martedì 10 febbraio 2026

10.02 SANTA SCOLASTICA

SANTA SCOLASTICA

Santa Scolastica da Norcia (480-547), sorella di san Benedetto, è conosciuta principalmente grazie ai Dialoghi di san Gregorio Magno, che ne tramandano la figura spirituale e l’episodio più celebre della sua vita. Secondo una tradizione successiva, risalente al IX secolo, Scolastica e Benedetto erano gemelli, nati da una nobile famiglia romana; la madre sarebbe morta subito dopo il parto. Fin dall’infanzia Scolastica si consacrò a Dio, in profonda sintonia spirituale con il fratello, che abbandonò presto gli studi a Roma per fuggire la corruzione del mondo e dedicarsi totalmente alla vita monastica.

Quando Benedetto si stabilì definitivamente a Montecassino, Scolastica fondò un monastero femminile a Piumarola, poco distante, vivendo con le sue consorelle secondo la regola benedettina. Era una donna di grande profondità interiore e di forte ascesi: una delle sue principali raccomandazioni era l’amore per il silenzio, vissuto come spazio privilegiato per ascoltare Dio. “Tacete, o parlate di Dio”, diceva, rivelando una spiritualità essenziale e radicale.

Una volta all’anno, i due santi fratelli si incontravano in un luogo neutro, a metà strada tra i rispettivi monasteri, per condividere esperienze spirituali e lodare Dio. Durante l’ultimo di questi incontri, il dialogo si protrasse fino a sera. Scolastica chiese a Benedetto di rimanere ancora, per continuare a parlare delle gioie del cielo, ma il fratello rifiutò per fedeltà alla regola monastica, che non gli permetteva di passare la notte fuori dal monastero.

A quel punto Scolastica si mise in preghiera intensa. Immediatamente il cielo, fino ad allora sereno, si oscurò e scoppiò una violenta tempesta, con pioggia torrenziale, tuoni e fulmini, che rese impossibile il ritorno di Benedetto. Al rimprovero del fratello, Scolastica rispose con semplicità disarmante: aveva pregato lui senza essere ascoltata, ma Dio aveva accolto la sua preghiera. I due trascorsero così tutta la notte insieme, immersi in una comunione spirituale profonda. San Gregorio commenta l’episodio con una frase diventata celebre: “Poté di più, colei che più amò”.

Quattro giorni dopo, Benedetto ebbe la visione dell’anima di Scolastica salire al cielo come una colomba. Ne fece trasportare il corpo e lo fece seppellire nella tomba che aveva preparato per sé. Morì quaranta giorni dopo, suggellando una comunione che neppure la morte poté spezzare. Per questo Scolastica è venerata come patrona delle monache benedettine ed è invocata contro tempeste e fulmini, segni di una preghiera capace di “muovere il cielo”.

 

Per noi oggi

1.     A volte ci rifugiamo nella regola per non amare davvero: Scolastica ci chiede se obbediamo per amore o per paura di uscire dagli schemi.

2.     Crediamo che Dio ascolti solo la disciplina, ma la sua storia ci provoca a riconoscere che Dio ascolta soprattutto il cuore che ama.

3.     In un mondo che confonde efficienza e fedeltà, Scolastica ci ricorda che davanti a Dio non vince chi è più corretto, ma chi ama di più.

Memoria della deposizione di santa Scolastica, vergine, che, sorella di san Benedetto, consacrata a Dio fin dall’infanzia, ebbe insieme con il fratello una tale comunione in Dio, da trascorrere una volta all’anno a Montecassino nel Lazio un giorno intero nelle lodi di Dio e in sacra conversazione.

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