domenica 10 maggio 2026

At 8,5-8.14-17 - 1Pt 3,15-18 - Gv 14,15-21 - VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Domenica 10 Maggio 2026
Dagli Atti degli Apostoli - At 8,5-8.14-17

In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
1. Il Diacono Filippo scende in una città della Samaria. QUI INIZIA A PREDICARE AI SAMARITANI IL CRISTO GUARENDO E LIBERANDO gli indemoniati dagli spiriti impuri. Le folle sono attratte da Lui. Prestano attenzione alle sue parole. Vedendolo operare, sentendolo parlare È COME SE SI STESSE ALLA PRESENZA DI CRISTO SIGNORE. E vi fu grande gioia…

2. Gli apostoli da Gerusalemme sentendo che in Samaria si è formata una comunità Cristiana mandano due delegati Pietro e Giovanni. ESSI DOVRANNO CONFERMARE L'OPERA DI UNO DEI SETTE. La Chiesa delle origini vive di comunione. LA COMUNIONE VERA VIVE NELLA GERARCHIA.

3. PIETRO E GIOVANNI IMPONGONO LE MANI e quelle persone battezzate RICEVONO LO SPIRITO SANTO. Chi dona lo Spirito Santo non sono i discepoli. SONO GLI APOSTOLI. Come si può constatare manca l’unzione con il sacro Crisma. L’unzione viene introdotta in un secondo tempo. La Chiesa delle origini È UNA COMUNITÀ COSCIENTE DELLE RESPONSABILITÀ E DEI MINISTERI DI CIASCUNO E RISPETTA OGNI COSA.

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Dalla prima lettera di san Pietro apostolo - 1Pt 3,15-18

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

1. “Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori”. ADORARE CRISTO È RICONOSCERE CRISTO COME IL SOLO CHE HA PAROLE DI VITA ETERNA ED ESSERE FEDELI alla sua Parola sempre, anche sulla croce, nelle carceri, nelle prigioni, nelle arene, nei circhi, in ogni altra persecuzione e martirio…

2. Dunque SIATE SEMPRE PRONTI A RISPONDERE a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. E FATELO CON DOLCEZZA, CON RISPETTO E CON RETTA COSCIENZA. Tutto ciò che il cristiano fa, LO DEVE FARE NELLA FORMA EVANGELICA. Il modello da imitare è Cristo Gesù.

3. SE PARLANO MALE DI VOI PAZIENZA: l'importante è che non abbiano ragione. SE DOVETE SOFFRIRE È MEGLIO CHE SOFFRIATE DA INNOCENTI COME GESÙ. Quindi ONESTI E INNOCENTI MA CORAGGIOSI capaci di testimoniare la propria fede. Solo se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo POSSIAMO DARE BUONA TESTIMONIANZA al Cristo nella nostra concreta situazione, QUI E ADESSO…

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,15-21

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

 

1. “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. L'AMORE per una persona, e anche per il Signore, si dimostra NON CON LE PAROLE, MA CON I FATTI. Ne consegue il DESIDERIO DI LEGARE LA NOSTRA VITA A GESÙ e, attraverso di Lui, al Padre. VOGLIAMO ESSERE SUOI AMICI NON A PAROLE, MA "NEI FATTI E NELLA VERITÀ"!
2. Per realizzare questo desiderio Gesù promette l'effusione dello Spirito Santo ai suoi discepoli. PROPRIO GRAZIE ALLO SPIRITO SANTO, TUTTI POSSIAMO VIVERE LA STESSA VITA DI GESÙ. Lo Spirito CI INSEGNA OGNI COSA, ANZI L'UNICA COSA INDISPENSABILE: amare come ama Dio. PREGHIAMOLO OGNI GIORNO: VIENI SANTO SPIRITO...
3. "Non vi lascerò orfani". LA PRESENZA DI CRISTO IN ME È GIÀ DATA, È DENTRO, È INDISSOLUBILE, fontana che non verrà mai meno. "Io vivo e voi vivrete" la missione di Gesù è dare vita ed è anche la nostra missione: ESSERE TUTTI NELLA VITA DATORI DI VITA. PORTIAMO VITA...
BUONA DOMENICA...

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DIO È AMORE
"Se mi amate, osserverete i miei comandamenti...". In quel "se mi amate" c'è la sintesi del cristianesimo. Chi ama, fa tutto per amore. Anche le cose impossibili. Senza che gli pesino! Ma per arrivare a questo, bisogna vivere in intimità con Dio. Questa intimità va cercata e trovata. Gesù cerca spazio nel nostro cuore. Facciamogli posto: lui non tradisce e non delude! Solo così avremo la vita!

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LECTIO DIVINA - VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

OMELIA - VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)


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Gv 14,25-29 - RITO AMBROSIANO - VI DOMENICA DI PASQUA

RITO AMBROSIANO
VI DOMENICA DI PASQUA
Domenica 10 Maggio 2026
Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,25-29
 ✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni Gv 14,25-29
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
1. Nel nome di Gesù, Dio Padre ci dona lo Spirito Santo, chiamato ‘PARÀCLITO’ (colui che ci sta vicino), che VIENE A MUOVERCI dalla profondità stessa della nostra persona e Ci Conduce progressivamente alla pienezza della verità e della pace. CI DONA LA PACE DI DIO. NE ABBIAMO BISOGNO!
2. “VI LASCIO LA PACE, VI DO LA MIA PACE”. È la pace, che sgorga in continuazione dal costato aperto di Gesù crocifisso e risorto, È LA POSSIBILITÀ DI VIVERE, per grazia, in modo pieno e giusto con Dio, con sé stessi, con gli altri e con il mondo. VIVI IN PACE!
3. “Vado e tornerò da voi”. GESÙ TORNA CON UN'ESISTENZA DIVERSA, DILATATA (cadono i limiti dell'incarnazione - spazio temporali) GESÙ È PRESENTE E VIVO in ogni momento e in ogni contesto. Viene da risorto, RALLEGRIAMOCI E RINGRAZIAMO, non siamo soli!

BUONA DOMENICA…
 

 

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10.05 S. GIOVANNI D’AVILA - SAN CATALDO DI RACHAU

SAN GIOVANNI D’AVILA 

Nato in Castiglia intorno al 1500, San Giovanni d’Avila crebbe in una famiglia nobile ma scelse presto una vita di totale dedizione a Cristo. Rimasto orfano, studiò filosofia e teologia, venendo ordinato sacerdote nel 1526. Donò gran parte della sua eredità ai poveri, mostrando subito un cuore libero dalle ricchezze.

Desiderava partire missionario per il Messico, ma la Provvidenza lo fermò a Siviglia, dove iniziò a predicare con straordinaria forza spirituale. Le sue parole convertirono molti cuori e gli valsero il titolo di “Apostolo dell’Andalusia”. Non mancarono però le sofferenze: fu accusato ingiustamente di eresia e trascorse due anni in carcere. In quella prova maturò una profonda spiritualità centrata sulla Redenzione di Cristo e sull’amore verso Maria. Durante la prigionia scrisse l’“Audi, filia”, uno dei grandi capolavori della spiritualità cristiana.

Insegnava che la croce non è fallimento ma via autentica di amore e di unione con Dio. Le sue prediche influenzarono santi come San Francesco Borgia, San Giovanni di Dio, Sant’Ignazio di Loyola e Santa Teresa d’Avila. Fu guida spirituale di sacerdoti, studiosi, poveri e peccatori. Comprese l’urgenza di formare bene il clero e fondò collegi che anticiparono i futuri seminari tridentini. Anche se malato, contribuì al rinnovamento della Chiesa con scritti e memoriali destinati al Concilio di Trento.

Paolo VI lo definì una “figura profetica”, modello luminoso per una società secolarizzata. Benedetto XVI lo proclamò Dottore della Chiesa, riconoscendo la profondità della sua dottrina. La sua vita insegna che la vera riforma nasce dalla santità personale. Giovanni d’Avila non cercò il potere, ma la conversione dei cuori. Ancora oggi la sua voce richiama sacerdoti e fedeli alla centralità del Vangelo, della preghiera e della croce di Cristo.

Per noi oggi:

1. Oggi abbiamo sacerdoti preparati tecnicamente, ma spesso poveri di fuoco spirituale.
San Giovanni d’Avila ricorda che senza santità il ministero rischia di diventare semplice professione religiosa.

2. Viviamo in una società che fugge il dolore a ogni costo.
Il santo insegna invece che proprio nella prova Dio apre le porte più profonde della grazia.

3. Molti cristiani cercano una fede comoda, senza sacrificio e senza conversione.
Giovanni d’Avila ci provoca: non esiste vero amore per Cristo senza passare dalla croce.

(1499-1569)

Sacerdote e Dottore della Chiesa, che percorse tutta la regione predicando Cristo e, sospettato ingiustamente di eresia, fu gettato in carcere, dove scrisse la parte più importante della sua dottrina spirituale

"Cristo ti dice che se noi desideriamo unirci a lui, dobbiamo camminare sulla strada che egli ha percorso".
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sec. VII

Nato in Irlanda all'inizio del secolo VII, dopo essere stato monaco e poi abate del monastero di Lismore, fondato dal vescovo Cartagine, Cataldo divenne vescovo di Rachau. Durante un peilegrinaggio in Terra Santa, morì a Taranto, nella cui cattedrale fu sepolto.

“Se con tutto il cuore credi in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e se desideri essere battezzato riceverai immediatamente la sanità dell’anima e del corpo”.

NELLO STESSO GIONO

BEATO ENRICO REBUSCHINI Sacerdote Camilliano
Gravedona (Como), 28 aprile 1860 - Cremona, 10 maggio 1938
A Cremona, beato Enrico Rebuschini, sacerdote dell’Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, che servì in semplicità i malati negli ospedali.


SANTA BENEDETTA CAMBIAGIO FRASSINELLO Religiosa - PAVIA

Langasco, Genova, 2 ottobre 1791 - Ronco Scrivia, Genova, 21 marzo 1858

A Ronco Scrivia in Liguria, santa Benedetta Cambiagio Frassinello, che spontaneamente rinunciò insieme al marito alla vita coniugale e fondò l’Istituto delle Suore Benedettine della Provvidenza per la formazione cristiana delle giovani povere e abbandonate.


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sabato 9 maggio 2026

09.05.2026 - At 16,1-10 - Gv 15,18-21 - Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo.

Dagli Atti degli Apostoli - At 16,1-10

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.
Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.
Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.
1. Paolo elegge Timoteo come suo collaboratore, LO FA CIRCONCIDERE. PERCHÉ? Perché non vuole avere grane, per non avere discussioni, Paolo è pronto Lui a cedere. L'IMPORTANTE È CHE NON SI RITENGA INDISPENSABILE QUESTA PRATICA.

2. PERCORRENDO LE CITTÀ TRASMETTEVANO LE DECISIONI PRESE DAGLI APOSTOLI. Gli apostoli SONO FEDELI e seguono le indicazioni ricevute. Lo Spirito di Dio suggerisce a loro il percorso da seguire. DIO STESSO DÀ I SUOI SEGNI E LE SUE INDICAZIONI…

3. UN SOGNO NELLA NOTTE FA DECIDERE A PAOLO LA DIREZIONE DA PRENDERE. Lo Spirito Santo mi ha detto che dobbiamo passare lo stretto, andare in Europa, il Vangelo di essere portato anche in occidente. LA MISSIONE CONTINUA…

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15,18-21
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

 

La strada dei cristiani è la strada di Gesù. Se noi vogliamo essere seguaci di Gesù, non c’è un’altra strada: quella che Lui ha segnato. E una delle conseguenze di questo è l’odio, è l’odio del mondo, e anche del principe di questo mondo. Il mondo amerebbe ciò che è suo ‘Vi ho scelti io, dal mondo’ : è stato Lui proprio che ci ha riscattato dal mondo, ci ha scelti: pura grazia!
E non solo ci ha scelti ma ci difende dalla cultura della mondanità pregando il Padre. Lo sappiamo che è facile lasciarsi attrarre dalla cultura dell’usa e getta, secondo quello che conviene. E' attraente vivere senza fedeltà a Dio, seguendo il proprio istinto. Purtroppo questo è un modo di vivere, anche di tanti che si dicono cristiani. Sono cristiani ma sono mondani, col piede in due staffe. Ciò non va bene: Gesù e mondanità non potranno mai andare d’accordo.

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Siamo stati scelti dal mondo ma non siamo del mondo. E invece spesso siamo del tutto mondani, non voliamo più in alto del mondo, ci uniformiamo. Forse perché è molto più facile?

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09.05 SAN PACOMIO ABATE

SAN PACOMIO ABATE 

San Pacomio nasce intorno al 292 in Egitto da famiglia pagana e vive una giovinezza lontana dal cristianesimo, finché un’esperienza decisiva cambia il suo cammino. Arruolato forzatamente nell’esercito romano, rimane colpito dalla carità dei cristiani che aiutano lui e i suoi compagni, suscitando in lui il desiderio di conoscere Dio. Dopo essere stato liberato, riceve il Battesimo e intraprende un percorso di profonda conversione. Si mette alla scuola di Palemone e incontra anche Sant'Antonio Abate, dai quali apprende il valore della preghiera, della penitenza e della vita spirituale. Tuttavia, Pacomio comprende che la sua vocazione non è la solitudine totale, ma una forma nuova di vita religiosa basata sulla comunità. Intorno al 320 fonda a Tabennisi il primo monastero cenobitico, dove i monaci vivono insieme condividendo lavoro, preghiera e beni. Questa scelta rappresenta una novità importante rispetto alla vita degli eremiti, perché unisce la ricerca di Dio alla vita fraterna. Pacomio scrive una delle prime regole monastiche, organizzando la vita comune con equilibrio tra disciplina e carità. Il suo esempio attira molti discepoli e i monasteri si moltiplicano rapidamente, diffondendo un modello destinato a segnare la storia della Chiesa. Tra coloro che lo incontrano vi sono Sant'Atanasio e San Basilio Magno, che trarranno ispirazione dal suo insegnamento. Pacomio si distingue anche per la difesa dell’ortodossia contro le eresie, dimostrando coraggio e fedeltà alla verità. Introduce l’uso della corda per la preghiera, anticipando pratiche che si diffonderanno nei secoli, come il Rosario. La sua vita è segnata da una continua ricerca della volontà di Dio, vissuta con obbedienza e disponibilità. Muore nel 348 lasciando una grande eredità spirituale e comunitaria. Il suo insegnamento dimostra che la santità non è isolamento, ma può essere vissuta anche nella condivisione e nella fraternità. In un mondo spesso individualista, la sua esperienza invita a riscoprire il valore dello stare insieme per crescere nella fede. La sua figura resta un punto di riferimento per chi cerca una vita autentica fondata su Dio e sugli altri.


per noi oggi

  1. Viviamo in una società individualista, ma siamo davvero capaci di costruire vere comunità o pensiamo solo a noi stessi?
    La solitudine moderna è una scelta o una conseguenza del nostro egoismo?

  2. Cerchiamo Dio nella comodità, ma siamo pronti a vivere la disciplina e l’impegno che la fede richiede?
    O vogliamo una spiritualità senza sacrificio?

  3. Ammiriamo la vita dei santi, ma quanto siamo disposti a dire davvero “sì” alla volontà di Dio?
    La nostra fede è totale o solo quando ci conviene?

Alto Egitto, 287 - 347

Nella Tebaide, in Egitto, san Pacomio, abate, che, ancora pagano, spinto da un gesto di carità cristiana nei confronti dei soldati suoi compagni con lui detenuti, si convertì al cristianesimo, ricevendo dall’anacoreta Palémone l’abito monastico; dopo sette anni, per divina ispirazione, istituì molti cenobi per accogliere fratelli e scrisse per i monaci una regola divenuta famosa. 


"Mettiamo freno all'effervescenza dei pensieri che ci angosciano e che salgono dal nostro cuore come acqua in ebollizione, leggendo le Scritture e ruminandole incessantemente...e ne sarete liberati".

 

NELLO STESSO GIORNO:
BEATO SERAFINO MORAZZONE Sacerdote - MILANO
Milano, 1 febbraio 1747 – Lecco, 13 aprile 1822
Parroco di Chiuso dal 1773 al 1822, fu confessore di Alessandro Manzoni, probabilmente fino al 1818, anno in cui la famiglia di Manzoni vendette la villa del Caleotto, ove soggiornava. Morazzone fu sepolto a Lecco, nella chiesa dedicata a San Giovanni del rione di Chiuso di cui fu parroco. La sua canonizzazione era stata sollecitata dal cardinale Schuster, che lo aveva definito "novello curato d'Ars".

venerdì 8 maggio 2026

08.05.2026 - At 15,22-31 - Gv 15,12-17 - Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Dagli Atti degli Apostoli - At 15,22-31

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.
E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».
Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.

1. Al concilio fa seguito una lettera indirizzata alla comunità dove la questione era sorta. L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA È SEMPRE STATO GARANTITO DALL’AUTORITÀ COSTITUITA DAI TESTIMONI OCULARI…

2. “ABBIAMO DECISO LO SPIRITO SANTO E NOI” è una chiara autocomprensione di una DECISIONE PRESA NELLA LUCE DI DIO PER ISPIRAZIONE DIVINA. La comunità ha vagliato seriamente i pro e i contro della situazione e alla fine CONCORDEMENTE HA SCELTO UNA LINEA perché tutto era a favore a quella linea: l'esperienza storica, le prove scritturistiche, l'opinione delle autorità e dei testimoni.

3. Terminata l'assise conciliare, scritta la lettera, si salutano e tutti insieme tornano ad Antiochia. LÀ RIUNISCONO E CONSEGNANO LA LETTERA ALLA COMUNITÀ e GIOISCONO per l'incoraggiamento che diffondeva...

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15,12-17
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amati voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

 

Gesù ha dato la vita per i suoi amici. Amici che non lo avevano capito, che nel momento cruciale lo hanno abbandonato, tradito e rinnegato. Questo ci dice che Egli ci ama pur non essendo noi meritevoli del suo amore: così ci ama Gesù! In questo modo, Gesù ci mostra la strada per seguirlo, la strada dell’amore.
Amare come Gesù significa donarsi senza riserve, perdonare, accogliere, servire gli altri con umiltà. È un cammino esigente, ma reso possibile dalla grazia di Dio. Se rimaniamo nel suo amore, porteremo frutti che durano. Chiediamo allora al Padre, nel nome di Gesù, la forza di amarci gli uni gli altri, come Lui ci ha amati.

 

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08.05 MADONNA DEL ROSARIO DI POMPEI - SANTA MADDALENA DI CANOSSA

MADONNA DEL ROSARIO DI POMPEI 

La devozione alla Beata Vergine Maria attraverso il Rosario nasce nel XIII secolo grazie all’opera dei Domenicani, guidati da San Domenico, che diffusero questa forma di preghiera semplice e accessibile a tutti. Il Rosario consiste nella meditazione dei misteri della vita di Gesù e di Maria, accompagnata dalla recita delle Ave Maria, diventando così un vero Vangelo dei poveri, capace di trasmettere la fede anche a chi non sapeva leggere. Nel tempo si sono sviluppati i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, ai quali Giovanni Paolo II ha aggiunto nel 2002 i misteri luminosi, arricchendo ulteriormente questa pratica spirituale. La storia del Rosario è legata anche a eventi importanti, come la vittoria di Battaglia di Lepanto, attribuita all’intercessione della Madonna, che portò San Pio V a istituire la festa del Santo Rosario. La devozione cresce ulteriormente dopo le apparizioni di Bernadette Soubirous a Lourdes, dove la Vergine appare con la corona in mano, rafforzando il legame tra Maria e questa preghiera. Un esempio concreto della forza del Rosario si trova nella storia di Bartolo Longo, che da una vita lontana dalla fede giunge a una profonda conversione, dedicandosi all’educazione religiosa e alla carità. A Pompei, partendo da un semplice quadro della Madonna, nasce un grande santuario, oggi noto come Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, diventato centro di spiritualità e preghiera per migliaia di fedeli. Attorno a questa opera si sviluppano iniziative di solidarietà, come orfanotrofi, scuole e opere sociali, dimostrando che la preghiera autentica genera sempre impegno concreto. Il Rosario, quindi, non è solo una ripetizione di formule, ma un cammino di meditazione, conversione e crescita interiore. Ancora oggi milioni di persone lo recitano, trovando in esso pace, forza e orientamento nella vita. In un mondo frenetico, questa preghiera invita a rallentare e a riscoprire l’essenziale. La sua semplicità lo rende accessibile a tutti, ma la sua profondità lo rende una delle forme più complete di preghiera cristiana. Il Rosario continua a essere un ponte tra la vita quotidiana e il mistero di Dio, guidando i credenti verso una fede più consapevole e vissuta.


per noi oggi

  1. In una vita sempre più veloce, siamo ancora capaci di fermarci per la preghiera, o la consideriamo tempo perso?
    Forse non è il tempo che manca, ma la priorità che diamo a Dio.

  2. Recitiamo parole senza pensarci, ma quanto viviamo davvero i valori che il Rosario ci invita a meditare?
    La nostra fede è abitudine o consapevolezza?

  3. Davanti ai problemi cerchiamo soluzioni immediate, ma abbiamo ancora fiducia nella forza della spiritualità?
    Oppure crediamo solo in ciò che è visibile e immediato?

Pompei è opera di Dio: tempio dello Spirito, luogo di conversione e di riconciliazione, di misericordia e di preghiera, di spiritualità e di santità. È città di Maria, venerata come Vergine del Rosario, alla cui scuola milioni di pellegrini imparano ad ascoltare le parole del suo figlio Gesù e a farne una ragione di vita.


Il Rosario è il magistero della vita, un magistero pieno di dolcezza e di amore, onde l'uomo sotto gli sguardi di Maria, quasi senza accorgersi, trova che va facilmente educando se stesso al conseguimento della vita vera.
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Vergine, Fondatrice
Verona, 1 marzo 1774 - 10 aprile 1835

A Verona, santa Maddalena di Canossa, vergine, che di sua volontà rigettò tutte le ricchezze del suo patrimonio per seguire Cristo e fondò i due Istituti dei Figli e delle Figlie della Carità per promuovere la formazione cristiana della gioventù.

L'8 maggio si celebra la sua memoria nella diocesi di Bergamo

"Nel cuore delle Figlie della Carità non vi sia altro che Dio. Allora sì che potete fare del gran bene"..

NELLO STESSO GIORNO:
SAN VITTORE il Moro Martire - MILANO
sec. III-IV
A Milano, commemorazione di san Vittore, martire, che, di origine mora, mentre era soldato nell’esercito imperiale, all’imposizione da parte di Massimiano di sacrificare agli idoli depose le armi e, condotto a Lodi, morì decapitato con la spada.