venerdì 8 maggio 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 14,15-21

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 14,15-21

Qualche anno fa, in un reparto ospedaliero, un’infermiera osservava un uomo anziano che non chiedeva mai nulla e non si lamentava mai, ma ogni mattina apriva la Bibbia sul comodino e rimaneva qualche minuto in silenzio.

Questo comportamento semplice ma profondo suscitava curiosità e rispetto, perché rivelava una serenità non comune in una situazione di malattia e fragilità.

Un giorno l’infermiera gli chiese: “Lei prega sempre?” L’uomo sorrise e rispose con parole che colpirono profondamente: “Non sempre parlo con Dio, ma cerco di ricordarmi che Lui è già qui con me.” In questa frase si racchiude una visione della vita fondata sulla presenza di Dio, non come idea lontana, ma come realtà vicina e continua.

L’uomo era malato e fragile, eppure appariva sorprendentemente sereno. Non perché fosse privo di sofferenza, ma perché non si sentiva mai solo. La sua fede non era fatta di molte parole, ma di una presenza accolta ogni giorno, vissuta con semplicità e profondità. Questo gli permetteva di affrontare la realtà con uno spirito diverso, più calmo e fiducioso.

Questa esperienza richiama il cuore del Vangelo, dove Gesù dice: “Non vi lascerò orfani”. Con queste parole, Egli non promette una vita senza difficoltà, ma una vita mai abbandonata. La presenza dello Spirito Santo diventa così una compagnia invisibile, che sostiene l’uomo anche nei momenti più difficili, trasformando la sofferenza in relazione e il limite in amore.

In questa prospettiva, amare Dio non è un semplice sentimento astratto, ma una scelta concreta di vita. Significa vivere ogni giorno nella consapevolezza di essere abitati da Lui, accompagnati anche nel dolore e nelle difficoltà. La fede diventa così una forza interiore che non elimina la sofferenza, ma la trasforma, rendendo possibile una profonda serenità interiore.

In conclusione, questa storia insegna che la vera forza dell’uomo non sta nell’assenza delle prove, ma nella certezza di non essere mai solo. Sentirsi abitati da Dio significa scoprire che anche nei momenti più difficili la vita può essere vissuta con speranza, fiducia e amore.

 

Per noi oggi:

1.     Forse non siamo lontani da Dio: siamo solo distratti dalla sua presenza.
Il problema non è l’assenza di Dio, ma la nostra incapacità di riconoscerlo.

2.     Diciamo di amare Dio, ma spesso lo riduciamo a parole e abitudini.
Il Vangelo però non chiede emozioni: chiede coerenza.

3.     Non è difficile credere nello Spirito Santo: è difficile lasciarlo agire.
Perché chi si lascia guidare, perde il controllo ma trova la vita.

 

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