domenica 3 maggio 2026

03.05 SANTI FILIPPO E GIACOMO IL MINORE APOSTOLI


FILIPPO E GIACOMO IL MINORE

Filippo e Giacomo il Minore sono ricordati insieme perché le loro reliquie furono deposte nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma. Filippo, di Betsaida, fu tra i primi a incontrare Gesù, che gli disse: “Seguimi”. Subito dopo riferì all’amico Natanaele: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè e i Profeti”.

Nel dialogo con Gesù alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, e durante l’Ultima Cena, dimostrò curiosità e desiderio di conoscere il Padre. Dopo la Pentecoste, evangelizzò l’Asia Minore e la Scizia, morendo martire a Ierapoli, inchiodato a una croce a forma di X.

Le sue figlie rimasero vergini per tutta la vita, secondo la tradizione. Giacomo il Minore, cugino di Gesù, fu indicato da Paolo come una delle “colonne” della Chiesa.

Al Concilio di Gerusalemme propose soluzioni equilibrate per i pagani convertiti e sostenne il discorso di Pietro. A lui si attribuisce la Lettera di Giacomo, che invita a coniugare fede e opere. Subì il martirio nel 62: fu gettato dal pinnacolo del Tempio, lapidato e colpito con un bastone, pregando per i suoi carnefici.

La sua morte lasciò un segno profondo anche nei contemporanei, come riferisce Flavio Giuseppe. Entrambi vissero con coraggio, fede e dedizione, testimoniando che seguire Cristo comporta impegno concreto e rischio personale. Il loro culto si consolida con la riforma liturgica del 1969.
Filippo e Giacomo ci insegnano che la fede va vissuta, annunciata e difesa con coraggio.

Il loro esempio mostra come l’incontro con Cristo cambi la vita, orientandola al servizio degli altri. La loro testimonianza unisce evangelizzazione, preghiera e martirio. Essi incarnano l’ideale apostolico di fedeltà fino alla morte.

La vita di Filippo evidenzia l’importanza della curiosità e dell’entusiasmo nell’incontrare Gesù. Giacomo insegna come la saggezza e la giustizia siano necessarie per guidare la Chiesa. Entrambi dimostrano che la santità richiede coraggio, perseveranza e amore per Dio.

La loro memoria ci invita a non temere di prendere posizione per la verità. Essi sono patroni di agonizzanti, cappellai, cardatori e farmacisti. Il loro esempio continua a ispirare chi desidera vivere una fede autentica e coraggiosa.

 

Per noi oggi

1.     Siamo pronti a testimoniare la fede anche quando costa sacrificio o ci espone al giudizio degli altri?

2.     Lasciamo che l’incontro con Cristo trasformi le nostre azioni quotidiane o rimaniamo superficiali nella fede?

3.     La nostra fede si manifesta solo a parole o anche con opere concrete e coraggiose?


L'apostolo Filippo e Giacomo il minore vengono ricordati lo stesso giorno poichè le loro reliquie furono deposte insieme nella chiesa dei Dodici Apostoli a Roma.
Filippo (primo secolo) era originario della città di Betsaida, la stessa degli apostoli Pietro e Andrea. Discepolo di Giovanni Battista, fu tra i primi a seguire Gesù e, secondo la tradizione, evangelizzò gli Sciti e i Parti.
Giacomo (primo secolo) era figlio di Alfeo e cugino di Gesù. Ebbe un ruolo importante nel concilio di Gerusalemme (50 circa) divenendo capo della Chiesa della città alla morte di Giacomo il Maggiore. Scrisse la prima delle Lettere Cattoliche del Nuovo Testamento. Secondo Giuseppe Flavio (37 circa - 103) fu lapidato tra il 62 e il 66. Tuttavia l'attendibilità del racconto è dubbia.

Dio ha scelto questi uomini santi nella generosità del suo amore e ha dato loro una gloria eterna. 





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