giovedì 20 agosto 2026

20.08.2026 - Ez 36,23-28 - Mt 22,1-14 Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

 

Dal libro del profeta Ezechièle - Ez 36,23-28

Così dice il Signore Dio: «Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.
Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.
Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».
1. Ezechiele si annuncia il raduno del popolo di Dio che era disperso in varie parti della terra. DIO INTERVIENE PERCHÉ È GIUNTO IL TEMPO di santificare il suo nome e di stabilire sulla terra il suo regno.
2. Il Dio Santo vuole santificare il suo popolo, così il suo popolo santo manifesterà la santità del suo Dio. IL SUO POPOLO DOVRÀ ESSERE DIFFERENTE PER SANTITÀ da tutti gli altri popoli. Sarà lui a mostrare la differenza del Signore tra gli dèi.
3. Perché questo accada È NECESSARIO AVERE UN CUORE NUOVO: Dio stesso lo dona perché possiamo vivere nel suo Spirito e osservare le sue leggi e i suoi comandi. Questa è la condizione per poter abitare da UOMINI LIBERI nella terra donata ai padri.

----------------------------------------

+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 22,1-14
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». 

 

Quando non si vuole fare qualcosa, tutte le scuse sono buone: impegni di famiglia, appuntamenti di lavoro già presi, affari improcrastinabili… Uno schiaffo in faccia a Dio; un’offesa ai suoi doni! E amara è la conclusione di Gesù: «Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti». Dobbiamo convertirci, migliorare, cambiare l’abito delle nostre abitudini, rivestirci di Cristo. «Non basta essere chiamati cristiani, ma bisogna esserlo davvero».
Ti senti mai tentato di trovare scuse per non rispondere alla chiamata di Dio e ai suoi doni? Come puoi impegnarti a rispondere con generosità e fedeltà alla Sua chiamata nella tua vita quotidiana?

📲 I MIEI SOCIAL:

20.08 - SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE

SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE
San Bernardo di Chiaravalle (1090 - 1153) fu uno dei più grandi santi del Medioevo, abate cistercense, Dottore della Chiesa e instancabile rinnovatore della vita cristiana.
A soli ventidue anni si presentò all'abbazia di Citeaux con una trentina di giovani, tra amici e familiari, desiderosi di consacrare la loro vita a Dio. Il loro ingresso segnò una svolta decisiva per l'Ordine cistercense, che rischiava di scomparire per la mancanza di vocazioni. Dopo appena tre anni fu inviato a fondare l'abbazia di Chiaravalle, che costruì insieme ai suoi monaci con il lavoro delle proprie mani.
Per trentotto anni ne fu il padre e la guida, trasformandola in uno dei più grandi centri spirituali d'Europa, dal quale nacquero decine di nuovi monasteri. Il suo esempio attirò migliaia di giovani desiderosi di seguire Cristo nella vita monastica, contribuendo a un autentico risveglio spirituale in tutta Europa.
Uomo di intensa preghiera, penitenza e contemplazione, seppe unire la vita interiore a un instancabile servizio per la Chiesa. Trascorreva lunghe ore davanti al Signore, convinto che ogni azione apostolica dovesse nascere dall'incontro personale con Lui. Intervenne nelle grandi questioni del suo tempo, difendendo l'unità della Chiesa, sostenendo il legittimo Papa, combattendo le eresie e richiamando tutti alla fedeltà del Vangelo. Pur godendo di enorme prestigio, rimase sempre profondamente umile, convinto che ogni opera dovesse essere compiuta solo per la gloria di Cristo e la salvezza delle anime.
Scrisse opere di straordinaria profondità spirituale, tra cui il celebre De diligendo Deo, nel quale descrive il cammino dell'uomo verso il perfetto amore di Dio. Al centro della sua spiritualità vi erano la Passione di Gesù, la contemplazione della Croce e una tenerissima devozione alla Vergine Maria, che indicava come via sicura per arrivare al Figlio.
Le sue parole, "Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, pensa a Maria, invoca Maria", continuano ancora oggi a sostenere milioni di fedeli. La sua vita dimostra che la santità non nasce dal successo, ma dall'intimità con Dio, capace di trasformare una persona e, attraverso di essa, il mondo intero.
Ancora oggi il suo insegnamento invita ogni cristiano a riscoprire il silenzio, la contemplazione e la fiducia totale nella grazia di Dio, perché solo chi rimane unito a Cristo può portare frutti che durano in eterno. per noi oggi 1. Bernardo cambiò la storia partendo da un monastero, non da un palazzo. Noi crediamo ancora che la preghiera possa cambiare il mondo o confidiamo solo nei mezzi umani? 2. Nei momenti difficili Bernardo ripeteva: "Pensa a Maria, invoca Maria". Noi a chi corriamo per primo quando arriva una prova? 3. Bernardo cercava solo la gloria di Dio, non la propria. E noi, quello che facciamo ogni giorno, lo facciamo per amore di Cristo o per essere ammirati dagli altri?
Digione, Francia, 1090 - Chiaravalle-Clairvaux, 20 agosto 1153
   Memoria di san Bernardo, abate e dottore della Chiesa, che entrato insieme a trenta compagni nel nuovo monastero di Cîteaux e divenuto poi fondatore e primo abate del monastero di Chiaravalle, diresse sapientemente con la vita, la dottrina e l’esempio i monaci sulla via dei precetti di Dio; percorse l’Europa per ristabilirvi la pace e l’unità e illuminò tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue ardenti esortazioni, finché nel territorio di Langres in Francia riposò nel Signore. 


📲 I MIEI SOCIAL:

MARIA NOVELLA SCARDOVI: Nessuno è un peso.

MARIA NOVELLA SCARDOVI: Nessuno è un peso.

Maria Novella Scardovi era una semplice moglie e madre di tre figli, ma la sua vita è diventata una testimonianza luminosa di accoglienza, fede e carità. Nata nel 1949, crebbe in una famiglia cristiana dove l'amore per il prossimo era vissuto concretamente.
Dopo il matrimonio con Giuliano e la nascita dei figli, attraversò una grave crisi esistenziale segnata da ansia, depressione e perdita del desiderio di vivere. Il suo matrimonio stesso sembrava destinato a naufragare. Nel luglio del 1977 avvenne però un incontro decisivo: una giovane coppia la invitò a partecipare alla preghiera delle Lodi. Quel semplice gesto di amicizia e accoglienza aprì una breccia nel suo cuore.
Attraverso la preghiera, la vita della Chiesa e l'esperienza di Comunione e Liberazione, Maria Novella si sentì amata, perdonata e chiamata da Dio. Da quel momento nacque in lei una certezza: costruire una casa dove chiunque potesse trovare rifugio. Insieme al marito iniziò ad accogliere bambini, persone in difficoltà e famiglie ferite. Col tempo il sogno divenne realtà. Nel 1996 nacque la Casa di Santa Rita e San Giuseppe, destinata a ospitare persone con disabilità, madri sole e bambini senza adeguato sostegno familiare.
Per Maria Novella la vera accoglienza non consisteva soltanto nell'aprire una porta, ma nel fare spazio all'altro dentro la propria vita. Amava ripetere che un luogo non è fatto principalmente di muri, ma delle persone che lo abitano. Poche settimane dopo l'inaugurazione della casa, morì improvvisamente in un incidente stradale.
Sembrava la fine di tutto. Invece i suoi amici decisero di continuare la missione che aveva iniziato. Oggi l'opera vive attraverso Obra Casa Novella, che accoglie numerose persone fragili e continua a testimoniare il valore infinito di ogni essere umano.
L'8 maggio 2026 è stato aperto il suo processo di beatificazione. La sua storia dimostra che anche una ferita profonda può diventare sorgente di speranza e che una persona guarita dall'amore di Dio può cambiare la vita di molti. per noi oggi: 1. La provocazione dell'accoglienza Aprire la porta di casa è relativamente facile; molto più difficile è aprire il cuore e rinunciare a essere il centro del proprio mondo. 2. La provocazione della fragilità Maria Novella non è diventata feconda nonostante la sua depressione, ma proprio attraversando quella ferita che Dio ha trasformato in una missione. 3. La provocazione della fede vissuta
Una semplice preghiera condivisa e un gesto di amicizia hanno cambiato una vita. Forse sottovalutiamo quanto una presenza autentica possa salvare una persona.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

mercoledì 19 agosto 2026

19.08.2026 - Ez 34,1-11 - Mt 20,1-16 - Sei invidioso perché io sono buono?

Dal libro del profeta Ezechièle - Ez 34,1-11

Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele, profetizza e riferisci ai pastori: Così dice il Signore Dio: Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso forti le pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. Per colpa del pastore si sono disperse e sono preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. Vanno errando le mie pecore su tutti i monti e su ogni colle elevato, le mie pecore si disperdono su tutto il territorio del paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura.
Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore: Com’è vero che io vivo – oracolo del Signore Dio –, poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto d’ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge – hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge –, udite quindi, pastori, la parola del Signore: Così dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: a loro chiederò conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto. Perché così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna».
1. Ora il Signore rivolge una parola forte e chiara ai pastori d’Israele. SONO LORO I RESPONSABILI DELLA SCIAGURA DEL SUO POPOLO. LA LORO COLPA È GRAVE. I pastori non sono andati in cerca del mio gregge. Hanno pasciuto sé stessi. NON HANNO AVUTO CURA DEL GREGGE. Il gregge è preda di ogni bestia selvatica, è caduto e si è perso nell’idolatria per colpa dei pastori. ESSI HANNO PENSATO A PASCERE SOLO SE STESSI.
2. IL PASTORE È RESPONSABILE DEL GREGGE CHE GLI È STATO AFFIDATO DAL SIGNORE. Il gregge non è suo, è di Dio. A Dio deve rendere conto di ogni pecora. Al pastore infedele il Signore toglie le pecore. Essi non saranno più pastori. Finisce la loro missione. LE PECORE TORNERANNO AD ESSERE DI DIO.
3.Il gregge del Signore mai potrà stare senza un pastore. Senza pastore il gregge si sbanda, va in malora, si disperde. LO PRENDERÀ E LO CUSTODIRÀ LUI STESSO. Il Signore costituisce SÉ STESSO UNICO E SOLO PASTORE del suo gregge. MA LUI È INVISIBILE. COME SI RENDERÀ VISIBILE?

--------------------------------------------

+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 20,1-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». 

 

L'invidia porta a desiderare il danno altrui piuttosto che a conseguire la propria ricompensa, mentre Dio premia la disponibilità e la generosità nel servizio. Gesù insegna che Dio, nel Regno dei Cieli, paga tutti con la stessa bontà e Grazia, indipendentemente dai risultati ottenuti. Dobbiamo lavorare senza pretese, senza confrontarci con gli altri, mantenendo fiducia e gratitudine. La libertà del cuore ci rende lieti e fruttuosi, accogliendo con gratitudine la generosità del Padre celeste. E Tu sei disposto a liberarti dall'invidia e a lavorare con generosità e fiducia, accettando la bontà e la Grazia del Padre celeste, senza confrontarti con gli altri ma mantenendo un cuore grato e libero?

-------------------------------------------------

La bontà di Dio ci disorienta, crollano le certezze, emergono le bassezze, come l’invidia. Ma Dio va avanti ed esce ogni ora per venirci a cercare, che vogliamo fare: resistere o arrenderci?

 -------------------------------------------------

 

📲 I MIEI SOCIAL:

19.08 - SAN GIOVANNI EUDES

SAN GIOVANNI EUDES
San Giovanni Eudes (1601-1680) fu uno dei grandi protagonisti della rinascita spirituale della Francia del Seicento e il principale promotore del culto ai Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Fin da giovane ricevette una solida formazione presso i Gesuiti ed entrò nell'Oratorio di Gesù e Maria Immacolata, dove maturò un profondo amore per la Chiesa e per il sacerdozio. Ordinato sacerdote, percorse instancabilmente città e campagne predicando missioni popolari che portarono alla conversione di moltissime persone.
Durante le terribili epidemie non ebbe paura di assistere gli appestati, rischiando personalmente la vita pur di rimanere accanto ai malati. La sua carità era concreta e vedeva in ogni sofferente il volto stesso di Cristo. Fondò l'Ordine di Nostra Signora della Carità, dedicato al recupero umano e spirituale delle donne che desideravano cambiare vita, offrendo loro dignità, speranza e un futuro nuovo.
Successivamente fondò la Congregazione di Gesù e Maria, gli Eudisti, per formare sacerdoti santi, preparati e capaci di guidare il popolo di Dio. Era convinto che il rinnovamento della Chiesa passasse anzitutto dalla santità dei suoi ministri e che un sacerdote ben formato potesse cambiare il destino di un'intera comunità. Per questo dedicò gran parte della sua vita alla formazione spirituale, umana e pastorale del clero, senza mai stancarsi di accompagnare i futuri sacerdoti.
Fu il primo a comporre un Ufficio liturgico e una Messa in onore del Cuore Immacolato di Maria e del Sacro Cuore di Gesù, diffondendone la devozione molto prima delle apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque. In un tempo segnato dal giansenismo, che presentava un Dio severo e lontano, annunciò con forza la misericordia del Padre e invitò tutti ad accostarsi con fiducia alla Confessione e all'Eucaristia. Amava ripetere che non si possono separare Gesù e Maria, perché chi ama l'uno ama anche l'altra.
Tutta la sua vita fu spesa per far conoscere il cuore misericordioso di Dio, convinto che solo l'amore trasforma davvero il cuore dell'uomo. Per la profondità della sua dottrina sui Sacri Cuori, ancora oggi è stata chiesta la sua proclamazione a Dottore della Chiesa. per noi oggi 1. Molti hanno paura di Dio perché lo immaginano severo, ma conoscono davvero il Cuore di Gesù, oppure solo l'idea che si sono fatti di Lui? 2. San Giovanni Eudes rischiava la vita per salvare un'anima. Noi siamo disposti a perdere un po' del nostro tempo per avvicinare qualcuno a Cristo? 3. Lui diceva che non si può amare Gesù senza amare Maria. Forse la nostra fede è diventata troppo teorica perché abbiamo smesso di lasciarci guidare dal loro Cuore.
Ri, Francia, 14 novembre 1601 - Caen, Francia, 19 agosto 1680
   San Giovanni Eudes, sacerdote, che si dedicò per molti anni alla predicazione nelle parrocchie e fondò poi la Congregazione di Gesù e Maria per la formazione dei sacerdoti nei seminari e quella delle monache di Nostra Signora della Carità per confermare nella vita cristiana le donne penitenti; incrementò moltissimo la devozione verso i sacri Cuori di Gesù e di Maria, finché a Caen nella Normandia in Francia si addormentò piamente nel Signore. 


📲 I MIEI SOCIAL:

martedì 18 agosto 2026

18.08.2026 - Ez 28,1-10 - Mt 19,23-30 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.

Dal libro del profeta Ezechièle - Ez 28,1-10

Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Figlio dell’uomo, parla al principe di Tiro: Così dice il Signore Dio:
Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto:
“Io sono un dio,
siedo su un trono divino in mezzo ai mari”,
mentre tu sei un uomo e non un dio,
hai reso il tuo cuore come quello di Dio,
ecco, tu sei più saggio di Daniele,
nessun segreto ti è nascosto.
Con la tua saggezza e la tua intelligenza
hai creato la tua potenza
ammassato oro e argento nei tuoi scrigni;
con la tua grande sapienza e i tuoi traffici
hai accresciuto le tue ricchezze
e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore.
Perciò così dice il Signore Dio:
Poiché hai reso il tuo cuore come quello di Dio,
ecco, io manderò contro di te
i più feroci popoli stranieri;
snuderanno le spade contro la tua bella saggezza,
profaneranno il tuo splendore.
Ti precipiteranno nella fossa
e morirai della morte degli uccisi in mare.
Ripeterai ancora: “Io sono un dio”,
di fronte ai tuoi uccisori?
Ma sei un uomo e non un dio,
in balìa di chi ti uccide.
Per mano di stranieri morirai
della morte dei non circoncisi,
perché io ho parlato».
1. Ezechièle consegna alla storia la superbia del re di Tiro “Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: Io sono un dio”. SOLO DIO È DIO, NESSUN ALTRO È DIO. MENTRE TU SEI UN UOMO E NON UN DIO. Quando un uomo si fa Dio, per lui è la fine. Facendosi lui verità, legge, norma, statuto per l’uomo, può commettere ogni violazione della Legge del Signore, dell’unico e solo Signore dell’uomo.
2. Con la tua saggezza e la tua intelligenza hai creato la tua potenza e ammassato oro e argento nei tuoi scrigni. Quella del re di Tiro è una saggezza inutile, anzi è vera stoltezza. A CHE SERVE L’ORO NEGLI SCRIGNI? A NULLA.
3. Ed ecco la sentenza del Signore: il re di Tiro dovrà essere abbassato dal suo trono. LA SUA MORTE È DECISA. Morirà della morte dei non circoncisi. La morte dei non circoncisi è la MORTE DI QUANTI NON APPARTENGONO AL SIGNORE. I non circoncisi non fanno parte del suo popolo. Sono a Lui estranei. È LA SUA SUPERBIA CHE LO HA RESO NON CIRCONCISO.

----------------------------------------------------

+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 19,23-30
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».   

 

Il giovane ricco cerca di costruirsi la salvezza da sé, confidando nelle proprie opere, mentre Gesù chiede un abbandono totale e la volontà di essere trasformati da Lui. Gli apostoli, che hanno lasciato tutto per seguire Gesù, sono un esempio pratico di questo radicale cambiamento e hanno pregustato la vita eterna già su questa terra. Per ottenere pace interiore e vera gioia, è necessario abbandonarsi alla volontà di Dio anche nelle piccole attività quotidiane. Distaccandosi dai beni materiali, si guadagna la libertà del servizio per amore e si scopre la gioia del dono, vivendo la beatitudine del dare. E Tu sei disposto ad abbandonarti completamente alla volontà di Dio, rinunciando alle tue sicurezze materiali e personali per trovare la vera gioia e libertà nel servizio per amore?

 

📲 I MIEI SOCIAL:

18.08 - SANT' ELENA

SANT' ELENA
Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, nacque da origini umili ma divenne una delle figure più importanti della storia della Chiesa.
La sua vita dimostra che Dio non guarda il prestigio o la ricchezza, ma un cuore disponibile alla sua volontà. Dopo essere stata ripudiata dal marito, visse anni difficili senza lasciarsi vincere dall’amarezza. Quando il figlio divenne imperatore, ricevette il titolo di Augusta, ma non si lasciò sedurre dagli onori della corte. Continuò infatti a vivere con grande umiltà, dedicandosi ai poveri, ai prigionieri e a tutti coloro che avevano bisogno di aiuto.
Frequentava la Chiesa come una semplice fedele, testimoniando che la vera nobiltà nasce dal servizio. Negli ultimi anni della sua vita intraprese un pellegrinaggio in Terrasanta, non per curiosità o prestigio, ma per amore del Signore e per rafforzare la fede del popolo cristiano. Visitò con profonda devozione i luoghi della vita di Gesù e promosse la costruzione di importanti basiliche affinché quelle memorie rimanessero vive nei secoli.
Insieme al vescovo san Macario fece abbattere un tempio pagano costruito sul Calvario e durante gli scavi furono ritrovati il Santo Sepolcro, tre croci e il Titulus Crucis. Secondo la tradizione, la Vera Croce fu riconosciuta perché una donna gravemente malata, toccandola, guarì immediatamente. Quel miracolo confermò che Dio continua a manifestare la sua presenza attraverso segni concreti che rafforzano la fede. Elena comprese che quel legno non era soltanto una reliquia preziosa, ma il segno dell'amore infinito di Cristo che dona la vita per ogni uomo.
Fece costruire la basilica del Santo Sepolcro e favorì la diffusione delle reliquie della Vera Croce nel mondo cristiano, perché tutti potessero ricordare che la salvezza passa attraverso la Pasqua del Signore. La sua vita ci insegna che chi cerca sinceramente Gesù trova sempre la Croce, e chi accoglie la Croce con fede scopre anche la Risurrezione, la speranza e la gioia che nessuna sofferenza può togliere. per noi oggi 1. Cerchiamo continuamente successo, benessere e visibilità, ma quanto tempo dedichiamo davvero a cercare Cristo? Forse abbiamo smesso di scavare dove si trova la vera speranza. 2. Sant’Elena aveva tutto, eppure scelse di servire i poveri. Noi, con molto meno, quante volte mettiamo al centro soltanto noi stessi? 3. La Croce che Sant’Elena cercò con amore è la stessa che spesso noi rifiutiamo. E se fosse proprio quella croce la strada attraverso cui Dio vuole donarci pace, guarigione e salvezza?
Drepamim (Bitinia), III sec. – ? † 330 ca.
   A Roma sulla via Labicana, santa Elena, madre dell’imperatore Costantino, che si adoperò con singolare impegno nell’assistenza ai poveri; piamente entrava in chiesa mescolandosi alle folle e in un pellegrinaggio a Gerusalemme alla ricerca dei luoghi della Natività, della Passione e della Risurrezione di Cristo onorò il presepe e la croce del Signore costruendo venerande basiliche. 

 

NELLO STESSO GIORNO:

BEATA PAOLA MONTALDI Vergine, Badessa clarissa - MANTOVA

Volta Mantovana, Mantova, 1443 - Mantova, 18 agosto 1514

Nacque a Volta Mantovana nel 1443 e a soli quindicianni entrò tra le Clarisse di Santa Lucia in Mantova. Condusse vita austerissima. La passione del Signore e l’eucaristia furono l’oggetto delle sue conversazioni e devozioni. Piena di carità verso le consorelle, fu per molti anni abbadessa e sotto il suo governo il monastero rifiorì per numero di religiose e per esemplarità di vita.

 

📲 I MIEI SOCIAL: