giovedì 2 febbraio 2023

Gv 4,46-54 - RITO AMBROSIANO - V Domenica dopo l'Epifania

RITO AMBROSIANO

V Domenica dopo l'Epifania
DOMENICA 5 FEBBRAIO 2023
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 4,46-54

1. «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Non dobbiamo cercare i miracoli per credere; EGLI VUOLE L’ASCOLTO DELLA SUA PAROLA E LA GIOIA CHE FA SCEGLIERE DI RIMANERE CON LUI SEMPRE. Non esiste FEDE senza SEQUELA quotidiana…

2. «Gesù gli rispose: “Va’, tuo figlio vive!”». UN MIRACOLO SOTTO LA FORMA DELLA PROMESSA: «Tuo figlio vive!». La fede conosce passaggi difficili in cui non c’ è che la promessa fatta da Gesù. IL VERO MIRACOLO È LA VITA CHE DIO CI DONA SEMPRE anche quando non accadono fatti straordinari...

3. «Credette lui con tutta la sua famiglia». IL FIGLIO È GUARITO PER LA FEDE DEL PADRE NELLA PROMESSA DI GESÙ. La fede ci accompagna sempre alla speranza. Il credente crede perché spera in ciò che gli è stato promesso e, PROPRIO AFFIDANDOSI A QUESTA PROMESSA, RIESCE A “LEGGERE” I FATTI, ANCHE QUELLI PIÙ TRAGICI, DOVE DIO TACE…

BUONA DOMENICA...
  ✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 4,46-54
In quel tempo. Il Signore Gesù andò di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao.
Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia».
Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.


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mercoledì 1 febbraio 2023

I CONTRARI... NON SONO LA STESSA COSA...

I CONTRARI...
NON SONO LA STESSA COSA...


BEATI I POVERI IN SPIRITO=il contrario della povertà in spirito è la dipendenza dalla ricchezza.
BEATI GLI AFFLITTI=il contrario è il non saper piangere, il non sentire il dolore che si vive. 
BEATI I MITI=il contrario è essere duri con sé. 

BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DELLA GIUSTIZIA= il contrario è vivere in superficie, senza ascoltare la “fame” di cose giuste, di passione, di “vita vera”, di profondità. 
BEATI I MISERICORDIOSI= il contrario è essere spietati
BEATI I PURI DI CUORE= il contrario è vedere “cattive intenzioni dappertutto”. 

BEATI GLI OPERATORI DI PACE= il contrario è vivere nel rancore, nella rabbia, nell’odio.
BEATI I PERSEGUITATI PER CAUSA DELLA GIUSTIZIA…= il contrario è sentirsi perseguitati ingiustamente. Vedi tutto nero, ti senti vittima del mondo, degli eventi; ti senti perseguitato ingiustamente… 

Mi raccomando: VIVI LA FELICITÀ E SCACCIA IL CONTRARIO, e allora essa abiterà la tua casa!

 

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martedì 31 gennaio 2023

LE BEATITUDINI SONO DENTRO DI NOI.

LE BEATITUDINI SONO DENTRO DI NOI.

 

Gesù per parlare alle folle utilizzava delle frasi brevi e significative, che potevano essere riportate facilmente e che potevano essere la nuova chiave di lettura nella vita delle persone.

Gesù, il nuovo Mosè, sul monte sta dando un nuovo insegnamento. La differenza con Mosè sta nel fatto che Mosè sale sulla montagna per ricevere la legge, qui è Gesù stesso che dà questa legge, cioè  Lui è il legislatore, colui che annuncia questa legge, questo nuovo modo di guardare le cose.
La prima vera grande conversione da vivere è quella dell'immaginario: dobbiamo liberarci di una certa immagine di Dio, del Messia.
L’unica immagine autorizzata di Dio che noi possiamo usare è Gesù.
Questo è importante perché tante volte dentro di noi continuiamo a coltivare delle immagini di Dio sbagliate che molto spesso, invece di favorire la nostra relazione con il Signore la impediscono.

Le beatitudini sono la grande carta d’identità di Gesù. Non sono un'indicazione morale per la comunità Cristiana. È Gesù l'uomo delle beatitudini. Se noi in qualche modo viviamo queste beatitudini è perché amiamo Lui, e inevitabilmente si assomiglia sempre alla persona che si ama. Se tu ami qualcuno assomigli a quel qualcuno.
Le beatitudini non sono tanto un comandamento che nasce dal “tu devi” ma è una rivelazione, Gesù sta rivelando se stesso. 

Nel dono della fede che noi abbiamo ricevuto, le beatitudini sono dentro di Noi. Non sono qualcosa da conquistare! Si tratta di tirarle fuori! 
Matteo scrive tutto il suo Vangelo per mostrarci come Gesù incarna ciascuna di queste beatitudini: è Lui il povero in Spirito, è Lui il puro di cuore è Lui il perseguitato, è Lui l’affamato di giustizia, è Lui quest'uomo descritto nelle beatitudini.

Le beatitudini sono un pozzo senza fondo. Noi possiamo costantemente entrare dentro la dinamica delle beatitudini e accorgerci come Esse dicono sempre qualcosa di nuovo.

 

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domenica 29 gennaio 2023

Mt 5,1-12 - Beati i poveri in spirito. - COMMENTO AUDIO.

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 29 Gennaio 2023
Mt 5,1-12 - Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,1-12
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA


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Per il commento alle letture di oggi clicca il seguente link...

PRIMA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2023/01/sof-23-312-13-iv-domenica-del-tempo.html

SECONDA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2023/01/1cor-126-31-iv-domenica-del-tempo.html

VANGELO

https://renzozambotti.blogspot.com/2023/01/mt-51-12-iv-domenica-del-tempo.html

domenica 22 gennaio 2023

Mt 4,12-23 - Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa. - COMMENTO AUDIO.

 III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO A)

Domenica 22 Gennaio 2023
Mt 4,12-23 - Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa.

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 4,12-23
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA


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Per il commento alle letture di oggi clicca il seguente link...

PRIMA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2023/01/is-823-93-iii-domenica-del-tempo.html

SECONDA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2023/01/1cor-110-1317-iii-domenica-del-tempo.html

VANGELO

https://renzozambotti.blogspot.com/2020/01/gv-129-34-iii-domenica-del-tempo.html

sabato 21 gennaio 2023

21.01.2023 - Eb 9,2-3.11-14 - Cristo entrò una volta per sempre nel santuario in virtù del proprio sangue.

           Dalla lettera agli Ebrei - Eb 9,2-3.11-14

Fratelli, fu costruita una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta; essa veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata Santo dei Santi.
Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?

1. GESÙ COME SOMMO SACERDOTE SALVA DEFINITIVAMENTE L’UMANITÀ. Egli officia la nuova liturgia non più in una tenda materiale, ma nel suo corpo umano-divino. Si passa così dal sangue degli animali che, poiché il sangue è vita espia (rende puro) i peccati, al SANGUE DI GESÙ, cioè LA SUA VITA DI LIBERA OBBEDIENZA AL DISEGNO DEL PADRE ATTUATO NELLO SPIRITO SANTO. 

2. IL SUO AMORE PER NOI, CHE SI È MANIFESTATO NEL MISTERO PASQUALE, ci spinge a lasciare il peccato per servire il Dio vivente.

3. Questa NUOVA ALLEANZA TRA DIO E GLI UOMINI rinnova la prima alleanza e la rende definitiva passando dalla legge esteriore a quella interiore dello Spirito, così che gli UOMINI CHE LA VIVONO POSSONO CONSEGUIRE LA COMUNIONE PROMESSA CON IL SIGNORE DELLA VITA.


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giovedì 19 gennaio 2023

Lc 9,10b-17 - RITO AMBROSIANO - III Domenica dopo l'Epifania

RITO AMBROSIANO

III Domenica dopo l'Epifania
DOMENICA 22 GENNAIO 2023
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 9,10b-17

1. «Voi stessi date loro da mangiare» I Dodici Apostoli sono CHIAMATI A STARE CON GESÙ E IMMERGERSI COME LUI NELLE SITUAZIONI CONCRETE DEL MONDO. Come seguo io Gesù? Seguirlo vuol dire USCIRE da noi stessi E FARE della nostra vita un dono a Lui e agli altri. CHIAMATI ALLA SEQUELA...

2. Di fronte alla necessità della folla, ecco la soluzione dei discepoli: OGNUNO PENSI A SE STESSO; congeda la folla! Ma la soluzione di Gesù va in un’altra direzione: «Voi stessi date loro da mangiare». Come è possibile? E' POSSIBILE CON LA COMUNIONE… CHIAMATI ALLA COMUNIONE…

3. «Voi stessi date loro da mangiare» CHE COSA DANNO I DISCEPOLI? Quel poco che hanno: cinque pani e due pesci. Quei pani e quei pesci che NELLE MANI DEL SIGNORE SFAMANO TUTTA LA FOLLA. Si sono FIDATI della parola di Gesù ed È ACCADUTO il prodigio: "Tutti mangiarono a sazietà"... CHIAMATI ALLA CONDIVISIONE…

BUONA DOMENICA...

✠ Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 9,10b-17

In quel tempo. Il Signore Gesù prese i suoi discepoli con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.


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