martedì 13 gennaio 2026

13.01 SANT' ILARIO DI POITIERS

SANT’ILARIO DI POITIERS

 Sant’Ilario di Poitiers (circa. 310 - 367), chiamato “l’Atanasio dell’Occidente”, fu uno dei più grandi difensori della fede cristologica nel quarto secolo. La sua vita fu interamente dedicata a proclamare che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, contro l’arianesimo, eresia che negava la divinità del Figlio e che godeva del sostegno dell’imperatore Costanzo secondo.

 Nato in una famiglia probabilmente pagana e benestante, Ilario ricevette una solida formazione retorica, si sposò e ebbe una figlia. La sua conversione al cristianesimo fu il frutto di una lunga ricerca della verità: deluso dalle filosofie del tempo, trovò risposta alle domande sul senso della vita leggendo la Sacra Scrittura, in particolare il prologo del Vangelo di Giovanni, dove scoprì il mistero del Verbo fatto carne.

 Ricevette il Battesimo intorno al 345 e, circa otto anni dopo, fu eletto vescovo di Poitiers. La sua predicazione e la sua santità attrassero numerosi fedeli, tra cui san Martino di Tours, che si mise sotto la sua guida. Ilario difese con fermezza il Credo di Nicea e si oppose apertamente ai vescovi ariani, arrivando a scomunicarne alcuni.

 Per questo motivo fu accusato e, nel 356, esiliato in Frigia, in Oriente. Lontano dalla sua diocesi, non si scoraggiò: constatando la diffusione dell’eresia, compose la sua opera più importante, il De Trinitate, in cui offrì una profonda e sistematica esposizione della dottrina trinitaria, mostrando la consustanzialità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 La solidità della sua teologia mise in difficoltà gli stessi ariani orientali, che finirono per chiedere all’imperatore il suo rientro in Occidente. Tornò a Poitiers intorno al 360, accolto con grande gioia dal popolo. Il suo influsso fu decisivo nel rafforzare l’ortodossia: il sinodo di Parigi depose diversi vescovi ariani e segnò una svolta nella Chiesa gallica. Ilario mostrò anche grande misericordia verso chi aveva ceduto per paura o ignoranza.

 Oltre a essere un grande teologo, Ilario fu il primo autore cristiano latino di inni, composti per educare il popolo nella fede. Morì nel 367. Nel 1851 papa Pio IX lo proclamò Dottore della Chiesa.

 

Per noi oggi:

 1. La fede autentica nasce da una ricerca sincera della verità: Ilario non ha ereditato la fede: l’ha conquistata con lo studio, la preghiera e il confronto con la Parola di Dio.

 2. Difendere la verità può costare isolamento e persecuzione: L’esilio di Ilario ricorda che l’ortodossia non è mai garantita dal potere politico.

 3. La fermezza dottrinale non esclude la misericordia: Ilario fu inflessibile contro l’errore, ma accogliente verso le persone che si erano sbagliate.

 

Sant’Ilario, vescovo e dottore della Chiesa: elevato alla sede di Poitiers in Aquitania, in Francia, sotto l’imperatore Costanzo seguace dell’eresia ariana, difese strenuamente con i suoi scritti la fede nicena sulla Trinità e sulla divinità di Cristo e fu per questo relegato per quattro anni in Frigia; compose anche celeberrimi Commenti ai Salmi e al Vangelo di Matteo.

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BEATA VERONICA da Binasco Vergine
Binasco, Milano, 1445 - 13 gennaio 1497
Nasce a Binasco (Mi) nel 1445 da famiglia di contadini. A 22 anni prende l'abito di Sant'Agostino, come sorella laica, nel monastero di Santa Marta di Milano. Qui rimarrà per tutta la vita dedita alle faccende domestiche e alla questua. Fedele allo spirito dell'epoca, si sottopose ad una dura disciplina ascetica, pur essendo cagionevole di salute. Anima mistica, ebbe delle visioni frequenti. Sembra che proprio in seguito ad una rivelazione si sia recata a Roma, dove fu ricevuta con affetto paterno dal pontefice Alessandro VI. L'intensa vita contemplativa non le impedì però di vivere a pieno la sua condizione di questuante a Milano e nel circondario, sia per le necessità materiali del convento, sia per il soccorso ai poveri e agli ammalati. Muore il 13 gennaio 1497 dopo aver ricevuto per cinque giorni un riconoscente ed esultante saluto di addio da parte della popolazione tutta. Nel 1517, Leone X concesse al monastero di Santa Marta la facoltà di celebrarne la festa liturgica di questa beata.

 

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