martedì 13 gennaio 2026

IL DOLORE PARLA, LA FEDE RISPONDE

IL DOLORE PARLA, LA FEDE RISPONDE

La storia di Lena è un cammino di lutto trasformato in ricerca spirituale. Dieci anni dopo aver perso la sua migliore amica Marie negli attentati del 13 novembre 2015 al Bataclan, Lena si trasferisce nell’undicesimo arrondissement di Parigi senza sapere che, a pochi metri dal luogo della tragedia, si trova la chiesa di Saint Ambroise con una cappella dedicata alle vittime. È proprio in questa parrocchia che, spinta da un desiderio crescente di fede, decide di chiedere il battesimo. Compilati i documenti per iniziare il catecumenato, entra per la prima volta in chiesa e scopre la targa commemorativa: tra i nomi incisi c’è quello di Marie. Per lei è un segno, un incontro simbolico che trasforma la cappella in un luogo di vicinanza e memoria.

 Lena ha origini religiose miste: madre musulmana, padre cattolico non praticante. La sua attrazione verso il cristianesimo nasce dalla bellezza silenziosa delle chiese, dall’arte e dalla musica sacra, poi dalla scoperta del messaggio di Cristo, che percepisce come qualcosa capace di unificare la sua vita. Frequentando la messa, comprende che la fede le porta “solo cose positive”. Entra così nel cammino catecumenale, oggi al suo secondo anno, e si prepara a ricevere il battesimo nella Veglia Pasquale del 4 aprile. La fede le dona consolazione, direzione, un senso di armonia con se stessa e con la propria storia.

 Grazie a un periodo di pausa professionale, Lena si impegna attivamente nella parrocchia: cura i fiori, si ferma ogni settimana a pregare nella cappella commemorativa, accende una candela per Marie e le affida la sua settimana. Quel luogo diventa un ponte affettivo tra la ferita del passato e la speranza ritrovata. La sua presenza nella comunità si amplia quando entra nel team che prepara la “Notte della Speranza”, un evento pensato per il decimo anniversario degli attentati, con messa, musica e adorazione. Lena contribuisce alla comunicazione e vede in questa iniziativa non solo un modo per onorare le vittime, ma anche una possibilità di offrire agli altri la stessa consolazione che lei ha trovato. La sua storia mostra come la fede, quando nasce nel luogo più oscuro, possa illuminare la vita e restituire un senso profondo alla memoria, al dolore e al futuro.

PER NOI OGGI

1.       La memoria non è un museo: o diventa forza che trasforma, oppure scolora in rituali vuoti.

 2.       Il dolore non guarisce con la distanza: a volte si ricuce solo quando scegliamo di restare vicino alla ferita.

 3.       La fede non è una fuga dal mondo: è un’energia che può ribaltare ciò che sembrava irredimibile.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

Nessun commento:

Posta un commento