mercoledì 1 luglio 2026

01.07.2026 - Am 5,14-15.21-24 - Mt 8,28-34 - Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Dal libro del profeta Amos - Am 5,14-15.21-24

Cercate il bene e non il male,
se volete vivere,
e solo così il Signore, Dio degli eserciti,
sarà con voi, come voi dite.
Odiate il male e amate il bene
e ristabilite nei tribunali il diritto;
forse il Signore, Dio degli eserciti,
avrà pietà del resto di Giuseppe.
«Io detesto, respingo le vostre feste solenni
e non gradisco le vostre riunioni sacre;
anche se voi mi offrite olocausti,
io non gradisco le vostre offerte,
e le vittime grasse come pacificazione
io non le guardo.
Lontano da me il frastuono dei vostri canti:
il suono delle vostre arpe non posso sentirlo!
Piuttosto come le acque scorra il diritto
e la giustizia come un torrente perenne».

1. Il profeta Amos smaschera l’ipocrisia di chi pensa di piacere a Dio con riti, sacrifici e canti, ma poi ignora i poveri e calpesta il diritto. È un colpo diretto anche a noi! Amos dice: “Lontano da me il frastuono dei vostri canti”. DIO NON VUOLE LITURGIE BEN CURATE, MA VITE GIUSTE. È scandaloso, ma per Amos la fede senza giustizia è bestemmia.
2. “RISTABILITE NEI TRIBUNALI IL DIRITTO”: per il profeta, il luogo dove Dio si manifesta non è l’altare, ma il tribunale, la piazza, il mercato. DOVE SI RISTABILISCE LA DIGNITÀ DEI POVERI, LÌ SCORRE IL “TORRENTE DELLA GIUSTIZIA”. È un ribaltamento radicale: LA VERA LITURGIA È LA GIUSTIZIA SOCIALE. Se le nostre comunità non difendono chi è schiacciato, ogni Messa diventa una recita.
3. “COME LE ACQUE SCORRA IL DIRITTO E LA GIUSTIZIA COME UN TORRENTE PERENNE.” L’immagine è fortissima: non una goccia di bontà occasionale, MA UN FIUME IMPETUOSO E CONTINUO. Dio non vuole la carità a intermittenza, ma una vita che trabocchi di giustizia. NON BASTA ESSERE “BUONI”: BISOGNA ESSERE FIUMI DI BENE. La religione autentica non costruisce argini, ma rompe dighe.

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 8,28-34
In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

 

Due uomini posseduti da satana. Oggi si tende a pensare che tutti questi indemoniati siano malati psichici’. No! La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio. I due indemoniati vanno incontro a Gesù per impedirgli di passare/agire; e gli abitanti della città gli vanno incontro per dirgli di passare oltre, allontanarsi da loro. Ma Gesù entra nel suo territorio, sgomina il potente 'padrone del mondo,  e lo confina negli animali impuri. La gente prende le distanze dal Signore e non si rende conto dell’occasione perduta. Forse perché Gesù ha scombinato i loro interessi, la loro vita. E se accadesse a Te?

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Può succedere che Gesù diventi il nostro tormento? Al punto che «lo preghiamo di allontanarsi dal nostro territorio»? Questi indemoniati usciti dai sepolcri non sono alieni, sono umani, e forse ci assomigliano (e anche a loro/noi, Gesù ci viene incontro e fa quello che gli chiediamo).

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01.07 - BEATO ANTONIO ROSMINI

BEATO ANTONIO ROSMINI
Beato Antonio Rosmini fu un grande filosofo, sacerdote e fondatore dell’Istituto della Carità, nato a Rovereto nel 1797. Fin da giovane mostrò una profonda inclinazione alla ricerca della verità, comprendendo che solo in Dio si trova la vera sapienza. Ordinato sacerdote nel 1821, maturò il celebre principio della “passività”, cioè l’abbandono totale alla volontà divina, scegliendo di seguire solo ciò che Dio gli avrebbe indicato. Uomo di intensa preghiera e straordinaria cultura, cercò di conciliare fede e ragione, difendendo la dignità della persona e il valore della coscienza illuminata dalla verità. Fondò l’Istituto della Carità e le Suore della Provvidenza, chiamando religiosi e laici a vivere una carità universale verso il prossimo. Fu amico di Alessandro Manzoni e stimato da molti intellettuali del suo tempo. Le sue opere filosofiche suscitarono però forti opposizioni e incomprensioni, fino alla condanna di alcune proposizioni dopo la sua morte. Rosmini accettò tutto con umiltà, affidandosi completamente alla Provvidenza. Negli ultimi anni visse a Stresa tra sofferenze fisiche e intensa serenità spirituale. Celebre il suo invito finale: “Adorare, tacere, godere”. Dopo lunghi studi, la Chiesa riconobbe l’ortodossia del suo pensiero e Benedetto XVI lo proclamò Beato nel 2007. La sua vita resta testimonianza luminosa di fede, intelligenza e amore alla Chiesa. Fu anche un grande educatore, convinto che la formazione cristiana dovesse coinvolgere mente e cuore insieme. Nei suoi scritti denunciò i pericoli di una Chiesa troppo legata al potere politico e lontana dal popolo. Difese sempre la libertà della fede e il valore della coscienza illuminata dalla verità. Ancora oggi il pensiero rosminiano continua a essere studiato per la sua profondità filosofica e spirituale. La sua eredità invita ogni cristiano a vivere con responsabilità, carità e fiducia totale nella Provvidenza. per noi oggi 1. Viviamo in un tempo che pretende di controllare tutto, ma Rosmini insegna che la vera libertà nasce dal lasciare spazio alla volontà di Dio. 2. Molti cercano successo e visibilità, mentre Rosmini accettò perfino incomprensioni e condanne pur di restare fedele alla verità. 3. In una società rumorosa e superficiale, il suo “Adorare, tacere, godere” sembra quasi una rivoluzione spirituale contro l’ansia moderna.
Rovereto, Trento, 24 marzo 1797 - Stresa, Verbano-Cusio-Ossola, 1 luglio 1855
   Di nobile famiglia, nacque a Rovereto (Trento) nel 1797. Scelse la vocazione ecclesiastica e studiò diritto e teologia all'Università di Padova. Ordinato sacerdote, ritornò a Rovereto dove trascorse alcuni anni dedito agli studi. Nel 1828 fondò a Domodossola l'Istituto della carità mentre a Milano conobbe e strinse amicizia con Alessandro Manzoni.

   Nel 1849 venne incaricato dal governo piemontese di una missione a Roma presso Pio IX . Il Papa lo accolse benevolmente con la promessa di una sua imminente nomina a cardinale. In Italia, però, si moltiplicavano gli attacchi contro di lui. I cattolici intransigenti gli rimproveravano le aperture del pensiero e la disponibilità al dialogo con i fautori dell'unità d'Italia; i laici gli rinfacciavano la sua ortodossia cattolica. Rosmini si ritirò allora a Stresa dove trascorse gli ultimi suoi anni e dove morì nel 1855.

 

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LUGLIO: PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESÙ CRISTO

LUGLIO: PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESÙ CRISTO

Il Sangue che salva.

La spiritualità del Preziosissimo Sangue affonda le sue radici nella Sacra Scrittura e nella tradizione della Chiesa. Già santi come Caterina da Siena, Tommaso d'Aquino e Maddalena de' Pazzi ne avevano esaltato il valore. Il tema del Sangue attraversa tutta la Bibbia, dal sangue di Abele fino al sangue dell'Agnello nell'Apocalisse. Esso rappresenta la Nuova Alleanza, la riconciliazione tra Dio e l'uomo, la purificazione dal peccato e il dono della vita divina. Nell'Ottocento questa devozione rifiorì grazie a don Francesco Albertini, che fondò una confraternita dedicata al Preziosissimo Sangue. Tra i suoi collaboratori vi fu San Gaspare del Bufalo, che ne divenne il più grande apostolo. Egli vide nel Sangue di Cristo lo strumento privilegiato per la conversione, il rinnovamento della Chiesa e l'annuncio del Vangelo. Per San Gaspare questa devozione era la sintesi di tutta la fede cristiana, la manifestazione più alta dell'amore di Dio per l'umanità. Meditare sul Sangue di Cristo significa contemplare un amore che si dona fino all'estremo, accettando sofferenza e umiliazione per la nostra salvezza. Non è tanto il dolore di Gesù a commuovere, quanto l'amore che quel dolore rivela. Questa spiritualità aiuta a superare formalismi e superficialità, riportando il credente al cuore della Redenzione. Il Sangue di Cristo diventa così sorgente di gioia, speranza e certezza della vittoria della vita sul male. Nell'Eucaristia, i fedeli partecipano realmente a questo mistero e si nutrono di questa spiritualità. Da qui nasce lo slancio apostolico, la passione per il Vangelo e il desiderio di portare a tutti l'annuncio della misericordia divina. La spiritualità del Preziosissimo Sangue continua ancora oggi a ricordarci che siamo stati amati senza misura e redenti a caro prezzo. PER NOI OGGI 1. Diciamo di credere nell'amore di Dio, ma viviamo davvero come persone che sanno di essere costate il Sangue di Cristo? Oppure continuiamo a misurare il nostro valore con il giudizio degli altri? 2. Celebriamo l'Eucaristia ogni domenica, ma lasciamo che quel Sangue cambi il nostro modo di perdonare, amare e servire? Senza conversione concreta, il rito rischia di diventare abitudine.
3. Se il Sangue di Cristo è stato versato per tutti, come possiamo restare indifferenti davanti alle ferite, alle divisioni e alle sofferenze del nostro tempo? La devozione autentica genera sempre missione.

 

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martedì 30 giugno 2026

30.06.2026 - Am 3,1-8;4,11-12 - Mt 8,23-27 - Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Dal libro del profeta Amos - Am 3,1-8;4,11-12

Ascoltate questa parola,
che il Signore ha detto riguardo a voi,
figli d’Israele,
e riguardo a tutta la stirpe
che ho fatto salire dall’Egitto:
«Soltanto voi ho conosciuto
tra tutte le stirpi della terra;
perciò io vi farò scontare
tutte le vostre colpe.
Camminano forse due uomini insieme,
senza essersi messi d’accordo?
Ruggisce forse il leone nella foresta,
se non ha qualche preda?
Il leoncello manda un grido dalla sua tana,
se non ha preso nulla?
Si precipita forse un uccello a terra in una trappola,
senza che vi sia un’esca?
Scatta forse la trappola dal suolo,
se non ha preso qualche cosa?
Risuona forse il corno nella città,
senza che il popolo si metta in allarme?
Avviene forse nella città una sventura,
che non sia causata dal Signore?
In verità, il Signore non fa cosa alcuna
senza aver rivelato il suo piano
ai suoi servitori, i profeti.
Ruggisce il leone:
chi non tremerà?
Il Signore Dio ha parlato:
chi non profeterà?
Vi ho travolti
come Dio aveva travolto Sòdoma e Gomorra,
eravate come un tizzone
strappato da un incendio;
ma non siete ritornati a me».
Oracolo del Signore.
Perciò ti tratterò così, Israele!
Poiché questo devo fare di te:
prepàrati all’incontro con il tuo Dio, o Israele!
1. «Ascoltate questa parola che il Signore pronuncia contro di voi, o figli d'Israele», voi popolo prediletto AVETE AVUTO DEI PRIVILEGI, MA ANCHE DEI DOVERI, che non avete adempiuto portando inevitabilmente al castigo.

2. Il Signore che allerta sempre il suo popolo rivelando i suoi piani attraverso i suoi servitori, i profeti, AFFINCHÉ LA PUNIZIONE SIA EDUCATIVA e non semplicemente repressiva. 

3. Perciò attraverso il profeta Amos, ISRAELE DEVE PREPARARSI ALL’INCONTRO CON IL SUO SIGNORE. Dio dovrà rinnovare la purificazione del popolo attraverso i patimenti. Il profeta avverte che È POSSIBILE INCONTRARE DIO SOLO SE C’È UNA VITA CONVERTITA.

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 8,23-27
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».
“È la paura. Quando viene nel mare un grande sconvolgimento, la barca era coperta dalle onde. ‘Salvaci, Signore, siamo perduti!’ Dicono loro. La paura ti assale! E Gesù rispose: "Perché avete paura, gente di poca fede?" Di fronte alle tempeste della vita, il cristiano può avere l’atteggiamento di chi si aspetta un intervento continuo, costante e invasivo di Dio. Oppure può avere un atteggiamento di fede. Impariamo ad affidare noi e la Chiesa all'unico salvatore Gesù Cristo. Colui che ti chiama a seguirlo è più forte di ogni avversità. A te sembra che dorma (di fatto dorme!) e che tu debba fare da solo, ma egli c’è ed è potente con la sua parola. Infatti: “si alzò, minacciò (con la sua parola) i venti e il mare e ci fu grande bonaccia”. Allora non avere paura, ma abbi fede/fiducia in Lui che ti guida con la sua parola.

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A volte sembra che Gesù stia dormendo. È quando nella nostra vita “avviene un grande sconvolgimento”, cioè quasi ogni giorno. E allora gridiamo per la paura, per farci notare dal Signore addormentato. Abbiamo mai gridato a Gesù per la gioia?

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30.06 - SANTI PROTOMARTIRI

SANTI PROTOMARTIRI

La Chiesa ricorda i Protomartiri della Chiesa di Roma, vittime della terribile persecuzione scatenata dall’imperatore Nerone dopo il grande incendio di Roma del 19 luglio 64. Per allontanare da sé i sospetti di aver provocato il disastro, Nerone accusò i cristiani, allora piccola e pacifica comunità poco conosciuta dal popolo romano. Lo storico Cornelio Tacito racconta che i cristiani furono condannati con pene crudeli e raffinatissime soltanto per soddisfare la crudeltà dell’imperatore. Su di loro circolavano false accuse e superstizioni alimentate dall’odio verso chi rifiutava gli dèi pagani e adorava un solo Dio. Così il popolo iniziò a vedere nei cristiani i responsabili di ogni calamità pubblica, dalle carestie alle epidemie, dalle alluvioni ai terremoti. In quell’atmosfera di paura e violenza esplose una persecuzione disumana. Molti cristiani furono gettati alle belve nel circo, altri vennero crocifissi o torturati pubblicamente. Alcuni furono cosparsi di pece e incendiati come torce umane nei giardini imperiali del colle Oppio. Donne, uomini e bambini affrontarono sofferenze atroci pur di non rinnegare Cristo. Perfino il popolo romano, abituato alla durezza degli spettacoli pubblici, rimase sconvolto dalla ferocia di quelle esecuzioni. Tacito stesso scrisse che si diffuse un sentimento di pietà perché appariva evidente che quelle persone non venivano uccise per il bene pubblico, ma per la crudeltà di Nerone. In quella persecuzione morirono anche San Pietro, crocifisso nel circo neroniano, e San Paolo, decapitato lungo la via Ostiense. Il sangue di questi martiri divenne il seme della Chiesa nascente. La loro testimonianza dimostra che nessuna violenza può spegnere la fede di chi ha incontrato veramente Cristo. Ancora oggi i protomartiri di Roma ricordano al mondo che il cristianesimo è nato dal coraggio di uomini e donne disposti a perdere tutto pur di restare fedeli al Vangelo. Per noi oggi: 1. Oggi molti cristiani hanno paura perfino di dichiarare pubblicamente la propria fede. I protomartiri affrontavano torture e morte pur di non rinnegare Cristo davanti al mondo. 2. Viviamo in una società che spesso accusa e condanna senza conoscere davvero la verità. Anche i primi cristiani furono odiati e perseguitati sulla base di menzogne e pregiudizi. 3. Molti cercano una vita senza sofferenza, sacrificio o conflitto per ciò in cui credono.
I martiri di Roma mostrano invece che la fede autentica vale più della stessa vita.
sec. I, dall'anno 64

SEGUI GESÙ FINO IN FONDO.

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Padre Louis Salman, giovane sacerdote della Terra Santa, ha dovuto lasciare la sua comunità di Beit Sahour, vicino a Betlemme, a causa del mancato rinnovo del permesso di soggiorno. Nel suo saluto ai fedeli ha lasciato parole forti e vere: «Se ami davvero Cristo devi essere pronto al sacrificio». Non un cristianesimo superficiale, fatto solo di emozioni o abitudini, ma un amore concreto capace di donarsi fino in fondo. Padre Louis ricorda che Gesù stesso ha definito l’amore attraverso il dono della vita: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». Per i giovani della Palestina seguire Cristo significa spesso vivere tra paure, restrizioni, tensioni e incertezze, ma senza perdere la dignità e la speranza. Una delle immagini più forti lasciate dal sacerdote è questa: «Avere il corpo incatenato ma l’anima libera». È la libertà interiore di chi appartiene a Dio e non lascia che l’odio o la paura gli rubino il cuore. Padre Louis parla anche del silenzio di Cristo davanti a Pilato, un silenzio che non è debolezza ma forza interiore. Oggi invece spesso il mondo tace per paura, convenienza o indifferenza. Ecco allora la sfida per ogni cristiano: non lasciarsi paralizzare dalla paura, ma diventare testimoni coraggiosi del Vangelo. Anche padre George Haddad ricorda che i giovani della Terra Santa portano nel cuore radici profonde fatte di fede, famiglie, preghiera e amore per la propria terra. La speranza, dice, non significa ignorare il dolore, ma scegliere ogni giorno di non lasciare che l’oscurità abbia l’ultima parola. Queste testimonianze scuotono anche noi occidentali, spesso preoccupati di perdere comodità, immagine o consenso più che la fede. I cristiani di Terra Santa ci ricordano che seguire Gesù non è teoria, ma vita concreta, scelta quotidiana, coraggio, sacrificio e speranza. E forse la domanda più vera è questa: noi, oggi, cosa siamo disposti a perdere per rimanere fedeli a Cristo?

per noi oggi

1. Molti vogliono un Cristo che consoli, pochi un Cristo da seguire fino alla croce. La fede diventa sterile quando non costa nulla. 2. In Occidente rischiamo di perdere la fede non per persecuzione, ma per comodità. Il benessere può addormentare il cuore più della sofferenza. 3. Tacere sempre per paura di disturbare non è prudenza: a volte è mancanza di coraggio.
Il Vangelo chiede testimoni, non spettatori silenziosi.

 

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lunedì 29 giugno 2026

29.06.2026 - At 12,1-11 - 2Tm 4,6-8.17-18 - Mt 16,13-19 - Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dagli Atti degli Apostoli - At 12,1-11

In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».
1. ERODE FECE MORIRE GIACOMO, e volendo accontentare i Giudei, FECE ARRESTARE ANCHE PIETRO, VOLENDO FAR MORIRE ANCHE LUI. Per non crearsi problemi, decise di aspettare dopo la Pasqua. Pietro si trovava in una situazione SENZA SPERANZA. Dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui… UNITI…

2. Ma NON ERA IL PIANO DI DIO CHE PIETRO MORISSE A QUESTO PUNTO. Perciò, Dio mandò un angelo a liberare Pietro miracolosamente. QUELLO CHE ERA ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE, DIO LO FECE SENZA PROBLEMI. Dio non è mai limitato dalle circostanze.

3. Pietro riconosce e accetta che Dio aveva compiuto un miracolo, liberandolo dalla prigione, e dalla morte e HA RESO VANA L'ATTESA DEI GIUDEI, DI VEDERE PIETRO UCCISO. Dio è capace di rendere vano qualsiasi piano degli uomini egli voglia. DIO È DIO. ED È SOVRANO SU TUTTO E SU TUTTI. Quando ci affidiamo a Dio, siamo sicuri…

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Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo - 2Tm 4,6-8.17-18

Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
1. Paolo racconta di essere alla fine del suo percorso terreno, consapevole di aver “terminato la sua corsa”, fa un bilancio ed È SODDISFATTO, NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ E LA FATICA INCONTRATE PER COMPIERE LA SUA MISSIONE. Dice di aver mantenuto la fede e ora è felice perché l’aspetta la “corona di giustizia” che Dio gli consegnerà. PAOLO CREDE FERMAMENTE NELLA GIUSTIZIA DI DIO E NELLA VITA ETERNA. E TU?

2. Paolo, dicendo questo, non vuole esaltarsi, ma sa che presto si presenterà di fronte al Signore per ricevere il premio per la sua vita, INSIEME A TUTTI COLORO CHE COME LUI HANNO CREDUTO. Sa con certezza che IL SIGNORE LO HA AIUTATO SEMPRE, GLI È SEMPRE STATO VICINO; PER QUESTO HA POTUTO MANTENERE LA FEDE IN DIO PADRE.

3. "IL SIGNORE MI LIBERERÀ DA OGNI MALE E MI PORTERÀ IN SALVO NEI CIELI, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen". Paolo è al termine della sua corsa apostolica, poiché SI TROVA A ROMA, MA SA CHE DOVRÀ SOSTENERE ALTRE PROVE, che, nella fede, È CERTO CHE SUPERERÀ RIMANENDO FERMO IN CRISTO, sua speranza e sua forza.

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 16,13-19
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
1. La domanda di Gesù non esige solo la formula imparata al catechismo, ma LA RISPOSTA DELLA VITA. Chi è amico di Gesù, suo discepolo e familiare, lo riconosce in una esperienza, condivisa con altre persone e sperimentata nei fatti. CHI È GESÙ PER TE? QUANTA CONTA GESÙ NELLA TUA VITA?
2. Gesù è ‘il Cristo’, Egli è Colui che la storia attende, e lo si può incontrare come Salvatore di ciascuno e di tutti. Questo Cristo’, Figlio dell’uomo e Figlio di Dio, VIENE CONOSCIUTO PER IL DONO CHE IL PADRE FA A QUANTI LO SEGUONO COME DISCEPOLI, non è frutto di ragionamenti umani. È UN GRANDE DONO LA SEQUELA! CORAGGIO…
3. Gesù cambia il nome di Simone in Pietro. Lui e i suoi successori sono CHIAMATI AD APRIRE, LEGARE E SCIOGLIERE, A COMBATTERE LA BATTAGLIA SPIRITUALE CON LA FEDE. Questa battaglia potrà essere vinta solo mantenendosi FERMI NELLA VERITÀ rivelata da Gesù nella Scrittura e nella Tradizione apostolica. VALE ANCHE PER TE, PUOI VINCERE LA BATTAGLIA…
BUONA DOMENICA...

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GRATITUDINE
Oggi dobbiamo dire grazie agli Apostoli: senza di loro, Gesù ci sarebbe sconosciuto. Attraverso la loro voce, la Chiesa respira ancora, vive, ama. Sono loro che ci hanno mostrato il volto di Cristo, non un'idea astratta. E se oggi lo amiamo, è perché loro per primi hanno avuto il coraggio di annunciarlo.
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LECTIO DIVINA - SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

OMELIA - SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI