giovedì 6 marzo 2025

VOCAZIONI CHE SFIDANO LA PAURA.

VOCAZIONI CHE SFIDANO LA PAURA.

Mentre molte nazioni dell'Occidente registrano una carenza di vocazioni religiose, in Burkina Faso si assiste a un fenomeno contrario, sebbene il contesto socio-politico sia tutt'altro che favorevole. La minaccia costante di attacchi terroristici, rapimenti e violenze non sembra fermare la crescente vocazione tra i giovani del paese africano, che, nonostante i pericoli, decidono di entrare in seminario, con una determinazione che sfida la paura e la morte.

Un recente rapporto dell’organizzazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) ha messo in evidenza questo paradosso: nonostante l'intensificarsi della violenza in alcune zone del paese, il numero di seminaristi in Burkina Faso è aumentato negli ultimi cinque anni. Questo incremento delle vocazioni è visibile in modo particolare al Seminario di San Pietro e San Paolo di Kossoghin, situato nell'arcidiocesi di Ouagadougou. Nel periodo accademico 2019-2020, il numero dei seminaristi era di 254, mentre nel 2024-2025 si è arrivati a 281. Un aumento significativo, soprattutto considerando che proprio in questi anni i terroristi hanno iniziato a concentrarsi maggiormente sugli attacchi a chiese, sacerdoti e catechisti, intensificando le difficoltà per chi sceglie di percorrere la via del sacerdozio.

Molti di questi giovani seminaristi provengono da zone particolarmente vulnerabili e bersagliate dai terroristi, definite in Burkina Faso “zone rosse”. La minaccia di violenza in queste aree è talmente alta che molti seminaristi non sono riusciti a rientrare a casa durante le vacanze natalizie per celebrare con le famiglie. Piuttosto, sono rimasti nei centri diocesani o sono stati accolti da famiglie ospitanti, lontano dai pericoli delle "zone rosse".

Un esempio emblematico del rischio che questi giovani affrontano è la tragica vicenda di Marius, uno studente del seminario di Kossoghin. Nel 2022, Marius fu rapito dai terroristi mentre si trovava a casa per una visita al padre. Nonostante i tentativi della famiglia di ritrovare il corpo, i resti di Marius non furono mai trovati, e la sua famiglia è convinta che il giovane sia stato ucciso per la sua fede e la sua determinazione nel seguire la chiamata al sacerdozio. Il caso di Marius riflette la crudezza della situazione che i seminaristi devono affrontare ogni giorno, dove la minaccia della morte è sempre presente, ma non riesce a fermare la loro vocazione.

Le difficoltà e i pericoli sono quotidiani, eppure, come sottolineato da Padre Guy Moukassa Sanon, rettore del seminario di San Pietro e San Paolo, la speranza che i giovani seminaristi possano “scampare per un pelo” è la realtà che molti di loro vivono. Padre Sanon racconta di un seminarista che, tornato a casa per le vacanze, si trovò a fronteggiare un attacco dei terroristi, i quali, ben informati sulla famiglia del giovane, lo cercarono per rapirlo. Nonostante le minacce, il seminarista riuscì a fuggire, a scavalcare un muro e a nascondersi nei campi per un giorno intero, prima di poter ritornare a casa in sicurezza.

Nonostante le minacce, i seminaristi del Burkina Faso continuano a rispondere alla chiamata di Dio. Secondo Padre Sanon, l’Arcidiocesi di Ouagadougou è molto attenta nell’aiutare i giovani a riconoscere la loro vocazione, offrendo loro un sostegno spirituale e materiale fondamentale. La differenza tra le vocazioni in Burkina Faso e quelle in Occidente, secondo Padre Sanon, risiede principalmente nel materialismo che caratterizza le società occidentali. In un contesto materialista, i fedeli, secondo lui, spesso non si aspettano nulla da Dio, mentre in Burkina Faso i giovani sono più disposti a rispondere alla chiamata divina, nonostante le difficoltà e i pericoli.

La crescita delle vocazioni in Burkina Faso è così grande che il seminario di San Pietro e San Paolo non riesce a contenere tutti i giovani desiderosi di entrare. La mancanza di spazi ha costretto la scuola a trasformare le sale comuni in alloggi temporanei e, in alcuni casi, alcuni seminaristi sono stati trasferiti in seminari in Mali per completare la loro formazione. Un segno che la fede e la determinazione di questi giovani non conoscono limiti, neppure di fronte alla morte.

 

martedì 4 marzo 2025

04.03.2025 - Sir 35,1-15 - Mc 10,28-31 - Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

Dal libro del Siràcide - Sir 35,1-15
Chi osserva la legge vale quanto molte offerte;
chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva.
Chi ricambia un favore offre fior di farina,
chi pratica l'elemosina fa sacrifici di lode.
Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità,
sacrificio di espiazione è tenersi lontano dall'ingiustizia.
Non presentarti a mani vuote davanti al Signore,
perché tutto questo è comandato.
L'offerta del giusto arricchisce l'altare,
il suo profumo sale davanti all'Altissimo.
Il sacrificio dell'uomo giusto è gradito,
il suo ricordo non sarà dimenticato.
Glorifica il Signore con occhio contento,
non essere avaro nelle primizie delle tue mani.
In ogni offerta mostra lieto il tuo volto,
con gioia consacra la tua decima.
Da' all'Altissimo secondo il dono da lui ricevuto,
e con occhio contento, secondo la tua possibilità,
perché il Signore è uno che ripaga
e ti restituirà sette volte tanto.
Non corromperlo con doni, perché non li accetterà,
e non confidare in un sacrificio ingiusto,
perché il Signore è giudice
e per lui non c'è preferenza di persone.

1. Siracide evidenzia che seguire la legge e compiere buone azioni come l'elemosina sono visti da Dio come sacrifici graditi, sottolineando l'importanza dell'integrità e della giustizia. Vivi con integrità e giustizia.

2. L'offerta fatta con gioia e sincerità è apprezzata da Dio, che ricompensa chi dà secondo le proprie possibilità. Questo incoraggia una partecipazione sincera e generosa al culto e alla carità. “Dona con gioia e sincerità”.

3. Dio è imparziale: Dio non accetta doni ingiusti e non si lascia corrompere, poiché è un giudice imparziale. Ciò richiama a un comportamento onesto e a non confidare in offerte fatte con fini egoistici o senza rettitudine. “Agisci con onestà”.

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,28-31

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

 

Il giovane ricco se ne è andato, ma noi?’. La risposta di Gesù è chiara: ‘Io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato tutto senza ricevere tutto’. ‘Ecco, noi abbiamo lasciato tutto’. ‘Riceverete tutto’, con quella misura traboccante con la quale Dio dà i suoi doni. Riceverete tutto. Il Signore non sa dare meno di tutto. Quando Lui dona qualcosa dona sé stesso, che è tutto.
In più persecuzioni e vita eterna. Questa è la strada di quello che vuole andare dietro a Gesù, perché è la strada che ha fatto Lui: Lui è stato perseguitato! E’ la strada dell’abbassamento.

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Il centuplo quaggiù. In termini di relazioni innanzitutto, ma anche di persecuzioni. E' strana la “contabilità” di Gesù, che poi insiste nel rovesciamento ultimi/primi. Conviene essere gli ultimi?

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lunedì 3 marzo 2025

03.03.2025 - Sir 17,20-28 - Mc 10,17-27 - Vendi quello che hai e vieni! Seguimi!

Dal libro del Siràcide - Sir 17,20-28

A chi si pente Dio offre il ritorno,
conforta quelli che hanno perduto la speranza
e li rende partecipi della sorte dei giusti.
Ritorna al Signore e abbandona il peccato,
prega davanti a lui e riduci gli ostacoli.
Volgiti all'Altissimo e allontànati dall'ingiustizia;
devi odiare fortemente ciò che lui detesta.
E riconosci i giusti giudizi di Dio
e persisti nella sorte che ti è assegnata
e nella preghiera al Dio altissimo.
Negl'inferi infatti chi loderà l'Altissimo,
al posto dei viventi e di quanti gli rendono lode?
Non perseverare nell'errore degli uomini iniqui;
prima di morire manifesta la tua lode.
Da un morto, che non è più, non ci può essere lode,
chi è vivo e sano loda il Signore.
E loderai Dio e ti glorierai della sua misericordia.
Quanto è grande la misericordia del Signore,
il suo perdono per quanti si convertono a lui!

1. Il testo sottolinea l'importanza del pentimento come via per ritornare a Dio. Dio offre una seconda possibilità a chi si allontana dal peccato e cerca sinceramente di avvicinarsi a Lui. Dunque “Pentiti e ritorna a Dio!”.

2. La preghiera e la lode sono elementi essenziali della vita del credente. Solo chi è vivo può lodare Dio, quindi è essenziale farlo durante la vita. Vivi la lode come ringraziamento e consapevolezza della bontà e della misericordia divina.

3. Siracide ci incoraggia a riconoscere i giudizi di Dio e ad agire con rettitudine, abbandonando l'ingiustizia. Questo richiede un cambiamento interiore e un impegno costante verso comportamenti giusti. Coraggio!

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,17-27

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Il denaro, il piacere, il successo abbagliano, ma poi deludono: promettono vita, ma procurano morte. Il Signore ci chiede di distaccarci da queste false ricchezze per entrare nella vita vera, la vita piena, autentica, luminosa.
Desideriamo nel profondo del cuore vivere una vita piena, intera, eterna, eppure ci fermiamo a vivere una vita buona e corretta, senza spiccare il volo. Cosa ci impedisce di volare? Per volare ci vuole un amore più grande, il desiderio di amare Dio sopra ogni creatura e sicurezza umana. Passare dalla concentrazione su di sé, allo sguardo fiducioso a Gesù, via, vita e felicità. Lasciati amare da Gesù e non andartene via come il giovane ricco, ripiomberesti nella tristezza!

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L'incontro non finisce bene, anche l'Onnipotente è impotente di fronte al rispetto della libertà dell'uomo. Questo vuol dire che Gesù ci fissa negli occhi e ci ama. Siamo capaci di fare lo stesso?

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domenica 2 marzo 2025

Sir 27,5-8 - 1Cor 15,54-58 - Lc 6,39-45 - VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Domenica 02 Marzo 2025
Dal libro del Siràcide - Sir 27,5-8

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti;
così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti.
I vasi del ceramista li mette a prova la fornace,
così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.
Il frutto dimostra come è coltivato l’albero,
così la parola rivela i pensieri del cuore.
Non lodare nessuno prima che abbia parlato,
poiché questa è la prova degli uomini.

 

1. Il Siracide ci ricorda che QUANDO UN UOMO DISCUTE ne appaiono i difetti; QUANDO PARLA, e parla animatamente con un altro, emerge quello che non va bene; QUANDO LO SENTI RAGIONARE su qualche argomento ti accorgi se vale o non vale. IL PESO DELLE PAROLE…

2. LA PAROLA RIVELA I PENSIERI DEL CUORE. Se un cuore è ben coltivato anch’esso produce pensieri buoni, veri, perfetti. Dunque PRIMA DI LODARE QUALCUNO, ASCOLTA LE SUE PAROLE. Lodare una persona prima che abbia parlato, è grande stoltezza. Si loda il nulla, il vuoto, l’esteriorità. ASCOLTA BENE…

3. Come si coltiva un cuore? ABITUANDOLO AD INVESTIGARE, CERCARE, RIFLETTERE, ASCOLTARE, MEDITARE. Mai un cuore si deve chiudere in sé stesso. LA PAROLA È SEMPRE IL FRUTTO DEL CUORE. Come è il cuore così è la parola… COLTIVA IL TUO CUORE…

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Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 15,54-58

Fratelli, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?».
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!
Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo sempre più nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

 

1. Paolo annuncia il compimento finale: FINO AL GIORNO DELLA RISURREZIONE FINALE, la morte regnerà su questa terra e ingoierà ogni uomo. Quando invece il Signore compirà l’ultima sua opera, allora SARÀ LA MORTE AD ESSERE INGOIATA PER SEMPRE nella vittoria di Cristo Gesù. La morte non avrà più potere, CRISTO CI DONA LA VITTORIA GRAZIE ALLA SUA RISURREZIONE… Saremo dei risorti!

2. La morte regna nel mondo a causa del peccato di Adamo. IL PECCATO VIENE VINTO IN NOI DALLA FORZA CHE SCATURISCE DAL CORPO RISORTO DI CRISTO GESÙ. E noi sperimentiamo la forza della sua risurrezione vincendo il peccato. GRAZIE A LUI POSSIAMO FARE TANTO… 

3. Quindi, nella vita possiamo rimanere saldi e irremovibili nel Signore, progredendo sempre di più, sapendo che LA NOSTRA FATICA NON È VANA NEL SIGNORE. Impegniamoci, SOLO SE SAREMO RADICATI IN CRISTO, LA NOSTRA FATICA PORTERÀ FRUTTO, porterà molto frutto. Da Lui dipende la fruttuosità della nostra vita, RIMANIAMO RADICATI SEMPRE! …

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+ Dal Vangelo secondo Luca - Lc 6,39-45
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: ‹Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio›, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda".

 

1. Gesù mette in guardia dai pericoli che i discepoli possono incorrere: L'IPOCRISIA: I discepoli NON sono chiamati a mettere in scena - a recitare - la storia di Gesù, ma a viverla. CHIAMATI A VIVERE DI GRATUITA E DI MISERICORDIA PER TUTTI… PURE TE…

2. IN CASO DI MISERIE UMANE COME COMPORTARSI? La parabola della pagliuzza e della trave: IL GIUDIZIO SERENO comincia col METTERE IN QUESTIONE SE STESSI per poi passare con MISERICORDIA, discrezione, equilibrio alla correzione degli altri. RICORDATI: SI CHIAMA "FRATERNA " PROPRIO PERCHÉ È RECIPROCA.

3. COME DISTINGUERE I BUONI DAI CATTIVI MAESTRI? Parole, intenzioni, programmi non bastano. Si RICHIEDONO I FRUTTI che svelano la natura dell'albero. L'UOMO BUONO è colui che si lascia convertire al Vangelo e fa il bene, perché Dio sa fare solo il bene. L'UOMO CATTIVO non fa altro che produrre fuori il male che si porta dentro. LASCIAMOCI CONVERTIRE...

BUONA DOMENICA...

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IL CUORE

Il cuore rivela la vera natura di una persona, custodendo il bene o il male che poi si manifesta nelle parole e nelle azioni. Gesù insegna che «l’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore». Per questo è essenziale vegliare sul nostro cuore, affinché produca frutti di amore e giustizia. Solo un cuore puro può rendere grande l’essere umano.

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LECTIO DIVINA - VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

OMELIA - VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


Lc 19,1-10 - RITO AMBROSIANO - Ultima domenica dopo l’Epifania «del Perdono».

RITO AMBROSIANO
Ultima domenica dopo l’Epifania «del Perdono».
DOMENICA 02 MARZO 2025
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 19,1-10
In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
1. Gesù entra in casa da Zaccheo come la SALVEZZA, Lui RICONOSCE il proprio peccato. La PRESENZA ACCOGLIENTE E NON GIUDICANTE di Gesù fa sì che l'uomo peccatore RICONOSCA il proprio peccato e vinca l'ORGOGLIO di essere a posto. Zaccheo si impegna a RIPARARE, cambiando vita…

2. QUESTO È UN AUTENTICO MIRACOLO. Un uomo senza scrupoli e ladro diventa un benefattore. Ma che bello, il SIGNORE CAMBIA IL CUORE! Questa è la "GIUSTIZIA DI DIO": GESÙ RENDE GIUSTO ZACCHEO... ACCOGLIAMOLO…

3. Dio DONA ai peccatori la POSSIBILITÀ DI CAMBIARE, perché LUI vuole bene ai peccatori, loro sono uomini, figli suoi, DONA la possibilità di riconoscere il peccato e di venirne fuori. QUESTA È LA “MISERICORDIA DI DIO”: DIO AMA E BASTA... TU FAI LO STESSO…

BUONA DOMENICA...

 

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sabato 1 marzo 2025

01.03.2025 - Sir 17,1-13 - Mc 10,13-16 - Chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso.

Dal libro del Siràcide - Sir 17,1-13

Il Signore creò l'uomo dalla terra
e ad essa di nuovo lo fece tornare.
Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito,
dando loro potere su quanto essa contiene.
Li rivestì di una forza pari alla sua
e a sua immagine li formò.
In ogni vivente infuse il timore dell'uomo,
perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli.
Discernimento, lingua, occhi,
orecchi e cuore diede loro per pensare.
Li riempì di scienza e d'intelligenza
e mostrò loro sia il bene che il male.
Pose il timore di sé nei loro cuori,
per mostrare loro la grandezza delle sue opere,
e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie.
Loderanno il suo santo nome
per narrare la grandezza delle sue opere.
Pose davanti a loro la scienza
e diede loro in eredità la legge della vita.
Stabilì con loro un'alleanza eterna
e fece loro conoscere i suoi decreti.
I loro occhi videro la grandezza della sua gloria,
i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa.
Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!»
e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo.
Le loro vie sono sempre davanti a lui,
non restano nascoste ai suoi occhi.

1. L'uomo è stato creato da Dio a sua immagine e con potere sulla terra, dotato di forza, intelligenza e discernimento, per vivere in armonia con il creato e realizzare la volontà divina. È possibile ed è bello vivere in armonia con il creato.

2. Dio ha conferito all'uomo la scienza e la legge della vita, invitandolo a scegliere tra il bene e il male, e stabilendo un'alleanza eterna che guida l'umanità verso la giustizia e la cura del prossimo. Tu scegli sempre il bene e abbraccia la sua giustizia.

3. Dio si è rivelato agli uomini con grandezza e maestà, ma ha anche dato loro la responsabilità di vivere rettamente, poiché le loro azioni sono sempre davanti a Lui, e nulla sfugge al suo sguardo. Vivi rettamente e sarai felice!

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,13-16

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.

 

Cosa significa «accogliere il regno di Dio come un bambino»? 
Significa «accogliere il regno di Dio come lo accoglie un bambino». Un bambino si fida senza riflettere. Non può vivere senza fidarsi di chi lo circonda. La sua fiducia non ha nulla di una virtù, è una realtà vitale. Impariamo a fidarci!
Significa «accogliere il regno di Dio come si accoglie un bambino». Accogliere un bambino vuol dire accogliere una promessa. Un bambino cresce e si sviluppa. È così che il regno di Dio non è mai sulla terra una realtà completa, ma piuttosto una promessa, una dinamica e una crescita incompiuta. 
Significa vegliare e pregare per accoglierlo quando viene, sempre all’improvviso, a tempo e fuori tempo.

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La gelosia acceca di nuovo i discepoli che vogliono "possedere" Gesù e scartare gli altri, anche i bambini. Ma i bambini, sempre pronti all'accoglienza, non sono forse il "meglio" dell'umanità?

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venerdì 28 febbraio 2025

28.02.2025 - Sir 6,5-17 - Mc 10,1-12 L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Dal libro del Siràcide - Sir 6,5-17

Una bocca amabile moltiplica gli amici,
una lingua affabile le buone relazioni.
Siano molti quelli che vivono in pace con te,
ma tuo consigliere uno su mille.
Se vuoi farti un amico, mettilo alla prova
e non fidarti subito di lui.
C'è infatti chi è amico quando gli fa comodo,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.
C'è anche l'amico che si cambia in nemico
e scoprirà i vostri litigi a tuo disonore.
C'è l'amico compagno di tavola,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.
Nella tua fortuna sarà un altro te stesso
e parlerà liberamente con i tuoi servi.
Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te
e si nasconderà dalla tua presenza.
Tieniti lontano dai tuoi nemici
e guàrdati anche dai tuoi amici.
Un amico fedele è rifugio sicuro:
chi lo trova, trova un tesoro.
Per un amico fedele non c'è prezzo,
non c'è misura per il suo valore.
Un amico fedele è medicina che dà vita:
lo troveranno quelli che temono il Signore.
Chi teme il Signore sa scegliere gli amici:
come è lui, tali saranno i suoi amici.

1. L'amicizia vera è rara e preziosa, simile a un tesoro senza prezzo. Un amico fedele è un rifugio sicuro e una fonte di vita, e chi lo possiede è davvero fortunato. "Un amico fedele è un tesoro senza prezzo: raro, sicuro, vitale."

2. Non fidarsi immediatamente di chi si proclama amico è fondamentale. La prova del tempo e delle difficoltà rivela la natura delle persone: alcuni si allontaneranno nei momenti di bisogno, dimostrando la loro falsità. "Metti alla prova l'amicizia: solo nelle difficoltà scoprirai chi resta davvero."

3. Chi teme il Signore saprà riconoscere e coltivare amicizie sincere e leali, poiché la rettitudine e la saggezza del cuore riflettono anche nelle scelte delle persone di cui ci circondiamo.

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,1-12
In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

 

Si ritiene che il divorzio sia una conquista del mondo moderno. Sarà vero? In realtà il divorzio non è per nulla moderno, esisteva anche ai tempi di Gesù. Infatti, gli pongono proprio la domanda se sia lecito ripudiare la moglie. Gesù risponde chiaramente di no e, senza equivoci, afferma che chi divorzia e si risposa commette adulterio.
Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo. Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere. Gesù in questo Vangelo ci vuole ricordare la bellezza di “essere una carne sola”, di costruire il proprio progetto di vita nella fedeltà e nel dono reciproco, all’interno della coppia. Ci ricorda che ne siamo capaci, proprio perché siamo “capaci di amare”, di donarci.

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Gesù è venuto a ripristinare tutto come era nelle origini, prima del peccato, per farci vivere come previsto dal disegno di Dio. Siamo pronti ad essere più forti della “durezza del nostro cuore”?

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