lunedì 3 agosto 2026

03.08 - SANT' ASPRENO DI NAPOLI

SANT' ASPRENO DI NAPOLI

La tradizione cristiana colloca la figura di Sant’Aspreno tra il I e il II secolo. È venerato come il primo vescovo di Napoli e uno dei più antichi evangelizzatori della città. La sua memoria è strettamente collegata alla basilica di San Pietro ad Aram.

Secondo la tradizione, proprio in questo luogo san Pietro lo battezzò. La basilica custodirebbe inoltre l’Ara Petri, l’altare sul quale l’Apostolo pregò e celebrò l’Eucaristia. Per la sua straordinaria antichità il santuario ricevette importanti privilegi pontifici.

Al suo interno si conserva una cappella dedicata allo stesso Sant’Aspreno. La sua conversione è legata alla figura di Candida la Vecchia, un’ebrea guarita da san Pietro. Dopo aver ricevuto la guarigione, Candida condusse dall’Apostolo l’amico Aspreno. Anche lui fu miracolosamente risanato da una grave malattia. L’esperienza della guarigione lo portò ad abbracciare la fede cristiana.

La tradizione racconta che fu lo stesso san Pietro a consacrarlo vescovo. Da quel momento iniziò il suo ministero pastorale nella comunità napoletana. Tra le opere attribuitegli vi è la fondazione di un antico luogo di culto mariano. Questo santuario dedicato a Santa Maria del Principio sarebbe poi confluito nella basilica di Santa Restituta. La sua attività episcopale è ricordata anche da documenti del primo millennio.

Tra questi spicca il Calendario Marmoreo di Napoli, inciso nel IX secolo. Nel corso dei secoli la sua devozione si diffuse in tutta la città. È tradizionalmente invocato contro le forme di emicrania. Viene venerato come secondo patrono di Napoli dopo San Gennaro. Alla sua memoria sono dedicate importanti chiese storiche del capoluogo campano.

Tra queste figurano Sant’Aspreno ai Crociferi e Sant’Aspreno al Porto. Quest’ultima sorge secondo la tradizione nel luogo della sua antica dimora. La figura del santo continua a richiamare le origini apostoliche della Chiesa napoletana.


Per noi oggi:

1. Oggi si parla molto di identità e tradizioni locali, ma pochi conoscono davvero le radici spirituali della propria città. Sant’Aspreno ricorda che Napoli è nata cristiana prima ancora di diventare una grande capitale culturale.

2. La conversione di Aspreno nasce da un incontro personale e non da una teoria religiosa. Anche oggi la fede cresce più attraverso testimonianze autentiche che attraverso dibattiti e polemiche.

3. Molti cercano soluzioni immediate alle proprie fragilità, ma dimenticano la dimensione spirituale della guarigione. La storia di Sant’Aspreno suggerisce che il cambiamento più profondo inizia dal cuore prima che dalle circostanze esterne.

fine del I secolo e gli inizi del II
   Primo vescovo di Napoli, visse tra la fine del I secolo e gli inizi del II, epoca a cui si fanno risalire gli inizi della Chiesa partenopea. Vari antichi documenti, tra i quali il Calendario marmoreo di Napoli, fissano la durata del suo episcopato in 23 anni. Secondo una leggenda si sarebbe convertito dopo essere stato guarito da san Pietro, che lo consacrò poi vescovo. Fece costruire l'oratorio di Santa Maria del Principio, su cui sarebbe poi sorta la basilica di Santa Restituta e la chiesa di San Pietro ad aram. Dopo san Gennaro è il secondo dei 47 protettori di Napoli i cui busti sono custoditi nella Cappella del tesoro in Duomo, dove sarebbe anche conservato il bastone con cui san Pietro lo guarì.

 

NELLO STESSO GIORNO:

 SAN PIETRO GIULIANO EYMARD Sacerdote e fondatore - MILANO

La Mure d'Isère, Francia, 4 febbraio 1811 - 1 agosto 1868

San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote, che, dapprima appartenente al clero diocesano e poi membro della Società di Maria, fu insigne cultore del mistero eucaristico e istituì due nuove Congregazioni, l’una maschile e l’altra femminile, per promuovere e diffondere la devozione verso il Santissimo Sacramento. Morì nel villaggio di La Mure presso Grenoble in Francia, dove era nato.

 

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