IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 13, 1-23
Nel Vangelo della parabola del seminatore, Gesù non si concentra tanto sul seme, che è sempre buono, ma sul terreno che lo accoglie. Il problema non è Dio che smette di parlare, ma il nostro cuore che a volte si indurisce, si distrae o si stanca. Dentro di noi convivono tutti e quattro i terreni: la strada dura, il terreno sassoso, quello pieno di spine e anche la terra buona. La domanda è: quale terreno stiamo coltivando oggi?Una storia vera che illumina questo Vangelo è quella di Nelson Mandela. Dopo 27 anni di carcere, avrebbe avuto tutte le ragioni per diventare un uomo pieno di odio. Il carcere avrebbe potuto rendere il suo cuore una strada dura o un terreno pieno di spine. Invece accadde qualcosa di straordinario: Mandela custodì dentro di sé un piccolo seme, quello del perdono e della riconciliazione. Quando uscì dal carcere, non cercò vendetta contro chi lo aveva umiliato, ma lavorò per unire un Paese diviso. Diceva: “Il rancore è come bere veleno sperando che muoia l’altro”. Come ha fatto? Non è stato un miracolo improvviso. È stato il lavoro quotidiano sul terreno del cuore. Mandela ha lottato contro le pietre della rabbia, ha strappato le spine dell’odio, ha impedito alla durezza di prendere il sopravvento. Così il seme ha portato frutto: non solo nella sua vita, ma nella storia del mondo. Anche noi spesso viviamo come il terreno sassoso: ci entusiasmiamo facilmente, ma molliamo appena arriva una fatica. Oppure siamo terreno spinoso: pieni di notifiche, ansie, corse, soldi, apparenze… e la Parola non trova spazio. Gesù però non ci condanna: ci invita a lavorare il terreno. La terra buona non nasce perfetta: viene coltivata. Bellissima allora l’immagine del cammello: custodire la Parola, ruminarla, tenerla dentro finché diventa carne della nostra vita. Oggi invece rischiamo di vivere da “cavalli”: ascoltiamo tutto e non tratteniamo nulla. Mille parole entrano nelle orecchie, ma poche arrivano al cuore. Per noi oggi 1. Abbiamo il cuore pieno di contenuti… ma vuoto di silenzio. Ascoltiamo podcast, video, social, notizie continue, ma quanta Parola di Dio resta davvero dentro di noi? 2. Molti vogliono risultati immediati, pochi accettano il tempo delle radici. Senza preghiera quotidiana, fedeltà e pazienza, il primo sole brucia tutto.3. Le spine moderne hanno nomi precisi: ansia, immagine, denaro, telefono. Non sempre il male ci distrugge con grandi peccati: spesso ci soffoca lentamente con troppe distrazioni.
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