lunedì 24 agosto 2026

24.08.2026 - Ap 21,9-14 - Gv 1,45-51 - Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità.

 

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo - Ap 21,9-14

Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello».
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
1. “Vieni ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello”. Usando il linguaggio nuziale, Giovanni suggerisce L’INTIMA E INEFFABILE COMUNIONE tra la Chiesa (la “sposa”) e il Redentore (lo “Sposo”). La sposa, la Gerusalemme nuova che scende dal cielo, È OPERA DI DIO, E RISPLENDE DELLA SUA GLORIA simile alla luce del diaspro cristallino…
2. Il cammino del popolo di Israele, FONDATO SUI 12 APOSTOLI, SULLA LORO FEDE, conduce a questa città. Siamo invitati a CONTEMPLARE IL COMPIMENTO DELLE PROMESSE MESSIANICHE che si celebra nella gioia piena, dove L’UMANITÀ È ORMAI DEL TUTTO LIBERATA E PURIFICATA. 
3. La dimora eterna È UNA CITTÀ APERTA IN TUTTE LE DIREZIONI, verso la quale convergeranno da ogni luogo i popoli, PORTANDO LA LORO RICCHEZZA E SENTENDOSI A CASA in essa, essi stessi ammessi alla comunione con Dio. MA CHIUSA A CHI SI È CHIUSO ALL’AGNELLO, scegliendo una vita dissoluta, orribile e falsa.

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+ Dal vangelo secondo Giovanni - Gv 1,45-51
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». 

 

Natanaèle disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Filippo non pretende di convincere l’amico con discorsi, ma lo invita a fare con lui esperienza di Gesù. E Natanaele si mette in gioco.
L’incontro con Gesù fa passare dal giudicare senza conoscere al conoscere senza giudicare. Natanaèle è entusiasto di Gesù riconosce e proclama subito l’identità di Gesù. La sua pronta adesione e sequela segnano l'inizio di un percorso grande , che porterà Natanaele-Bartolomeo alla glorificazione attraverso la via della croce, che per lui sarà un terribile martirio.
Come Natanaele, anche noi dobbiamo andare e vedere il volto di Dio, aprirci allo stupore e all'amore. Gesù ci conosce! Personalmente. È vero, è così: Lui ci conosce come nessun altro. Solo Lui sa che cosa c’è nel nostro cuore, le intenzioni, i sentimenti più nascosti. Gesù conosce i nostri pregi e i nostri difetti, ed è sempre pronto a prendersi cura di noi, per sanare le piaghe dei nostri errori con l’abbondanza della sua misericordia. Andare da lui è sempre la scelta giusta!

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Natanaele fa una gaffe ma Gesù apprezza la schiettezza e si lancia in grandi complimenti e promesse. L’alternativa è: lasciamo nascere un’amicizia o ci affezioniamo ai nostri pregiudizi?

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24.08 - SAN BARTOLOMEO

SAN BARTOLOMEO

San Bartolomeo, apostolo di Gesù, è presentato nei Vangeli con un doppio nome: Bartolomeo, cioè "figlio di Talmay", e Natanaele, che in ebraico significa "Dio ha dato" o "dono di Dio".
L’evangelista Giovanni ci offre il ritratto più profondo di questo apostolo, raccontando il suo primo incontro con Cristo. Fu Filippo a condurlo da Gesù, annunciandogli di aver trovato il Messia promesso dalle Scritture. Natanaele, inizialmente dubbioso, rispose: "Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?", ma accettò l’invito dell’amico: "Vieni e vedi". Quando incontrò Gesù, ricevette una sorprendente testimonianza: "Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità". Davanti allo stupore di Bartolomeo, il Signore gli rivelò di conoscerlo già prima dell’incontro, dicendo di averlo visto sotto il fico. Quella parola toccò profondamente il suo cuore e trasformò il suo dubbio in una grande professione di fede: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!". Da quel momento la sua vita fu completamente orientata alla sequela di Cristo.
Dopo la Pentecoste annunciò il Vangelo secondo il comando del Signore, portando la fede in diverse regioni del mondo antico. La tradizione racconta che predicò in Medio Oriente e arrivò fino all’India, dove avrebbe lasciato una copia del Vangelo di Matteo. La sua ultima missione fu in Armenia, dove continuò a proclamare il nome di Gesù, convertendo molte persone e affrontando l’opposizione dei sacerdoti pagani. Subì il martirio, secondo la tradizione, venendo scorticato vivo e poi decapitato, rimanendo fedele fino alla fine.
La sua testimonianza mostra che chi incontra veramente Cristo non può più vivere come prima, perché la verità ricevuta diventa una missione da condividere. San Bartolomeo ci ricorda che anche un cuore inizialmente dubbioso può diventare un grande annunciatore del Vangelo quando si lascia incontrare da Dio. La sua vita ci insegna che il Signore conosce il cuore di ogni persona prima ancora che essa lo riconosca, e chi si lascia guardare da Cristo scopre una nuova strada di speranza.
Come Bartolomeo, anche noi siamo chiamati a passare dalla semplice curiosità alla scelta coraggiosa di seguire Gesù ogni giorno. La santità nasce proprio da questo incontro personale che trasforma la vita e la rende un dono per gli altri. per noi oggi 1. Bartolomeo passò dal dubbio alla fede incontrando Gesù personalmente. Noi conosciamo davvero Cristo o ci accontentiamo di sentir parlare di Lui? 2. Filippo disse a Bartolomeo: "Vieni e vedi". Anche noi siamo capaci di invitare gli altri a incontrare Gesù con la nostra vita? 3. San Bartolomeo ha dato tutto per la verità ricevuta. Qual è il posto che occupa oggi Cristo nelle nostre scelte quotidiane?
Primo secolo dell’èra cristiana
   Festa di san Bartolomeo Apostolo, comunemente identificato con Natanaele. Nato a Cana di Galilea, fu condotto da Filippo a Cristo Gesù presso il Giordano e il Signore lo chiamò poi a seguirlo, aggregandolo ai Dodici. Dopo l’Ascensione del Signore si tramanda che abbia predicato il Vangelo del Signore in India, dove sarebbe stato coronato dal martirio. 


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domenica 23 agosto 2026

Is 22,19-23 - Rm 11,33-36 - Mt 16,13-20 - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 23 Agosto 2026

 

Dal libro del profeta Isaìa - Is 22,19-23

Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo:
«Ti toglierò la carica,
ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà
che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica,
lo cingerò della tua cintura
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme
e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide:
se egli apre, nessuno chiuderà;
se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido
e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».
1. Il profeta si rivolge in modo sprezzante a Sebna, maggiordomo del palazzo, primo ministro caduto in disgrazia. Si stava costruendo un grande sepolcro a Gerusalemme e il profeta gli dice: ma chi ti credi di essere? cosa costruisci? IO TI TOGLIERÒ LA CARICA E TI ROVESCERÒ DAL TUO POSTO al tuo posto metterò un altro. TUTTE LE MANSIONI PUBBLICHE SONO PER SERVIRE GLI ALTRI. Usarle per ricavarne un utile personale è disonestà missionaria.

2. ELIAKÌM figlio di Chelkia viene insediato. È qualificato come “MIO SERVO” equivale al ministro ed è un titolo onorifico, è colui che comanda a corte, e IL SIGNORE PROMETTE: “LO RIVESTIRÒ con la tua tunica, LO CINGERÒ con la tua cintura, METTERÒ IL TUO POTERE nelle sue mani, GLI PORRÒ sulla spalla la chiave della casa di Davide”. LA STORIA È SALDAMENTE NELLE MANI DEL SIGNORE.

3. Gli porrò SULLA SPALLA LA CHIAVE DELLA CASA DI DAVIDE: avrà l'incarico di governo. Se egli apre nessuno chiuderà se egli chiude nessuno potrà aprire. Questo personaggio è figura del Messia: È GESÙ CHE HA LA CHIAVE DI DAVIDE, è Lui che apre le porte degli inferi, è Lui che apre la salvezza, e se lui apre nessuno chiude ma se lui chiude nessuno riesce ad aprire…

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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 11,33-36

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti,
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
1. L'apostolo fa una specie di preghiera in cui elogia in modo ammirato la ricchezza della Sapienza divina. Quanto è grande la sapienza di Dio, i suoi giudizi sono insondabili, inaccessibili le sue vie, nessuno può conoscere il pensiero del Signore, nessuno può dargli consigli. LA RICCHEZZA DI DIO È IL SUO AMORE ETERNO, DIVINO, INCOMMENSURABILE, SENZA LIMITI, SENZA MISURA.

2. L’Apostolo esclama così dopo avere riflettuto sul mistero della storia della salvezza, dove il popolo ebraico scelto per essere mediatore di salvezza IN PARTE SI È TIRATO FUORI DA QUESTA SALVEZZA. Che cosa hai in progetto Dio per tutta l'umanità? chi può dirlo?

3. L'apostolo CONTEMPLA la grandezza della Sapienza di Dio E INVITA AD AMMIRARE LA SUA PROFONDITÀ e a non pretendere di dargli consigli. DA LUI PER MEZZO DI LUI E PER LUI SONO TUTTE LE COSE, A LUI LA GLORIA NEI SECOLI. Questo dobbiamo riconoscere e contemplare!

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 16,13-20

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

 

1. La domanda di Gesù non esige solo la formula imparata al catechismo, ma LA RISPOSTA DELLA VITA. Chi è amico di Gesù, suo discepolo e familiare, lo riconosce in una esperienza, condivisa con altre persone e sperimentata nei fatti. CHI È GESÙ PER TE? QUANTA CONTA GESÙ NELLA TUA VITA?
2. Gesù è ‘il Cristo’, Egli è Colui che la storia attende, e lo si può incontrare come Salvatore di ciascuno e di tutti. Questo Cristo’, Figlio dell’uomo e Figlio di Dio, VIENE CONOSCIUTO PER IL DONO CHE IL PADRE FA A QUANTI LO SEGUONO COME DISCEPOLI, non è frutto di ragionamenti umani. È UN GRANDE DONO LA SEQUELA! CORAGGIO…
3. Gesù cambia il nome di Simone in Pietro. Lui e i suoi successori sono CHIAMATI AD APRIRE, LEGARE E SCIOGLIERE, A COMBATTERE LA BATTAGLIA SPIRITUALE CON LA FEDE. Questa battaglia potrà essere vinta solo mantenendosi FERMI NELLA VERITÀ rivelata da Gesù nella Scrittura e nella Tradizione apostolica. VALE ANCHE PER TE, PUOI VINCERE LA BATTAGLIA…
BUONA DOMENICA...

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CHIESA

Gesù costruisce la Chiesa sopra la roccia della fede di Pietro, che confessa la divinità di Cristo. La Chiesa non è una semplice istituzione umana, come qualsiasi altra, ma è strettamente unita a Dio. Lo stesso Cristo si riferisce ad essa come alla «sua» Chiesa. Non è possibile separare Cristo dalla Chiesa, come non si può separare la testa dal corpo. Seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa...

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LECTIO DIVINA - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
OMELIA - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Mc 12,13-17 - RITO AMBROSIANO - DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

RITO AMBROSIANO
DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
Domenica 23 Agosto 2026
+ Lettura del Vangelo secondo Marco 12,13-17

In quel tempo. I sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui. 

1. Imbrogliare Gesù? Ci hanno provato e ci provano in tanti. Gesù cammina nella realtà, invita a un RAPPORTO LEALE VERSO FATTI E PERSONE, per ricondurre ogni persona, ogni comunità, ogni aspetto della vita all'unico Dio, Signore di tutto e di tutti. LASCIAMOCI CONDURRE…
2. Sono tanti i tributi che paghiamo a Cesare, non solo in termini finanziari. La lealtà verso lo Stato NON DOVRÀ TRASFORMARSI IN CONNIVENZA con leggi ingiuste, né piegarsi a sostenere culture e pratiche immorali. VIGILIAMO….
3. NON POSSIAMO TOGLIERE A DIO QUELLO CHE È DI DIO. Persone e cose appartengono a Lui: occorre GUARDARLE CON IL SUO SGUARDO E IL SUO CUORE. 
BUONA DOMENICA…

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23.08 - SANTA ROSA DA LIMA

SANTA ROSA DA LIMA
Santa Rosa da Lima (1586-1617) fu la prima santa nata nel continente americano a essere canonizzata ed è ricordata come una grande mistica che offrì tutta la sua vita a Dio per la salvezza delle anime.
Nata in Perù da una famiglia di origine spagnola, ricevette il nome di Isabella, ma fin da bambina venne chiamata Rosa per la sua straordinaria bellezza. Quel nome fu poi confermato dalla volontà della Vergine Maria, che le chiese di aggiungere il suo nome diventando così Rosa di Santa Maria. La sua vita fu profondamente legata alla Madonna, che amò e imitò con un amore filiale.
Fin da giovane fece voto di verginità perpetua e, ispirata dall’esempio di santa Caterina da Siena, scelse una vita di preghiera, penitenza e servizio. Entrò nel Terz’Ordine Domenicano, desiderosa di unirsi alla Passione di Cristo, convinta che "amore con amor si paga". Costruì nel giardino della sua casa una piccola cella dove trascorreva molte ore in preghiera e dedicò la sua vita ad assistere malati, bambini e poveri. Sopportò incomprensioni, sofferenze fisiche e lotte spirituali, ma accolse ogni prova come occasione per unirsi maggiormente a Gesù e a Maria.
Diceva che la grazia di Dio rende capaci di affrontare ogni sofferenza con amore e fiducia. Durante la minaccia di un’invasione a Lima, pregò davanti al Santissimo Sacramento offrendo se stessa per proteggere la città e la tradizione attribuì alla sua intercessione la liberazione dal pericolo. Poco prima della morte visse una speciale unione con Cristo, fino alle sue ultime parole: "Gesù, sii con me!".
Morì a soli 31 anni, lasciando un esempio luminoso di fede, sacrificio e amore totale. Canonizzata da Clemente X nel 1671, è venerata come patrona delle Americhe e del Nuovo Mondo. Santa Rosa da Lima ci ricorda che una vita nascosta agli occhi degli uomini può diventare preziosa agli occhi di Dio. per noi oggi 1. Santa Rosa cercava Dio anche nella sofferenza. Noi cerchiamo una fede comoda oppure siamo disposti a lasciarci trasformare dalle prove? 2. Ha dedicato ore alla preghiera e agli ultimi. Quanto spazio lasciamo nella nostra giornata a Dio e a chi ha bisogno di noi? 3. Rosa aveva poco agli occhi del mondo, ma possedeva tutto in Dio. Quante cose inseguiamo che non riescono davvero a riempire il nostro cuore?
Lima, Perù, 1586 - 24 agosto 1617
   Santa Rosa, vergine, che, insigne fin da fanciulla per la sua austera sobrietà di vita, vestì a Lima in Perù l’abito delle Suore del Terz’Ordine regolare dei Predicatori. Dedita alla penitenza e alla preghiera e ardente di zelo per la salvezza dei peccatori e delle popolazioni indigene, aspirava a donare la vita per loro, giungendo a imporsi grandi sacrifici, pur di ottenere loro la salvezza della fede in Cristo. La sua morte avvenne il giorno seguente a questo.


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sabato 22 agosto 2026

22.08.2026 - Ez 43,1-7 - Mt 23,1-12 - Dicono e non fanno.

Dal libro del profeta Ezechièle - Ez 43,1-7

[Quell’uomo] mi condusse verso la porta che guarda a oriente ed ecco che la gloria del Dio d’Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era come il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria.
La visione che io vidi era simile a quella che avevo visto quando andai per distruggere la città e simile a quella che avevo visto presso il fiume Chebar. Io caddi con la faccia a terra. La gloria del Signore entrò nel tempio per la porta che guarda a oriente.
Lo spirito mi prese e mi condusse nel cortile interno: ecco, la gloria del Signore riempiva il tempio. Mentre quell’uomo stava in piedi accanto a me, sentii che qualcuno entro il tempio mi parlava e mi diceva: «Figlio dell’uomo, questo è il luogo del mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiterò in mezzo ai figli d’Israele, per sempre».
1. Nel capitolo 10 del libro del profeta Ezechiele, il profeta vede che la gloria del Signore abbandona il tempio perché il popolo è esiliato. DIO STA ACCANTO AL SUO POPOLO; non abita il tempio di un luogo deserto, ma LA SUA GLORIA SI PONE ACCANTO AL SUO POPOLO IN ESILIO.
2. Ora il profeta, quasi alla fine del suo libro, in visione vede che la gloria di Dio rientra nel tempo, PROFEZIA E ANNUNCIO DEL RITORNO DEL POPOLO ALLA SUA TERRA. Se Dio ritorna “nella casa che si è scelto per abitare in mezzo al suo popolo”, significa che anche il popolo – o almeno parte di esso – sta per ritornare dall’esilio.
3. La profezia si compie perfettamente in CRISTO GESÙ, NUOVO TEMPIO DI DIO. In Lui Dio abiterà per sempre.

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 + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 23,1-12

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

 

Abbiamo un solo Padre e un solo Maestro. Gli altri o ne sono segno, oppure sono millantatori.
Gesù invita i suoi discepoli a non seguire l'esempio di chi fa tutto per essere ammirato dalla gente ed avere posti di primo piano nella società. Ma voi non fate così!
Il primo rischio è quello di dire ma non fare quello che si è detto. Il secondo rischio è quello esibire le proprie “buone opere” così da avere consenso. Il terzo rischio è quello di “farsi chiamare rabbì, padre, guida”. Cioè di pretendere un’autorità assoluta sugli altri.
Nella Chiesa ci sono tanti titoli che … vanno e vengono! Non debbono però intaccare la sostanza e cioè che siamo tutti fratelli: c’è un solo vero maestro che è lo Spirito, c’è un solo vero Padre che è Dio, c’è una sola vera guida che è Cristo.
La grandezza del prete, del genitore, del catechista, del cristiano sta nel partecipare ad una grande storia ed essere discepoli di un grande Maestro.. Pur non vivendo all’altezza della parola che annunciamo, possiamo almeno tendervi con tutto il nostro desiderio. Discepoli, dunque: servi e amici della sua Parola.

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Siamo schiavi della tentazione del potere: gli altri li classifichiamo. Come dice il Papa: molta cultura dell’aggettivo, poca teologia del sostantivo. Gesù taglia corto e ci chiede: se vuoi essere grande, devi essere servo; che ne pensi?

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22.08 - BEATA VERGINE MARIA REGINA

BEATA VERGINE MARIA REGINA

Maria Regina è la memoria liturgica con cui la Chiesa celebra la regalità della Vergine Maria, collocata nell’ottava dell’Assunzione per sottolineare il legame profondo tra questi due misteri gloriosi.
La festa fu istituita da Pio XII nel 1954 con l’enciclica Ad Caeli Reginam e successivamente fissata da Paolo VI al 22 agosto. Maria è chiamata Regina non perché abbia cercato potere o privilegi, ma perché è la Madre del Re dell’universo, Gesù Cristo, e perché ha partecipato in modo unico all’opera della salvezza.
La sua regalità nasce dall’amore, dall’obbedienza e dalla totale disponibilità alla volontà di Dio. Con il suo "sì" all’Annunciazione, Maria ha accolto il progetto divino diventando Madre del Salvatore e collaboratrice dell’opera della Redenzione. Ai piedi della Croce ha condiviso il dolore del Figlio, rimanendo fedele quando tutto sembrava perduto. Per questo i Padri della Chiesa l’hanno indicata come la nuova Eva, colei che con la sua fede e obbedienza ha riparato la disobbedienza della prima donna.
La tradizione cristiana riconosce in Maria una Madre sempre vicina ai suoi figli, capace di intercedere presso Dio e di accompagnare ogni uomo verso Cristo. Nelle Litanie Lauretane viene invocata più volte come Regina, perché la sua dignità non deriva dalla grandezza umana, ma dalla grazia ricevuta e dalla sua piena unione con il Signore. Maria è la donna vestita di sole, con la corona di dodici stelle descritta nell’Apocalisse, segno della vittoria del bene sul male e della promessa della vita eterna.
La sua regalità è una regalità materna: non domina, ma serve; non allontana, ma accoglie; non condanna, ma conduce alla misericordia di Dio. Rivolgersi a Maria significa chiedere aiuto nelle difficoltà, conforto nel dolore e forza per liberarsi dal peccato. Lei, Regina del cielo e della terra, continua a indicare la strada sicura verso suo Figlio Gesù, unico vero Re e Salvatore dell’umanità. per noi oggi 1. Maria è Regina perché ha servito, non perché ha comandato. Noi cerchiamo davvero la grandezza nel dono di noi stessi o nel riconoscimento degli altri? 2. Maria è rimasta fedele sotto la Croce quando tutto sembrava fallito. Noi restiamo accanto a Dio solo quando tutto va bene?
3. Una Regina ci indica la strada verso Cristo. Se Maria fosse davvero al centro della nostra vita, quali scelte cambierebbero oggi?
   Memoria della beata Maria Vergine Regina, che generò il Figlio di Dio, principe della pace, il cui regno non avrà fine, ed è salutata dal popolo cristiano come Regina del cielo e Madre di misericordia. 


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