martedì 13 ottobre 2026

NON TUTTO DIPENDE DA NOI

NON TUTTO DIPENDE DA NOI

La testimonianza del vescovo Conley ci mette davanti a una domanda scomoda: come stiamo vivendo la nostra vita?
Nel servizio agli altri possiamo facilmente convincerci che tutto dipenda da noi. Ci carichiamo di problemi, responsabilità, attese e preoccupazioni. Pensiamo che basti lavorare di più, resistere e stringere i denti. Ma anche chi serve Dio può arrivare al limite delle proprie forze.
Ammettere la propria fragilità non è una sconfitta, ma un atto di verità. Chiedere aiuto non significa avere meno fede, significa riconoscere di non essere onnipotenti. “Non tutto dipende da te”: forse è una delle parole più liberanti che possiamo ascoltare.
Il vescovo racconta poi le sue tre ancore: Messa, Rosario e Liturgia delle Ore. Anche quando non provava consolazione, non ha smesso di pregare. La fedeltà a Dio non coincide sempre con ciò che sentiamo nel cuore. Ci sono momenti in cui la preghiera sembra arida, ma proprio allora rimane un atto di fiducia.
La sua esperienza ci ricorda che la grazia non sostituisce la nostra umanità, ma la accompagna e la sostiene. Abbiamo bisogno di prenderci cura anche della nostra parte psicologica, fisica e relazionale. Un'altra provocazione riguarda il nostro rapporto con smartphone, social e informazioni. Viviamo immersi in uno tsunami di notizie che rischia di rubarci silenzio, attenzione e pace.
Abbiamo ancora la capacità di spegnere il telefono e incontrare veramente una persona?
Sappiamo ancora fermarci davanti a un'alba, a un tramonto, alla natura, alla bellezza?
Il vescovo parla di una “immaginazione sacramentale”, capace di riconoscere Dio nella realtà concreta.
Anche le api, nella loro semplicità, diventano per lui una scuola di meraviglia e di dono.
Forse oggi il Signore ci chiede meno attivismo e più presenza. Meno bisogno di controllare tutto e più fiducia in Colui che continua a portare con noi il peso della vita.
Perché la Chiesa è di Cristo, e noi siamo chiamati semplicemente a lasciarci custodire da Lui.
  Per noi oggi   1. Sappiamo fermarci e chiedere aiuto? Non dobbiamo portare tutto sulle nostre spalle: riconoscere i propri limiti è un atto di umiltà e di fiducia in Dio.   2. Quali sono oggi le nostre vere ancore? Messa, preghiera e Liturgia delle Ore ci ricordano che la nostra forza non nasce dall’attivismo, ma dal rimanere uniti a Cristo.   3. Siamo ancora capaci di vivere nella realtà?
Meno schermi, meno rumore, più silenzio, relazioni, natura e bellezza: anche attraverso queste realtà concrete Dio continua a parlarci.

 

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