martedì 1 settembre 2026

01.09.2026 - 1Cor 2,10-16 - Lc 4,31-37 - Io so chi tu sei: il santo di Dio!

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 2,10-16

Fratelli, lo Spirito conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.
Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.
1. LO SPIRITO CONOSCE BENE OGNI COSA, ANCHE LE PROFONDITÀ DI DIO. Paolo conosce il mistero di Cristo non per studio, non per umana intelligenza, non perché altri uomini glielo hanno rivelato. EGLI CONOSCE IL MISTERO PERCHÉ LO SPIRITO GLIELO HA MANIFESTATO. La comprensione del mistero di Gesù è vera, autentica, reale RIVELAZIONE. Lo è stato eri, lo è oggi, lo sarà sempre.
2. CHI NON È NELLO SPIRITO DEL SIGNORE, chi non lo possiede, chi non vuole possederlo, chi lo rifiuta RIMANE ESCLUSO DALLA CONOSCENZA DELLE COSE DELLO SPIRITO DI DIO. Perché? È COME SE FOSSE SENZA LA LUCE. Non solo non può vedere Cristo e il suo mistero, ma neanche può apprezzarlo nella sua verità ED È GOVERNATO E GUIDATO DALLO SPIRITO DEL MONDO, che si oppone al mistero di Cristo Gesù, lo rifiuta, lo combatte e lo nega.
3. Paolo proclama la superiorità dell’uomo spirituale. IL SUO SPIRITO GIUDICA OGNI COSA, SENZA POTER ESSERE GIUDICATO DA NESSUNO. Cosa è il giudizio di cui si parla? Il giudizio di cui qui si parla è il sano discernimento sul bene e sul male, sul vero e sul falso, su ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, su quanto è volontà di Dio e su quanto invece non lo è. PER POTER CAMMINARE CON DIO BISOGNA FARSI SUOI ASCOLTATORI.

---------------------------------------------

+ Dal vangelo secondo Luca - Lc 4,31-37
In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante. 

 

Questa è la verità; questa è la realtà che ognuno di noi sente quando si avvicina Gesù. Gli spiriti impuri cercano di impedirlo, ci fanno la guerra. Una vita cristiana senza tentazioni non è cristiana: è ideologica, è gnostica, ma non è cristiana. Quando il Padre attira la gente a Gesù, c’è un altro che attira in modo contrario e ti fa la guerra dentro! Pensiamo com’è il nostro cuore: io sento questa lotta nel mio cuore?
Quell'altro che attira è il demonio. Egli si lamenta che Gesù sia venuto a rovinarlo ed è esattamente quello che il Figlio di Dio è venuto a fare su questa terra. La Sua presenza è la vittoria sul male a cominciare da chi lo personifica più concretamente, cioè il Diavolo. La vittoria definitiva sarà sulla croce. Cristo ha vinto il male e noi partecipiamo della sua vittoria. Oggi possiamo non cedere alle tentazioni del demonio e far risplendere la vita in Cristo.

--------------------------------------------------

 L’indemoniato coglie il punto fondamentale, l’identità di Gesù, e lo vede come un nemico, uno che è «venuto a rovinarci». Chi è allora Gesù per me? Rovina o salvezza, «che vuole da noi»?

-------------------------------------------------- 

 

📲 I MIEI SOCIAL:

01.09 - SANT' EGIDIO ABATE

SANT' EGIDIO ABATE
Sant'Egidio, nato ad Atene intorno al 640, lasciò ogni sicurezza per cercare soltanto Dio. Si trasferì in Francia, vivendo da eremita tra la preghiera, la contemplazione e una vita di grande essenzialità. La tradizione racconta che una cerva lo nutriva con il suo latte, segno della Provvidenza che non abbandona chi si affida completamente al Signore.
Durante una battuta di caccia, il re Wamba ferì accidentalmente il santo con una freccia destinata all'animale. Da quell'incontro nacque un rapporto di stima che portò alla costruzione di un monastero, del quale Egidio divenne il primo abate. Attorno a quel luogo sorse una comunità destinata a diventare un importante centro di pellegrinaggio.
La fama della sua santità si diffuse rapidamente, attirando persone in cerca di consiglio, consolazione e preghiera. Pur desiderando una vita nascosta, Dio lo rese un punto di riferimento per il popolo. La sua esistenza dimostra che la santità non nasce dal desiderio di essere ammirati, ma dalla fedeltà quotidiana al Vangelo.
Il monastero di Saint-Gilles divenne un luogo di accoglienza per pellegrini, poveri e penitenti. Ancora oggi la sua figura richiama il valore del silenzio interiore, dell'ascolto di Dio e della compassione verso chi soffre. La sua storia insegna che anche una vita apparentemente nascosta può lasciare un'impronta profonda nella Chiesa e nella società.
Chi vive unito al Signore diventa luce per molti, anche senza cercare riconoscimenti. Un'antica tradizione narra che Carlo Martello, tormentato da un peccato mai confessato, gli chiese di pregare per ottenere il perdono. Durante la Messa, un angelo depose sull'altare una pergamena con il peccato scritto, che scomparve mentre si celebrava l'Eucaristia, a indicare la forza della misericordia di Dio.
Per questo sant'Egidio è invocato come patrono della buona confessione, dei disabili, dei malati, delle madri, degli eremiti e di quanti vivono situazioni di sofferenza. La sua vita continua a ricordare che la vicinanza a Dio rende capaci di accogliere ogni persona con compassione e speranza. Per noi oggi 1. Cerchiamo davvero Dio nel silenzio o abbiamo paura di restare soli con noi stessi? Senza tempi di preghiera, il cuore si riempie di rumore e si svuota di senso. 2. Crediamo ancora nella forza della Confessione o preferiamo convivere con i nostri pesi? Solo chi si lascia perdonare può ritrovare la vera libertà. 3. Sant'Egidio accoglieva chi soffriva: noi sappiamo fermarci davanti al dolore degli altri? La santità non passa dall'apparire, ma dal farsi prossimo a chi ha più bisogno.
sec. VI-VII
 Nel territorio di Nîmes nella Gallia narbonense, ora in Francia meridionale, sant’Egidio, da cui poi prese il nome la cittadina fiorita nella regione della Camargue, dove si tramanda che egli costruì un monastero e pose termine al corso della sua vita mortale. È una figura di santo divenuta molto popolare nel Medioevo in seguito a numerose leggende, ma del quale non si hanno notizie sicure.