lunedì 7 settembre 2026

07.09 - SAN GRATO DI AOSTA

SAN GRATO DI AOSTA
San Grato di Aosta, vissuto nel V secolo, è il patrono della città e della diocesi di Aosta. Fu il secondo vescovo della diocesi e succedette a Sant'Eustasio, probabilmente condividendone anche l'origine greca. Si ritiene che abbia ricevuto la sua formazione nella comunità sacerdotale fondata da Sant'Eusebio di Vercelli, una scuola di fede, di vita comune e di servizio alla Chiesa.
Nel 451 partecipò, come sacerdote, al sinodo di Milano, firmando una lettera inviata a San Leone Magno, nello stesso anno del Concilio di Calcedonia, che proclamò con chiarezza la fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Divenuto vescovo di Aosta, guidò il popolo con sapienza, fedeltà e spirito pastorale, custodendo l'unità della Chiesa e l'integrità della dottrina. La tradizione lo ricorda come un pastore vicino alla sua gente, attento ai bisogni concreti delle famiglie e delle campagne.
Per questo motivo è venerato come protettore dei raccolti, affidando al Signore il lavoro dell'uomo e i frutti della terra. Le sue reliquie sono custodite nella cattedrale di Aosta, mentre l'iconografia lo raffigura spesso con la testa di San Giovanni Battista, richiamando un'antica tradizione medievale. Al di là della leggenda, ciò che resta certo è la testimonianza di un vescovo che seppe coniugare la fedeltà alla verità della fede con la carità pastorale.
San Grato ricorda anche a noi che la fede non è soltanto una dottrina da conoscere, ma una vita da testimoniare ogni giorno con coerenza, umiltà e servizio. In un tempo in cui è facile adattare il Vangelo alle mode del momento, il suo esempio invita a custodire con coraggio la verità senza rinunciare alla carità.
Ci ricorda inoltre che il lavoro umano, la cura del creato e la preghiera non sono realtà separate, ma dimensioni che si illuminano reciprocamente quando vengono vissute alla presenza di Dio. La sua vita ci insegna che un pastore autentico non cerca il proprio interesse, ma il bene del popolo affidatogli.
Ancora oggi la sua testimonianza invita ogni cristiano a essere seminatore di speranza, di unità e di fedeltà al Vangelo nella vita quotidiana. per noi oggi 1. Custodiamo la fede. Difendiamo la verità del Vangelo con la stessa convinzione di San Grato o ci lasciamo guidare dalle opinioni del momento? 2. Viviamo il servizio. Il nostro modo di esercitare responsabilità e autorità è animato dallo spirito del buon pastore o dalla ricerca del prestigio personale? 3. Affidiamo il nostro lavoro a Dio. Chiediamo la benedizione del Signore sulle nostre fatiche quotidiane oppure pensiamo di poter fare tutto contando solo sulle nostre forze?
† Aosta, seconda metà del V secolo

Egli fu quasi certamente il presbitero che, dichiarandosi inviato di Eustasio protovescovo di Aosta, firmò la lettera del Concilio Provinciale di Milano inviata nel 451 a papa Leone Magno, in occasione della soluzione del problema delle due nature in Cristo.
Alla morte di Eustasio, nella seconda metà del V secolo, Grato divenne vescovo di Aosta. Sono state avanzate anche due ipotesi. Eustasio e Grato potrebbero essere stati di origine greca. Entrambi potrebbero avere studiato nel cenobio eusebiano di Vercelli perché Aosta era compresa nel territorio di questa città e perché Sant'Ambrogio, nella lettera ai vercellesi, dice che le Chiese dell'Italia settentrionale si rivolgevano a quel cenobio per scegliere i propri pastori.

NELLO STESSO GIORNO:

BEATA EUGENIA PICCO Vergine
Crescenzago, Milano, 8 novembre 1867 - Parma, 7 settembre 1921

A Parma, beata Eugenia Picco, vergine della Congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, che, tutta votata alla volontà di Dio, promosse la dignità delle donne e provvide alla formazione spirituale e culturale delle religiose.

SAN GIOVANNI DA LODI Vescovo
m. Gubbio, Umbria, 7 settembre 1105

A Gubbio in Umbria, san Giovanni da Lodi, vescovo, che fu compagno di san Pier Damiani nelle sue missioni diplomatiche.

 

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