SANT’APOLLONIA
Il martirio di sant’Apollonia si colloca nel contesto delle violenze anticristiane scoppiate ad Alessandria d’Egitto a metà del III secolo, prima ancora delle persecuzioni ufficiali ordinate dall’imperatore Decio. La principale fonte storica è la Storia Ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, che riporta una lettera di san Dionigi, vescovo di Alessandria, indirizzata al vescovo Fabio di Antiochia. In essa si racconta come un indovino pagano avesse fomentato le folle contro i cristiani, scatenando un’ondata di persecuzioni popolari, violente e caotiche.
Non si trattò inizialmente di un’azione dello Stato, ma di una vera e propria caccia al cristiano condotta dal popolo: case saccheggiate, fedeli picchiati, lapidazioni e omicidi. San Dionigi ricorda tra le prime vittime un anziano di nome Metra e una donna chiamata Quinta, uccisi brutalmente, insieme a molti altri credenti costretti a fuggire o a nascondersi.
In questo clima di odio si consumò il martirio di Apollonia, donna anziana e definita dal vescovo come una “vergine di mirabili qualità”, cresciuta nella fede e dedita al servizio dei fratelli cristiani. Catturata dai persecutori, fu sottoposta a una tortura particolarmente crudele: le furono spezzati tutti i denti colpendole le mascelle. Successivamente venne condotta davanti a un rogo acceso, con la minaccia di essere bruciata viva se non avesse rinnegato Cristo recitando formule idolatriche.
Di fronte all’alternativa tra l’apostasia e la morte, Apollonia scelse senza esitazione la fedeltà a Cristo. Chiese solo un istante di libertà, e approfittandone si gettò spontaneamente tra le fiamme, anticipando i suoi carnefici. Il suo gesto, nato dal rifiuto radicale del peccato e dal desiderio di non separarsi da Dio, lasciò sbalorditi gli stessi persecutori, diventando un estremo annuncio silenzioso della verità del Vangelo.
Secoli dopo, Prosper Guéranger sottolineò come il coraggio di Apollonia smascheri la nostra debolezza spirituale: i santi appaiono “esagerati” solo perché vedono più lontano, misurando ogni cosa alla luce dell’eternità. Per questo la Chiesa la venera come martire e la invoca come patrona dei dentisti e di quanti soffrono per malattie ai denti, segno di come una sofferenza subita nella fede possa diventare sorgente di intercessione e speranza.
Per noi oggi
1. Apollonia ci interroga sul prezzo della nostra fede: fino a che punto siamo disposti a rimanere fedeli a Cristo quando il mondo ci chiede di adeguarci o di tacere?
2. In una cultura che fugge il dolore a ogni costo, il suo martirio ci provoca a riscoprire il valore salvifico della sofferenza offerta per amore.
3. Noi temiamo di apparire “esagerati” come cristiani, ma i santi ci ricordano che il vero scandalo non è amare Dio troppo, bensì amarlo troppo poco.
Ad Alessandria d’Egitto, commemorazione di sant’Apollonia, vergine e martire, che dopo molte e crudeli torture ad opera dei suoi persecutori, rifiutandosi di proferire parole sacrileghe, preferì essere mandata al rogo piuttosto che rinnegare la fede.
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