fa seguito una lettera indirizzata alla comunità dove la questione era sorta. L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA È SEMPRE STATO GARANTITO DALL’AUTORITÀ COSTITUITA DAI TESTIMONI OCULARI…

2. “ABBIAMO DECISO LO SPIRITO SANTO E NOI” è una chiara autocomprensione di una DECISIONE PRESA NELLA LUCE DI DIO PER ISPIRAZIONE DIVINA. La comunità ha vagliato seriamente i pro e i contro della situazione e alla fine CONCORDEMENTE HA SCELTO UNA LINEA perché tutto era a favore a quella linea: l'esperienza storica, le prove scritturistiche, l'opinione delle autorità e dei testimoni.

3. Terminata l'assise conciliare, scritta la lettera, si salutano e tutti insieme tornano ad Antiochia. LÀ RIUNISCONO E CONSEGNANO LA LETTERA ALLA COMUNITÀ e GIOISCONO per l'incoraggiamento che diffondeva...

--------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15,12-17
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amati voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

 

Gesù ha dato la vita per i suoi amici. Amici che non lo avevano capito, che nel momento cruciale lo hanno abbandonato, tradito e rinnegato. Questo ci dice che Egli ci ama pur non essendo noi meritevoli del suo amore: così ci ama Gesù! In questo modo, Gesù ci mostra la strada per seguirlo, la strada dell’amore.
Amare come Gesù significa donarsi senza riserve, perdonare, accogliere, servire gli altri con umiltà. È un cammino esigente, ma reso possibile dalla grazia di Dio. Se rimaniamo nel suo amore, porteremo frutti che durano. Chiediamo allora al Padre, nel nome di Gesù, la forza di amarci gli uni gli altri, come Lui ci ha amati.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

08.05 MADONNA DEL ROSARIO DI POMPEI - SANTA MADDALENA DI CANOSSA

MADONNA DEL ROSARIO DI POMPEI 

La devozione alla Beata Vergine Maria attraverso il Rosario nasce nel XIII secolo grazie all’opera dei Domenicani, guidati da San Domenico, che diffusero questa forma di preghiera semplice e accessibile a tutti. Il Rosario consiste nella meditazione dei misteri della vita di Gesù e di Maria, accompagnata dalla recita delle Ave Maria, diventando così un vero Vangelo dei poveri, capace di trasmettere la fede anche a chi non sapeva leggere. Nel tempo si sono sviluppati i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, ai quali Giovanni Paolo II ha aggiunto nel 2002 i misteri luminosi, arricchendo ulteriormente questa pratica spirituale. La storia del Rosario è legata anche a eventi importanti, come la vittoria di Battaglia di Lepanto, attribuita all’intercessione della Madonna, che portò San Pio V a istituire la festa del Santo Rosario. La devozione cresce ulteriormente dopo le apparizioni di Bernadette Soubirous a Lourdes, dove la Vergine appare con la corona in mano, rafforzando il legame tra Maria e questa preghiera. Un esempio concreto della forza del Rosario si trova nella storia di Bartolo Longo, che da una vita lontana dalla fede giunge a una profonda conversione, dedicandosi all’educazione religiosa e alla carità. A Pompei, partendo da un semplice quadro della Madonna, nasce un grande santuario, oggi noto come Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, diventato centro di spiritualità e preghiera per migliaia di fedeli. Attorno a questa opera si sviluppano iniziative di solidarietà, come orfanotrofi, scuole e opere sociali, dimostrando che la preghiera autentica genera sempre impegno concreto. Il Rosario, quindi, non è solo una ripetizione di formule, ma un cammino di meditazione, conversione e crescita interiore. Ancora oggi milioni di persone lo recitano, trovando in esso pace, forza e orientamento nella vita. In un mondo frenetico, questa preghiera invita a rallentare e a riscoprire l’essenziale. La sua semplicità lo rende accessibile a tutti, ma la sua profondità lo rende una delle forme più complete di preghiera cristiana. Il Rosario continua a essere un ponte tra la vita quotidiana e il mistero di Dio, guidando i credenti verso una fede più consapevole e vissuta.


per noi oggi

  1. In una vita sempre più veloce, siamo ancora capaci di fermarci per la preghiera, o la consideriamo tempo perso?
    Forse non è il tempo che manca, ma la priorità che diamo a Dio.

  2. Recitiamo parole senza pensarci, ma quanto viviamo davvero i valori che il Rosario ci invita a meditare?
    La nostra fede è abitudine o consapevolezza?

  3. Davanti ai problemi cerchiamo soluzioni immediate, ma abbiamo ancora fiducia nella forza della spiritualità?
    Oppure crediamo solo in ciò che è visibile e immediato?

Pompei è opera di Dio: tempio dello Spirito, luogo di conversione e di riconciliazione, di misericordia e di preghiera, di spiritualità e di santità. È città di Maria, venerata come Vergine del Rosario, alla cui scuola milioni di pellegrini imparano ad ascoltare le parole del suo figlio Gesù e a farne una ragione di vita.


Il Rosario è il magistero della vita, un magistero pieno di dolcezza e di amore, onde l'uomo sotto gli sguardi di Maria, quasi senza accorgersi, trova che va facilmente educando se stesso al conseguimento della vita vera.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------

 
Vergine, Fondatrice
Verona, 1 marzo 1774 - 10 aprile 1835

A Verona, santa Maddalena di Canossa, vergine, che di sua volontà rigettò tutte le ricchezze del suo patrimonio per seguire Cristo e fondò i due Istituti dei Figli e delle Figlie della Carità per promuovere la formazione cristiana della gioventù.

L'8 maggio si celebra la sua memoria nella diocesi di Bergamo

"Nel cuore delle Figlie della Carità non vi sia altro che Dio. Allora sì che potete fare del gran bene"..

NELLO STESSO GIORNO:
SAN VITTORE il Moro Martire - MILANO
sec. III-IV
A Milano, commemorazione di san Vittore, martire, che, di origine mora, mentre era soldato nell’esercito imperiale, all’imposizione da parte di Massimiano di sacrificare agli idoli depose le armi e, condotto a Lodi, morì decapitato con la spada.

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 14,15-21

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 14,15-21

Qualche anno fa, in un reparto ospedaliero, un’infermiera osservava un uomo anziano che non chiedeva mai nulla e non si lamentava mai, ma ogni mattina apriva la Bibbia sul comodino e rimaneva qualche minuto in silenzio.

Questo comportamento semplice ma profondo suscitava curiosità e rispetto, perché rivelava una serenità non comune in una situazione di malattia e fragilità.

Un giorno l’infermiera gli chiese: “Lei prega sempre?” L’uomo sorrise e rispose con parole che colpirono profondamente: “Non sempre parlo con Dio, ma cerco di ricordarmi che Lui è già qui con me.” In questa frase si racchiude una visione della vita fondata sulla presenza di Dio, non come idea lontana, ma come realtà vicina e continua.

L’uomo era malato e fragile, eppure appariva sorprendentemente sereno. Non perché fosse privo di sofferenza, ma perché non si sentiva mai solo. La sua fede non era fatta di molte parole, ma di una presenza accolta ogni giorno, vissuta con semplicità e profondità. Questo gli permetteva di affrontare la realtà con uno spirito diverso, più calmo e fiducioso.

Questa esperienza richiama il cuore del Vangelo, dove Gesù dice: “Non vi lascerò orfani”. Con queste parole, Egli non promette una vita senza difficoltà, ma una vita mai abbandonata. La presenza dello Spirito Santo diventa così una compagnia invisibile, che sostiene l’uomo anche nei momenti più difficili, trasformando la sofferenza in relazione e il limite in amore.

In questa prospettiva, amare Dio non è un semplice sentimento astratto, ma una scelta concreta di vita. Significa vivere ogni giorno nella consapevolezza di essere abitati da Lui, accompagnati anche nel dolore e nelle difficoltà. La fede diventa così una forza interiore che non elimina la sofferenza, ma la trasforma, rendendo possibile una profonda serenità interiore.

In conclusione, questa storia insegna che la vera forza dell’uomo non sta nell’assenza delle prove, ma nella certezza di non essere mai solo. Sentirsi abitati da Dio significa scoprire che anche nei momenti più difficili la vita può essere vissuta con speranza, fiducia e amore.

 

Per noi oggi:

1.     Forse non siamo lontani da Dio: siamo solo distratti dalla sua presenza.
Il problema non è l’assenza di Dio, ma la nostra incapacità di riconoscerlo.

2.     Diciamo di amare Dio, ma spesso lo riduciamo a parole e abitudini.
Il Vangelo però non chiede emozioni: chiede coerenza.

3.     Non è difficile credere nello Spirito Santo: è difficile lasciarlo agire.
Perché chi si lascia guidare, perde il controllo ma trova la vita.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

giovedì 7 maggio 2026

07.05.2026 - At 15,7-21 - Gv 15,9-11 - Rimanete nel mio amore, perché la vostra gioia sia piena.

Dagli Atti degli Apostoli - At 15,7-21

In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: «Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede. E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede. Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare? Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro».
Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.
Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome. Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: “Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine e la rialzerò, perché cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose, note da sempre”. Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio, ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe».

1. IN VIRTÙ DI CHE COSA SIAMO SALVATI? Pietro lo domanda all'assemblea. Se in virtù della legge, allora perché abbiamo ascoltato e creduto nel Cristo? NOI ABBIAMO SCOPERTO LA SALVEZZA CON IL CRISTO. QUESTA GRAZIA L'HANNO RICEVUTA ANCHE I PAGANI e quindi è questa che salva non l'osservanza delle regole…

2. L'autorità più conservatrice, più legata alla tradizione giudaica era Giacomo. Lui aveva grosse difficoltà ad accettare l'apertura ai non Giudei. IL PIÙ CONSERVATORE DEL GRUPPO DI GERUSALEMME È DISPONIBILE ALL'APERTURA anche se pone una condizione. E LO FA CITANDO LE SCRITTURE, IL LIBRO DI AMOS…

3. LA RISPOSTA AI PROBLEMI VIENE CERCATA NELLE SCRITTURE CON UNO SFORZO INTERPRETATIVO, cercando di coglierne il senso delle antiche parole. SOLO IN QUESTO TESTO, GLI APOSTOLI RITENGONO DI POTER TROVARE LA RISPOSTA AI LORO PROBLEMI CONTINGENTI E ATTUALI. E si arriva alla conclusione ponendo una condizione fondata sul rispetto… Si ritrova L’UNITÀ…

---------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15, 9-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

 

Oggi siamo chiamati a rimanere nell’amore di Gesù, osservando i suoi comandamenti. Siamo chiamati ad abitare nella corrente dell’amore di Dio, prendendo stabile dimora: questa è la condizione per far sì che il nostro amore non perda per strada il suo ardore e la sua audacia. Anche noi, come Gesù e in Lui, dobbiamo accogliere con gratitudine l’amore che viene dal Padre e rimanere in questo amore, cercando di non separarcene con l’egoismo e con il peccato. Il mondo, lo sappiamo, ci propone altri amori: l’amore al denaro, l’amore alla vanità, l’amore all’orgoglio, l’amore al potere, ecc. ecc. Questi sono altri amori, questi non sono di Gesù e non sono del Padre, e non ci donano la gioia!

------------------------------------------------

Perché Gesù è sceso “in mezzo a noi”? Oggi lo spiega per bene: «Perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». Una gioia, la sua, totale, piena; niente di meno. Allora perché siamo tristi?

------------------------------------------------

 

📲 I MIEI SOCIAL:

07.05 BEATO ALBERTO DA VILLA D’OGNA

BEATO ALBERTO DA VILLA D’OGNA 

Alberto da Bergamo nasce all’inizio del XIII secolo a Villa d’Ogna e conduce una vita semplice come agricoltore, dimostrando fin da giovane una profonda fede e un sincero amore per Dio. La sua esistenza è caratterizzata dalla pratica costante della carità, vissuta non a parole ma attraverso gesti concreti verso il prossimo. Per volontà della famiglia si sposa, ma il matrimonio non gli porta né affetto né comprensione, eppure egli affronta questa prova con grande pazienza e spirito cristiano. Quando gli vengono ingiustamente contestate alcune terre, sceglie di rinunciare ai suoi diritti pur di mantenere la pace, mostrando un atteggiamento di umiltà e distacco dai beni materiali. Si trasferisce a Cremona, dove continua a vivere del proprio lavoro, senza mai perdere la fiducia nella Provvidenza. Entra nel Terz’Ordine di San Domenico e si dedica con costanza alle opere di misericordia, aiutando i poveri e i bisognosi. È convinto che ci sia sempre tempo per fare il bene, se lo si desidera davvero, e per questo trasforma ogni momento della sua giornata in occasione di servizio. Non predica con discorsi, ma con la testimonianza concreta della sua vita, diventando esempio di una santità autentica e accessibile a tutti. La sua figura dimostra che non servono gesti straordinari, ma una continua coerenza tra fede e azioni. Nel 1279, sentendo vicina la morte, si prepara serenamente, ricevendo i sacramenti e affidandosi a Dio con totale fiducia. Dopo la sua morte, eventi straordinari accompagnano la sua sepoltura, suscitando grande devozione tra il popolo. La sua fama di santità cresce nel tempo, fino al riconoscimento ufficiale del culto da parte di Benedetto XIV nel 1748. Alberto rappresenta un modello di santità quotidiana, fatta di semplicità, umiltà e amore concreto verso gli altri. La sua vita invita a riscoprire il valore delle piccole azioni vissute con grande cuore. In un mondo che cerca spesso visibilità, la sua testimonianza ricorda che la vera grandezza sta nel bene silenzioso. La sua storia continua a parlare ancora oggi, mostrando che ogni persona può diventare luce attraverso la carità vissuta ogni giorno.


per noi oggi

  1. Cerchiamo spesso qualcosa di straordinario, ma siamo capaci di vivere la santità quotidiana nelle piccole cose?
    O ignoriamo il bene semplice perché non fa rumore?

  2. Davanti alle ingiustizie, reagiamo con rabbia o sappiamo scegliere la pace come ha fatto Alberto?
    La nostra forza è davvero interiore o dipende dalle circostanze?

  3. Diciamo di non avere tempo, ma quanto spazio dedichiamo davvero alla carità concreta?
    È mancanza di tempo o di volontà?

Villa d’Ogna, Bergamo, 1214 c. - Cremona, 1279

A Cremona, beato Alberto da Bergamo, contadino, che sopportò con pazienza i rimproveri della moglie per la sua eccessiva generosità verso i poveri e, lasciati i campi, visse povero come frate della Penitenza di San Domenico.

"Chi opprime il povero offende il Creatore, chi ha pietà del misero lo onora. Alleluia.

----------------------------------------------------------------------------------------------------

Bargone di Casarza Ligure, 27 luglio 1818 - Genova, 7 maggio 1902

A Genova, sant’Agostino Roscelli, sacerdote, che istituì la Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria per la formazione delle fanciulle.

"Conoscere, amare, imitare Gesù Cristo deve essere la principale, anzi l’unica devozione del cristiano. E che andiamo noi, dunque, cercando altrove, quando abbiamo tutto in Gesù?

 

📲 I MIEI SOCIAL:

MEDJUGORJE NON È UN LUOGO: È UNA SFIDA ALLA TUA COSCIENZA.

MEDJUGORJE NON È UN LUOGO: È UNA SFIDA ALLA TUA COSCIENZA.

Nel contesto delle apparizioni di Medjugorje, nasce una sintesi spirituale potente: le cinque pietre, strumenti concreti per combattere il male e costruire la pace interiore. Queste pratiche non sono astratte, ma radicate nella vita quotidiana e nella tradizione cristiana.

La prima pietra è la preghiera, intesa come dialogo vivo con Dio, capace di trasformare il cuore. Non si tratta di formule vuote, ma di una relazione profonda che dà senso alle azioni.

La seconda è l’Eucaristia, centro della vita spirituale, vista come incontro reale con Cristo. Parteciparvi con consapevolezza significa nutrire l’anima e orientare la giornata.

La terza pietra è la Bibbia, Parola viva che illumina le scelte e rafforza nelle prove. Leggerla ogni giorno crea una coscienza attiva e vigile contro il male.

Segue il digiuno, pratica spesso dimenticata ma ricca di significato. Esso educa al sacrificio e libera dalle dipendenze materiali e interiori.

Infine, la confessione, sacramento della misericordia che rinnova e riconcilia. Non è solo un atto rituale, ma un’esperienza di verità su se stessi.

Queste cinque pietre formano un percorso ascetico completo e impegnativo. Molti pellegrini testimoniano cambiamenti concreti nella loro vita. La forza di questo cammino sta nella sua semplicità e radicalità. Non propone soluzioni immediate, ma un lavoro interiore costante.

In un mondo segnato da confusione, offre una direzione chiara. Tuttavia, richiede disciplina e coerenza, qualità spesso trascurate oggi. La sua efficacia dipende dall’autenticità con cui viene vissuto. Non è magia spirituale, ma impegno personale quotidiano. Resta aperta la domanda sulla sua origine, ma non sui suoi effetti. Infatti, molti trovano in queste pratiche una pace reale e duratura.
Le cinque pietre diventano così simbolo di una lotta interiore universale.

Il dramma di oggi è che cerchiamo soluzioni rapide ai nostri vuoti interiori, ma ignoriamo strumenti semplici che richiedono costanza e silenzio. Parliamo spesso di benessere e equilibrio, ma evitiamo tutto ciò che implica sacrificio e verità su noi stessi.
Forse il problema non è la mancanza di risposte, ma la resistenza a cambiare davvero stile di vita. E se la pace che desideriamo fosse già a portata di mano, ma troppo esigente per essere accolta? 

Per noi oggi:

1. Se bastano pratiche così semplici per cambiare la vita, perché continuiamo a cercare soluzioni complicate? Forse il problema non è capire cosa fare, ma avere il coraggio di farlo davvero.

2. Viviamo in un’epoca che rifiuta il sacrificio, eppure il digiuno e la disciplina restano centrali. Siamo sicuri che il comfort sia compatibile con una vera crescita spirituale?

3. La preghiera quotidiana è vista come perdita di tempo, ma chi la pratica parla di trasformazione reale. E se il vero lusso oggi fosse proprio fermarsi e ascoltare il silenzio?

 

📲 I MIEI SOCIAL:

mercoledì 6 maggio 2026

06.05.2026 - At 15,1-6 - Gv 15,1-8 - Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

Dagli Atti degli Apostoli - At 15,1-6

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.
Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».
Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

1. AD ANTIOCHIA ABBIAMO UNA PRIMA DIVISIONE NELLA COMUNITÀ sul problema della necessità dell'osservanza delle regole mosaiche per poter essere salvi. Paolo e Barnaba si oppongono. La comunità delega Paolo e Barnaba a CONSULTARE LE AUTORITÀ A GERUSALEMME, gli apostoli e gli anziani… INSIEME…

2. Paolo e Barbara riferirono tutto ciò che Dio ha compiuto per mezzo loro. CIÒ CHE È STATO FATTO È OPERA DI DIO PERCHÉ GLI APOSTOLI SONO MEDIATORI. Dio ha operato per mezzo degli Apostoli. DI FRONTE AL RACCONTO DEI FATTI SI OTTIENE DI NUOVO UNA OPPOSIZIONE…

3. Anche a Gerusalemme L'ASSEMBLEA SI DIVIDE. Bisogna arrivare a una soluzione. GLI APOSTOLI E GLI ANZIANI SI RIUNISCONO per esaminare questo problema...

--------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15,1-8
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

 

La parola di Gesù è chiara: se non resto in Lui, la mia esistenza inaridisce e fallisce, come un tralcio staccato dalla vite è destinato alla sterilità e alla distruzione. Cosa significa per me "stare in Lui" oggi? Significa vivere una relazione intima, di amicizia con Lui attraverso la preghiera, i sacramenti, la meditazione delle Scritture e  seguendo i suoi insegnamenti nella vita quotidiana.
Questo "stile cristiano" rende gloria al Padre. Il Padre affida a noi il compito di esprimere la sua cura paterna per gli uomini e ci dona la gioia e la pace di stare con Gesù Cristo sempre. La cura al prossimo richiede gesti concreti di amore, di solidarietà, di ascolto, promuovendo la giustizia e la pace nella comunità. Ci stai?

 

📲 I MIEI SOCIAL: