La Chiesa ci ricorda il dono degli angeli custodi, che accompagnano ogni uomo dall’inizio fino alla morte. La loro presenza è discreta, invisibile, ma reale e provvidente. Dio affida a ciascuno un angelo per proteggerlo e intercedere. L’angelo illumina il cuore e orienta verso il bene e la salvezza. Non sostituisce però la nostra libertà: l’uomo rimane libero di scegliere. Possiamo accogliere le sue ispirazioni oppure rifiutarle. Il male, allora, non nasce dalla negligenza dell’angelo, ma dalla malizia e dalla libertà dell’uomo che sceglie di allontanarsi da Dio. San Tommaso paragona la nostra vita a un cammino verso la patria. Sulla strada della vita incontriamo pericoli interiori ed esteriori. Per questo Dio ci dona una scorta celeste che ci accompagna. L’angelo custode veglia sul nostro cammino di pellegrini e viatori. La sua missione è orientarci verso la vita eterna. Quando terminerà il nostro pellegrinaggio terreno, il suo compito cambierà. La tradizione cristiana testimonia la familiarità con gli angeli in molti santi, tra questi ricordiamo Tommaso d’Aquino, Francesco d’Assisi, Gemma Galgani e Padre Pio. La Chiesa ci invita perciò a invocare con fiducia il nostro Angelo custode. Una preghiera semplice, l’Angelo di Dio, ci educa a riconoscere questa presenza. San Giovanni Bosco invitava a rivolgersi all’angelo soprattutto nella tentazione. L’angelo desidera aiutarci più di quanto noi stessi desideriamo essere aiutati. Ricordare il nostro angelo significa vivere con maggiore fiducia, vigilanza e responsabilità. Nel cammino quotidiano non siamo soli: Dio ci accompagna anche attraverso i suoi angeli. L’angelo custode ci ricorda che la nostra vita è preziosa agli occhi di Dio. Anche nei momenti di solitudine e di prova possiamo confidare in una presenza che ci accompagna. Invocare l’angelo significa imparare a vivere ogni giorno con il cuore aperto alla voce di Dio.
per noi oggi
1. Crediamo davvero di non essere soli?
Quante volte cerchiamo aiuto ovunque, dimenticando la presenza discreta dell’angelo che Dio ci ha donato.
2. Ascoltiamo ancora le ispirazioni al bene?
Forse il problema non è che Dio non ci parla, ma che siamo diventati troppo distratti per ascoltare.
3. L’angelo ci protegge, ma non sceglie al posto nostro.
La sua presenza non elimina la nostra responsabilità: il bene va scelto, ogni giorno, liberamente.
L'Angelo ci invita a considerare noi stessi con soave leggerezza, affrontando in modo gioioso le sfide della vita. Anselm Grun
Memoria dei santi Angeli Custodi, che, chiamati in primo luogo a contemplare il volto di Dio nel suo splendore, furono anche inviati agli uomini dal Signore, per accompagnarli e assisterli con la loro invisibile ma premurosa presenza.
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