venerdì 2 ottobre 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 21,33-43

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 21,33-43

La parabola della vigna ci ricorda che tutto ciò che abbiamo è un dono affidato alle nostre mani: la vita, la fede, le persone, il tempo e le capacità. Il padrone prepara la vigna con cura e poi la consegna ai contadini, aspettandosi da loro dei frutti. Il problema nasce quando i contadini dimenticano di essere custodi e vogliono diventare padroni. È una tentazione che conosciamo bene: pensare che la nostra vita ci appartenga completamente e che possiamo decidere tutto senza Dio. Una storia vera ci viene dalla vita di San Giovanni Bosco, un sacerdote che nella Torino dell’Ottocento incontrò tantissimi ragazzi poveri, soli e spesso abbandonati a se stessi. Don Bosco non vide in quei giovani un problema da eliminare, ma una vigna da coltivare. Cominciò con pochi ragazzi, spesso senza denaro e senza una struttura adeguata, ma aveva una grande fiducia nella Provvidenza. Li accolse, li ascoltò, diede loro una casa, un lavoro, un'educazione e soprattutto la certezza di essere amati. Il suo metodo non nasceva dalla paura, ma dalla presenza, dalla ragione, dalla fede e dalla bontà. Don Bosco diceva ai suoi ragazzi: «Basta che siate giovani perché io vi ami assai». In quelle parole c'è tutta la sua missione: vedere il bene possibile anche quando gli altri vedevano soltanto ragazzi difficili. Egli comprese che la vigna non era sua: gli era stata affidata da Dio e per questo doveva servirla con pazienza, sacrificio e amore. Anche noi abbiamo una vigna da coltivare e spesso ci lamentiamo perché non abbiamo abbastanza tempo, capacità o possibilità. Il Vangelo invece ci chiede: che cosa stai facendo con quello che hai ricevuto? Gesù è la pietra scartata che diventa pietra d'angolo: Dio può costruire qualcosa di grande anche attraverso ciò che sembra piccolo e insignificante. La vera sterilità non consiste nell'avere poco, ma nel non voler donare ciò che abbiamo. Alla fine il Signore non ci chiederà quanto abbiamo posseduto, ma quali frutti abbiamo portato. La nostra vigna sta producendo amore, perdono, servizio e misericordia? Oppure stiamo semplicemente difendendo ciò che consideriamo nostro?

Per noi oggi

1. Sono davvero custode della mia vita o mi comporto come se ne fossi il padrone? Se tutto mi è stato donato, che cosa sto facendo dei doni ricevuti?

2. Quali “servi” di Dio sto rifiutando? Forse attraverso una persona, una parola, una correzione o una situazione difficile, il Signore sta cercando di parlarmi.

3. Quali frutti sto portando? Non basta dire di avere fede: la mia fede si vede nell'amore, nel perdono e nel bene che faccio agli altri?

 

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