giovedì 15 gennaio 2026

15.01 SAN MAURO

SAN MAURO

 San Mauro è ricordato come uno dei più celebri discepoli di san Benedetto da Norcia, insieme a san Placido. Le principali notizie sulla sua vita provengono dal secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno, che raccoglie le testimonianze dirette dei discepoli di Benedetto.

 Figlio di un nobile romano di nome Eutichio, Mauro fu affidato ancora adolescente a san Benedetto, che ne riconobbe subito le “sante abitudini”. Cresciuto alla scuola del grande patriarca del monachesimo occidentale, Mauro divenne un modello di obbedienza, umiltà e vita monastica.

 L’episodio più famoso della sua vita è legato al miracolo del lago. Quando san Benedetto, dalla sua cella, gli ordinò di correre in aiuto di Placido caduto in acqua, Mauro obbedì senza esitazione e, senza rendersene conto, camminò sulle acque, salvando il confratello. Alla disputa di umiltà tra maestro e discepolo su chi fosse l’autore del miracolo, fu Placido a chiarire che aveva visto il mantello dell’abate Benedetto sopra di sé: segno che l’obbedienza del discepolo aveva reso operante la grazia del maestro.

 Secondo una tradizione successiva, attestata nel nono secolo dall’abate Odone di Glanfeuil, san Mauro fu inviato da Benedetto in Gallia, dove avrebbe fondato il monastero di Glanfeuil, il primo cenobio benedettino di quelle terre. Da questa fondazione derivò una profonda devozione al santo in Francia, testimoniata anche dal villaggio che prese il nome di San Mauro sulla Loira.

 Il culto di san Mauro ebbe grande rilievo nei secoli successivi, fino alla nascita nel 1618 della Congregazione di San Mauro, i cui monaci, detti “maurini”, si distinsero per l’altissimo livello culturale e scientifico, contribuendo in modo decisivo allo studio della storia, della patristica e dell’archeologia cristiana. La congregazione fu soppressa durante la Rivoluzione francese e molti suoi membri morirono martiri.

 San Mauro è invocato contro ogni pericolo e difficoltà, ed è patrono di diverse categorie di lavoratori e dei malati colpiti da reumatismi e gotta.

 

Per noi oggi:

 1. L’obbedienza può aprire strade impossibili: Mauro cammina sulle acque perché non discute l’ordine ricevuto, ma si fida.

 2. La santità si impara da un maestro, non da soli: Alla scuola di san Benedetto, Mauro cresce nella fede e nella libertà interiore.

 3. La fedeltà genera cultura e civiltà: Dai monasteri legati a san Mauro nasce una tradizione che ha edificato l’Europa.

 

Vissuto nel VI secolo, figlio di un nobile romano, affidato bambino a S. Benedetto, ne divenne il discepolo prediletto e quindi fidato collaboratore. Mandato in Francia fondò a Granfeul un monastero. Nell’ultimo periodo della sua vita si dedicò alla preghiera e alle letture. La sua vita, oltre che di amore verso Dio, è ancora oggi esempio di obbedienza all’Ordine.

NELLO STESSO GIORNO:
SANTI NARNO, VIATORE E GIOVANNI, VESCOVI DI BERGAMO
In un’unica celebrazione la Chiesa di Bergamo venera tre dei suoi Santi vescovi. Narno, primo vescovo di Bergamo, tenne la cattedra episcopale all’inizio del IV secolo. Venne sepolto nella cripta dell’antica cattedrale alessandrina, accanto al corpo di Sant’Alessandro. Viatore è secondo nella serie dei vescovi bergomensi. Associato al suo predecessore nella venerazione e nel culto, già i più antichi calendari ne ricordano la memoria. Giovanni, eletto verso il 670, apre gloriosamente la serie dei vescovi di Bergamo del periodo longobardo. Paolo Diacono lo chiama “vir mirae sanctitatis” ed è certo che Giovanni convertì al cattolicesimo i Longobardi ariani, restituendo al culto cattolico la cattedrale di san Vincenzo. Morì, forse martire, verso il 683. Le reliquie di questi tre santi vescovi bergomensi sono venerate dal 1561 nella cattedrale di Sant’Alessandro.

 

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