Dal libro del Siràcide - Sir 47,2-13 NV [gr. 47,2-11]
Come dal sacrificio di comunione si preleva il grasso,così Davide fu scelto tra i figli d’Israele.Egli scherzò con leoni come con capretti,con gli orsi come con agnelli.Nella sua giovinezza non ha forse ucciso il gigantee cancellato l’ignominia dal popolo,alzando la mano con la pietra nella fiondae abbattendo la tracotanza di Golìa?Egli aveva invocato il Signore, l’Altissimo,che concesse alla sua destra la forzadi eliminare un potente guerrieroe innalzare la potenza del suo popolo.Così lo esaltarono per i suoi diecimila,lo lodarono nelle benedizioni del Signoreoffrendogli un diadema di gloria.Egli infatti sterminò i nemici all’intornoe annientò i Filistei, suoi avversari;distrusse la loro potenza fino ad oggi.In ogni sua opera celebrò il Santo,l’Altissimo, con parole di lode;cantò inni a lui con tutto il suo cuoree amò colui che lo aveva creato.Introdusse musici davanti all’altaree con i loro suoni rese dolci le melodie.Conferì splendore alle feste,abbellì i giorni festivi fino alla perfezione,facendo lodare il nome santo del Signoreed echeggiare fin dal mattino il santuario.Il Signore perdonò i suoi peccati,innalzò la sua potenza per sempre,gli concesse un’alleanza regalee un trono di gloria in Israele.
1. Davide ha una fionda e pochi sassi; Golia è un gigante, è forzuto, eppure Davide con l'aiuto del Signore sconfigge Golia. SE CI FIDIAMO DEL SIGNORE, DIVENTIAMO CAPACI DI COSE IMPENSABILI NELLA NOSTRA VITA.2. Davide in ogni sua opera celebrò il Santo, l'Altissimo, amò Colui che lo aveva creato. Più sentiamo Dio vicino e dentro di noi, più lo lasciamo entrare nella nostra vita, PIÙ CI SENTIAMO AMATI DA LUI, PIÙ IN OGNI COSA CHE FACCIAMO VORREMMO DARE GLORIA A LUI.3. “IL SIGNORE PERDONÒ I SUOI PECCATI…”. Dio non cerca super uomini, persone impeccabili, ma solo persone che facciano del loro meglio per servirlo, riconoscendo i propri errori e rialzandosi, dopo aver fatto l’esperienza della misericordia del Signore. Buona vita!
--------------------------------------------------------------
+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 6,14-29
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Il Vangelo descrive la fine drammatica di Giovanni il Battista, uomo giusto che proclamò con coraggio la verità dei comandamenti di Dio, anche quando ciò significava opporsi a Erode, il re potente. Questa sua integrità gli procurò l’ostilità e il rancore di Erodìade, che trovò l’occasione per vendicarsi.
In questa scena Erode rivela tutta la sua debolezza, incapace di rifiutare una richiesta crudele a causa del giuramento e della pressione sociale. La vicenda porta a riflettere sulla vulnerabilità dell’animo umano di fronte alle influenze esterne e al cattivo uso del potere, mostrando come il cedimento morale possa condurre a scelte ingiuste. Giovanni, con il suo martirio, sigilla la sua testimonianza e servizio a Cristo, che è la verità in persona.
📲 I MIEI SOCIAL:
Instagram: https://www.instagram.com/rzambotti/ Facebook: https://www.facebook.com/renzo.zambotti.12/ Blogspot: https://renzozambotti.blogspot.com/ TikTok: https://www.tiktok.com/@renzozambotti
Nessun commento:
Posta un commento