mercoledì 13 maggio 2026

13.05.2026 - At 17,15.22-18,1 - Gv 16,12-15 - Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità.

Dagli Atti degli Apostoli - At 17,15.22-18,1

In quei giorni, quelli che accompagnavano Paolo lo condussero fino ad Atene e ripartirono con l’ordine, per Sila e Timòteo, di raggiungerlo al più presto.
Paolo, in piedi in mezzo all’Areòpago, disse: «Ateniesi, vedo che, in tutto, siete molto religiosi. Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l’iscrizione: “A un Dio ignoto”.
Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: “Perché di lui anche noi siamo stirpe”.
Poiché dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’ingegno umano. Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano, perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti».
Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: «Su questo ti sentiremo un’altra volta». Così Paolo si allontanò da loro. Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell’Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.
Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto.

1. Paolo, nel suo discorso ad Atene, parte dal culto del dio sconosciuto, parte dalla realtà locale e ANNUNCIA IL DIO DI GESÙ CRISTO. Paolo porta gli uditori A PIENA CONOSCENZA DI QUELLO CHE GIÀ ESISTE COME RELIGIOSITÀ NATURALE. Il principio è buono…

2. Invita gli ascoltatori alla conversione, a CAMBIARE MENTALITÀ. Dio ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare tutta la terra con giustizia PER MEZZO DI UN UOMO, e quest'uomo lo ha designato perché LO HA RISUSCITATO DAI MORTI…

3. Il filosofo greco non vuole sentire parlare di risurrezione. Se Paolo avesse parlato d'immortalità dell’anima, lo avrebbero ascoltato. LA RISURREZIONE IMPLICA LA VALORIZZAZIONE DEL CORPO che per i greci è il carcere dell'anima. PAOLO FALLISCE NEL SUO DISCORSO, lo deridono, ma un esile gruppetto riesce ad uscire dallo schema della cultura. IL RESTO…

---------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 16,12-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 

Lo Spirito Santo, come promette Gesù, ci guida «a tutta la verità»; ci guida non solo all’incontro con Gesù, pienezza della Verità, ma ci guida anche “dentro” la Verità, ci fa entrare cioè in una comunione sempre più profonda con Gesù, donandoci l’intelligenza delle cose di Dio.
Lo Spirito Santo imprime nei cuori dei credenti le parole che Gesù ha detto, e, proprio attraverso tali parole, la legge di Dio viene inscritta nel nostro cuore e diventa in noi principio di valutazione nelle scelte e di guida nelle azioni quotidiane, diventa principio di vita. Infatti, è dall’intimo di noi stessi che nascono le nostre azioni: è proprio il cuore che deve convertirsi a Dio, e lo Spirito Santo lo trasforma se noi ci apriamo a Lui. Per questo non dimenticarti di invocare ogni giorno l'aiuto dello Spirito Santo.

--------------------------------------------

L’uomo non può sostenere troppa realtà, diceva Eliot. - La vita, la verità, hanno un “peso” che per noi è insostenibile. Forse per questo spesso preferiamo mentire a noi stessi?

--------------------------------------------

 

📲 I MIEI SOCIAL:

13.05 BEATA VERGINE MARIA DI FATIMA

 

BEATA VERGINE MARIA DI FATIMA

Il 13 maggio 1917, alla Cova d’Iria vicino a Fatima, in Portogallo, i tre pastorelli Lucia dos Santos, Francesco Marto e Giacinta Marto videro apparire una splendida Signora vestita di bianco. La Vergine disse subito: «Non abbiate paura». Ai bambini rivelò di venire dal Cielo e chiese loro di tornare lì per sei mesi consecutivi, ogni giorno 13.

Durante la prima apparizione pose una domanda decisiva: «Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze per la conversione dei peccatori?». I piccoli risposero con coraggio: «Sì, lo vogliamo». La Madonna promise che la grazia di Dio li avrebbe sostenuti nelle prove e li invitò a recitare ogni giorno il Rosario per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra. Le apparizioni erano state preparate nel 1916 dalle visite dell’Angelo del Portogallo, che insegnò ai bambini l’adorazione eucaristica e la riparazione per i peccati.

Il cuore del messaggio di Fatima è la chiamata alla conversione, alla preghiera, alla penitenza e alla fiducia nel Cuore Immacolato di Maria. Nella celebre apparizione del 13 luglio, i pastorelli ebbero la visione dell’Inferno, comprendendo la gravità del peccato e la necessità della misericordia divina. La Madonna annunciò anche future guerre e persecuzioni se l’umanità non avesse smesso di offendere Dio. Parlò della Russia, dei suoi errori ideologici e della necessità della sua consacrazione al Cuore Immacolato. Affidò inoltre ai bambini il cosiddetto “Terzo Segreto”, legato alle sofferenze della Chiesa e al martirio dei cristiani.

Nonostante minacce, interrogatori e carcere, i tre piccoli veggenti non rinnegarono mai quanto avevano visto. Il 13 ottobre 1917 avvenne il famoso miracolo del sole, osservato da circa settantamila persone tra credenti, scettici e giornalisti. Il sole sembrò danzare nel cielo con movimenti inspiegabili e i vestiti bagnati della folla si asciugarono improvvisamente. In quell’ultima apparizione Maria si rivelò come Madonna del Rosario.

Il messaggio di Fatima attraversò il Novecento segnato da guerre, persecuzioni e crisi spirituali. Ancora oggi richiama il mondo a tornare a Dio attraverso la preghiera, i sacramenti e la conversione del cuore. Fatima non è soltanto memoria di un miracolo, ma un forte appello spirituale rivolto a ogni generazione.

Per noi oggi:

1. Viviamo in un mondo che parla continuamente di pace ma rifiuta la conversione del cuore. A Fatima la Madonna insegna che senza Dio non esisterà mai una pace vera e duratura.

2. Molti considerano il peccato una parola superata o irrilevante.
La visione dell’Inferno ricorda invece che le scelte umane hanno conseguenze eterne.

3. Oggi si cerca una fede senza sacrificio, senza Rosario e senza penitenza.
Fatima scuote le coscienze: il cristianesimo autentico passa ancora dalla preghiera e dalla croce.

13 maggio 1917

Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo, la cui contemplazione nella località di Aljustrel come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all’intima conversione dei cuori. 


Vergine Santissima 
che a Fatima hai rivelato al mondo i tesori di grazie nascosti nella pratica del Santo Rosario, infondi nei nostri cuori un grande amore a questa santa devozione, affinché, meditando i misteri in esso contenuti, ne raccogliamo i frutti e otteniamo la grazia che con questa preghiera ti chiediamo, a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime nostre. Così sia.

7 Ave Maria - Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

FRA MICHELE: IL MALE SEDUCE, POI PRESENTA IL CONTO.

FRA MICHELE: IL MALE SEDUCE
POI PRESENTA IL CONTO.

La mia storia è iniziata in una famiglia dove la fede era parte della vita quotidiana, tra la preghiera e l’esempio dei miei genitori. Eppure, crescendo, ho scelto di allontanarmi da quella Luce che avevo conosciuto.

Dopo la Cresima ho iniziato a cercare una falsa libertà, convinto di poter fare tutto da solo. Rifiutavo la Messa, lo studio, ogni responsabilità. Pensavo che la vita fosse mia e che nessuno potesse dirmi cosa fare. Ma quella libertà si è trasformata lentamente in una vera schiavitù.

Ho incontrato la droga e sono entrato nel mondo della dipendenza. L’eroina è diventata il mio unico interesse, cancellando tutto il resto. Il male si presentava come qualcosa di innocuo, quasi normale. In realtà mi stava distruggendo giorno dopo giorno. La mia famiglia soffriva, soprattutto mia madre, che non smetteva mai di pregare. Per anni ha lottato per me, tra lacrime, sacrifici e decisioni difficili.

Quando mi ha chiuso la porta di casa, ho toccato il fondo della mia vita. Mi sono ritrovato solo, senza dignità, senza speranza. Ma proprio lì, nel buio più profondo, qualcosa è cambiato. Un messaggio trovato per caso ha riacceso una scintilla nel cuore. Quel richiamo mi ha portato fino a Medjugorje. Non capivo nulla, ma sentivo una strana pace.

Il momento decisivo è stato l’incontro con la confessione, dove ho detto la verità su di me. Lì ho scoperto un Dio che non condanna, ma perdona e rialza. Ho incontrato Gesù Cristo come medico della mia vita ferita. La guarigione è iniziata dentro, nel cuore, prima ancora che nel corpo. Oggi so che la vera libertà non è fare ciò che voglio, ma scegliere il bene ogni giorno.

Molti giovani oggi difendono una libertà senza limiti, ma non si accorgono di quanto facilmente si diventa schiavitù. Scappiamo da Dio per sentirci indipendenti, ma finiamo dipendenti da tutto il resto. Rifiutiamo la verità perché scomoda, preferendo illusioni che ci distruggono lentamente.

E se il vero coraggio oggi fosse smettere di fuggire e cambiare vita davvero?


Per noi oggi:

1. Oggi gridiamo “libertà”, ma spesso scegliamo ciò che ci rende schiavi. E se la vera ribellione fosse tornare a Dio?

2. Viviamo in un mondo che normalizza tutto, anche ciò che distrugge. Ma siamo davvero liberi o semplicemente assuefatti al male?

3. Ridiamo della fede, ma crolliamo davanti alle difficoltà. E se proprio ciò che scartiamo fosse la nostra unica salvezza?

 

📲 I MIEI SOCIAL:

martedì 12 maggio 2026

12.05.2026 - At 16,22-34 - Gv 16,5-11 - Se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito.

Dagli Atti degli Apostoli - At 16,22-34

In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.
Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

1. Nelle città dove sono forti i Giudei, Paolo era PERSEGUITATO dai Giudei. Nelle città dove i Giudei non ci sono, Paolo viene ACCUSATO di essere Giudeo e di turbare la quiete dei romani. Dunque viene LINCIATO…

2. Verso mezzanotte Paolo e Sila erano in preghiera. È la notte della Liberazione. È la Pasqua dell'apostolo. IL LIBERATORE SI LASCIA INCATENARE PER LA FEDELTÀ AL VANGELO E VIENE LIBERATO DA DIO…

3. Il carceriere temendo ritorsioni contro di lui, si estrae la spada ed è pronto al suicidio. Paolo lo ferma. LUI RICONOSCE UNA POTENZA DIVINA IN LORO, potevano scappare ma non lo hanno fatto. Il carceriere viene INVITATO A FARE L'ATTO DI FEDE NEL SIGNORE, viene Battezzato. NEL MOMENTO IN CUI CI SI AFFIDA, IL SIGNORE CI SALVA...

----------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 16,5-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

 

I discepoli esprimono più la tristezza per la partenza del Maestro, che non la gioia per la sua glorificazione. Ma Gesù insiste. “E’ bene per voi che me ne vada”. Perché? La partenza di Gesù non toglie la sua presenza dal mondo, ma permette allo Spirito Santo di diffonderla attraverso suo Corpo che è la Chiesa.
Lo Spirito di Verità renderà piena la rivelazione in chi lo voglia accogliere, compirà sul mondo il giudizio che condanna il male. Il mondo che credeva di aver giudicato Gesù condannandolo, viene condannato dal «principe di questo mondo», perché è il responsabile della sua crocifissione. Gesù, morendo in croce, è stato innalzato ed ha trionfato su Satana. Ora lo Spirito testimonierà a tutti il significato della morte di Gesù che coincide con la sua glorificazione. Invocare lo Spirito Santo ci rende giovani di cuore, di anima!

-------------------------------------- 

«Il principe di questo mondo è già condannato», ma il nostro cuore è pieno di tristezza e pensiamo che sia “troppo bello per essere vero”. Invece “il bello deve ancora venire”, ci crediamo o no?

--------------------------------------  

 

📲 I MIEI SOCIAL:

12.05 SAN PANCRAZIO MARTIRE - SANTA GRATA

SAN PANCRAZIO 

Nato in Frigia verso il 289 d.C., San Pancrazio apparteneva a una ricca famiglia di origine romana. Rimasto presto orfano, fu affidato allo zio Dionisio, che lo portò a vivere a Roma sul Monte Celio. Qui i due entrarono in contatto con la comunità cristiana e rimasero profondamente colpiti dall’annuncio del Vangelo. Chiesero così il Battesimo e ricevettero l’Eucaristia, scegliendo di seguire Cristo con tutto il cuore. In quegli anni però imperversava la terribile persecuzione dell’imperatore Diocleziano, che obbligava i cristiani ad adorare gli dèi pagani e a riconoscere la divinità dell’imperatore.

Anche Pancrazio, ancora giovanissimo, venne arrestato e costretto a sacrificare agli idoli. Portato davanti a Diocleziano, rifiutò con fermezza di rinnegare Gesù Cristo. L’imperatore, stupito dalla bellezza e dal coraggio del ragazzo, cercò prima di convincerlo con promesse e minacce. Ma la fede del giovane martire rimase incrollabile. Per questo venne condannato alla decapitazione. Il 12 maggio del 304, lungo la Via Aurelia, Pancrazio offrì la sua vita a Dio con serenità e coraggio.

Una nobile donna romana, Ottavilla, raccolse il suo corpo e gli diede sepoltura nelle catacombe. Sul luogo del martirio sorse poi la celebre Basilica di San Pancrazio, voluta da papa Simmaco. Fin dai primi secoli il popolo cristiano lo venerò come esempio di fedeltà assoluta a Cristo. Il suo nome, che in greco significa “lottatore”, richiama la battaglia spirituale combattuta per la fede.

Per questo l’iconografia lo rappresenta spesso come un giovane soldato. San Pancrazio divenne patrono dei giovani di Azione Cattolica e simbolo di purezza, forza e testimonianza cristiana. La sua vicenda ricorda che la santità non dipende dall’età ma dal coraggio di scegliere Dio.

Ancora oggi il suo esempio provoca una società che teme il sacrificio e preferisce il compromesso alla verità. Davanti alla paura e alla pressione del mondo, il giovane martire continua a ripetere che Cristo vale più della vita stessa.

Per noi oggi:

1. Oggi molti giovani seguono mode e influencer pur di sentirsi accettati. San Pancrazio insegna che la vera libertà nasce dal coraggio di andare controcorrente.

2. Viviamo in un tempo che evita ogni sacrificio e ogni scelta radicale.
Un ragazzo di quattordici anni fu invece pronto a morire pur di non tradire Cristo.

3. Molti cristiani tacciono la propria fede per paura del giudizio degli altri.
San Pancrazio ci domanda se crediamo davvero al Vangelo oppure solo quando conviene.

Sinnada, Frigia, Asia Minore, 289 circa – Roma, 12 maggio 304

San Pancrazio, martire, che, si dice sia morto ancora adolescente per la fede in Cristo a Roma al secondo miglio della via Aurelia; presso il suo sepolcro il papa san Simmaco innalzò una celebre basilica e il papa Gregorio Magno vi convocò frequentemente il popolo, perché da quel luogo ricevesse testimonianza del vero amore cristiano. In questo giorno si celebra la sua deposizione.

"Attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. 
Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo". 

---------------------------------------------------------------------

sec. III

Secondo una prima tradizione, Grata sarebbe vissuta tra il IV e il VI secolo, figlia di Lupo, duca di Bergamo, e di Adelina. La santa, alcuni giorni dopo l'esecuzione di sant'Alessandro, ne avrebbe trovato le spoglie, intorno alle quali, in corrispondenza di alcune gocce di sangue, sarebbero spuntati dei gigli, lo avrebbe raccolto e fatto seppellire in un orto fuori della città; successivamente la santa ne avrebbe continuato l'apostolato.
Nella diocesi di Bergamo la sua memoria si celebra il 12 maggio.

"Impariamo da Santa Grata che utilizzò il suo patrimonio personale per opere di assistenza e carità".

NELLO STESSO GIORNO:
SANTI NEREO E ACHILLEO Martiri
sec. III
Santi Néreo e Achílleo, martiri, che, come riferisce il papa san Damaso, si erano arruolati come soldati e, spinti da timore, erano pronti ad obbedire agli empi comandi del magistrato, ma, convertitisi al vero Dio, gettati via scudi, armature e lance, lasciarono l’accampamento e, confessando la fede in Cristo, godettero del suo trionfo. In questo giorno a Roma i loro corpi furono deposti nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina.


📲 I MIEI SOCIAL:

SIMONE BILES

 

SIMONE BILES

La vicenda di Simone Biles è una delle testimonianze più forti del nostro tempo, perché unisce il trionfo sportivo alla verità della sofferenza umana. Considerata la più grande ginnasta di sempre, Simone ha conquistato record straordinari, medaglie olimpiche e mondiali, diventando simbolo di eccellenza e talento. Eppure la sua grandezza non si misura soltanto nei risultati, ma nella capacità di affrontare il dolore e trasformarlo in riscatto. Nata in una famiglia segnata da droga e alcolismo, da bambina ha vissuto l’abbandono e l’incertezza. La sua vita cambia grazie ai nonni che la accolgono e la adottano, offrendole una casa, stabilità e amore. Questo gesto dimostra che una famiglia non è solo legame di sangue, ma scelta concreta di cura e responsabilità. Dentro quella nuova casa Simone ritrova fiducia e scopre la ginnastica, che diventa disciplina, libertà e futuro. Il talento, però, non cancella le ferite interiori. Anche chi appare invincibile può crollare. Ai Giochi di Tokyo, nel momento più atteso della sua carriera, Simone si ferma e sceglie di proteggere la propria salute mentale. In un mondo che pretende sempre perfezione, la sua decisione rompe un tabù: chiedere aiuto non è debolezza, ma coraggio. Attraverso la terapia, il sostegno familiare e la fede, Simone ritrova equilibrio e serenità. Lei stessa racconta l’importanza della preghiera e del rosario come forza nei momenti bui. La sua storia insegna che si può vincere anche quando ci si ferma, perché la vittoria più grande è tornare a vivere. In una società che idolatra il successo immediato, Simone ricorda che il valore di una persona non coincide con le prestazioni. Conta la dignità, conta la verità, conta la capacità di rialzarsi. Per questo il suo esempio parla a giovani e adulti: dalle ferite può nascere una nuova forza, dalla fragilità una nuova libertà.

Conclusioni provocatorie

  1. Oggi sappiamo applaudire chi vince, ma sappiamo accogliere chi crolla?
    Forse celebriamo i campioni e lasciamo soli gli esseri umani.

  2. Difendiamo davvero la salute mentale o la consideriamo importante solo quando riguarda i famosi?
    Molti soffrono in silenzio accanto a noi ogni giorno.

  3. Diciamo che la famiglia è fondamentale, ma siamo disposti ad aprire casa e cuore a chi è ferito?
    L’adozione ci chiede amore concreto, non parole.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

lunedì 11 maggio 2026

11.05.2026 - At 16,11-15 - Gv 15,26-16,4 - Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.

Dagli Atti degli Apostoli - At 16,11-15

Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedònia.
Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite.
Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo.
Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.
1. A Filippi non c'è la sinagoga. LA PREGHIERA VIENE FATTA PRESSO IL FIUME in ricordo del periodo dell'esilio a Babilonia, quando erano sui fiumi di Babilonia. LÀ SI INCONTRANO SOLTANTO DELLE DONNE, gli uomini non sono interessati alla preghiera...

2. C'era ad ascoltare una donna di nome Lidia. Il Signore aprì il cuore di questa donna perché aderisse alle parole di Paolo. È IL SIGNORE CHE INTERVIENE DENTRO LA PERSONA PERCHÉ POSSA APRIRSI ALL'ACCOGLIENZA, ALLA COMPRESSIONE. La prima persona in Europa che accoglie il Vangelo è una donna…

3. Lidia SI FA BATTEZZARE insieme alla sua famiglia, alla sua casa, e METTE A DISPOSIZIONE LA SUA CASA per la loro azione. QUANDO QUALCUNO SI APRE AL SIGNORE, LA STORIA DELLA CHIESA VA AVANTI, la via del vangelo si apre sempre di più…

-------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15,26-16,4
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto».

 

Gesù promette ai discepoli lo Spirito Santo, il dono definitivo, il dono dei doni. Ne parla usando un’espressione particolare, misteriosa: Paraclito. Paraclito vuol dire due cose: Consolatore e Avvocato“.
Lo Spirito Santo è il testimone di Gesù; alla sua testimonianza si associa quella degli apostoli e di tutti noi. “E anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio”. E’ quel essere con Gesù dal principio che dà la possibilità e la forza di testimoniare Gesù. Ogni discepolo è testimone … da principio, cioè da quando Gesù lo ha chiamato. Invochiamo ogni giorno incessantemente lo Spirito Santo affinché ci conceda il dono della Fortezza per testimoniare la Fede in Gesù anche a costo della nostra vita.

------------------------------- 

Gesù ci ha detto tutto quello che poi sarebbe accaduto per non farci cadere, crollare, “scandalizzare”. Perchè siamo così smemorati?

------------------------------- 

 

📲 I MIEI SOCIAL: