lunedì 4 maggio 2026

04.05 BEATO TOMMASO (ACERBIS) DA OLERA CAPPUCCINO

FRA TOMMASO DA OLERA

Fra Tommaso da Olera nacque a Olera, in Val Seriana, nel 1563, e visse una giovinezza povera e semplice come pastorello. Rimasto analfabeta fino ai 17 anni, entrò nell’Ordine dei Cappuccini a Verona, dove imparò a leggere e scrivere.

Dimostrò subito grande virtù, dedicandosi con passione alla preghiera e alle opere di carità.
Fu addetto alla questua per decenni, ma il suo apostolato andava oltre il semplice chiedere l’elemosina. Visitava malati, confortava poveri, operava riappacificazioni e conversioni, promuovendo sempre il perdono. A Vicenza e Rovereto sostenne la costruzione di monasteri per suore, favorendo vocazioni religiose.

Nel 1618 era a Padova come portinaio, ma anche guida spirituale di persone illustri e nobili.
Divenne consigliere di arciduchi, imperatori e duchi, intervenendo anche in questioni religiose delicate.

A Monaco convertì al cattolicesimo il duca di Weimar e altre figure influenti. Non era sacerdote, ma parlava di Dio con sapienza, suscitando stupore e meraviglia. La sua vita era guidata da preghiera, digiuni, penitenze e costante attenzione agli altri.

Scrisse il “Concetti morali contra gli heretici”, un’opera difensiva della fede cattolica.
Riconosceva già l’Immacolata Concezione e l’Assunzione di Maria, anticipando sviluppi futuri della dottrina. Promosse pellegrinaggi e la costruzione della prima chiesa in lingua tedesca dedicata all’Immacolata.

Morì a Innsbruck il 3 maggio 1631, lasciando un’eredità di santità e devozione popolare.
Fu sepolto nella cripta della Cappella della Madonna, dove i fedeli austriaci lo venerarono subito. Papa Giovanni XXIII lo definì “santo autentico e maestro di spirito”, Paolo VI lo ricordò come strumento di rinnovamento spirituale.
Il processo di beatificazione iniziò nel 1967 e culminò con la proclamazione a Beato nel 2013.

La sua vita dimostra che umiltà, obbedienza e fedeltà a Dio rendono straordinaria anche una vita semplice. Il frate bergamasco unì fede, azione e carità verso poveri e potenti del suo tempo. Resta esempio di come l’amore a Dio possa trasformare la società senza potere né ricchezze. Fra Tommaso ci ricorda che la santità si costruisce giorno per giorno, tra preghiera e servizio. Il suo esempio è ancora oggi guida per chi vuole vivere coerentemente la fede nella quotidianità.

3 conclusioni provocatorie per noi oggi

1.     Siamo disposti a servire Dio con umiltà e costanza, anche senza riconoscimenti né applausi?

2.     Usciamo dalla nostra zona di comfort per aiutare gli altri, oppure limitiamo la fede a gesti simbolici?

3.     Siamo capaci di influenzare positivamente chi ci circonda con la sola forza dell’esempio cristiano?

Olera, Val Seriana, Bergamo, 1563 - Innsbruck, Austria, 3 maggio 1631

Tommaso Acerbis nasce nel 1563 a Olera in provincia di Bergamo. Fino a 17 anni fa il pastore. Nel 1580 entra nel convento di Verona. Dopo essere stato in vari luoghi, dal 1619 fino alla sua morte risiede come frate questuante ad Innsbruck. Diventa la guida spirituale dell’arciduca Leopoldo V e della sua sposa, Claudia de' Medici; del principe di Salisburgo e di  Ferdinando II, imperatore d'Austria; di Massimiliano I e della moglie Elisabetta, duchi di Baviera. Nel 1654, duecento anni esatti prima della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, suggerisce a un facoltoso amico di costruire una chiesa da dedicare all'Immacolata. Fra’ Tommaso muore il 3 maggio 1631. Il 5 maggio viene sepolto con grande solennità nella chiesa dei Cappuccini di Innsbruck. È stato proclamato Beato il 21 settembre 2013.

... tutto darei per vostr'amore: altro amore non posso più capire che voi, o Dio.

 

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