mercoledì 4 febbraio 2026

04.02 SAN GIUSEPPE DA LEONESSA

SAN GIUSEPPE DA LEONESSA

San Giuseppe da Leonessa nacque l’8 gennaio 1556 in una famiglia nobile e benestante. Rimasto orfano in giovane età, fu educato dallo zio Battista Desideri, umanista e maestro a Viterbo, che gli garantì una solida formazione culturale e religiosa. Dotato di intelligenza e carisma, Giuseppe aveva davanti a sé prospettive di successo e di matrimonio vantaggioso, che rifiutò con decisione, attratto da una chiamata più radicale.

Dopo una grave malattia, tornò a Leonessa e maturò la scelta di entrare tra i Cappuccini. Vestì l’abito nel 1572 ad Assisi, cambiando il nome di Eufranio in Giuseppe. Nonostante le pressioni familiari, che lo volevano fuori dal convento per sostenere le sorelle, rimase fermo nella sua vocazione, distinguendosi fin da subito per lo spirito di penitenza e per l’intensità della vita spirituale. Ordinato sacerdote, divenne predicatore molto richiesto e coltivò il desiderio missionario.

Nel 1587 fu inviato a Costantinopoli, dove si dedicò soprattutto all’assistenza dei cristiani prigionieri dei Turchi. Spinto da un ardore missionario estremo, tentò più volte di parlare direttamente al sultano Murad III. Arrestato, subì una delle torture più crudeli: la pena del gancio, restando sospeso per tre giorni sopra un fuoco acceso. Sopravvissuto miracolosamente, venne espulso.

Rientrato in Italia, Giuseppe intensificò la predicazione, unendo alla parola una vita di penitenza radicale: cibo poverissimo, sonno su pietre e paglia, ritmi di lavoro estenuanti. La sua predicazione, semplice e popolare, mirava alla riconciliazione, alla giustizia sociale e al soccorso dei poveri. Fondò Monti di Pietà e Monti Frumentari, promosse ospedali e opere di carità, accompagnando l’azione con una profonda vita mistica, segnata — secondo le fonti — da miracoli e grazie straordinarie.

Dopo una grave e dolorosa malattia affrontata con serenità, morì il 4 febbraio 1612 ad Amatrice. Il suo corpo, venerato dal popolo, fu poi traslato a Leonessa. Beatificato nel 1737 e canonizzato nel 1746, san Giuseppe da Leonessa resta testimone di una fede senza compromessi, disposta a consumarsi per il Vangelo.

 

PER NOI OGGI

 1.     Che cosa siamo disposti a perdere per seguire Dio?

Giuseppe rinuncia a ricchezza, sicurezza e perfino alla protezione della famiglia. Noi che cosa sacrifichiamo davvero? 

2.     La nostra fede è prudente o ardente?
Il suo zelo appare “eccessivo” agli occhi moderni. Ma non è forse tiepida una fede che non rischia nulla?

3.     Annunciamo con le parole o con la vita?
Predicava fino allo sfinimento, ma viveva ciò che annunciava. Le nostre scelte quotidiane confermano ciò che diciamo di credere?

Nato nel 1556, si reca a Costantinopoli dove aiuta i cristiani prigionieri dei turchi. Vuole annunciare il Vangelo al sultano: viene arrestato, torturato e cacciato. In Italia, predica la Buona notizia a poveri, malati, carcerati, viaggiando a piedi, paese per paese. Muore ad Amatrice nel 1612.  

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