venerdì 17 luglio 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 13,24-43

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA Mt 13,24-43

 
Una storia vera che illumina il Vangelo di questa domenica è quella di Martin Luther King Junior. In un tempo segnato dall’odio razziale, dalle ingiustizie e dalla violenza, avrebbe potuto scegliere la rabbia e la vendetta. Molti lo spingevano a rispondere al male con altro male. Ma lui aveva capito una verità evangelica profonda: l’odio non elimina l’odio. Diceva infatti: “L’oscurità non può scacciare l’oscurità; solo la luce può farlo”.

Martin Luther King non negava la presenza della zizzania nella società. La vedeva benissimo. Ma invece di fissarsi solo sul male, decise di coltivare il bene: la dignità, il dialogo, la giustizia, la nonviolenza. Fu insultato, minacciato, arrestato, fino a essere ucciso. Eppure il piccolo seme del bene che aveva seminato è diventato un grande albero. Ancora oggi milioni di persone trovano rifugio sotto i suoi rami. Gesù nel Vangelo ci mette in guardia da un pericolo molto attuale: diventare persone che vedono solo erbacce. Ci sono cristiani che passano la vita a criticare tutto: la Chiesa, il mondo, i giovani, la società, gli altri… e intanto non seminano nulla. Il padrone invece guarda prima di tutto il grano buono. Dio vede il bene possibile anche dove noi vediamo soltanto fallimenti. Poi Gesù parla del granello di senape e del lievito. Il Regno di Dio non fa rumore, non nasce dalla forza o dal potere, ma dalle piccole cose vissute con amore. Una parola buona, un perdono dato, una mano tesa, una persona ascoltata: sono semi minuscoli che cambiano il mondo lentamente. Anche nella Chiesa convivono santità e fragilità. Questo non deve scandalizzarci. La Chiesa non è il club dei perfetti, ma il campo dove Dio continua pazientemente a far crescere il grano. Sant’Agostino diceva: “Dio non permetterebbe il male se non fosse capace di trarne un bene più grande”. Per questo il cristiano non vive nell’amarezza, ma nella speranza.   Per noi oggi 1.     Chi vede solo il male nel mondo rischia di diventare sterile. Criticare continuamente non cambia nulla: il Vangelo ci chiede di seminare bene. 2.     Molti vogliono una Chiesa perfetta, ma non vogliono convertirsi personalmente. È più facile giudicare la zizzania degli altri che coltivare il proprio cuore. 3.     Il bene vero cresce lentamente e senza spettacolo.
In un mondo che vuole tutto e subito, Dio continua a lavorare nel silenzio dei piccoli semi.

 

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