venerdì 16 ottobre 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 22,15-21

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 22, 15-21

A chi appartengo?
I farisei cercano di mettere Gesù in difficoltà con una domanda apparentemente semplice: è lecito pagare il tributo a Cesare? Gesù non cade nella loro trappola, ma porta la questione molto più in profondità: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Cesare può avere la moneta con la sua immagine, ma nel cuore dell’uomo è impressa un’altra immagine: quella di Dio. Questa parola ci provoca perché anche noi possiamo vivere divisi tra ciò che appartiene a Dio e ciò che appartiene al mondo. Il problema non è avere denaro, lavorare, occuparci delle responsabilità quotidiane; il problema nasce quando queste realtà diventano il nostro assoluto. Pensiamo di essere liberi, ma lentamente possiamo diventare schiavi del successo, del denaro, dell’apparire, del giudizio degli altri. Una storia vera ci viene da San Tommaso Moro, uomo politico inglese e cancelliere del re Enrico VIII. Aveva una posizione importante, ricchezza e prestigio, ma quando il re gli chiese di approvare una decisione contraria alla sua coscienza, Tommaso Moro scelse di non tradire ciò che riteneva vero davanti a Dio. Perse il suo incarico, i suoi beni e infine la vita, ma non volle vendere la propria coscienza per conservare i privilegi. La sua testimonianza ci ricorda che possiamo dare a Cesare ciò che gli spetta, ma a Dio dobbiamo dare noi stessi. La moneta porta l’immagine di Cesare; noi portiamo l’immagine di Dio. Per questo la domanda più importante non è soltanto quanto possediamo, ma chi possiede il nostro cuore. Gesù ci chiede di vivere nel mondo con responsabilità, ma senza permettere al mondo di diventare il nostro padrone. Essere cristiani significa allora rendere visibile, attraverso le nostre scelte, l’immagine di Dio che portiamo dentro di noi. Non basta dire di appartenere a Cristo: bisogna dimostrarlo con una coscienza limpida, con la verità e con la vita.

per noi oggi 1. Chi è il mio “Cesare”? Che cosa rischia di prendere nella mia vita il posto che appartiene soltanto a Dio: il denaro, il lavoro, il successo, una persona, il potere? 2. Che cosa sto restituendo a Dio? Se Dio ha impresso la sua immagine nel mio cuore, la mia vita rende riconoscibile quella presenza?
3. Quanto vale la mia coscienza? Sono disposto a difendere ciò che è giusto anche quando mi costa qualcosa, oppure cambio idea quando la verità diventa scomoda?

 

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