martedì 3 gennaio 2023

COME COSTRUIRE UNA VITA

 

"COME COSTRUIRE UNA VITA"...

«Tutti gli uomini vogliono essere felici», scriveva Seneca al fratello intorno all’anno 58, ma nessuno ci vede chiaro quando si tratta di esaminare in cosa consiste la felicità : «edonismo», «vita in armonia con la natura» o, forse, nel linguaggio moderno, «pace interiore». Il filosofo fu esiliato da Roma dall’imperatore Claudio, per poi tornare come precettore e consigliere dell’imperatore Nerone, il quale prima lo ammirò, poi lo accusò di cospirazione e infine lo costrinse al suicidio. La lezione di Seneca è quindi ancora più straordinaria se relazionata con la sua vita tormentata. 

·         Lezione numero 1 Nella prima lezione, Seneca ci invita a porsi con la stessa equidistanza di fronte alla morte o a una commedia. Non dice che un funerale o farsa sono la stessa cosa, ma ci invita a controllare le nostre emozioni affinché non ci sommergano: l’animosità alimenta catastrofismo e nevrosi.

·         Lezione numero 2 «Mi sottoporrò a qualsiasi lavoro; la mia anima sosterrà il mio corpo». Questa è una delle grandi lezioni della ricerca moderna: la salute fisica e intellettuale è alla base di una vita felice. Le persone che hanno conservato voglia di vivere e salute anche in età avanzata ci sono riuscite perché non hanno mai smesso di imparare e di fare esercizio fisico.

·         Lezione numero 3 «Disprezzerò le ricchezze senza essere più triste se si trovano in qualsiasi altro luogo che non sia la mia casa, né più orgoglioso se brillano intorno alla mia persona; non sarò sensibile né all’arrivo né alla ritirata della fortuna». Seneca va oltre il famoso adagio secondo cui il denaro non rende felici: ci insegna che l’attaccamento alla ricchezza è fonte di infelicità.

·         Lezione numero 4 Così, nella quarta lezione, considera «la terra degli altri come la mia, e la mia come appartenente a tutti ». In altre parole, l’infelicità non deriva solo dal desiderare le cose, ma anche dall’aggrapparsi a ciò che si possiede.

·         Lezione numero 5 «Vivrò convinto di essere nato per gli altri e ringrazierò la natura delle cose». Mettersi al servizio degli altri è uno dei modi più semplici per essere più felici. «Fare beneficenza e volontariato, spendere denaro per gli altri, donare sangue sono atti che aumentano il nostro benessere», scrive The Atlantic.

·         Lezione numero 6 «Qualunque bene possieda, non lo conserverò come un avaro, né lo disperderò come un prodigo». La moderazione porta la pace interiore. E ancora una volta la scienza moderna dà ragione a Seneca. Sappiamo quanto sia importante essere misurati nel consumo di alcol e cibo. «Ma Seneca ci dice che dobbiamo misurarci anche con le virtù: se lavorare è un bene, lavorare in eccesso rischia di renderci dipendenti dal lavoro».

·         Lezione numero 7 «Non conterò né peserò i miei benefici». Il valore di ciò che faccio non si basa su quanto mi costa, ma sul beneficio che ne traggono gli altri. «Per esempio, il vero valore del mio lavoro non è il mio stipendio, ma ciò che porta agli altri ».

·         Lezione numero 8 «Nulla per l’opinione, tutto per la coscienza nelle mie azioni». La lezione è duplice. In primo luogo, dobbiamo resistere al confronto sociale. Si tratta, infatti, di un pilastro della psicologia. «Ed è probabilmente uno dei motivi principali per cui — scrive The Atlantic — i social network devastano il nostro buon umore: ci confrontiamo costantemente con amici e sconosciuti. L’integrità e la moralità portano alla felicità, l’ipocrisia all’infelicità».

·         Lezione numero 9 «Grazioso con i miei amici, mite e facile con i miei nemici, mi piegherò prima che mi venga chiesto, risponderò alle richieste oneste». «Amate i vostri nemici», ci insegnano la Bibbia e i Vangeli. Un insegnamento presente in molte filosofie. Martin Luther King disse in un sermone del 1957: «L’amore ha un potere redentore. Ha un potere che trasforma le persone».

·         Lezione numero 10 «Saprò che la mia casa è il mondo e che gli dei sono i suoi padroni; che sono sopra e intorno a me, censori delle mie azioni e delle mie parole». Devo agire non solo come se gli altri mi guardassero, ma anche come se Dio stesso avesse i suoi occhi costantemente su di me. Questa è un’ attualissima lezione di etica, a prescindere dalla propria fede o dall’essere o meno credenti. È l’idea dell’ agire sociale «come se».

·         Lezione numero 11 «Quando piacerà alla natura chiedere di nuovo la mia anima [...], ci andrò». «Pensare al bene degli altri — scrive la rivista americana — è un modo per accettare serenamente la propria morte. Secondo uno studio su pazienti oncologici terminali, quelli tra loro che si sentivano in pace erano “concentrati su un’altra persona”: Vedevano la loro malattia come un’opportunità per dare agli altri, incoraggiando gli amici o partecipando a studi clinici con l’obiettivo di aiutare i futuri pazienti».

Per quanto saggi, questi insegnamenti di Seneca sono talvolta difficili da applicare. Vanno contro alcuni dei nostri impulsi naturali. «Seneca comprese molto bene questa contraddizione e, oltre a questi precetti, propose una loro applicazione pratica : provare, ovvero provarci, un po’, ogni giorno». 

 

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domenica 1 gennaio 2023

Lc 2,16-21 - I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù. - COMMENTO AUDIO.

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Domenica 01 Gennaio 2023
Lc 2,16-21 - I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 2,16-21
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA

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PRIMA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2020/12/nm-6-22-27-maria-santissima-madre-di-dio.html

SECONDA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2020/12/gal-44-7-maria-santissima-madre-di-dio.html

VANGELO

https://renzozambotti.blogspot.com/2019/12/lc-216-21-maria-santissima-madre-di-dio.html

L’ESSENZIALE È VIVERE «PREPARANDOSI A SUPERARE L’ULTIMO ESAME DI FRONTE A DIO».

  

"L’ESSENZIALE È VIVERE «PREPARANDOSI A SUPERARE L’ULTIMO ESAME DI FRONTE A DIO». "...

«Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico e il fratello che ha già patito egli stesso le mie insufficienze e perciò, in quanto giudice, è al contempo mio avvocato (Paraclito). 
In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte.
In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all’inizio dell’Apocalisse: egli vede il Figlio dell’uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: “Non temere! Sono io...”».
(Benedetto XVI)

 

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venerdì 30 dicembre 2022

DIO È MOLTO PIÙ ...

DIO È MOLTO PIÙ ...

In una fredda notte un asceta errante trovò riparo nel tempio. Il sacerdote non voleva farlo entrare, ma il poveraccio se ne stava mezzo congelato lì sulla neve. Allora lo fece entrare nel tempio: “Solo per questa notte!”. Nel cuore della notte il sacerdote sentì uno scoppiettio: scese dal letto e andò a vedere. Rimase costernato: l’asceta aveva bruciato la statua in legno del Buddha per scaldarsi. Il sacerdote andò su tutte le furie: “Ma cos’hai fatto? Quella era la statua del Buddha”. Andò su tutte le furie, ma ormai… Comunque prese l’asceta e lo cacciò fuori al freddo gelido. Andò a letto con una rabbia tremenda: “Guarda te, tu fai il bene e poi ne ottieni questo”. Finché dormiva gli apparve il Buddha. Era molto arrabbiato. “Hai ragione Buddha ad essere arrabbiato – disse il sacerdote – per ciò che è successo non avrei mai pensato”. Il Buddha: “Non sono arrabbiato per questo; sono arrabbiato perché hai attribuito più valore a un pezzo di legno che a me. Ero io quell’uomo!”.

 

Dio è molto più nell’uomo che in una preghiera.
Dio è molto più in chi hai vicino che nelle altezze dei cieli.
Dio è molto più in casa tua che in una chiesa.
Dio è molto più dentro di te che fuori di te in un tramonto.
Tutto questo perché Dio si è fatto carne...

 

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mercoledì 28 dicembre 2022

CIÒ CHE OGGI NON CONSIDERI, DOMANI SARAI COSTRETTO A FARNE I CONTI...

CIÒ CHE OGGI NON CONSIDERI, DOMANI SARAI COSTRETTO A FARNE I CONTI...

Una delle situazioni drammatiche di questi giorni è la situazione di Aleppo. Il dirigente dell’Onu Rzehak stima che circa mezzo milione di bambini ad Aleppo abbiano bisogno di sostegno psicologico e sociale, e di questi circa 100.000 hanno bisogno di un’assistenza specializzata. Secondo Rzehak, dagli esami psicosociali preliminari, i bambini che provengono da Aleppo Est e che sono riusciti a fuggire stanno “perdendo l’istinto basilare di difesa”, cioè hanno tendenze suicide (il 50% dei bambini ha queste tendenze suicide!), dove per loro vivere o morire è la stessa cosa. Per questi bambini essere bombardati e dover fuggire, fare i conti con l’angoscia tutti i giorni e tutte le ore del giorno, è diventato così normale che, se feriti, non piangono più. Sono diventati refrattari, insensibili, dove più nulla causa dolore o entusiasmo. Sono morti viventi.


Ora io vivo in Italia e mi posso dire: “Mi dispiace, ma in fin dei conti, la cosa è lontana e non mi riguarda. E poi che posso fare?”. Ma ciò che oggi non consideri, domani sarai costretto a farne i conti.


Bambini così, che oggi hanno 5 o 10 anni, insensibili, per cui vivere e morire è lo stesso, che non fanno distinzione tra vita e morte, fra qualche anno, con tutto l’odio e la rabbia che hanno dentro, potranno essere benissimo e facilmente dei terroristi. E quando succedono fatti terroristici tutti noi ci diciamo: “Ma com’è possibile?”.


Ma ogni uomo è stato un bambino; ciò che oggi è “grande” (il terrorista), un tempo fu bambino. Nessuno è così a caso: ci è “arrivato” ad essere così. 


Ciò che oggi non consideri, domani sarai costretto a farne i conti.

 

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domenica 25 dicembre 2022

Gv 1,1-18 - Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. - COMMENTO AUDIO.

NATALE DEL SIGNORE - MESSA DEL GIORNO

Domenica 25 Dicembre 2022
Gv 1,1-18 - Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 1,1-18

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA

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Per il commento alle letture di oggi clicca il seguente link...

PRIMA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2020/12/is-91-6-natale-del-signore-messa-del.html

SECONDA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2020/12/eb-11-6-natale-del-signore-messa-del.html

VANGELO

https://renzozambotti.blogspot.com/2019/12/gv-11-18-natale-del-signore-messa-del.html

IL NATALE È OGGI, IL NATALE È ADESSO ... UN'IDEA PER TE....

IL NATALE È OGGI, IL NATALE È ADESSO...

Gesù nasce ma tutto questo per il grande, divino, Cesare Augusto (=degno di venerazione), per Quirinio, per i potenti del tempo, non succede nulla. E’ il grande pericolo: viene Natale ma non succede nulla dentro, non cambia nulla poi.

1. Sul banco c’è una busta e un foglio dentro. Vi do 2 minuti e rifletteteci: scrivete qualcosa di nuovo, magari anche piccolo, qualcosa di concreto, che per voi è importante iniziare, fare, decidere, nei prossimi 2-3 mesi.

2. Non scrivete cose impossibili (esempio: “Voglio cambiare vita; voglio amare di più”), ma piccole cose concrete, realizzabili (esempio: “Decido che inizio una dieta; voglio iniziare quel corso; voglio non guardare più il cellulare finché la gente mi parla; voglio fare 5 minuti di silenzio o meditazione alla mattina che mi aiutano ad essere più positivo, ecc.”).

3. Adesso scrivete la vostra decisione sul foglio, chiudete la lettera, e scrivete il vostro indirizzo (leggibile!). Ve la rimanderemo per Pasqua.

4. E adesso mettetevi in coppia con qualcuno che non conoscete, ditevi brevemente la vostra decisione e date il vostro numero di cellulare al vostro compagno che lo scrive sulla sua lettera (magari scrivete anche il vostro nome sulla sua lettera, se no fra 3 mesi chi se lo ricorda!).

- Fra tre mesi vi arriverà questa lettera: “Avrete fatto allora qualcosa di nuovo? Avrete fatto Natale?”.

E insieme alla vostra lettera vi arriverà anche il nome e il cellulare del vostro compagno: chiamatelo e chiedete anche a lui se avrà attuato la sua decisione.

La vita è adesso. La vita è azione.

Natale è ogni volta che permettiamo a qualcosa di nuovo di nascere.

Natale è molto semplice, è molto concreto.


Quindi Buon Natale: oggi ve lo auguro e forse fra qualche mese lo sarà.

 

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