Visualizzazione post con etichetta VANGELO DELLA DOMENICA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VANGELO DELLA DOMENICA. Mostra tutti i post

domenica 18 ottobre 2026

Is 45,1.4-6 - 1Ts 1,1-5 - Mt 22,15-21 - XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 18 Ottobre 2026 

Dal libro del profeta Isaìa - Is 45,1.4-6

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».
    1. L'imperatore Ciro è persiano, gli ebrei sono sottomessi ai Babilonesi. Il profeta Isaia riesce a intuire che C'È UN PIANO NELLA STORIA DEI POPOLI, e prevede che quel generale persiano SARÀ UNO STRUMENTO NELLE MANI DI DIO per liberare Israele. 
    2. Il Signore HA ELETTO Ciro, per amore di Giacobbe, suo servo, e d’Israele, suo eletto. LO HA SCELTO, LO HA CHIAMATO per liberare Israele suo popolo perché possa ritornare in patria. In questa opera di liberazione non chiama un altro Mosè. CHIAMA UN PAGANO, UNO CHE NON CONOSCE IL SIGNORE E LO FA STRUMENTO DEL SUO VOLERE.
    3. Il Signore, Dio unico, il solo Dio vivo e vero renderà Ciro pronto all’azione, anche se lui non lo conosce. È IL SIGNORE CHE MUOVE LA STORIA COME A LUI CONVIENE. E perché il Signore si serve di Ciro? “Perché sappiano dall’oriente e dall’occidente che non c’è nulla fuori di me. Io sono il Signore, non ce n’è altri”. L’OPERA DEL SIGNORE È SEMPRE NUOVA E MISTERIOSA. Lui è sapienza eterna. Sa come agire in ogni istante. Sa quale via percorrere. 

    --------------------------------------------------------------------

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési - 1Ts 1,1-5

    Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
    Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
    Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.
    1. Paolo dice tutto il suo affetto e la riconoscenza a Dio per l'opera dell'evangelizzazione. SIETE STATI SCELTI DA LUI dice l'apostolo, io vi ho annunciato il Vangelo MA VOI LO AVETE ACCOLTO perché la potenza dello Spirito ha agito nei vostri cuori, e VOI SIETE STATI DISPONIBILI VI SIETE LASCIATI CONVINCERE.

    2. Il Vangelo ha messo radice in voi: LA FEDE È CRESCIUTA E VIENE DONATA, la PAROLA DEL VANGELO DIVENTA CARITÀ, strumento per amare Dio e i fratelli e LA SPERANZA è diventata la FECONDA ATTESA DEL SIGNORE CHE VIENE. 

    3. IL VANGELO È STATO PREDICATO FRA VOI per mezzo della Parola, con potenza e con Spirito Santo e CON PROFONDA CONVINZIONE, per il vostro bene. Ai predicatori viene richiesta UNA FEDE MATURA IN MODO CHE LA LORO PREDICAZIONE SIA SECONDO LA VERITÀ, LA CARITÀ E LA SPERANZA. E tutti si possano nutrire della “BUONA NOVELLA”

    --------------------------------------------------------- 

    + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 22,15-21

    In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
    Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
    Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
    Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

     

    1. «I farisei tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù». GESU' DA FASTIDIO, spesso anche noi facciamo come i farisei: giudichiamo Gesù perché NON FA quello che noi vorremmo e non abbiamo la pazienza di ASCOLTARE ciò che lui vorrebbe da noi.

    2. I suoi ascoltatori dovevano capire che il Messia (che attendevano) non era Cesare, e che Cesare non è Dio. Il regno che Gesù veniva ad instaurare non segue le leggi di questo mondo (= le leggi di Cesare, del Dio denaro).... CAPITO? CHI SEGUO IO GESÙ' O CESARE?

    3. Allora: «Date a Cesare quello che già appartiene a Cesare» è l’invito a RIPRENDERE la nostra immagine di Dio (= restituire a Dio) che Lui stesso ha impresso nei nostri cuori perché fossimo nel mondo la testimonianza della sua presenza, rendendolo credibile attraverso la credibilità delle nostre scelte e delle nostre azioni. DIMOSTRIAMO NEI FATTI DI ESSERE IMMAGINE DI DIO..
    BUONA DOMENICA...

    ----------------------------------------------------------------

    LA COSCIENZA
    È stato detto che «un uomo onesto è l’opera più nobile di Dio». È quello che vuole insegnare Gesù, con la frase diventata storica: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio». Allora sì che un cristiano diventa lievito e sale che dà vita. Questa è la retta coscienza che dobbiamo formare in noi. E ricordiamo sempre che «la coscienza ha dei diritti perché ha dei doveri». Sii onesto!

    ------------------------------------------------------------------

    LECTIO DIVINA - XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

    OMELIA - XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

    📲 I MIEI SOCIAL:

    Mt 21,10-17 - RITO AMBROSIANO - DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO, CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI

    RITO AMBROSIANO

    DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO, CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI
    Domenica 18 Ottobre 2026

     ✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 21,10-17

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: / “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. / Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: / “Dalla bocca di bambini e di lattanti / hai tratto per te una lode”?». / Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
    1. La cacciata dei venditori del tempio: Il gesto fortissimo e clamoroso di Gesù, riguarda il significato profondo e la vera ragione dell’esistenza del tempio di Gerusalemme. IL TEMPIO DOVEVA ESSERE IL LUOGO DI CELEBRAZIONE DEL GRANDE INCONTRO D’AMORE TRA DIO E IL SUO POPOLO. Il luogo della supplica e della lode, del pentimento e del perdono. Ma, dice il Signore, è diventato una spelonca di ladri… E LE NOSTRE CHIESE??
    2. La cacciata dei venditori è seguita dall'ingresso nel tempio di CIECHI E STORPI che Gesù guarisce. Ecco il senso di questo luogo d’incontro con Dio: CERCARE E RICEVERE IL BENE CHE EGLI VUOLE DONARE A TUTTI, a partire da chi è in condizione più ferita. LA RICERCA PARTE DALL'ASCOLTO!...
    3. Importanti le gioiose acclamazioni dei BAMBINI, sicuramente LIBERI DA PREOCCUPAZIONI “COMMERCIALI”, e quindi RICCHI DI SEMPLICITÀ E DI IMMEDIATEZZA nella loro lode al Signore. DOBBIAMO FARCI BAMBINI…
    BUONA DOMENICA...
     
    📲 I MIEI SOCIAL:

    domenica 11 ottobre 2026

    Is 25,6-10a - Fil 4,12-14.19-20 - Mt 22,1-14- XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

    XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

    Domenica 11 Ottobre 2026

     

    Dal libro del profeta Isaìa - Is 25,6-10a

    In quel giorno,
    preparerà il Signore degli eserciti
    per tutti i popoli, su questo monte,
    un banchetto di grasse vivande,
    un banchetto di vini eccellenti,
    di cibi succulenti, di vini raffinati.
    Egli strapperà su questo monte
    il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
    e la coltre distesa su tutte le nazioni.
    Eliminerà la morte per sempre.
    Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
    l’ignominia del suo popolo
    farà scomparire da tutta la terra,
    poiché il Signore ha parlato.
    E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
    in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
    Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
    rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
    poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».
      1. Testo apocalittico tratto dal libro del profeta Isaia in cui si parla di un BANCHETTO che il Signore preparerà su questo monte, sul monte Sion a Gerusalemme PER TUTTI I POPOLI quando avrà definitivamente vinto la morte e inaugurato il suo regno di pace e di giustizia. DIO METTE MANO A QUESTO MONDO DRAMMATICO E DISPERANTE…
      2. Dio viene e si incarica di imbandire, lui stesso, un banchetto per tutti i popoli, segnati dalla tristezza e dalla rassegnazione. DIO OFFRE DUE DONI: VIENE TOLTO IL VELO CHE RENDE CIECHI E AVREMO L'IMMORTALITÀ…
      3 In Dio abbiamo sperato perché ci salvasse, e VERAMENTE CI HA SALVATO. Quella attesa dell'Antico apocalittico NELLA VICENDA DI GESÙ SI REALIZZA. Il banchetto è pronto con la vita di Gesù, È NELL'EUCARISTIA, nel convito eucaristico in cui la Chiesa si riunisce ogni domenica, si realizza questo banchetto escatologico. RINGRAZIAMO IL SIGNORE…

      --------------------------------------------------------------------

      Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 4,12-14.19-20

      Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
      Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
      Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
      1. Paolo parla del proprio atteggiamento di uomo forte, coraggioso, capace di affrontare le difficoltà. LA SUA FORZA È LA FEDE IN GESÙ! TUTTO POSSO IN COLUI CHE MI DÀ LA FORZA. Questa espressione centrale ci ricorda che la forza del cristiano viene da Cristo… Questa è davvero FEDE CHE INVESTE E TRASFIGURA LA VITA!

      2. SE CRISTO MI DA FORZA IO SONO IN GRADO DI FARE TUTTO, posso affrontare tutte le difficoltà: posso vivere nella povertà e nell’abbondanza, nella sazietà e nella fame. Se c’è da mangiare, mangio; se non ce n’è ho la forza di farne a meno… NO E POI NO AL PIAGNUCOLARE VITTIMISTICO…

      3. IN TUTTE LE SITUAZIONI DELLA VITA: POSSIAMO GIOIRE NEL SIGNORE, possiamo rallegrarci perché Dio colmerà ogni bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Dunque non ci resta che lodare Dio nostro Padre nei secoli dei secoli. Amen VIVVIAMO NELLA GIOIA COL CORAGGIO DI S. PAOLO…

      --------------------------------------------------------- 

      + Dal vangelo secondo Matteo - Mt 22,1-14
      In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
      «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
      Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
      Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
      Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
      Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». 

       

      1. Dio è generoso verso di noi, ci OFFRE la sua amicizia, i suoi doni, la sua gioia, ma spesso noi NON accogliamo le sue parole, mostriamo più interesse per altre cose, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi. L’invito del re incontra addirittura reazioni ostili, aggressive. MA CIÒ NON FRENA LA SUA GENEROSITÀ. FAI LO STESSO…

      2. Il rifiuto dei primi invitati ha come effetto l’estensione dell’invito a tutti, anche ai più poveri, abbandonati e diseredati e la sala si riempie: la bontà del re non ha confini e a TUTTI è data la possibilità di rispondere alla sua chiamata. TUTTI SIAMO CHIAMATI. ANDIAMO...

      3. Ma c’è una CONDIZIONE per restare a questo banchetto di nozze: indossare l’abito nuziale... San Gregorio Magno...spiega che quel commensale ha risposto all’invito di Dio a partecipare al suo banchetto, ha, in un certo modo, la fede che gli ha aperto la porta della sala, ma gli MANCA qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che è la CARITA', l’AMORE... "È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE, NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI" (LUCIO ANNEO SENECA)

      BUONA DOMENICA...

      ------------------------------------------------------

      LO SCHIAFFO

      Quando non si vuole fare qualcosa, tutte le scuse sono buone: impegni di famiglia, appuntamenti di lavoro già presi, affari improcrastinabili… Uno schiaffo in faccia a Dio; un’offesa ai suoi doni! E amara è la conclusione di Gesù: «Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti». Dobbiamo convertirci, migliorare, cambiare l’abito delle nostre abitudini, rivestirci di Cristo. «Non basta essere chiamati cristiani, ma bisogna esserlo davvero».

      ---------------------------------------------------------- 

      LECTIO DIVINA - XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      OMELIA – XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


      📲 I MIEI SOCIAL:

      Mt 13,3b-23 - RITO AMBROSIANO - VII DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

      RITO AMBROSIANO
      VII DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI IL PRECURSORE
      Domenica 11 Ottobre 2026

       ✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 13,3b-23

      In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
      Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
      Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
      “Udrete, sì, ma non comprenderete,
      guarderete, sì, ma non vedrete.
      Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
      sono diventati duri di orecchi
      e hanno chiuso gli occhi,
      perché non vedano con gli occhi,
      non ascoltino con gli orecchi
      e non comprendano con il cuore
      e non si convertano e io li guarisca!”.
      Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
      Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

      1. Gesù è uscito dal Padre, È VENUTO NEL MONDO PER PORTARE IL SEME DELLA PAROLA E PER FAR GERMOGLIARE IL REGNO DI DIO. La gente fa fatica a seguirlo e molti lo lasciano DA COSA DIPENDE QUESTO FALLIMENTO? Dal seminatore, dal seme oppure dal terreno dove il seme va a cadere? È SUL TERRENO CHE DOBBIAMO LAVORARE... Buon lavoro…
      2. QUATTRO TERRENI PRESENTI IN NOI: 1. LA STRADA, un terreno duro: in un cuore duro e rigido il seme non entra. 2.  IL TERRENO ROCCIOSO CON POCA TERRA: un cuore che accoglie il seme ma non ha terra per le radici, muore. (è l’entusiasmo senza la fatica del quotidiano) 3.IL TERRENO SPINOSO: un cuore soffocato dalle preoccupazioni della vita, il seme muore (le spine non fanno entrare la luce per il seme) 4. IL TERRENO BUONO: il cuore bello che accoglie il seme e lo fa crescere (è la bella persona). TUTTO CIÒ È PRESENTE IN NOI!
      3. Prendiamo COSCIENZA della nostra realtà, NON SCORAGGIAMOCI, LAVORIAMO i vari terreni che ci sono in noi, RINNOVIAMO LA FIDUCIA nella forza del seme, e accadrà che quel seme produrrà in noi il 100, il 60 e il 30. CORAGGIO…
      BUONA DOMENICA...

       

      📲 I MIEI SOCIAL:

      domenica 4 ottobre 2026

      Is 5,1-7 - Fil 4,6-9 - Mt 21,33-43 - XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      Domenica 04 Ottobre 2026

       

      Dal libro del profeta Isaìa - Is 5,1-7

      Voglio cantare per il mio diletto
      il mio cantico d’amore per la sua vigna.
      Il mio diletto possedeva una vigna
      sopra un fertile colle.
      Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
      e vi aveva piantato viti pregiate;
      in mezzo vi aveva costruito una torre
      e scavato anche un tino.
      Egli aspettò che producesse uva;
      essa produsse, invece, acini acerbi.
      E ora, abitanti di Gerusalemme
      e uomini di Giuda,
      siate voi giudici fra me e la mia vigna.
      Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
      che io non abbia fatto?
      Perché, mentre attendevo che producesse uva,
      essa ha prodotto acini acerbi?
      Ora voglio farvi conoscere
      ciò che sto per fare alla mia vigna:
      toglierò la sua siepe
      e si trasformerà in pascolo;
      demolirò il suo muro di cinta
      e verrà calpestata.
      La renderò un deserto,
      non sarà potata né vangata
      e vi cresceranno rovi e pruni;
      alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
      Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
      è la casa d’Israele;
      gli abitanti di Giuda
      sono la sua piantagione preferita.
      Egli si aspettava giustizia
      ed ecco spargimento di sangue,
      attendeva rettitudine
      ed ecco grida di oppressi.

      1. Il profeta dedica una canzone al suo amico che aveva lavorato molto per una vigna aspettandosi dei buoni frutti, e invece, NON NE AVEVA OTTENUTO NIENTE SE NON UVA ACERBA E ACIDA. Perché?

      2. Nel linguaggio dell'Antico Israele, piantare una vigna corrisponde a METTERE SU FAMIGLIA, e quindi lavorare per una vigna e corrisponde a corteggiare una persona, una donna. L'amico del profeta non ha avuto successo, non ha avuto nessun buon risultato con quella vigna che gli ha dato solo un risultato acido. È LA DELUSIONE! L’AMAREZZA!

      3. Il Profeta scopre le carte e dice espressamente che LA VIGNA DEL SIGNORE È LA CASA DI ISRAELE. Il Signore SI ASPETTAVA GIUSTIZIA e invece è venuto spargimento di sangue, SI ASPETTAVA DIRITTO ed è venuto delitto. LA VIGNA DI ISRAELE NON HA PORTATO FRUTTI. Il profeta rimproverava il popolo per questi atteggiamenti. Oggi è cambiato qualcosa?

      --------------------------------------------------------------------

      Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 4,6-9

      Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
      E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
      In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
      Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!
      1. San Paolo indirizza ai cristiani di Filippi ALCUNE INDICAZIONI MORALI: non angustiatevi per nulla, non lasciatevi prendere dall'angoscia, fidatevi di Dio, mettete nelle sue mani la vostra esistenza E VEDRETE CHE LA PACE DI DIO in modo che non riuscite a capire CUSTODIRÀ IL VOSTRO CUORE. Indicazioni sagge!

      2. Cercate tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, QUESTO SIA OGGETTO DEI VOSTRI PENSIERI. È un invito alla VALORIZZAZIONE DI TUTTO CIÒ CHE C'È DI BUONO E AD ADERIRE AL SIGNORE IN MODO COERENTE E PIENO. 

      3. Se i Filippesi vogliono sapere come si vive il Vangelo, come si opera nel Vangelo, come si lavora per il Vangelo, che GUARDINO A PAOLO E LO IMITINO IN TUTTO. I Filippesi sono chiamati a diventare veri discepoli di Cristo Gesù. E lo si è QUANDO IL VANGELO PARLATO DIVENTA INCARNATO; vero Vangelo parlato, vero Vangelo incarnato.

      --------------------------------------------------------- 

      ✠ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 21,33-43
      In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
      «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
      Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
      Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
      Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
      Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
      E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
      “La pietra che i costruttori hanno scartato
      è diventata la pietra d’angolo;
      questo è stato fatto dal Signore
      ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
      Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

       

      1. Il Padrone circondò la vigna con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. Noi siamo la vigna amata, LASCIAMOCI AMARE DA DIO, LASCIAMO CHE LUI TOCCHI LA NOSTRA VITA. Non sono altro che una vite piccolina, ma a me, proprio a me Dio non vuole rinunciare. RICORDALO!!

      2. La parabola avanza in un clima di amarezza e di violenza. L’UOMO CREDE DI POTER FARE CIÒ CHE GLI PIACE. Ma quando l’uomo elimina Dio è veramente più felice? Diventa veramente più libero? Quando gli uomini si proclamano PADRONI del creato, possono veramente costruire una società dove regnino la libertà, la giustizia e la pace? PENSACI!!

      3. Nelle parole di Gesù vi è una promessa: LA VIGNA NON SARÀ DISTRUTTA. Mentre abbandona al loro destino i vignaioli infedeli, il padrone non si distacca dalla sua vigna e L’AFFIDA AD ALTRI SUOI SERVI FEDELI. La vigna continuerà SEMPRE a produrre uva e sarà data in affitto dal padrone "ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo". LA BUONA NOTIZIA!!

      BUONA DOMENICA...

      ----------------------------------------------------------------

      La vigna è la storia del popolo ebreo, e anche la nostra. Quale cura il Signore ha di noi! Ci è stata donata una vigna fruttuosa: la vita, la fede, la grazia e tanti beni. Che cosa ne abbiamo fatto? E ne facciamo? Ci siamo impadroniti della vigna uccidendo il Figlio. Questo sappiamo fare? Ma la pietra scartata è diventata testata d'angolo, fondamento per il nuovo popolo di salvati: la Chiesa. Ripartiamo da Gesù!

      -----------------------------------------------------------------

      LECTIO DIVINA - XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      OMELIA – XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) 


      📲 I MIEI SOCIAL:

      Lc 17,7-10 - RITO AMBROSIANO - VI DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

      RITO AMBROSIANO
      VI DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI IL PRECURSORE
      Domenica 04 Ottobre 2026

      + Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 17,7-10

      In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sèrvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

      1. Gesù domanda agli apostoli: chi di voi servirebbe il proprio servo? NESSUNO, è lui che deve servire. DIO INVECE SI PRESENTA COME COLUI CHE È DISPOSTO A SERVIRE IL SUO SERVITORE. Capovolge la loro mentalità. Ma è matto???? SII MATTO PER AMORE…

      2. Guarda i girasoli: s'inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un po' troppo significa che è morto. TU STAI SERVENDO, PERÒ NON SEI UN SERVO. Servire è l'arte suprema. DIO È IL PRIMO SERVITORE; LUI SERVE GLI UOMINI, MA NON È SERVO DEGLI UOMINI. È LIBERO, PENSACI…

      3.E quando NOI abbiamo fatto tutto quello che ci è stato ordinato possiamo dire: SIAMO SERVI INUTILI. No inutile ma SENZA PRETESE, che significa: Abbiamo agito per solo amore perché ci FIDIAMO del Signore e VOGLIAMO ESSERE COME LUI. La fede è la fiducia nel Signore SENZA pretese, sapendo che Lui mi serve. Siamo davvero FORTUNATI! …

      BUONA DOMENICA...

      📲 I MIEI SOCIAL:

      domenica 27 settembre 2026

      Ez 18,25-28 - Fil 2,1-11 - Mt 21,28-32 - XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      Domenica 27 Settembre 2026

       

      Dal libro del profeta Ezechièle - Ez 18,25-28

      Così dice il Signore:
      «Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
      Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
      E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

      1. Ezechiele ci parla della RESPONSABILITÀ PERSONALE. OGNUNO È RESPONSABILE DELLE PROPRIE SCELTE. Due casi: uno si comporta bene, è un giusto, ma poi cambia, e commette il male. DIVENTA COLPEVOLE anche se ha fatto tanto bene prima, MUORE PER IL MALE CHE HA COMMESSO. Al contrario un peccatore dopo essersi comportato male si converte e comincia a fare il bene, VIVRÀ IN FORZA DEL BENE CHE HA COMPIUTO. Fai attenzione!

      2. IL CENTRO DEL DISCORSO PER EZECHIELE È IL PENTIMENTO: ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse. QUESTO CAMBIAMENTO È IL PUNTO DELICATO SU CUI LA PAROLA DI DIO CI INVITA A RIFLETTERE. Se la Parola che ascoltiamo NON determina delle trasformazioni in meglio, ma col tempo peggioriamo, ALLORA siamo nella situazione negativa di quei capi di Israele. Qualcosa in me non funziona…

      3. A NULLA SERVE CONTESTARE IL SIGNORE dicendo che non è retto il suo modo di agire, non è vero. È proprio vero il contrario: Non è retto il VOSTRO modo di agire, avete una mentalità distorta, VI ACCONTENTATE DELLE PAROLE, DELL’ESTERIORITÀ DELLA FORMA MA MANCA LA SOSTANZA AUTENTICA. Alla sostanza bisogna dare valore e peso…

      --------------------------------------------------------------------

      Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 2,1-11

      Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
      Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
      Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
      egli, pur essendo nella condizione di Dio,
      non ritenne un privilegio
      l’essere come Dio,
      ma svuotò se stesso
      assumendo una condizione di servo,
      diventando simile agli uomini.
      Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
      umiliò se stesso
      facendosi obbediente fino alla morte
      e a una morte di croce.
      Per questo Dio lo esaltò
      e gli donò il nome
      che è al di sopra di ogni nome,
      perché nel nome di Gesù
      ogni ginocchio si pieghi
      nei cieli, sulla terra e sotto terra,
      e ogni lingua proclami:
      «Gesù Cristo è Signore!»,
      a gloria di Dio Padre.
      1. Paolo invita la comunità Cristiana di Filippi ad allontanare la vanagloria, la rivalità, l'atteggiamento di superiorità nei confronti degli altri. Ci chiede di NON CERCARE IL NOSTRO INTERESSE MA DI ESSERE ATTENTI AGLI ALTRI e poi sintetizza con una formula meravigliosa: ABBIATE IN VOI GLI STESSI SENTIMENTI DI CRISTO GESÙ. 

      2. AVERE GLI STESSI SENTIMENTI DI CRISTO GESÙ, questo l'atteggiamento del Cristiano. Essere come Cristo, assimilare la mentalità di Cristo. I SENTIMENTI DI CRISTO SONO IL SUO MODO DI PENSARE, IL SUO ATTEGGIAMENTO PROFONDO DI FIGLIO OBBEDIENTE che dice di sì e fa quello che il Padre vuole.

      3. L'Apostolo aggiunge lo splendido inno cristologico in cui si celebra GESÙ CHE PUR ESSENDO IN FORMA DI DIO NON TIENE TUTTO PER SÉ MA SI SVUOTA, si fa povero, si fa uomo, addirittura si annienta, PER QUESTO DIO LO HA ESALTATO e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome. Ecco i sentimenti di Cristo Gesù, SE NOI NON LI ABBIAMO È NECESSARIO PENTIRCI, CAMBIARE E DIVENTARE COME LUI.

      --------------------------------------------------------- 

      ✠ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 21,28-32
      In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
      E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

       

      1. La nostra vita è un impegnarci, un giocarci in una vigna: siamo CHIAMATI A COLLABORARE CON IL CREATORE, curando e proteggendo il creato. CI STAI?

      2. Collaborare con Dio PREVEDE ANCHE DEI VERI NO CHE CI AIUTANO AD EMETTERE SÌ PIÙ AUTENTICI: questo significa non escludere i propri desideri e la propria stanchezza. CAMBIARE SI PUÒ, CORAGGIO...

      3. Ogni VERA relazione con il Padre è un RENDERCI SEMPRE PIÙ CONSAPEVOLI DELLA BELLEZZA DI QUELLA PROPOSTA ED ENTRARCI DI TUTTO CUORE. Questo è L’INVITO PER TE dal Padre OGGI...

      BUONA DOMENICA...

      --------------------------------------------------------------------

      IL BENE

      Nella vita ci sono dei “no” che diventano “sì”, e tutto si aggiusta. Dice il proverbio: a fare il bene non è mai tardi. Il tempo Dio ce lo dà per cambiare, per migliorare, per dare alla vita una energica sterzata, e per dare il meglio di noi. Non è mai lecito, per un cristiano, sospirare “... ormai!”. Possiamo sempre fare oggi quello che non abbiamo fatto ieri. Dio non chiude mai il conto con noi.

      ---------------------------------------------------------------------

      LECTIO DIVINA - XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      OMELIA – XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      📲 I MIEI SOCIAL:

      Mt 22,34-40 - RITO AMBROSIANO - V DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

      RITO AMBROSIANO

      V DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
      Domenica 27 Settembre 2026
      + Lettura del Vangelo secondo Matteo- Mt 22,34-40

      In quel tempo. I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». 

      1. L'amore da SENSO E SIGNIFICATO alla nostra vita. Una creatura umana si REALIZZA nella misura del suo amore al Creatore e ai fratelli (vedi Santi). Diversamente, se si lascia vincere dall'egoismo, si incammina a rapidi passi verso la sua infelicità. VINCE IN ME DIO O L'IO?
      2. L'amore è la misura del cristiano. Saremo riconosciuti come discepoli di Gesù se avremo carità gli uni per gli altri. E la carità deve essere esercitata con la MENTE, con le PAROLE e con le OPERE. Saremo veramente cristiani nella misura di questo amore. IL CRISTIANO AMA E BASTA CON LA MENTE, LE PAROLE E LE OPERE... SENZA SE, MA, FORSE, PERCHE'?
      3. L'amore ci spinge a donarci. L'amore richiede sforzo, impegno personale e sacrificio. L'AMORE CI AVVICINA SEMPRE DI PIÙ A DIO. L'amore ci fa uscire da noi stessi, in modo tale che ci prendiamo cura degli interessi del prossimo come se fossero i nostri. SI DICE CHE "CHI AMA NON CALCOLA, MENTRE CHI CALCOLA NON AMA"... E TU?
      BUONA DOMENICA…
       
      📲 I MIEI SOCIAL:

      domenica 20 settembre 2026

      Is 55,6-9 - Fil 1,20-24.27 - Mt 20,1-16 - XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      Domenica 20 Settembre 2026

       

      Dal libro del profeta Isaìa - Is 55,6-9

      Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
      invocatelo, mentre è vicino.
      L’empio abbandoni la sua via
      e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
      ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
      e al nostro Dio che largamente perdona.
      Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
      le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
      Quanto il cielo sovrasta la terra,
      tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
      i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
      1. I pensieri di Dio non sono i nostri pensieri; DIO HA UN MODO DI PENSARE E DI RAGIONARE DIVERSO DAL NOSTRO. Bisogna mettersi necessariamente sulla via di Dio. In che modo? È SOLO NELL’ASCOLTO COMUNITARIO DELLA PAROLA ATTUALE DI DIO che Dio ci indica la via e ci dona il pensiero su cui camminare. Senza l’attuale Parola di Dio, restiamo prigionieri di un pensiero di ieri.

      2. Come il cielo è alto sulla terra, così le vie di Dio sovrastano le vie degli uomini. Dobbiamo IMPARARE LE VIE del Signore, ASCOLTARE la sua Parola, imparare il suo stile. Dobbiamo IMPARARE A FIDARCI DI DIO, DELLA SUA PAROLA CHE SCENDE NELLA NOSTRA VITA E LA SALVA, LA TRASFORMA. La Parola di Dio non DELUDE MAI!

      3. E non ostiniamoci nel nostro modo di pensare. LA RIVELAZIONE È PROPRIO QUESTA: APERTURA della mente. Il nostro modo di pensare è piccolo, piccolo, ristretto, meschino, IL SIGNORE CI HA RIVELATO UN MODO DI PENSARE GRANDIOSO. IMPARIAMO da Dio, ACCOGLIAMO questa prospettiva grandiosa.

      --------------------------------------------------------------------

      Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 1,20-24.27

      Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
      Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
      Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo.
      Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.
      1. Paolo è in prigione probabilmente a Efeso, dove ha ricevuto la condanna a morte. Scrive ai cristiani di Filippi che la sua PRIGIONIA È DIVENUTA UNA OCCASIONE per predicare il Vangelo. Mette in secondo piano il suo stesso destino personale, la sua stessa vita e la sua morte: QUEL CHE CONTA È LA PREDICAZIONE DEL VANGELO. 

      2. Paolo sta vivendo un momento di angoscia e di bivio: vivere o morire? “PER ME IL VIVERE È CRISTO E IL MORIRE UN GUADAGNO” Ha il desiderio profondo di ESSERE CON CRISTO e di sciogliere l’esistenza terrena, TUTTAVIA si rende conto che la sua presenza potrebbe essere utile PER GLI ALTRI, non tanto per sé. CHE GRANDEZZA D’ANIMO! Paolo NON sa cosa scegliere, NON deve scegliere, NON decide Lui. Per Lui il vivere è Cristo, e per TE?

      3. E conclude dicendo: “COMPORTATEVI IN MODO DEGNO DEL VANGELO DI CRISTO”. Il cristiano è CHIAMATO A VIVERE DA SANTO, nella pratica della giustizia, conformemente alla volontà di Dio, percorrendo la via della verità e della grazia, seguendo l’esempio di Paolo. Buon cammino…

      --------------------------------------------------------- 

      + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 20,1-16

      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
      «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
      Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
      Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

       

      1. DIO HA SCELTO ciascuno di noi PER una missione da svolgere nella comunità umana e nella Chiesa: dunque dobbiamo essere GRATI e GIOIRE di poter lavorare nella vigna del Signore. HA SCELTO TE! IMPEGNATI E GIOISCI!

      2. Anche se qualche volta, dopo aver sciupato qualità e tempo, ci sentiamo come...operai dell'ultima ora, possiamo sperimentare LA GIOIA DI ESSERE CHIAMATI E PERDONATI. Il Signore NON SCARTA NESSUNO perché è sempre grande e misericordioso. POSSIAMO SEMPRE RIPARTIRE!

      3. NELLA VIGNA DEL SIGNORE C'È SEMPRE POSTO AD OGNI ORA: non dobbiamo chiuderci egoisticamente nel nostro piccolo mondo, ma essere DISPONIBILI per ogni chiamata, anche quella più pesante e dolorosa, all'inizio come all'ultima ora della nostra vita. APRIAMOCI A DIO!

      BUONA DOMENICA...

      ---------------------------------------------------------

      REGALO

      Il padrone della parabola degli operai mandati nella vigna a diverse ore del giorno, non ragiona in termini sindacali. Lui ragiona secondo la categoria del regalo. Non toglie nulla ai primi, aggiunge agli altri. Non è ingiusto, ma generoso. A Dio interessa più l’uomo e la sua dignità che la vigna; per lui sono più importanti le persone che il profitto. Dio ha un cuore grande, impara a dare le giuste priorità nella vita!

      ---------------------------------------------------------

      LECTIO DIVINA -  XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

      OMELIA – XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) 
      📲 I MIEI SOCIAL:

      Gv 6,24-35 - RITO AMBROSIANO - IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

      RITO AMBROSIANO

      IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
      Domenica 20 Settembre 2026
      + Lettura del Vangelo secondo Giovanni- Gv 6,24-35

      In quel tempo. Quando la folla vide che il Signore Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!». 

      1. Chi MANGIA di me non avrà fame, chi CREDE in me non avrà sete, mai! DIO DÀ. Dio non chiede, DIO DÀ. Dio non pretende, DIO OFFRE. Dio non esige nulla, DIO DONA TUTTO, senza condizioni, senza un perché che non sia l'intimo bisogno di fecondare, far fiorire, fruttificare la vita. IMPARIAMO A DARE, SEMPRE...
      2. CIÒ CHE IL PADRE DÀ È UN PANE CHE DÀ LA VITA AL MONDO. GESÙ, LA SUA PERSONA È IL PANE, quel pane che CONTIENE TUTTO CIÒ CHE SERVE a far fiorire la vita: amore, senso, libertà, coraggio, pace, bellezza. ASSIMILIAMO QUEL PANE NELLA PAROLA, NELL'EUCARESTIA NEL DONO DELLA VITA...
      3. E CHI CREDE IN ME NON AVRÀ SETE, MAI!. CREDERE È COME MANGIARE un pane, lo ASSAPORO in bocca, lo FACCIO SCENDERE nell'intimo, lo ASSIMILO e si dirama per tutto l'essere, GESÙ IN ME si trasforma in cuore, calore, energia, pensieri, sentimenti, canto. GESÙ CI RENDE CAPACI DI AMORE E LIBERTÀ...
      BUONA DOMENICA…
       
      📲 I MIEI SOCIAL: