mercoledì 22 luglio 2026

22.07.2026 - Cant 3,1-4 - Gv 20,1-2.11-18 Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.

Dal Cantico dei Cantici - Cant 3,1-4

Così dice la sposa:
«Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
“Avete visto l’amore dell’anima mia?”.
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amore dell’anima mia».
1. L’amata, sul suo letto, lungo la notte, ha cercato l’amore dell’anima sua. L’ha cercato, ma non l’ha trovato. IL VERO AMORE NON È MAI TROVATO, MAI CONQUISTATO, MAI POSSEDUTO. Chi ama cerca sempre, chi ama deve sempre lasciarsi cercare.
2. Per questo si alzerà e farà il giro della città per le strade e per le piazze. L’ha cercato, ma non lo ha trovato. L’AMORE VERO NON SI TROVA IN UN ISTANTE. Non è sufficiente cercarlo un giorno. Oppure fare un giro per la città. Sarebbe troppo facile. L’amore vero è ricerca di una vita.
3. L’amata oltrepassa le guardie e poco dopo trova l’amore dell’anima sua. L’HA TROVATO E NON LO LASCERÀ PIÙ. Essa lo VUOLE CONDURRE NELLA CASA DI SUA MADRE, nella stanza di colei che l’ha concepita. Introdurre nella casa è CELEBRARE CON LUI LE NOZZE. È legarsi a lui per sempre.

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+ Dal vangelo secondo Giovanni - Gv 20,1-2.11-18
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.  

 

Maria Maddalena è la prima persona che Gesù risorto incontra e chiama per nome. E Gesù la chiama: «Maria!»: la rivoluzione della sua vita, la rivoluzione destinata a trasformare l’esistenza di ogni uomo e donna, comincia con un nome che riecheggia nel giardino del sepolcro vuoto. Provate a pensare anche voi, in questo istante, col bagaglio di delusioni e sconfitte che ognuno di noi porta nel cuore, che c’è un Dio vicino a noi che ci chiama per nome e ci dice: “Rialzati, smetti di piangere, perché sono venuto a liberarti!”. E’ bello questo.
Dio ci conosce e ci chiama per nome. Ma cosa vuol dire chiamare uno per nome? Noi abbiamo tutti un nome, il nome è la persona in relazione con l’altro: il nostro nome è l’altro a dirlo. Chiamare per nome vuol dire qualcosa di molto forte: “io sono qui per te, come tu sei qui per me”.

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«Donna, perché piangi?»: questa è la domanda di Pasqua, rivolta a Maria e rivolta a tutti noi. Di fronte a un sepolcro, a una tomba, perché, alla luce del mistero pasquale, continuare a piangere?

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22.07 - SANTA MARIA MADDALENA (DI MAGDALA)

SANTA MARIA MADDALENA
Santa Maria Maddalena, chiamata così dal villaggio di Magdala in Galilea, è una delle figure femminili più importanti del Vangelo. Gli evangelisti raccontano che Gesù aveva liberato Maria da sette demoni, donandole una vita nuova e una profonda esperienza di guarigione spirituale. Da quel momento divenne una discepola fedele e seguì il Maestro durante la sua missione, insieme ad altre donne che sostenevano Gesù e gli Apostoli con i propri beni. La sua storia è una straordinaria testimonianza della misericordia di Dio, capace di trasformare il cuore umano e di restituire dignità e speranza. Maria Maddalena rimase accanto a Cristo anche nei momenti più difficili, dimostrando un amore sincero e coraggioso. Fu presente sul Calvario, ai piedi della Croce, insieme alla Vergine Maria e all'apostolo Giovanni, condividendo il dolore della Passione. Dopo la morte di Gesù osservò attentamente il luogo della sepoltura e, all'alba del primo giorno della settimana, si recò al sepolcro con il cuore colmo di tristezza. Trovandolo vuoto, pianse e cercò il suo Signore con grande amore. Proprio in quel momento avvenne il meraviglioso incontro con il Risorto, che la chiamò per nome: «Maria!». Riconoscendo la voce del Maestro, ella rispose: «Rabbunì», cioè Maestro. Gesù le affidò allora una missione unica e straordinaria: annunciare agli Apostoli la sua Risurrezione. Per questo la tradizione cristiana la chiama «apostola degli apostoli», perché fu la prima testimone della vittoria di Cristo sulla morte. La sua figura mostra che Dio non guarda il passato delle persone, ma il loro cuore aperto alla Grazia. Papa Gregorio Magno la definì «testimone della Divina Misericordia» e la Chiesa continua a venerarla come modello di conversione, fedeltà e amore per il Signore. La sua vita insegna che chi incontra veramente Gesù non può tenere per sé questa gioia, ma sente il desiderio di annunciarla agli altri. per noi oggi 1. Maria Maddalena cercò Gesù quando tutto sembrava perduto. Noi continuiamo a cercare Cristo nei momenti difficili oppure lo abbandoniamo quando non capiamo ciò che accade? 2. Gesù affidò a lei il primo annuncio della Risurrezione. Noi ci sentiamo davvero responsabili di testimoniare la fede o pensiamo che debbano farlo sempre gli altri? 3. La Maddalena fu trasformata dalla misericordia di Dio. Noi crediamo davvero che il Signore possa cambiare la nostra vita o restiamo prigionieri del nostro passato?
Magdala, sec. I
   Memoria di santa Maria Maddalena, che, liberata dal Signore da sette demòni, divenne sua discepola, seguendolo fino al monte Calvario, e la mattina di Pasqua meritò di vedere per prima il Salvatore risorto dai morti e portare agli altri discepoli l’annuncio della risurrezione. 


martedì 21 luglio 2026

21.07.2026- Mi 7,14-15.18-20 - Mt 12,46-50 - Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».

Dal libro del profeta Michèa - Mi 7,14-15.18-20

Pasci il tuo popolo con la tua verga,
il gregge della tua eredità,
che sta solitario nella foresta
tra fertili campagne;
pascolino in Basan e in Gàlaad
come nei tempi antichi.
Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto,
mostraci cose prodigiose.
Quale dio è come te,
che toglie l’iniquità e perdona il peccato
al resto della sua eredità?
Egli non serba per sempre la sua ira,
ma si compiace di manifestare il suo amore.
Egli tornerà ad avere pietà di noi,
calpesterà le nostre colpe.
Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà,
ad Abramo il tuo amore,
come hai giurato ai nostri padri
fin dai tempi antichi.

1. IL RITORNO DALL’ESILIO PORTA A CONFRONTARSI CON UNA REALTÀ DURA. La terra promessa è occupata da popolazioni straniere e ostili al ritorno degli israeliti. Le mura sono state demolite, il tempio distrutto. La consapevolezza di essersi allontanati da YHWH è viva. Su questo clima pesante si leva ferma e incoraggiante la parola del profeta: DIO “AVRÀ PIETÀ”, “CALPESTERÀ LE COLPE”, “GETTERÀ NEL MARE I PECCATI”, “CONSERVERÀ LA SUA FEDELTÀ E LA SUA BENEVOLENZA”.

2. DIO SI RICORDA DELLA PROMESSA CHE CI HA FATTO DA SEMPRE: quella di cancellare i nostri peccati sacrificando una parte di sé. NON C’È ALTRA DIVINITÀ CHE RAGIONA COSÌ, che torna sui suoi passi, che DÀ SEMPRE UNA SECONDA OPPORTUNITÀ... e poi una terza e una quarta... 

3. È proprio l'amara esperienza del peccato riscattata dalla gioia del perdono a rivelare l'autentico volto di Dio. IL DIO DELLA RIVELAZIONE È RICCO DI MISERICORDIA E DI AMORE. Il perdono di Dio ci rende CREATURE NUOVE e ci rilancia nella via dell’amore…
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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 12,46-50

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Gesù rompe gli schemi: non conta più il sangue, ma l’obbedienza al Padre. Non basta “appartenere” a Lui per tradizione o parentela: serve scegliere ogni giorno. Chi fa la volontà di Dio entra in una nuova famiglia, libera da etichette e ruoli. È uno schiaffo a ogni fede di comodo, fatta di abitudini e non di decisioni. Gesù non cerca fan, ma fratelli e sorelle che vivano come Lui. Maria stessa è madre non per privilegio, ma perché ha detto “sì” fino in fondo. Il Vangelo oggi chiede: vuoi restare spettatore devoto o entrare davvero in famiglia?

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Tutti cerchiamo di parlare con Gesù che sentiamo come “uno dei nostri”. Ma lui sfugge alla nostra presa. Siamo noi che dovremmo lasciarci prendere da lui, ma parlare è più facile che ascoltare.

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21.07 - SAN LORENZO DA BRINDISI

SAN LORENZO DA BRINDISI
San Lorenzo da Brindisi nacque nel 1559 con il nome di Giulio Cesare Russo e fin da giovane dovette affrontare il dolore della perdita dei genitori. Cresciuto dai francescani, sviluppò una profonda vocazione religiosa e a quindici anni entrò tra i Cappuccini, assumendo il nome di Lorenzo. Dotato di straordinarie capacità intellettuali, studiò filosofia, teologia e le Sacre Scritture, imparando diverse lingue tra cui ebraico, greco e latino. Ordinato sacerdote a soli ventitré anni, divenne uno dei più grandi predicatori del suo tempo e si impegnò nella difesa della fede cattolica contro le dottrine protestanti. Fondò numerose case dell’Ordine in varie città europee e si dedicò con generosità all'assistenza dei malati, degli appestati e dei più bisognosi. Al centro della sua vita vi era l'Eucaristia, che celebrava con profonda devozione e intensa partecipazione spirituale. Le sue Messe erano spesso accompagnate da lacrime, contemplazione ed esperienze mistiche. Accanto all'amore per Cristo nutriva una tenerissima devozione verso la Vergine Maria, alla quale dedicò importanti opere teologiche. Per i suoi scritti mariani fu definito il più grande mariologo del suo tempo. Lorenzo insegnava che Maria è associata all'opera della salvezza come mediatrice delle grazie divine e modello perfetto di santità. Fu anche uomo di dialogo, diplomatico e ambasciatore di pace, svolgendo delicate missioni per la Chiesa e per i sovrani europei. Durante la guerra contro l'espansione ottomana accompagnò spiritualmente le truppe cristiane e nella battaglia di Albareale incoraggiò i soldati portando una grande croce tra i combattenti. Egli attribuì ogni successo non alle capacità umane ma all'aiuto di Dio e della Madonna. Eletto vicario generale dei Cappuccini, guidò l'Ordine con saggezza e spirito evangelico. Morì nel 1619 a Lisbona, mentre era impegnato a difendere i diritti e la dignità del popolo del Regno di Napoli. La sua vita rimane una luminosa testimonianza di fede, coraggio, preghiera, carità e totale fiducia nella Provvidenza divina. per noi oggi 1. San Lorenzo conosceva profondamente la Bibbia e la dottrina cristiana. Noi quanto tempo dedichiamo a conoscere la nostra fede rispetto a quello che dedichiamo ai social e alle notizie? 2. Lui trovava nell'Eucaristia la forza per affrontare ogni sfida. Noi cerchiamo la forza in Dio oppure solo nelle nostre capacità e sicurezze umane? 3. Lorenzo difese la verità senza paura e servì i più deboli. Oggi siamo disposti a testimoniare il Vangelo quando è scomodo, oppure preferiamo il silenzio per non avere problemi?
Brindisi, 22 luglio 1559 - Lisbona, 22 luglio 1619

   San Lorenzo da Brindisi, sacerdote e dottore della Chiesa: entrato nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, svolse instancabilmente nelle regioni d’Europa il ministero della predicazione; esercitò ogni compito in semplicità e umiltà nel difendere la Chiesa contro gli infedeli, nel riconciliare tra loro i potenti in guerra, nel curare il governo del suo Ordine. Il 22 luglio morì a Lisbona in Portogallo.


QUANDO PERDI IL CONTROLLO, PUOI INIZIARE A TROVARE SENSO.

QUANDO PERDI IL CONTROLLO, PUOI INIZIARE A TROVARE SENSO.

Karl Schilling era un giovane pittore norvegese che si trovava a Düsseldorf per la sua formazione artistica.
Durante la festa del Corpus Domini, osservava la processione cattolica con curiosità estetica ma anche distanza interiore. Non apparteneva alla Chiesa cattolica e guardava tutto come un semplice spettacolo culturale. Quando i fedeli si inginocchiarono davanti all’Eucaristia, lui rimase in piedi con il suo cappello da artista. Un gesto improvviso – qualcuno gli fece cadere il cappello – lo mise in una condizione di forte umiliazione. Tornato a casa, si sentì ferito ma anche profondamente interrogato da quell’episodio. La famiglia cattolica presso cui abitava gli spiegò il significato del gesto liturgico. Scoprì così che non si trattava di una tradizione sociale, ma della presenza reale di Cristo. Questa rivelazione cambiò la sua percezione dell’intera scena. Da osservatore distaccato, iniziò a sentirsi personalmente coinvolto. La sua reazione iniziale di orgoglio lasciò spazio a un processo di interiorità e riflessione. Cominciò a partecipare alla Messa e ad ascoltare la catechesi. Il concetto di Eucaristia come presenza viva lo colpì in modo decisivo. Ciò che prima vedeva come simbolo diventò per lui una realtà viva e concreta. Il giovane artista iniziò così un lento cammino di conversione. Non fu un cambiamento improvviso, ma una maturazione progressiva della coscienza. Decise infine di entrare nella Chiesa cattolica e ricevere il battesimo. Successivamente abbandonò la carriera artistica per rispondere a una nuova chiamata. Scelse la vita religiosa entrando tra i barnabiti. Divenne sacerdote e confessore conosciuto per la sua misericordia e delicatezza spirituale. La sua vita cambiò radicalmente: da artista a servitore della fede. Quell’episodio iniziale del cappello caduto divenne simbolo di un più grande abbassamento interiore. La sua storia mostra come un gesto apparentemente negativo possa diventare luogo di grazia. per noi oggi 1. Una conversione non nasce quasi mai dal comfort, ma da una frattura che mette in crisi la nostra identità. Il punto non è evitare l’urto, ma chiedersi cosa stiamo difendendo quando ci sentiamo colpiti. 2. Non tutto ciò che viviamo come umiliazione è negativo: a volte è uno specchio che smonta l’orgoglio. La vera domanda è se abbiamo il coraggio di ascoltare ciò che ci mette a disagio invece di respingerlo subito. 3. La fede (e più in generale ogni cambiamento profondo) non entra quando tutto è sotto controllo, ma quando perdiamo il controllo.
E allora il provocatorio non è “perché succede?”, ma “che cosa mi sta chiedendo di cambiare davvero questa crisi?”.

 

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lunedì 20 luglio 2026

20.07.2026 - Mi 6,1-4.6-8 - Mt 12,38-42 La regina del Sud si alzerà contro questa generazione.

+ Dal libro del profeta Michèa - Mi 6,1-4.6-8

Ascoltate dunque ciò che dice il Signore:
«Su, illustra la tua causa ai monti
e i colli ascoltino la tua voce!».
Ascoltate, o monti, il processo del Signore,
o perenni fondamenta della terra,
perché il Signore è in causa con il suo popolo,
accusa Israele.
«Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto,
ti ho riscattato dalla condizione servile
e ho mandato davanti a te
Mosè, Aronne e Maria?».
«Con che cosa mi presenterò al Signore,
mi prostrerò al Dio altissimo?
Mi presenterò a lui con olocausti,
con vitelli di un anno?
Gradirà il Signore
migliaia di montoni
e torrenti di olio a miriadi?
Gli offrirò forse il mio primogenito
per la mia colpa,
il frutto delle mie viscere
per il mio peccato?».
Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono
e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la bontà,
camminare umilmente con il tuo Dio.
1. DIO CHIAMA IN CAUSA IL SUO POPOLO che è venuto meno ai suoi impegni, che ha tradito l’alleanza, gli chiede il perché del suo comportamento. IL SIGNORE SEMPRE TRATTA L’UOMO DA UOMO, lo tratta da essere razionale, intelligente, capace di discernimento e di separazione del bene dal male.

2. Il profeta sa che Dio è perfettissimamente innocente, santo, puro in ogni sua azione e decisione. “CON CHE COSA MI PRESENTERÒ AL SIGNORE?” Il profeta sa che la colpa è del popolo. “Devo forse offrire il mio primogenito per la mia colpa, il frutto delle mie viscere per il mio peccato?” Sono questi, PENSIERI DELL’UOMO NON CERTO DI DIO.

3. ORA IL PROFETA RICEVE IL PENSIERO DI DIO perché venga comunicato e annunziato ad ogni uomo. “Uomo, TI È STATO INSEGNATO ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio”. ORA SAI COSA IL SIGNORE VUOLE DA TE…

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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 12,38-42

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Il segno che chiedi è un miracolo abbagliante, una dimostrazione di forza, che tolga ogni spazio al dubbio. Poi c’è il segno che non chiedi. Il segno che non chiedi è il luogo della tua rinascita.
A Ninive, risuonò la profezia di Giona, che impedì la distruzione e portò una speranza nuova, la speranza di Dio. Lasciamoci contagiare da questa speranza, che incoraggia a ricostruire e a ricominciare. Il segno è la persona di Gesù, quello che abita nel suo cuore e che si esprime nella modalità del suo vivere. 
Noi non andiamo in cerca di qualcosa che ci possa strabiliare, ma di qualcuno che ci conduca al senso della vita, e ce lo manifesti nella realtà della sua persona. Cerchiamo Gesù, l'amico che ci accompagna mentre viviamo. Cerchiamo la vita piena, la verità manifesta, e la via che ci conduca ad acquisirla. Noi cerchiamo Gesù, il Signore della vita... Buona ricerca...

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Cerchiamo sempre segni, ne abbiamo bisogno. Giovanni chiama “segni” i miracoli. A Erode che gliene chiede uno, Gesù non risponde; l’unico a cui non parla. Quanto immatura è la nostra fede?

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20.07 - SANT' APOLLINARE DI RAVENNA

SANT'APOLLINARE
Sant’Apollinare è una delle figure più importanti della Chiesa antica e viene venerato come primo vescovo di Ravenna e discepolo di san Pietro. Nato ad Antiochia, città legata alle origini della predicazione cristiana, seguì Pietro fino a Roma e da lui ricevette la missione di evangelizzare Ravenna. Con la sua predicazione portò molte persone alla conversione e alla conoscenza di Cristo. La guarigione della moglie di un tribuno favorì numerosi battesimi, ma attirò anche l'ostilità dei pagani. Quando gli fu chiesto di offrire sacrifici agli idoli, Apollinare rifiutò con fermezza, affermando che l'oro e l'argento dovevano essere utilizzati per aiutare i poveri e non per onorare falsi dèi. Per questa sua fedeltà subì dure persecuzioni, venne picchiato, esiliato e persino coinvolto in un naufragio dal quale riuscì a salvarsi. Tornato a Ravenna continuò senza paura la sua missione di annunciare il Vangelo. Intorno all'anno 70 fu nuovamente aggredito e colpito con tale violenza da morire pochi giorni dopo a causa delle ferite riportate. Per questo la Chiesa lo onora come martire e modello di perseveranza nella fede. San Pietro Crisologo lo definì più volte confessore, sottolineando che il vero martirio consiste soprattutto nel non rinnegare mai Cristo durante le prove. Sul luogo della sua morte fu costruita la splendida Basilica di Sant’Apollinare in Classe, famosa per i suoi straordinari mosaici, dove il santo è raffigurato in preghiera come pastore del gregge di Cristo. La sua memoria continua a essere viva nella Chiesa perché testimonia il valore della fedeltà, della missione e del coraggio cristiano. Ancora oggi Sant’Apollinare invita i credenti a non cedere ai compromessi con il male, a difendere la verità del Vangelo e a mettere sempre Dio al primo posto nella propria vita. per noi oggi 1. Se Sant’Apollinare fosse tra noi, accetterebbe una fede comoda e senza sacrifici? O ci direbbe che stiamo sostituendo il Vangelo con la ricerca del benessere personale? 2. Apollinare preferì le persecuzioni agli idoli. Noi quali idoli moderni stiamo servendo: denaro, successo, immagine o potere? 3. Il santo rischiò tutto per annunciare Cristo. Noi rischiamo almeno qualcosa per la nostra fede, oppure preferiamo non distinguerci mai dagli altri?
circa II-III secolo
  Sant'Apollinare, originario di Antiochia, per primo rivestì la carica episcopale nella città imperiale di Ravenna. Si dedicò all'opera di evangelizzazione dell'Emilia-Romagna, per morire infine martire, come vuole la tradizione. Le basiliche di Sant'Apollinare in Classe e Sant'Apollinare Nuovo sono luoghi privilegiati nel tramandarne la memoria. Il suo culto tuttavia si diffuse rapidamente anche oltre i confini cittadini. 

 

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