venerdì 9 gennaio 2026

09.01 SANT'ADRIANO DI CANTERBURY

 

SANT’AGOSTINO DI CANTERBURY

 Sant’Agostino di Canterbury (534-604) era priore del monastero di Sant’Andrea al Celio, a Roma, quando papa Gregorio Magno gli affidò una missione decisiva per la storia del cristianesimo europeo: la rievangelizzazione della Britannia, tornata in gran parte pagana dopo le invasioni sassoni. Gregorio scelse Agostino per guidare un gruppo di circa quaranta monaci benedettini, inviati a portare nuovamente il Vangelo in quelle terre lontane e difficili.

 Il viaggio non fu semplice. Attraversando la Gallia, i missionari furono scoraggiati dai racconti sulla violenza dei Sassoni e pensarono di rinunciare. Agostino stesso tornò a Roma per chiedere al papa di sospendere la missione. Gregorio Magno, però, lo esortò con decisione a proseguire, rafforzandolo nella fiducia in Dio. Incoraggiato, Agostino ripartì e nel 597 approdò sull’isola di Thanet, nel regno del Kent.

 Il re Etelberto, pur pagano, era favorevolmente disposto verso il cristianesimo grazie all’influenza della moglie, santa Berta. Accolse Agostino e i suoi monaci, concedendo loro libertà di predicazione. Secondo il racconto di san Beda il Venerabile, i missionari si presentarono portando una croce d’argento e un’icona di Cristo, accompagnando la loro testimonianza con la preghiera e le litanie.

 I frutti furono straordinari: nel giro di un anno lo stesso re Etelberto ricevette il Battesimo, diventando il primo sovrano inglese cristiano. Con lui si convertirono migliaia di sudditi. Agostino stabilì la sua sede a Canterbury, dove fondò un’abbazia che divenne centro spirituale e missionario dell’Inghilterra nascente.

 Nel 601 papa Gregorio inviò nuovi missionari, tra cui i santi Mellito e Giusto, insieme al pallio episcopale, segno della dignità arcivescovile. Agostino divenne così il primo arcivescovo di Canterbury e, di fatto, il primo primate d’Inghilterra. Consacrò nuovi vescovi e organizzò la struttura ecclesiale del territorio.

 Agostino morì il 26 maggio 604, quando la rievangelizzazione della Britannia era ormai ben avviata. Fu sepolto nell’abbazia da lui fondata, lasciando un’eredità che avrebbe segnato profondamente la storia religiosa e culturale dell’Inghilterra.

 

Per noi oggi

 1. La missione nasce spesso dalla paura vinta, non dal coraggio spontaneo: Agostino non era un eroe senza timori: aveva paura e voleva rinunciare. Eppure la fede diventa feconda quando si sceglie di andare avanti nonostante le resistenze interiori.

 2. Evangelizzare non significa conquistare, ma testimoniare: Agostino non impose la fede con la forza: chiese il permesso di predicare, pregò, visse in modo credibile. La conversione di un popolo iniziò dalla coerenza di pochi.

 3. La Chiesa cresce quando rischia l’uscita, non quando resta al sicuro: Se Agostino fosse rimasto a Roma, la storia del cristianesimo inglese sarebbe stata diversa. Anche oggi, senza il coraggio di “partire”, la fede rischia di diventare sterile.

 

A Canterbury in Inghilterra, sant’Adriano, abate: nato in Africa, da Napoli raggiunse l’Inghilterra e con la sua ricca preparazione tanto nelle lettere sacre come in quelle profane istruì una moltitudine di discepoli nella scienza della salvezza.

 

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