domenica 26 gennaio 2025

Ne 8,2-4.5-6.8-10 - 1Cor 12,12-30 - Lc 1,1-4; 4,14-21 - III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO C)

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO C)

Domenica 26 Gennaio 2025
Dal libro di Neemìa - Ne 8,2-4.5-6.8-10
 
In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».
1. Una grande assemblea popolare ascolta la lettura solenne integrale continuata della Torah. La Parola viene commentata, spiegata e alla fine le persone sono invitate a tornare a casa per far festa, FELICI DI AVERE ASCOLTATO LA PAROLA DI DIO CHE FA BENE. È una grazia potersi riunire come popolo santo di Dio intorno a quella Parola che rigenera. Anche oggi!

2. È molto bello anche COGLIERE IL MODO IN CUI IL POPOLO ASCOLTA. Non è un ascolto qualunque, ma un ASCOLTO CHE PROVOCA UN’ADESIONE a Dio. Alla parola ascoltata si risponde con l’assenso della fede.

3. Il popolo rientrato dall’esilio, SENTE DI DOVER RIPARTIRE DALLA PAROLA DI DIO. L’ “AMEN” pronunciato ad alta voce e in modo corale è la RISPOSTA ALLA CHIAMATA A VIVERE NELL’ALLEANZA CON DIO E NELL’OBBEDIENZA ALLA SUA PAROLA. E così sia…

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Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 12,12-30
 
Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
1. Paolo ci ricorda che tutti i doni sono stati dati dall'unico Spirito di Dio. NOI TUTTI SIAMO COME UN CORPO CON CARATTERISTICHE DIVERSE: ogni membro ha una sua funzione, delle proprie qualità E INSIEME IL CORPO È VIVENTE E FUNZIONA. La diversità ha la funzione di accrescere le potenzialità del corpo.

2. Così il corpo della Chiesa composto da tante persone che hanno caratteristiche, attività differenti, sono UNITE DALL'UNICO SPIRITO e fanno vivere quel corpo che è la Chiesa. L'UNITÀ NELLA DIVERSITÀ è l'essenza del corpo di Cristo

3. I membri della chiesa dovrebbero AVERE EMPATIA, CURA E SOSTEGNO GLI UNI VERSO GLI ALTRI. Cosa puoi fare a riguardo all’interno della chiesa? Non è sbagliato desiderare i doni maggiori, ma cosa devi ricercare più di tutto? FACCIAMO IN MODO CHE TUTTO IL CORPO ECCLESIALE FUNZIONI BENE, sia luminoso e dia anche all'esterno una bella testimonianza di Cristo.

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 + Dal Vangelo secondo Luca - Lc 1,1-4; 4,14-21
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

1. Gesù ha proclamato che NELLA SUA PERSONA SI COMPIONO LE SCRITTURE, Egli viene a portare quella SALVEZZA. IL VANGELO INIZIA OGGI CON L’ADESIONE DELLA MIA INTELLIGENZA E LA DEDIZIONE DELLA MIA LIBERTÀ… PARTIAMO…

2. DALLA POVERTÀ del nostro essere uomini feriti dal male, DALL’OPPRESSIONE del mondo che ci circonda, IL SIGNORE CI LIBERA CON LA SUA MISERICORDIA. Il Vangelo inizia oggi, quando CI FIDIAMO DI LUI... ABBI FEDE...

3. «OGGI si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»: IL VANGELO SI REALIZZA ‘OGGI’. Oggi Gesù vive, parla, salva. OGGI NOI LO ASCOLTIAMO, LO GUARDIAMO, LO SEGUIAMO. BUON CAMMINO...

BUONA DOMENICA...

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LA PAROLA

Viviamo in un mondo saturo di parole, spesso vuote, mentre la Parola di Dio è fonte di vita, speranza e guarigione.  Gesù ripete anche a noi: «Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi». Ma noi ascoltiamo? Siamo disposti a confrontarci con quella Parola, che ci mette a nudo davanti a noi stessi? Siamo pronti a lasciarci guidare e anche contestare dalla Parola di Dio?

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LECTIO DIVINA - III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO C)

OMELIA - III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO C)

 

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