XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Domenica 02 Agosto 2026
Dal libro del profeta Isaìa - Is 55,1-3
Così dice il Signore:«O voi tutti assetati, venite all'acqua,voi che non avete denaro, venite;comprate e mangiate; venite, compratesenza denaro, senza pagare, vino e latte.Perché spendete denaro per ciò che non è pane,il vostro guadagno per ciò che non sazia?Su, ascoltatemi e mangerete cose buonee gusterete cibi succulenti.Porgete l'orecchio e venite a me,ascoltate e vivrete.Io stabilirò per voi un'alleanza eterna,i favori assicurati a Davide».
1. “VENITE, VOI TUTTI ASSETATI”. Ma di cosa abbiamo davvero sete? Siamo circondati da fontane che non dissetano: consumo, successo, approvazione. Dio ci provoca: BEVETE ALTROVE FINCHÉ VOLETE, MA NON VI SAZIERETE MAI. Solo la Sua Parola disseta in profondità. Forse la nostra sete è segno che stiamo ancora bevendo dal pozzo sbagliato.
2. “PERCHÉ SPENDETE DENARO PER CIÒ CHE NON È PANE?” La fede non si compra. Dio smonta la logica del profitto: CIÒ CHE SALVA È GRATIS, ma richiede l’unica moneta che possediamo: il cuore. E bisogna ASCOLTARE perché SOLO LA SUA PAROLA cambia, scomoda, converte. Ma forse non ascoltiamo perché preferiamo restare affamati piuttosto che lasciarci trasformare.
3. “IO STABILIRÒ PER VOI UN'ALLEANZA ETERNA”. Eterna? Noi che siamo abituati ai contratti a scadenza, sappiamo ancora cosa vuol dire per sempre? DIO PROMETTE FEDELTÀ SENZA CONDIZIONI, MENTRE NOI SPESSO RISPONDIAMO CON IMPEGNI A TEMPO DETERMINATO. Dio non ritira la Sua parola… ma noi, quante volte abbiamo già firmato la disdetta?
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 8,35.37-39
Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
1. “CHI CI SEPARERÀ DALL’AMORE DI CRISTO?” Niente di esterno può dividerci da Dio, ma QUANTE VOLTE CI AUTO-SEPARIAMO con l’indifferenza, la paura o l’orgoglio? Non serve la spada o la persecuzione: basta un cuore distratto.
2. “NOI SIAMO PIÙ CHE VINCITORI” — ma sembriamo spesso sconfitti. Viviamo la fede come se fosse un peso, non una vittoria. PAOLO PARLA DI AMORE CHE RENDE LIBERI, e noi ci comportiamo da prigionieri delle lamentele e del pessimismo. Dov’è finito il coraggio dei cristiani?
3. “E NULLA POTRÀ SEPARARCI DALL'AMORE DI DIO, CHE È IN CRISTO GESÙ, NOSTRO SIGNORE.” Dio ci ama in modo totale, ma NOI CONTINUIAMO A METTERE CONDIZIONI: “solo se le cose vanno bene”, “solo se sento qualcosa”. Forse IL VERO MIRACOLO SAREBBE SMETTERE DI DUBITARE DI UN AMORE CHE NON SI SPEGNE, anche quando tutto il resto crolla.
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+ Dal vangelo secondo Matteo - Mt 14,13-21
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista ], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
1. CHI È QUESTO GESÙ che anche oggi si fa seguire e amare più del pane, più dei propri beni e della propria casa? E SPENDONO LA PROPRIA VITA PER LUI nella carità, nella missione, nella verginità, nella misericordia? …
2. Gesù risponde al bisogno della folla guarendo i malati e moltiplicando il pane. Ma il suo miracolo non è un gesto magico, solitario. COINVOLGE I DISCEPOLI NELL'OFFRIRE I CINQUE PANI E I DUE PESCI, E NEL DISTRIBUIRLI ALLA FOLLA. C’è da CONSEGNARE a Gesù tutto ciò che abbiamo e siamo per poi DISTRIBUIRE!
3. Il MIRACOLO DELLA CONDIVISIONE dei pani e dei pesci è L’INVITO A METTERSI IN GIOCO PER ESSERE SOLIDALI CON GLI ALTRI, non restando ripiegati sull'egoismo, ma DIVENENDO STRUMENTI CHE GENERANO VITA. C’è bisogno di TUTTI…
BUONA DOMENICA...
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La moltiplicazione dei pani e dei pesci ci provoca: noi vediamo la mancanza, Gesù vede la possibilità. I discepoli vogliono congedare la folla, Gesù li invita a farsi dono. Dio non moltiplica per magia, ma attraverso la condivisione. Il vero miracolo non è il pane in più, ma il cuore che smette di trattenere.
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LECTIO DIVINA - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
OMELIA - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
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