MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV PER LA 100ª GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
Papa Leone XIV, nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2026, invita tutta la Chiesa a rinnovare lo slancio missionario con gioia, fiducia e generosità. Il tema è «Uno in Cristo, uniti nella missione», che richiama il centenario della Giornata Missionaria Mondiale, istituita nel 1926. Al centro della missione cristiana c’è l’unione con Gesù: come i tralci sono uniti alla vite, così i cristiani sono chiamati a rimanere in Lui per portare frutti di amore. Da questa comunione nasce la fraternità, capace di superare divisioni e incomprensioni. La preghiera, la Parola di Dio e i sacramenti alimentano la vita spirituale e sostengono la missione.La Chiesa non annuncia sé stessa, ma Gesù Cristo, Signore e Salvatore del mondo. Una comunità accogliente e solidale rende visibile l’amore di Dio e favorisce l’incontro con Cristo. Ogni battezzato è chiamato a partecipare alla missione, mettendo a disposizione i propri doni. Le differenze di culture, sensibilità e carismi devono diventare una ricchezza. Siamo chiamati a portare la luce del Vangelo soprattutto a chi vive situazioni di povertà, sofferenza, solitudine e marginalità.Il Papa ringrazia i missionari e le missionarie che testimoniano l’amore di Dio anche nei luoghi più difficili. La loro dedizione ricorda che evangelizzare significa amare e servire. Tutti possono contribuire attraverso la preghiera, la testimonianza cristiana e il sostegno concreto alle missioni. Papa Leone XIV ci invita a camminare insieme, rimanendo uniti a Cristo. Affidando la missione a Maria, Regina delle missioni, ci incoraggia a essere strumenti di pace, costruttori di fraternità e testimoni della luce di Cristo nel mondo.Per noi oggi1. Siamo davvero uniti a Cristo o ci limitiamo a parlare di Lui? La missione nasce dalla nostra relazione personale con Gesù. Senza preghiera, ascolto della Parola e conversione del cuore, rischiamo di annunciare un Vangelo che non viviamo. 2. Le nostre comunità sono segni di fraternità o luoghi di divisione? Non basta lavorare insieme: occorre accoglierci, ascoltarci, perdonarci e valorizzare le differenze. Come possiamo annunciare la pace di Cristo se non sappiamo viverla tra noi?3. Siamo una Chiesa che esce incontro alle persone o aspettiamo che siano gli altri a venire da noi? La missione ci chiede di superare comodità, abitudini e paure, per raggiungere chi è lontano, chi soffre e chi non si sente più parte della comunità. Chi incontra noi, incontra davvero Gesù?
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