venerdì 7 agosto 2026

07.08.2026 - Na 2,1.3; 3,1-3.6-7 - Mt 16,24-28 Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Dal libro del profeta Naum - Na 2,1.3; 3,1-3.6-7

Ecco sui monti i passi d’un messaggero
che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti,
poiché il malvagio non passerà più su di te:
egli è del tutto annientato.
Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe,
rinnova il vanto d’Israele,
anche se i briganti li hanno depredati
e saccheggiano i loro tralci.
Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne,
colma di rapine,
che non cessa di depredare!
Sìbilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri,
cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s’inciampa nei cadaveri.
«Ti getterò addosso immondizie,
ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te
e dirà: “Nìnive è distrutta! Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?”».
1. Il profeta rassicura Giuda. C’È PACE PER TE. Puoi celebrare le Tue feste. Puoi riprendere la vita nella sua pienezza. Il nemico è annientato. I briganti, gli eserciti di Ninive hanno saccheggiato e depredato. IL SIGNORE HA DECISO DI DARE VITA AL SUO POPOLO. Ha decretato vita e vita sarà.
2. Ed ecco la sentenza su Ninive, la città nella quale regnano solo idolatria, immoralità, ingiustizia, malvagità. COME Ninive ha gettato nelle immondizie i popoli, COSÌ ad essa Il Signore getterà addosso immondizie. Essa ha svergognato i popoli, sarà svergognata. CHI PERCORRE LA VIA DELLA VIOLENZA, DELL’INGIUSTIZIA E DELLA DEPRAVAZIONE: NON RACCOGLIE CHE MORTE E IMMONDIZIA.
3. La distruzione di Ninive è un insegnamento per tutti i popoli della terra. Nessun popolo potrà pensare di agire indisturbato. PER TUTTI VERRÀ IL SIGNORE DIO. Tutti ora sanno che C’È UN GIUDIZIO SUI POPOLI E SULLE NAZIONI. Ninive diventerà città abbandonata. Da essa si deve fuggire, allontanarsi. Che brutta fine!

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 + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 16,24-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».
Non possediamo la vita, così come non ce la siamo data. La vita si consuma comunque e va verso la morte. Gesù ci chiede di non sprecarla. 
Solo prendendo la propria croce (=mettersi alla sequela di Gesù) solo seguendo il suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo, della gloria passeggera, ma quello che conduce alla vera libertà, quella che ci libera dall’egoismo e dal peccato avremo la vita.
Si tratta di operare un netto rifiuto di quella mentalità mondana che pone il proprio “io” e i propri interessi al centro dell’esistenza: questo non è ciò che Gesù vuole da noi! Invece, Gesù ci invita a perdere la propria vita per Lui, per il Vangelo, per riceverla rinnovata, realizzata e autentica.
Ma come è dura, a noi che non piace perdere i privilegi, quello che abbiamo guadagnato o costruito con fatica. Eppure la felicità è nel lasciare la logica del possesso per tornare a essere deboli, spogliarci di noi stessi e e scoprire l'essenziale. L’essenziale non ce lo dà il mondo. L’essenziale non ha mai a che fare con il verbo avere ma con il verbo essere. Gesù ci promette la felicità. Eppure noi continuiamo a ricercare privilegi  più che la felicità.

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Gesù non ci obbliga ma ci spiega come seguirlo: rinnegare se stesso, prendere la croce...
Ma la sequela è sempre in compagnia: c’è lui lungo la strada. Siamo disposti a seguire un altro o vogliamo fare di testa nostra?

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07.08 - SAN GAETANO DA THIENE

SAN GAETANO DA THIENE
Nato a Vicenza nel 1480 nella nobile famiglia dei Thiene, rimase presto orfano del padre. Ricevette una solida formazione umana e religiosa. Si laureò in diritto civile e canonico all’Università di Padova. Trasferitosi a Roma, entrò al servizio della Santa Sede. Papa Giulio II lo stimò per le sue capacità e il suo equilibrio.

Frequentò l’Oratorio del Divino Amore, dedicato alla preghiera e all’assistenza dei più poveri. La sua crescita spirituale lo condusse verso il sacerdozio. Fu ordinato sacerdote nel 1516 dopo un lungo discernimento. Per umiltà attese diversi mesi prima di celebrare la prima Messa.
Soffriva nel vedere il decadimento morale della società e del clero del suo tempo. Nutriva una profonda devozione verso la Madonna. Nel Natale del 1517 visse una straordinaria esperienza mistica con il Bambino Gesù. Affidò a Maria il combattimento contro superbia, pigrizia e attaccamento ai beni terreni.

Promosse opere assistenziali per malati e persone abbandonate. Fondò ospedali destinati anche agli ammalati rifiutati dalla società. Desiderava una riforma autentica della Chiesa fondata sulla santità.
Nel 1524 diede vita ai Chierici Regolari Teatini. L’istituto proponeva una vita sacerdotale ispirata al Vangelo e agli Apostoli. Durante il Sacco di Roma subì persecuzioni, torture e prigionia. Liberato, continuò con coraggio la sua missione apostolica. A Napoli trovò il terreno ideale per sviluppare la sua opera.
Fondò ospizi, sostenne ospedali e aiutò concretamente i più bisognosi. Creò un Monte di Pietà per contrastare l’usura e sostenere i poveri. Da questa iniziativa nacque in seguito il Banco di Napoli.
Promosse la frequenza ai sacramenti della Confessione e della Comunione. Diffondeva la fiducia nella Provvidenza attraverso l’esempio personale. Consumò la propria vita nel servizio a Dio e al prossimo. Morì nel 1547 lasciando una straordinaria eredità spirituale e sociale. Per noi oggi: 1. Molti parlano di aiutare i poveri. San Gaetano costruiva opere concrete senza aspettare condizioni perfette. La carità vera inizia quando si passa dalle parole ai fatti. 2. Viviamo preoccupati per ciò che ci manca. San Gaetano cambiò il mondo fidandosi di ciò che Dio avrebbe provveduto. La fede cresce quando smettiamo di controllare tutto. 3. Oggi si chiede spesso una Chiesa più credibile. San Gaetano insegnò che la credibilità nasce dalla santità prima che dalle strategie. Le riforme durano solo quando partono dalla conversione del cuore.
Vicenza, ottobre 1480 - Napoli, 7 agosto 1547
   Nacque a Vicenza dalla nobile famiglia dei Thiene nel 1480, e fu battezzato con il nome di Gaetano, in ricordo di un suo celebre zio, il quale si chiamava così perché era nato a Gaeta. Protonotario apostolico di Giulio II, lasciò sotto Leone X la corte pontificia maturando, specie nell'Oratorio del Divino Amore, l'esperienza congiunta di preghiera e di servizio ai poveri e agli esclusi. È restauratore della vita sacerdotale e religiosa, ispirata al discorso della montagna e al modello della Chiesa apostolica. Devoto del presepe e della passione del signore, fondò (1524) con Gian Pietro Carafa, vescovo di Chieti (Teate), poi Paolo IV (1555-1559), i Chierici Regolari Teatini. Per la sua illimitata fiducia in Dio è venerato come il santo della provvidenza.

 

NELLO STESSO GIORNO:

SAN SISTO II E COMPAGNI Papa e martiri

m. 258 - (Papa dal 30/08/257 al 06/08/258)

Santi Sisto II, papa, e compagni, martiri. Il papa Sisto, mentre celebrava i sacri misteri insegnando ai fratelli i precetti divini, per ordine dell’imperatore Valeriano, fu subito arrestato dai soldati sopraggiunti e decapitato il 6 agosto; con lui subirono il martirio quattro diaconi, deposti insieme al pontefice a Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Nello stesso giorno anche i santi Agàpito e Felicissimo, suoi diaconi, morirono nel cimitero di Pretestato, dove furono pure sepolti.

SS. CARPOFORO E COMPAGNI, protomartiri - COMO

m. Como, 303-305

Carpoforo, Essanto, Cassio, Severino, Secondo e Licinio furono, secondo la leggenda, sei soldati romani della Legione Tebea martirizzati durante il regno dell'imperatore Massimiano. Condannati a morte per non aver voluto sacrificare agli dei romani, avrebbero tentato di fuggire verso le Alpi, ma sarebbero stati raggiunti e catturati. Sarebbero stati giustiziati a Como attorno al 303-305.

 

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IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 14, 22-33

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 14, 22-33

Una storia vera che illumina questo Vangelo è quella di Alex Zanardi. Dopo il terribile incidente del 2001, perse entrambe le gambe. Molti pensarono che la sua vita fosse finita. Lui stesso raccontò di aver attraversato momenti durissimi, pieni di paura e di domande. Eppure non si lasciò affondare. Lentamente ricominciò. Tornò a sorridere, a gareggiare, a vivere. Diventò campione paralimpico e simbolo di forza per milioni di persone.

Zanardi non ha negato il dolore, ma ha scelto di non fissare lo sguardo solo sul vento contrario. È proprio ciò che succede a Pietro. Finché guarda Gesù riesce a camminare sull’acqua; quando invece guarda il vento, si spaventa e affonda. È una pagina che parla di tutti noi. Quante volte iniziamo bene, con entusiasmo, fiducia, desiderio di amare… e poi le paure, i problemi, i giudizi degli altri, le ferite ci fanno perdere il coraggio.
La cosa più commovente del Vangelo è che Pietro affonda, ma non viene abbandonato. Grida: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tende la mano. Dio non aspetta che diventiamo perfetti per salvarci. Ci prende anche mentre stiamo sprofondando.
Sant’Agostino diceva che Pietro rappresenta tutti noi: capaci di slanci meravigliosi e subito dopo pieni di dubbi. È vero. La fede non è una linea retta. È un continuo imparare a fidarsi. A volte ci sentiamo forti, altre volte affondiamo. Ma il cristiano non è uno che non cade mai: è uno che continua a gridare verso Dio.
E c’è un altro dettaglio importante: tutto nasce dalla preghiera. Gesù viene dal silenzio del monte. Prima della missione, prima del miracolo, prima della tempesta affrontata, c’è il rapporto con il Padre. Anche noi spesso vogliamo affrontare la vita senza silenzio, senza preghiera, senza interiorità… e ci meravigliamo di sentirci vuoti o travolti.
  Per noi oggi 1.     Molti chiedono a Dio di togliere la tempesta, ma Dio spesso insegna a camminarci dentro. La fede non elimina i problemi: cambia il modo di attraversarli. 2.     Affondiamo quando fissiamo solo il vento. Paure, social, giudizi, ansie: ciò che guardi troppo diventa il tuo padrone. 3.     Il vero contrario della fede non è il dubbio, ma la disperazione.
Pietro dubita, ma continua a gridare verso Gesù. E viene salvato.

 

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giovedì 6 agosto 2026

Dn 7,9-10.13-14 - 2Pt 1,16-19 - Mt 17,1-9 - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

06 Agosto 2026

 

Dal libro del profeta Danièle Dn 7,9-10.13-14
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

1. Daniele vide nella visione notturna QUATTRO BESTIE MOSTRUOSE che dominano il mondo e vide anche la loro fine, la loro distruzione. Ma in questa visione contempla anzitutto un Trono dove è assiso L’ “ANTICO DI GIORNI” da cui esce un fiume di fuoco. È IL PADRE ETERNO, è il Giudice, è il Signore del mondo e della storia.

2. Continuando a guardare Daniele vide uno simile a un “FIGLIO D'UOMO”: un’immagine Celeste che non vuol dire semplicemente uomo. In contrapposizione alle quattro bestie C’È UNO UMANO VERAMENTE UMANO a cui L'Antico di giorni AFFIDA TUTTO IL POTERE e il suo potere sarà eterno, non finirà mai, IL SUO REGNO NON SARÀ MAI DISTRUTTO. 

3. Questa è una profezia messianica: viene mostrato il Figlio dell'uomo nella gloria sulle nubi del cielo. Gesù adopera volentieri il termine “Figlio dell'uomo” PER PARLARE DI SÉ STESSO e nella festa della Trasfigurazione questa pagina apocalittica dell'Antico testamento CI AIUTA A CAPIRE LA FORMA DIVINA DELL'UOMO GESÙ. Gesù è vero Dio e vero Uomo...

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Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo 2Pt 1,16-19
 
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.
E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.

1. Pietro manifesta a tutti dove Lui e gli altri Apostoli hanno attinto e attingono il loro insegnamento, la loro verità, la loro sana dottrina. Quanto loro insegnano non è frutto di un pensiero umano, PIETRO FONDA LA VERITÀ DELLA POTENZA E DELLA VENUTA DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO SU UNA TESTIMONIANZA OCULARE. 
2. Pietro dice che Lui sul monte ha visto PERSONALMENTE LA GLORIA DI GESÙ E HA SENTITO QUELLA VOCE che lo indicava come il FIGLIO AMATO in cui Dio ha posto il compiacimento. È DIO PADRE CHE CI RIVELA CHI È IN VERITÀ GESÙ di Nazareth. L’ONORE E LA GLORIA DI CRISTO GESÙ non nascono da Cristo Gesù. VENGONO DA DIO. Da Dio gli sono attribuite.

3. In più: TUTTO L’ANTICO TESTAMENTO PARLA DI CRISTO, ANNUNZIA CRISTO, ATTENDE CRISTO. In ogni Libro è nascosto Cristo. È come se fosse in esso velato, in attesa del suo pieno e perfetto svelamento. È LA PAROLA DELLA SCRITTURA L’UNICA VIA PER CONOSCERE SECONDO VERITÀ CRISTO GESÙ…

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 17,1-9
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

 

1. Sei giorni prima Gesù aveva scandalizzato i discepoli annunciando la sua passione. Sei giorni dopo Gesù prende l’iniziativa ed offre a tre discepoli il privilegio di contemplare per un attimo la gloria sfolgorante della sua Persona e lo sbocco del suo cammino. Anche noi SIAMO CHIAMATI A SALIRE SUL MONTE, A DISTACCARCI DALLA PIANURA…
2. I SEGNI che accompagnano questa Pasqua anticipata (LA LUCE, LA NUBE, LA VOCE) sono caratteristici della manifestazione di Dio. Il Padre indica in GESÙ IL FIGLIO “PREDILETTO”, il Servo destinato alla gloria; A noi è rivolto l’invito: «ASCOLTATELO». ASCOLTARE SIGNIFICA ACCOGLIERE LA PERSONA DI CRISTO, OBBEDIRE ALLA SUA PAROLA, DUNQUE, SEGUIRLO… CAPITO?
3. «ALZATEVI NON TEMETE» QUESTA È LA VITA, bisogna scendere dal monte, si ritorna in pianura. La luce della Trasfigurazione è la nostra forza che consolida la voglia di andare avanti nel nome di Dio. E allora “ANDIAMO AVANTI... INSIEME” 
BUONA DOMENICA...
TRASFIGURAZIONE
La montagna è bella, ma il luogo del nostro vivere quotidiano è la strada, con la sua banalità, le sue contraddizioni. La fede è impastata di luce e di oscurità. Di certezze e di dubbi. Di sicurezze e di tormenti.
Bisogna scendere dalla montagna. Bisogna uscire dalla chiesa e tornare in mezzo agli altri per portare anche a loro un po' della bellezza, della gioia, della grazia che abbiamo gustato noi. Non abbiamo il diritto di essere felici da soli! Se sei felice, fai felici anche gli altri...

ASCOLTATELO
«Ascoltatelo!». Ascoltare Gesù! Una parola impegnativa. Se sapessimo ascoltare gli altri, come migliorerebbero i nostri rapporti! Se sapessimo ascoltare la Parola di Dio, come sarebbe trasformata la nostra vita! Che cosa sia la Trasfigurazione, è difficile descriverlo. Ma è facile capire cosa avviene se ascoltiamo la Parola di Dio: la vita diventa bella! «La nostra è una religione dell’ascolto. È Dio stesso che ci viene incontro, e ci parla»....

LECTIO DIVINA -  TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

COMMENTO AL VANGELO - OMELIA 

 

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Mt 17,1-9 - RITO AMBROSIANO - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

RITO AMBROSIANO
TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
Giovedì 6 Agosto 2026
+ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 17,1-9
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
1. Sei giorni prima Gesù aveva scandalizzato i discepoli annunciando la sua passione. Sei giorni dopo Gesù prende l’iniziativa ed offre a tre discepoli il privilegio di contemplare per un attimo la gloria sfolgorante della sua Persona e lo sbocco del suo cammino. Anche noi SIAMO CHIAMATI A SALIRE SUL MONTE, A DISTACCARCI DALLA PIANURA…
2. I SEGNI che accompagnano questa Pasqua anticipata (LA LUCE, LA NUBE, LA VOCE) sono caratteristici della manifestazione di Dio. Il Padre indica in GESÙ IL FIGLIO “PREDILETTO”, il Servo destinato alla gloria; A noi è rivolto l’invito: «ASCOLTATELO». ASCOLTARE SIGNIFICA ACCOGLIERE LA PERSONA DI CRISTO, OBBEDIRE ALLA SUA PAROLA, DUNQUE, SEGUIRLO… CAPITO?
3. «ALZATEVI NON TEMETE» QUESTA È LA VITA, bisogna scendere dal monte, si ritorna in pianura. La luce della Trasfigurazione è la nostra forza che consolida la voglia di andare avanti nel nome di Dio. E allora “ANDIAMO AVANTI... INSIEME” 
BUONA DOMENICA...
 
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06.08 - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
La festa della Trasfigurazione del Signore celebra uno dei momenti più luminosi del Vangelo. Gesù conduce con sé Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte. La tradizione identifica questo luogo con il Monte Tabor. Davanti ai tre apostoli il Signore manifesta la sua gloria divina. Il suo volto risplende come il sole e le sue vesti diventano candide come la luce.

Accanto a Lui appaiono Mosè ed Elia. Essi rappresentano la Legge e i Profeti dell’Antica Alleanza. La loro presenza conferma che tutta la storia della salvezza converge in Cristo.
Una nube luminosa avvolge i presenti sul monte. Da essa si ode la voce del Padre che proclama Gesù come Figlio amato. La nube richiama la presenza dello Spirito Santo. La scena manifesta così il mistero della Santissima Trinità.
Gli apostoli restano stupiti e cadono con la faccia a terra. Pietro esprime la gioia di quel momento dicendo che è bello restare lì. La Trasfigurazione avviene dopo l’annuncio della futura Passione. Gesù prepara i discepoli allo scandalo della croce. La luce del Tabor anticipa la gloria della Risurrezione. L’episodio è strettamente collegato alla preghiera nel Getsemani. Sul Tabor si contempla la gloria del Figlio di Dio. Nel Getsemani si manifesta invece il peso del peccato del mondo. I testimoni scelti saranno gli stessi in entrambi gli eventi.
La Trasfigurazione insegna che la sofferenza vissuta con Cristo conduce alla vittoria. Mostra che il dolore non ha l’ultima parola nella vita del credente. Gesù invita ogni discepolo a prendere la propria croce e seguirlo. La gloria promessa passa attraverso la fedeltà e il sacrificio. Per questo il Tabor rimane un segno di speranza per tutta la Chiesa.

Per noi oggi: 1. Tutti desiderano la gloria del Tabor. Pochi accettano la croce che conduce fin lassù. Senza il Calvario non si arriva alla Risurrezione. 2. Cerchiamo una fede che elimini le difficoltà. Gesù offre invece una luce che aiuta ad attraversarle. La vera fede non evita la prova, ma la trasforma. 3. Il problema non è che Dio non parli. Spesso siamo noi che ascoltiamo tutto tranne quel comando: «Ascoltatelo». Eppure da quell’ascolto dipende la direzione della nostra vita.
"Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello,
e li condusse sopra un alto monte, in disparte.
E si trasfigurò davanti a loro: il suo volto risplendette
come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce".


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mercoledì 5 agosto 2026

05.08.2026 - Ger 31,1-7 - Mt 15,21-28 Donna, grande è la tua fede!

Dal libro del profeta Geremìa - Ger 31,1-7

«In quel tempo – oracolo del Signore –
io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore:
Ha trovato grazia nel deserto
un popolo scampato alla spada;
Israele si avvia a una dimora di pace».
Da lontano mi è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno,
per questo continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
sulla montagna di Èfraim:
“Su, saliamo a Sion,
andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore:
Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”».
1. Il Signore rivela per mezzo del profeta Geremia: io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele ed esse saranno il mio popolo. Al popolo che vive nel deserto spirituale di Babilonia. A QUESTO POPOLO IL SIGNORE HA FATTO GRAZIA e si avvia verso una dimora di pace. TUTTO NELLA RELAZIONE DI DIO CON L’UOMO È GRAZIA.
2. TI HO AMATO DI AMORE ETERNO, PER QUESTO CONTINUO A ESSERTI FEDELE. Ecco il primo frutto di questo suo amore eterno: Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine d’Israele. In Gerusalemme, in Sion, in Giuda NUOVAMENTE RISPLENDERÀ LA VITA. Si danzerà e si farà festa.
3. Altro frutto dell’amore eterno del Signore: LA TERRA SI METTERÀ A SERVIZIO DEL SUO POPOLO. Essa produrrà i suoi buoni frutti. E il terzo frutto sarà: SI RIPRENDERÀ IL PELLEGRINAGGIO VERSO GERUSALEMME. Samaria NON sarà più un regno di idolatri. L’opera di Dio sarà lodata, esaltata. “IL SIGNORE HA SALVATO IL SUO POPOLO, IL RESTO D’ISRAELE” Dio salva!

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+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 15, 21-28
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. 

Ognuno di noi ha la propria storia e non sempre è una storia limpida; tante volte è una storia difficile, con tanti dolori, tanti guai e tanti peccati. Cosa faccio, io, con la mia storia? La nascondo? No! Dobbiamo portarla davanti al Signore: Signore, se Tu vuoi, puoi guarirmi! Nonostante la risposta iniziale di Gesù sembri dura, la donna persiste con umiltà e fiducia, chiedendo aiuto per sua figlia tormentata. La forza interiore che gli permette di superare ogni ostacolo, la trova nel suo amore materno e nella fiducia che Gesù può esaudire la sua richiesta. 
E alla fine Gesù loda la sua grande fede e guarisce la figlia. Questo episodio ci insegna che la grazia di Dio supera ogni barriera etnica e religiosa e che la perseveranza nella preghiera è fondamentale per ricevere le benedizioni divine.


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