venerdì 7 agosto 2026

07.08 - SAN GAETANO DA THIENE

SAN GAETANO DA THIENE
Nato a Vicenza nel 1480 nella nobile famiglia dei Thiene, rimase presto orfano del padre. Ricevette una solida formazione umana e religiosa. Si laureò in diritto civile e canonico all’Università di Padova. Trasferitosi a Roma, entrò al servizio della Santa Sede. Papa Giulio II lo stimò per le sue capacità e il suo equilibrio.

Frequentò l’Oratorio del Divino Amore, dedicato alla preghiera e all’assistenza dei più poveri. La sua crescita spirituale lo condusse verso il sacerdozio. Fu ordinato sacerdote nel 1516 dopo un lungo discernimento. Per umiltà attese diversi mesi prima di celebrare la prima Messa.
Soffriva nel vedere il decadimento morale della società e del clero del suo tempo. Nutriva una profonda devozione verso la Madonna. Nel Natale del 1517 visse una straordinaria esperienza mistica con il Bambino Gesù. Affidò a Maria il combattimento contro superbia, pigrizia e attaccamento ai beni terreni.

Promosse opere assistenziali per malati e persone abbandonate. Fondò ospedali destinati anche agli ammalati rifiutati dalla società. Desiderava una riforma autentica della Chiesa fondata sulla santità.
Nel 1524 diede vita ai Chierici Regolari Teatini. L’istituto proponeva una vita sacerdotale ispirata al Vangelo e agli Apostoli. Durante il Sacco di Roma subì persecuzioni, torture e prigionia. Liberato, continuò con coraggio la sua missione apostolica. A Napoli trovò il terreno ideale per sviluppare la sua opera.
Fondò ospizi, sostenne ospedali e aiutò concretamente i più bisognosi. Creò un Monte di Pietà per contrastare l’usura e sostenere i poveri. Da questa iniziativa nacque in seguito il Banco di Napoli.
Promosse la frequenza ai sacramenti della Confessione e della Comunione. Diffondeva la fiducia nella Provvidenza attraverso l’esempio personale. Consumò la propria vita nel servizio a Dio e al prossimo. Morì nel 1547 lasciando una straordinaria eredità spirituale e sociale. Per noi oggi: 1. Molti parlano di aiutare i poveri. San Gaetano costruiva opere concrete senza aspettare condizioni perfette. La carità vera inizia quando si passa dalle parole ai fatti. 2. Viviamo preoccupati per ciò che ci manca. San Gaetano cambiò il mondo fidandosi di ciò che Dio avrebbe provveduto. La fede cresce quando smettiamo di controllare tutto. 3. Oggi si chiede spesso una Chiesa più credibile. San Gaetano insegnò che la credibilità nasce dalla santità prima che dalle strategie. Le riforme durano solo quando partono dalla conversione del cuore.
Vicenza, ottobre 1480 - Napoli, 7 agosto 1547
   Nacque a Vicenza dalla nobile famiglia dei Thiene nel 1480, e fu battezzato con il nome di Gaetano, in ricordo di un suo celebre zio, il quale si chiamava così perché era nato a Gaeta. Protonotario apostolico di Giulio II, lasciò sotto Leone X la corte pontificia maturando, specie nell'Oratorio del Divino Amore, l'esperienza congiunta di preghiera e di servizio ai poveri e agli esclusi. È restauratore della vita sacerdotale e religiosa, ispirata al discorso della montagna e al modello della Chiesa apostolica. Devoto del presepe e della passione del signore, fondò (1524) con Gian Pietro Carafa, vescovo di Chieti (Teate), poi Paolo IV (1555-1559), i Chierici Regolari Teatini. Per la sua illimitata fiducia in Dio è venerato come il santo della provvidenza.

 

NELLO STESSO GIORNO:

SAN SISTO II E COMPAGNI Papa e martiri

m. 258 - (Papa dal 30/08/257 al 06/08/258)

Santi Sisto II, papa, e compagni, martiri. Il papa Sisto, mentre celebrava i sacri misteri insegnando ai fratelli i precetti divini, per ordine dell’imperatore Valeriano, fu subito arrestato dai soldati sopraggiunti e decapitato il 6 agosto; con lui subirono il martirio quattro diaconi, deposti insieme al pontefice a Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Nello stesso giorno anche i santi Agàpito e Felicissimo, suoi diaconi, morirono nel cimitero di Pretestato, dove furono pure sepolti.

SS. CARPOFORO E COMPAGNI, protomartiri - COMO

m. Como, 303-305

Carpoforo, Essanto, Cassio, Severino, Secondo e Licinio furono, secondo la leggenda, sei soldati romani della Legione Tebea martirizzati durante il regno dell'imperatore Massimiano. Condannati a morte per non aver voluto sacrificare agli dei romani, avrebbero tentato di fuggire verso le Alpi, ma sarebbero stati raggiunti e catturati. Sarebbero stati giustiziati a Como attorno al 303-305.

 

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