LA PACE INIZIA DA ME.
«Non ci resta che pregare», questa frase spesso viene pronunciata di fronte ai drammi del mondo segnato da guerre, violenze e distruzioni.Questa frase rischia di trasformarsi in un segno di rassegnazione e impotenza, quasi che i cristiani non possano fare altro che assistere passivamente agli eventi. In realtà, la preghiera invocata da papa Leone XIV per una pace «disarmata e disarmante» non è una fuga dalla realtà, ma una forza capace di risvegliare le coscienze. Pregare per la pace significa assumersi una responsabilità concreta e non rifugiarsi in una spiritualità consolatoria. Per questo la pace deve essere intesa come un vero vocabolario di scelte, relazioni e comportamenti. Allo stesso tempo occorre riscoprire il volto autentico di Dio, non come un sovrano severo e distante, ma come il Padre misericordioso annunciato da Gesù, che ama tutti senza distinzione. Una simile preghiera genera responsabilità comunitaria e invita i credenti a vigilare sulle grandi questioni del nostro tempo. Tra queste emerge l’aumento impressionante della spesa militare mondiale, che secondo il Sipri ha raggiunto livelli record, sottraendo risorse alla lotta contro la fame, alle politiche sociali e alla tutela dell’ambiente. Le risorse investite negli armamenti potrebbero contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e abitabile. La preghiera autentica spinge inoltre a interrogarsi sull’uso del proprio denaro e sul fenomeno delle cosiddette banche armate, che finanziano la produzione di armi. La comunità cristiana è chiamata a compiere scelte coerenti e coraggiose anche sul piano economico. La diplomazia rimane importante, ma da sola non basta ad affrontare le radici profonde dei conflitti. Serve una rinnovata profezia, capace di denunciare le ingiustizie e indicare percorsi alternativi di fraternità e riconciliazione. La preghiera, quindi, non sostituisce l’impegno, ma lo alimenta e lo orienta. Chi prega veramente non si allontana dalla storia, bensì vi entra con maggiore consapevolezza. La pace nasce quando la fede diventa scelta concreta, testimonianza e responsabilità condivisa. Per noi oggi 1. Preghiamo per la pace, ma i nostri risparmi finanziano indirettamente la produzione di armi? La coerenza evangelica passa anche dal conto corrente. 2. Se la pace è lasciata solo ai governi e ai diplomatici, abbiamo già rinunciato alla nostra parte di responsabilità. La profezia inizia dalle scelte quotidiane.3. Forse il problema non è che preghiamo troppo poco, ma che preghiamo senza lasciarci cambiare. Una preghiera che non converte la vita rischia di diventare un alibi.
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