domenica 5 aprile 2026

At 10,34.37-43 - Col 3,1-4 - Gv 20,1-9 - DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Domenica 05 Aprile 2026
Dagli Atti degli Apostoli - At 10,34.37-43
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

1. Pietro riassume la vita pubblica di Gesù: HA FATTO DEL BENE muovendosi in tutta la regione, HA LIBERATO quelli che erano tiranneggiati dal diavolo, ha potuto fare questo perché DIO ERA CON LUI e aggiunge NOI SIAMO TESTIMONI 
2. Gli uomini lo hanno rifiutato e lo hanno ucciso, ma DIO È INTERVENUTO PER DIMOSTRARE CHE AVEVA RAGIONE E LO HA RISUSCITATO DAI MORTI e volle che si manifestasse a noi che abbiamo MANGIATO E BEVUTO CON LUI DOPO LA SUA RISURREZIONE dai morti.
3. EGLI È IL GIUDICE DEI VIVI E DEI MORTI COSTITUITO DA DIO. Il risorto non è semplicemente tornato in vita ma è stato costituito da Dio SIGNORE DELL'UNIVERSO GIUDICE DEI VIVI E DEI MORTI. Ne consegue che CHIUNQUE CREDE, chiunque, anche un romano, un pagano, uno lontano come Cornelio, se crede nel Cristo Risorto può ottenere il perdono dei peccati nel suo nome.

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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési - Col 3,1-4
 
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

1. La RISURREZIONE interessa ognuno di noi, come SORGENTE DI UNA LUCE DI SENSO, come CAPACITÀ DI CERCARE LE COSE DEL CIELO, lasciando tutto quanto ci ingombra: parole vuote, lusso, cose inutili.
2. QUANTE VOLTE NELLA VITA IL "SE" SI È FRAPPOSTO NELLE NOSTRE SCELTE UMANE, SPIRITUALI, MORALI, insinuando il dubbio, la paura, la tentazione, la contraddizione, il relativismo, il conformarci a questo mondo? CRISTO NON CI LASCIA NEL BUIO DELLA TOMBA, simbolo di una apparente sconfitta umana, MA OFFRE LA VIA PER USCIRE chiedendoci di imitarlo.
3. FIN DA SUBITO, OGNUNO DI NOI, DEVE ESSERE QUELLO CHE UN GIORNO APPARIRÀ IN TUTTA LA SUA GLORIA. Impegniamoci a vivere una vita santa come conseguenza del dono di Dio e saremo il rinnovamento per tutta la società.

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

1. Corrono tutti .. meravigliati ed increduli… Giovanni e Pietro al richiamo di Maria di Magdala, COME NON C’È PIÙ? Chi ha preso il suo corpo? Erano stati vicino a Te Gesù e ancora NON AVEVANO CAPITO. Sono tante le cose che di Te ci sfuggono, ma tu non aspetti che noi capiamo. LUI E' SEMPRE CON NOI. SEMPRE!! FIDATI..
2. “VIDE E CREDETTE”. Bastava un sepolcro vuoto perché tutto si risolvesse? LA RAGIONE NON COMPRENDE, MA L’AMORE AIUTA IL CUORE AD APRIRSI E A VEDERE. È l’intuizione dell’amore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. LA GIOIA DI PASQUA MATURA SOLO SUL TERRENO DI UN AMORE FEDELE AL SIGNORE..
3. Tutto per Dio è possibile! Chiediamo al Signore di DONARCI SEMPRE LA GRAZIA DELLA FEDE, di far si che la nostra vita sia una vita DONATA per amore come Gesù, SENZA paure, SENZA riserve, SENZA tirarci indietro. LUI È SEMPRE CON NOI È VIVO È RISORTO anche quando facciamo fatica a credere. CON LUI MORIAMO CON LUI RISORGIAMO! ALLELUIA!!
BUONA PASQUA DI RISURREZIONE A TUTTI...

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PASQUA

Durante la Veglia pasquale le campane ci hanno portato l’annuncio: Cristo, nostra Pasqua è risorto e vivo. La risurrezione di Cristo ci incoraggia a ricominciare da capo. E per rendere possibile questa rinascita, sono indispensabili la grazia di Dio e la nostra volontà. «È così bello ciò che incomincia». «Tutto sta nel ricominciare ogni giorno: questa è la vita!». BUONA PASQUA!

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LECTIO DIVINA - DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE - 

OMELIA - DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE

  
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Gv 20,11-18 RITO AMBROSIANO PASQUA NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE

RITO AMBROSIANO
PASQUA NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE
Domenica 5 Aprile 2026
Lettura del Vangelo secondo Gv 20,11-18
+ Lettura del Vangelo secondo Giovanni 20, 11-18

In quel tempo. Maria di Màgdala stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

 

1. COLEI CHE È STATA MOLTO PERDONATA PERCHÉ AVEVA MOLTO AMATO, È LA PRIMA A CERCARE IL SIGNORE. Piange Maria davanti al sepolcro vuoto, i suoi occhi e la sua mente sono ancora fissi al patibolo tremendo della croce. SEMBRA CHE SIA FINITO TUTTO. PERÒ GESÙ ARRIVA e la chiama per nome. E' RISORTO!
2. CHIAMATA PER NOME, LO RICONOSCE. E' il Signore, il Maestro e la donna risorge con Lui. E' pazza di gioia. Gli si prostra ai piedi e lo adora. Ormai è tesa nell'ascolto e qualunque cosa le verrà richiesta la farà "VOLANDO". GESÙ È VIVO...
3. MARIA È LA PRIMA AD ANNUNCIARE DI AVER VISTO E UDITO IL RISORTO diventando l'Apostola degli Apostoli. L'incontro col Risorto rimette TUTTO IN MOVIMENTO. IL RISORTO CI CHIEDE DI RISORGERE DIVENTANDO ANNUNCIATORI DI GIOIA...
BUONA PASQUA DI RISURREZIONE A TUTTI...

05.04 SAN VINCENZO FERRER

SAN VINCENZO FERRERI

San Vincenzo Ferreri nacque nel 1350 a Valencia, in Spagna, nel periodo della Cattività avignonese. Entrò giovanissimo nell’Ordine dei Domenicani e si dedicò allo studio della teologia, distinguendosi per intelligenza e zelo apostolico.

Durante il grande conflitto ecclesiale dello Scisma d’Occidente, inizialmente sostenne l’antipapa Clemente VII e poi Benedetto XIII, del quale fu confessore. Tuttavia cercò sempre di favorire la riconciliazione e l’unità della Chiesa.

Dopo una grave malattia, ebbe una visione di Cristo tra San Domenico e San Francesco d’Assisi, che lo chiamavano a predicare la conversione e ad ammonire il mondo. Da quel momento lasciò gli incarichi di corte e iniziò una missione itinerante.

Per circa vent’anni percorse Francia, Italia e Spagna predicando con grande forza spirituale. Annunciava la necessità della penitenza e preparava le anime al giudizio di Dio, motivo per cui fu chiamato “Angelo dell’Apocalisse”.

Le sue prediche producevano grandi conversioni e spesso erano accompagnate da miracoli. Pur parlando in valenzano, era compreso da persone di diverse lingue; celebre è l’episodio di Genova, dove ognuno lo udì nella propria lingua.

Al centro della sua missione c’erano la confessione, la preghiera per i malati, la liberazione degli indemoniati e l’invito a vivere seriamente la fede.

Nel frattempo continuò a sollecitare Benedetto XIII a dimettersi per il bene della Chiesa. Lo scisma fu infine superato con il Concilio di Costanza nel 1417.

Morì nel 1419 a Vannes, in Francia. Rimane uno dei più grandi predicatori della storia cristiana e patrono dei predicatori.

 

Per noi oggi

1. Senza conversione la fede diventa solo tradizione.
San Vincenzo ricordava che il Vangelo non consola soltanto: chiama a cambiare vita.

2. La crisi della Chiesa non è una novità.
Anche nel tempo dello Scisma la Chiesa sembrava divisa e fragile, ma la santità di alcuni ha salvato la fede di molti.

3. I sacramenti non sono facoltativi.
Il santo avvertiva che una fede che abbandona i sacramenti diventa debole e facilmente perde Cristo.


Valencia (Spagna), 1350 - Vannes (Bretagna, Francia), 1419

PASQUA DI RISURREZIONE DEL SIGNORE

PASQUA DI RISURREZIONE DEL SIGNORE 

La Pasqua celebra Cristo risorto, Signore della vita, che vince la morte e dona all’umanità una «vita nuova». È un memoriale attuale di salvezza, vissuto attraverso Battesimo, Confermazione ed Eucaristia, e invita a partecipare quotidianamente alla sua Pasqua. 

Aspetti principali: 

Annuncio pasquale: Cristo è vivo; la Chiesa trasmette questo annuncio attraverso sacramenti, vita di comunione e servizio.

Testimoni del Risorto: I battezzati diventano membra di Cristo risorto, vivendo oggi la «vita nuova», purificati dal peccato.

Scelta per la vita: Credere nel Risorto implica operare per la vita, combattere il male, costruire comunità di amore e solidarietà.

Partecipazione e invio: Nell’Eucaristia si mangia il «pane azzimo» che trasforma i fedeli in comunità di risorti; la celebrazione termina con l’invio a testimoniare Gesù risorto nel mondo. 

Riflessione biblica (Romani 6, 3-11):

Il battesimo ci unisce alla morte e risurrezione di Cristo: il nostro uomo vecchio è crocifisso, il peccato non ha più potere e siamo chiamati a vivere per Dio in una vita nuova. 

In sintesi:

Pasqua non è solo ricordo storico, ma esperienza quotidiana: vivere la Risurrezione significa uscire dal peccato e dall’egoismo, testimoniare la gioia di Cristo risorto e costruire un «mondo nuovo» nella carità. 

  1. Vivi la Risurrezione uscendo dai tuoi schemi: lascia il peccato e l’egoismo, apri il cuore agli altri.
  2. Ogni gesto può essere Pasqua: trasforma amore, solidarietà e perdono in segni concreti di vita nuova.
  3. Non accontentarti di celebrare: costruisci oggi un “mondo nuovo”, testimoniando Cristo risorto con le tue azioni.

 

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sabato 4 aprile 2026

Mt 28,1-10 - VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA (ANNO A)

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA (ANNO A)
Sabato 04 Aprile 2026
In questa Veglia, vengono proposte nove letture, cioè sette dall’Antico e due (Epistola e Vangelo) dal Nuovo Testamento.
PRIMA LETTURA - Dal libro della Gènesi - Gn 1,1–2,2 - Dio vide tutto quello che aveva fatto: era cosa molto buona.

Nella prima lettura JHWH SI MANIFESTÒ AL MONDO ATTRAVERSO LA CREAZIONE. Dio crea il mondo in 7 giorni e 10 parole, che corrispondono a 10 opere distribuite nella settimana. "Se fu grande all'inizio la creazione del mondo, BEN PIÙ GRANDE NELLA PIENEZZA DEI TEMPI FU L'OPERA DELLA NOSTRA REDENZIONE". Il battesimo restaura nell'uomo peccatore l'immagine e la somiglianza di Dio che era stata deformata dalla disobbedienza.
In principio Dio creò il cielo e la terra. la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Dio disse: «le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «la terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Dio disse: «le acque brùlichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brùlicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltìplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
Dio disse: «la terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.
Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
E Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.

SECONDA LETTURA - Dal libro della Gènesi - Gn 22,1-18 - Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede.

La seconda lettura CONDANNA I SACRIFICI UMANI ed esalta L’OBBEDIENZA DI ABRAMO, maturata nei tre giorni di cammino silenzioso verso il monte, dove Dio “vede” e provvederà. Dio non ruba ma dona! È LA NOTTE DELLA FEDE E DELL’OBBEDIENZA, nella quale il Signore ci trasforma con la sua benedizione. 
In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va' nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme.
Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme. Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». l'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».
L'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

 

TERZA LETTURA - Dal libro dell’Esodo - Es 14,15–15,1 - Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare.

Nella terza lettura abbiamo l’episodio chiave della storia di Israele, in cui DIO MANIFESTA IL SUO VOLTO come liberatore e sovrano sulle forze oppressive della natura e dei popoli. LA SALVEZZA È OPERATA DA LUI, NON DA EROI. Mosè è il suo servitore. Israele nasce da Dio, non da potenze umane. 
In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all'asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».
L'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.
Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull'asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.
Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».
Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.
In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.
Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:

QUARTA LETTURA - Dal libro del profeta Isaia - Is 54,5-14 - Con affetto perenne il Signore, tuo redentore, ha avuto pietà di te.

La quarta lettura presenta LA NUOVA GERUSALEMME RICOSTRUITA COME LA SPOSA DI DIO; è il tema dell'alleanza rivelato in chiave di amore coniugale. Il ripudio è stato momentaneo, PREVALE L’AMORE. Dio promette l’Alleanza unilaterale, fondata nella sua fedeltà e misericordia. I monti possono tremare, e persino cambiare di posto, L’AMORE DI DIO NON VACILLERÀ.  
Tuo sposo è il tuo creatore,
Signore degli eserciti è il suo nome;
tuo redentore è il Santo d'Israele,
è chiamato Dio di tutta la terra.
Come una donna abbandonata
e con l'animo afflitto, ti ha richiamata il Signore.
Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù?
- dice il tuo Dio.
Per un breve istante ti ho abbandonata,
ma ti raccoglierò con immenso amore.
In un impeto di collera
ti ho nascosto per un poco il mio volto;
ma con affetto perenne
ho avuto pietà di te,
dice il tuo redentore, il Signore.
Ora è per me come ai giorni di Noè,
quando giurai che non avrei più riversato
le acque di Noè sulla terra;
così ora giuro di non più adirarmi con te
e di non più minacciarti.
Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero,
non si allontanerebbe da te il mio affetto,
né vacillerebbe la mia alleanza di pace,
dice il Signore che ti usa misericordia.
Afflitta, percossa dal turbine, sconsolata,
ecco io pongo sullo stibio le tue pietre
e sugli zaffìri pongo le tue fondamenta.
Farò di rubini la tua merlatura,
le tue porte saranno di berilli,
tutta la tua cinta sarà di pietre preziose.
Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore,
grande sarà la prosperità dei tuoi figli;
sarai fondata sulla giustizia.
Tieniti lontana dall'oppressione, perché non dovrai temere,
dallo spavento, perché non ti si accosterà. 

QUINTA LETTURA - Dal libro del profeta Isaia - Is 55,1-11 - Venite a me, e vivrete; stabilirò per voi un’alleanza eterna.

La quinta lettura presenta IL BANCHETTO A CUI DIO INVITA, ove il nutrimento offerto è la sua PAROLA sotto le immagini dell'acqua e del pane. La Parola di Dio è PANE di VITA che ci SOSTIENE e ci IRROBUSTISCE. La veglia pasquale unisce il cibo della parola di Dio e il cibo dell'eucaristia; il tema dell'acqua richiama il sacramento del battesimo.
 Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all'acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un'alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l'ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d'Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocàtelo, mentre è vicino.
l'empio abbandoni la sua via
e l'uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata».

SESTA LETTURA - Dal libro del profeta Baruc - Bar 3,9-15.32–4,4 - Cammina allo splendore della luce del Signore. 

La sesta lettura insiste ancora sulle parole di Dio, contempla infatti LA SAPIENZA CONTENUTA NELLA RIVELAZIONE. L'autore si rivolge al popolo di Israele in esilio e lo esorta a cercare la sapienza che si trova nella rivelazione di Dio racchiusa nella legge. Abbandonare la Parola di Dio equivale ad abbandonare la fonte della Sapienza. CAMMINA ISRAELE, ALLO SPLENDORE DELLA SUA LUCE!
 Ascolta, Israele, i comandamenti della vita,
porgi l'orecchio per conoscere la prudenza.
Perché, Israele? Perché ti trovi in terra nemica
e sei diventato vecchio in terra straniera?
Perché ti sei contaminato con i morti
e sei nel numero di quelli che scendono negli inferi?
Tu hai abbandonato la fonte della sapienza!
Se tu avessi camminato nella via di Dio,
avresti abitato per sempre nella pace.
Impara dov'è la prudenza,
dov'è la forza, dov'è l'intelligenza,
per comprendere anche dov'è la longevità e la vita,
dov'è la luce degli occhi e la pace.
Ma chi ha scoperto la sua dimora,
chi è penetrato nei suoi tesori?
Ma colui che sa tutto, la conosce
e l'ha scrutata con la sua intelligenza,
colui che ha formato la terra per sempre
e l'ha riempita di quadrupedi,
colui che manda la luce ed essa corre,
l'ha chiamata, ed essa gli ha obbedito con tremore.
le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia
e hanno gioito;
egli le ha chiamate ed hanno risposto: «Eccoci!»,
e hanno brillato di gioia per colui che le ha create.
Egli è il nostro Dio,
e nessun altro può essere confrontato con lui.
Egli ha scoperto ogni via della sapienza
e l'ha data a Giacobbe, suo servo,
a Israele, suo amato.
Per questo è apparsa sulla terra
e ha vissuto fra gli uomini.
Essa è il libro dei decreti di Dio
e la legge che sussiste in eterno;
tutti coloro che si attengono ad essa avranno la vita,
quanti l'abbandonano moriranno.
Ritorna, Giacobbe, e accoglila,
cammina allo splendore della sua luce.
Non dare a un altro la tua gloria
né i tuoi privilegi a una nazione straniera.
Beati siamo noi, o Israele,
perché ciò che piace a Dio è da noi conosciuto.
 
SETTIMA LETTURA - Dal libro del profeta Ezechiele - Ez 36,16-17a.18-28 - Vi aspergerò con acqua pura, e vi darò un cuore nuovo. 

La settima lettura parla dell'aspersione di acqua che purifica, del dono dello Spirito. Il profeta consola il suo popolo e gli promette e preannuncia un avvenire migliore; È LA PROMESSA DELLA NUOVA ALLEANZA. L'effetto di questa purificazione con acqua e del dono dello Spirito è l’interiorizzazione della legge di Dio. LE FORZE DELLA NOSTRA TRASFORMAZIONE PROVENGONO DAL “VENTO INTERIORE” DI DIO. Esso trasforma l’intimo della nostra persona.
 Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Figlio dell'uomo, la casa d'Israele, quando abitava la sua terra, la rese impura con la sua condotta e le sue azioni. Perciò ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l'avevano contaminato. li ho dispersi fra le nazioni e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni.
Giunsero fra le nazioni dove erano stati spinti e profanarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: "Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese". Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che la casa d'Israele aveva profanato fra le nazioni presso le quali era giunta.
Perciò annuncia alla casa d'Israele: "Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, casa d'Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni presso le quali siete giunti. Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore - oracolo del Signore Dio -, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.
Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.
Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».

EPISTOLA - Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 6,3-11 - Cristo risuscitato dai morti non muore più. 

Nell’epistola Paolo ci ricorda il DONO GRANDE CHE ABBIAMO RICEVUTO NEL BATTESIMO: “siamo stati sepolti insieme a Lui nella morte affinché, COME CRISTO fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, COSÌ ANCHE NOI possiamo camminare in una vita nuova”. Noi infatti partecipiamo alla sua vita di Risorto, che si attua gradualmente lungo il cammino. Così DIO PADRE CI INDIRIZZA A DIVENTARE CONFORMI ALL’IMMAGINE DEL FIGLIO SUO.
 Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione.
Lo sappiamo: l'uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

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 + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 28,1-10


Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.
Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.
L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

 

1. Le donne si erano recate con tristezza al sepolcro per rendere omaggio ad un corpo morto, a un uomo che si era consegnato a una morte infame. UN FALLITO? NO, GESÙ È RISORTO COME AVEVA DETTO! L'AMORE VINCE LA MORTE!

2. Subito le donne corrono a casa per raccontare il fatto e mentre sono SULLA STRADA GESÙ APPARE LORO. CERCAVANO GESÙ IN UNA TOMBA E INVECE LUI È PER STRADA! È vivo! Davvero Lui è la via, la strada da seguire! SEGUIAMOLO SEMPRE!

3. “È risorto dai morti, ed ecco, VI PRECEDE IN GALILEA; LÀ LO VEDRETE”. Tornare in Galilea vuol dire «tornare all'origine del cammino con Gesù, rileggere tutto a partire dalla croce e dalla vittoria, RILEGGERE TUTTO A PARTIRE DALLA FINE, che è un nuovo inizio». BUONA RILETTURA...

BUONA VEGLIA PASQUALE...

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VEGLIA

Molti scrittori hanno evocato la bellezza delle notti illuminate dalle stelle. Invece le notti di guerra sono solcate da scie luminose di morte. In questa notte lasciamoci prendere per mano dalle donne del Vangelo, per scoprire con loro il sorgere della luce di Dio che brilla nelle tenebre del mondo. [Esse] vedono, ascoltano, annunciano: con queste tre azioni entriamo anche noi nella Pasqua del Signore.

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LECTIO DIVINA - VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA (ANNO A)

OMELIA - VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA (ANNO A)

Mt 28,1-7 RITO AMBROSIANO - VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA

RITO AMBROSIANO

VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA
Sabato 4 Aprile 2026
Lettura del Vangelo secondo Mt 28,1-7

+ Lettura del Vangelo secondo Matteo 28, 1-7

In quel tempo. Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».

 

1. LA LUCE DEL RISORTO SCONFIGGE LE TENEBRE. È L’ALBA DELLA NUOVA CREAZIONE, fondata sul Risorto. Dice l’angelo “è risorto come aveva detto”, conferma la FEDELTÀ e la SALDEZZA delle sue parole, che ascoltiamo e che si compiono… SEGUIRLO È LA SCELTA GIUSTA!
2. «NON C’È NULLA DI PIÙ SUBLIME DI QUESTO MISTERO:/la colpa cerca il perdono, /l’amore scioglie la paura/LA MORTE DI CRISTO RIDONA UNA VITA NUOVA. /…/ la morte, trafitta dal suo stesso pungolo, /riconosca, gemendo, di essere lei sola perita» L’ANNUNCIO DELLA PRESENZA VICINA E DEFINITIVA (PER SEMPRE) DI COLUI CHE IL NOSTRO CUORE CERCA. IN LUI LA VITA…
3. «Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “è risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea». ANDATE/ANDIAMO. Perché in Galilea? IN GALILEA TUTTO ERA COMINCIATO; in particolare, sul monte Gesù aveva inaugurato il regno di Dio con l’annuncio delle beatitudini. E’ PRATICANDO LE BEATITUDINI CHE SI PUÒ INCONTRARE IL SIGNORE RISORTO… BUON CAMMINO...
BUONA VEGLIA PASQUALE...
 

04.04 SAN GAETANO CATANOSO

SAN GAETANO CATANOSO

San Gaetano Catanoso nacque il 14 febbraio 1879 a Chorio di San Lorenzo, in Reggio Calabria, in una famiglia profondamente cristiana. Fin da bambino sentì la vocazione al sacerdozio e a dieci anni entrò in seminario, nonostante la salute fragile. Ordinato sacerdote nel 1902, iniziò il suo ministero con il desiderio di diventare santo e di vivere sempre alla presenza di Dio.

Nel 1904 fu nominato parroco a Pentidattilo, piccolo e povero borgo dell’Aspromonte. Qui visse come un vero padre per la sua gente: pregava a lungo davanti all’Eucaristia, confessava molte ore al giorno, insegnava ai ragazzi e aiutava i poveri. La sua vita era centrata sulla Messa, sulla confessione e sulla direzione spirituale.

Nel 1918 scoprì la devozione al Volto Santo di Gesù e ne divenne un grande apostolo. Fondò confraternite, diffuse la spiritualità della riparazione contro la bestemmia e iniziò a pubblicare il bollettino Il Volto Santo. Il suo desiderio era far comprendere che il volto di Cristo è presente soprattutto nell’Eucaristia.

Trasferito nel 1921 come parroco nella città di Reggio Calabria, ampliò la sua missione: missioni popolari, predicazione, formazione spirituale e grande attenzione ai sacerdoti e alle vocazioni povere.

Nel 1934 fondò la congregazione delle Suore Veroniche del Santo Volto, dedicate alla preghiera riparatrice, all’evangelizzazione e al servizio dei poveri, specialmente nei luoghi più abbandonati.

Negli ultimi anni fu conosciuto come grande confessore e guida spirituale della diocesi. Morì il 4 aprile 1963 con fama di santità. Fu beatificato nel 1997 da Giovanni Paolo II e canonizzato nel 2005 da Benedetto XVI.

La sua vita testimonia che l’amore per Cristo nell’Eucaristia e la riparazione dei peccati possono trasformare la vita personale e quella di un popolo.


Per noi oggi

1.     La bestemmia non è solo una parola: è il segno di una società che ha perso il senso di Dio.
Catanoso ci provoca: se Dio sparisce dal linguaggio, presto sparisce anche dalla vita.

2.     L’Eucaristia è spesso il grande “abbandonato” delle nostre chiese.
Il santo diceva: “Non lasciate Gesù solo nel tabernacolo”. Oggi molti cristiani credono ma non adorano.

3.     La santità non nasce da grandi progetti ma da una fedeltà quotidiana.
Un piccolo parroco di montagna può diventare santo e cambiare una terra intera.

Chorio di San Lorenzo, Reggio Calabria, 14 febbraio 1879 - Reggio Calabria, 4 aprile 1963

 

NELLO STESSO GIORNO:
SANT' ISIDORO DI SIVIGLIA VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA
560? - 4 aprile.636
Sant’Isidoro, vescovo e dottore della Chiesa, che, discepolo di suo fratello Leandro, gli succedette nella sede di Siviglia nell’Andalusia in Spagna; scrisse molte opere erudite, convocò e presiedette vari concili e si adoperò sapientemente per il bene della fede cattolica e per l’osservanza della disciplina ecclesiastica.