mercoledì 5 agosto 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - Mt 17,1-9

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE - Mt 17, 1-9

 
Una storia vera che illumina questo Vangelo è quella di Viktor Frankl. Deportato nei lager durante la Seconda guerra mondiale, vide il male più terribile. Eppure racconta che, in mezzo all’orrore, ci furono momenti di luce capaci di salvare l’anima. Una sera, mentre i prigionieri erano stremati, vide un tramonto meraviglioso dietro il filo spinato. In quel momento uno di loro sussurrò: “Com’è bello il mondo”.

Sembrava assurdo trovare bellezza in un campo di concentramento. Ma proprio quella luce interiore diede a Frankl la forza di non arrendersi. Capì che l’uomo può sopravvivere quasi a tutto se conserva un significato, una speranza, una luce nel cuore. È un’immagine fortissima della Trasfigurazione: Dio non elimina subito la fatica della vita, ma ci dona lampi di luce per continuare il cammino.

Pietro vorrebbe fermarsi sul monte: “Facciamo tre capanne”. È il desiderio di tutti noi: restare nei momenti belli, evitare la fatica, bloccare la felicità. Ma Gesù non permette di restare lì. La fede non è fuga dalla realtà. Bisogna scendere. Bisogna tornare tra la gente, nelle case, nel lavoro, nelle relazioni difficili. Però si scende diversi: con negli occhi una luce nuova.
E al centro del Vangelo c’è la voce del Padre: “Ascoltatelo”. Non dice: “Ammiratelo”, ma ascoltatelo. La Trasfigurazione non serve a stupirci, ma a fidarci di Gesù anche quando la strada passa attraverso la croce.
Infine Gesù si avvicina ai discepoli impauriti, li tocca e dice: “Alzatevi e non temete”. È una delle frasi più belle del Vangelo. Dio non ci umilia nelle nostre paure: ci rialza. Ogni volta che il Vangelo entra davvero nella nostra vita, accade qualcosa di simile a una trasfigurazione: il volto cambia, il cuore cambia, la vita cambia.
  Per noi oggi 1.     Molti cercano emozioni spirituali, ma non vogliono tornare nella pianura della vita concreta. La fede vera si vede nel quotidiano, non solo nei momenti intensi. 2.     Siamo pieni di parole, ma poveri di ascolto. Dio dice ancora oggi: “Ascoltatelo”. Ma quanti ascoltano davvero il Vangelo prima dei social, delle paure o delle opinioni del mondo? 3.     Chi ha incontrato una luce vera non può tenersela per sé.
Non abbiamo il diritto di essere felici da soli: la luce ricevuta va condivisa.

 

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