SAN GIOVANNI CRISOSTOMOSan Giovanni Crisostomo (347 - 407) fu uno dei grandi Padri della Chiesa di lingua greca e venne proclamato Dottore della Chiesa da san Pio V. Nato ad Antiochia, dopo la morte del padre si dedicò agli studi e, convertitosi, scelse una vita di preghiera, ascesi e studio della Sacra Scrittura. Per sei anni visse nel deserto della Siria, preparando il suo ministero e approfondendo il mistero dell’Eucaristia. Scriveva: «Quando tu vedi il Signore immolato giacere sull’altare… non sei, al contrario, subito trasportato in cielo?». Divenuto sacerdote ad Antiochia, si distinse per la sua predicazione, capace di rendere comprensibile la Parola di Dio a tutti. Per la sua straordinaria eloquenza fu chiamato Crisostomo, cioè «Bocca d’oro». Esortava i cristiani a conoscere la fede, a educarsi reciprocamente e soprattutto a condividere con i poveri ciò che possedevano. Viveva personalmente con grande austerità, convinto che l’amore per Cristo dovesse tradursi in concrete opere di carità. Nel 398 divenne vescovo di Costantinopoli e si impegnò nell’evangelizzazione, nella cura dei poveri e nella costruzione di ospedali. La sua predicazione contro il peccato e i vizi dei potenti gli procurò molti nemici, anche nell’ambiente imperiale e in parte del clero. Fu condannato all’esilio, richiamato per breve tempo e poi definitivamente allontanato da Costantinopoli nel 404. Anche lontano dalla sua Chiesa continuò a vivere con fede, sostenuto dalla preghiera e dalla certezza che Dio non abbandona chi gli rimane fedele. Papa Innocenzo I intervenne in sua difesa, riconoscendo l’ingiustizia delle accuse contro di lui. Dopo tre anni di confino, stremato dal viaggio verso il Ponto, morì il 14 settembre 407. La sua vita rimane una testimonianza di fedeltà alla verità, di amore per la Chiesa e di attenzione concreta verso i più poveri. Le sue ultime parole furono una straordinaria professione di fede: «Gloria a Dio in tutte le cose». per noi oggi: 1. Crisostomo non addolciva la verità per piacere ai potenti, ma annunciava il Vangelo anche quando gli costava caro. Noi abbiamo ancora il coraggio di dire la verità quando rischiamo di essere criticati? 2. Per Crisostomo l’Eucaristia non era un’abitudine religiosa, ma l’incontro reale con Cristo che trasforma la vita. Quando partecipiamo alla Messa, ci rendiamo davvero conto di Chi abbiamo davanti? 3. Le sue ultime parole non furono di protesta o di amarezza, ma: «Gloria a Dio in tutte le cose». Sappiamo riconoscere Dio anche nelle prove, nelle ingiustizie e nelle situazioni che non comprendiamo?
Antiochia, c. 349 – Comana sul Mar Nero, 14 settembre 407
Memoria di san Giovanni, vescovo di Costantinopoli e dottore della Chiesa, che, nato ad Antiochia, ordinato sacerdote, meritò per la sua sublime eloquenza il titolo di Crisostomo e, eletto vescovo di quella sede, si mostrò ottimo pastore e maestro di fede. Condannato dai suoi nemici all’esilio, ne fu richiamato per decreto del papa sant’Innocenzo I e, durante il viaggio di ritorno, subendo molti maltrattamenti da parte dei soldati di guardia, il 14 settembre, rese l’anima a Dio presso Gumenek nel Ponto, nell’odierna Turchia.
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