martedì 17 gennaio 2023

LUPO O AGNELLO?

LUPO O AGNELLO?


Un lupo e un agnello spinti dalla sete erano giunti allo stesso ruscello. 
Il lupo si fermò più in alto, l’agnello si mise più in basso. Il lupo spinto dalla sua sfrenata golosità cercò un pretesto per litigare: “perché intorbidi l'acqua che sto bevendo?” 
Pieno di timore l'agnello rispose: “scusa, come posso fare ciò che tu mi rimproveri, io bevo l'acqua che passa prima da te”.
Il lupo sconfitto dall'evidenza disse: “sei mesi fa hai parlato male di me”; e l'agnello: “ma io sei mesi fa non ero ancora nato”. 
Il lupo arrabbiatissimo allora disse: “fu tuo padre e a parlare male di me e tu sei bravo solo a trovare scuse, meriti di essere mangiato”, e subito gli saltò addosso e lo divorò.

Questa favola vuole insegnare che I POTENTI QUANDO DECIDONO DI USARE LA FORZA CONTRO I PIÙ DEBOLI NON SI FERMANO DAVANTI A NESSUN RAGIONAMENTO.

E mi viene in mente la morte di Gesù. 
I suoi nemici, come il lupo della favola, cercano pretesti per metterlo in croce. 
Gesù come l’agnello cerca di farli ragionare ma nessun ragionamento viene accolto. E come il lupo, gli si gettano addosso mandandolo a morire sulla croce.

ANCHE OGGI CI SONO TANTI AGNELLI E TANTI LUPI che usano la loro posizione più elevata per sfruttare i più deboli, e non sentono ragione.

GESÙ È VENUTO COME AGNELLO PER SALVARE IL MONDO DAL MALE E DALLA MORTE, ha deciso di diventare uno di noi.
Ci ha insegnato che NON sono i lupi a cambiare il mondo in meglio MA gli agnelli con la giustizia, la mitezza e l’amore… 

E Tu sei lupo o agnello? 

 

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domenica 15 gennaio 2023

Gv 1,29-34 - Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo. - COMMENTO AUDIO.

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 15 Gennaio 2023
Gv 1,29-34 - Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA


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martedì 10 gennaio 2023

TUTTO È RAPIDO, PROVVISORIO, NIENTE MERITA ATTENZIONE.

TUTTO È RAPIDO, PROVVISORIO, NIENTE MERITA ATTENZIONE.

Un tempo si acquistava un disco, lo si metteva sul giradischi e ci si prendeva un'oretta di tempo, al buio, per ascoltare. Il disco, un long playing, era concepito per essere ascoltato tutto, dall'inizio alla fine. L'ascolto era, quindi, un'esperienza che catturava l'attenzione e chiedeva che fosse conservata fino al silenzio finale. Ora esistono le singole canzoni, sempre più corte. Che, in realtà, non ascoltiamo nemmeno: sono il sottofondo della nostra giornata, mentre guidiamo, mentre facciamo attività sportiva, mentre usiamo i mezzi pubblici. Mentre facciamo altro, insomma. Nessuno interrompe le proprie attività per dedicarsi all'ascolto.

Tutto è rapido, provvisorio, niente merita attenzione. Nemmeno un libro, o la persona che abbiamo di fronte. Facciamo zapping con ogni stimolazione che ci si presenta; non abbiamo, quindi, più tempo per nulla. Siamo criceti sulla ruota della vita.

 

Come fare, dunque, per recuperare tempo e capacità di attenzione?

 

·         Fai prevalere la ragione sulle tue passioni (ansia inclusa),

·         datti del tempo per gustare la vita, fermati,

·         impara a meditare, ogni giorno,

·         fermati a contemplare la natura. ecc...

 

In fondo lo sappiamo: il frastuono e la confusione del mondo, la tecnologia che cambia scena ogni secondo non ci fa gustare la vita che ci sfugge.

Prendi in mano la tua vita, oggi, giocati la tua libertà con responsabilità investendo bene il tuo tempo… Il tempo è un dono di Dio, usalo bene e non sprecarlo, è peccato!

 

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domenica 8 gennaio 2023

Mt 3,13-17 - Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui. - COMMENTO AUDIO.

BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO A)

Domenica 08 Gennaio 2023
Mt 3,13-17 - Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 3,13-17
In quel tempo. Il Signore Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA


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Per il commento alle letture di oggi clicca il seguente link...

PRIMA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2023/01/is-421-46-7-battesimo-del-signore-anno-a.html

SECONDA LETTURA

https://renzozambotti.blogspot.com/2023/01/at-1034-38-battesimo-del-signore-anno-a.html

VANGELO

https://renzozambotti.blogspot.com/2020/01/mt-313-17-battesimo-del-signore-anno-a.html

sabato 7 gennaio 2023

MA COSA ASPETTI A VIVERE? QUANDO NON AVRAI PIÙ LA VITA NON POTRAI PIÙ FARLO, SAPPILO!

MA COSA ASPETTI A VIVERE? QUANDO NON AVRAI PIÙ LA VITA NON POTRAI PIÙ FARLO, SAPPILO!

Cinque uomini in un locale videro una donna bellissima che mangiava da sola. A tutti batteva il cuore.

Il primo: “Cosa non farei per averla, per conoscerla. Ma se mi faccio avanti, chissà cosa potrebbe pensare! Manco la conosco. Penserà che sono un poco di buono e che ci provo con tutte”. E lasciò stare anche se gli rimase sempre il rammarico di cosa sarebbe potuto succedere.

Il secondo: “Se solo fossi bello! Se avessi qualche carta da giocarmi! Se vado lì cosa le dico? E se magari ha già un altro? E poi, io posso ambire ad una donna così? E se poi mi dice di no?”. Così per non rischiare se “la mise via” perché, si giustificò, “non erano donne per lui quelle”.

Il terzo non vide l’ora di tornare a casa. Prese la sua chitarra e compose canzoni stupende piene di emozione, di amore e di desiderio che lei però non sentì mai.

Il quarto andò a casa, telefonò agli amici e raccontò a tutti di aver visto la donna più bella del mondo e che nessuno di loro mai avrebbe potuto capire quanto bella fosse.

E il quinto? Il quinto si alzò dal tavolo, le si avvicinò e chiese di sedersi vicino. La donna gli disse di sì e quella sera rimasero insieme, ma anche quella successiva e anche quella successiva ancora e per tutte le sere della vita.

 

Dio che è Vita, vuole che noi viviamo “alla grande”. Dio vuole che viviamo al 100%, al 200%, al massimo di ciò che possiamo. Vuole che amiamo con tutta l’ampiezza del nostro cuore. Vuole che conosciamo tutta la verità che possiamo. Vuole che ci realizziamo e che diventiamo il meglio di ciò che possiamo essere. Gesù stesso si definirà così: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). E allora “vivi”…

 

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venerdì 6 gennaio 2023

Mt 2,1-12 - Siamo venuti dall’oriente per adorare il re. - COMMENTO AUDIO.

EPIFANIA DEL SIGNORE

Domenica 06 Gennaio 2023
Mt 2,1-12 - Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 2,1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

PARTE PRIMA

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giovedì 5 gennaio 2023

“CHI ME LO FA FARE?”

 “CHI ME LO FA FARE?”

I Magi partono da lontano. E non a caso partono dall’Oriente: perché dall’Oriente sorge il sole.

I Magi erano astrologi ed erano certamente ricchi: ma chi glielo fa fare di lasciare tutto, di seguire una stella, di mettersi in viaggio verso l’ignoto e il misterioso?

Chi me lo fa fare?”, chiedono spesso le persone. “Nessuno!”. E’ un’esigenza del cuore; è il desiderio dell’anima che ti spinge verso Dio. Il viaggio, la ricerca, lo scoprire, è il respiro del cuore: nessuno è costretto anche se è ciò che dà vita all’anima. 

Noi sotto sotto abbiamo l’illusione che trovare Dio, la felicità, che compiere il nostro destino, possa avvenire tranquillamente. Seduti in casa, davanti alla tv, con un po’ di coca-cola e dei pop-corn, un giorno ci arriva l’illuminazione, ci cade dall’alto e così capiamo cosa fare. Ma non è così.

Vuoi trovare Dio, il tuo Bambino Divino? Cerca! E cerca con tutte le tue forze e con tutto te stesso.

Il discepolo chiese al maestro: “Chi è Dio?”. Il maestro gli disse: “Vieni oggi pomeriggio al fiume”. Il discepolo arrivò e si sedette. All’improvviso il maestro, di scatto, gli prese la testa e gliela mise sott’acqua. Il discepolo cercava, dimenandosi, di liberarsi, ma il maestro continuava a tenerlo con la testa sott’acqua. Ad un certo punto, quando ormai non respirava più, lo tirò fuori: “Che cosa cercavi quand’eri sott’acqua?”. “Che cosa cercavo? L’aria, ovvio!”. “E… quanto cercavi l’aria?”. “Tantissimo: vivere o morire”. “Bene quando cercherai Dio così, allora lo troverai”.

La vera domanda non è: “Vuoi trovare Dio?”, ma: “Quanto lo vuoi trovare?”.

 

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