giovedì 12 febbraio 2026

SORELLA MORTE

SORELLA MORTE

Papa Leone XIV, proseguendo il ciclo di catechesi giubilari sul tema «Cristo nostra speranza», riflette sul mistero della morte come passaggio verso l’eternità felice. La morte, pur naturale, è spesso vissuta come tabù o condanna, e l’uomo ne teme l’inevitabilità più di ogni altra creatura.

 La riflessione cristiana invita a meditare sulla morte, imparando a pregare e a lasciare andare ciò che è effimero, concentrandosi sulla vita eterna. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori sottolinea il valore pedagogico della morte: essa insegna a vivere autenticamente e a scegliere ciò che giova alla nostra anima.

 La tentazione contemporanea di cercare immortalità terrena tramite scienza o tecnologia non può offrire la vera felicità. Solo la Risurrezione di Cristo illumina il mistero della morte, preannunciando la luce piena della vita eterna. Gesù Risorto ci ha preceduto nella morte, vincendola con l’amore divino e preparandoci alla gioia senza fine. In Lui, la morte non è più nemica, ma sorella da accogliere con speranza e fiducia.

 Meditare sulla morte ci invita a riconsiderare le priorità della vita, riconoscendo che ciò che è terreno e temporaneo non può soddisfare pienamente il cuore umano.

 La preghiera diventa il mezzo attraverso cui aprire l’anima alla grazia divina e trovare conforto nella promessa della vita eterna. La virtù della speranza cristiana ci sostiene di fronte al dolore e alla perdita, rendendo ogni prova occasione di crescita spirituale. La comunione con i santi e la memoria dei defunti rafforzano la consapevolezza della nostra vocazione alla santità. Abbracciare la croce quotidiana, nella fiducia in Cristo, trasforma anche la sofferenza in dono redentivo. La morte, così intesa, non è fuga dalla vita ma completamento della nostra esistenza in Dio. La liturgia, i sacramenti e la meditazione ci aiutano a preparare il cuore a questo passaggio, insegnandoci a vivere con gratitudine e serenità.

 

Per noi oggi

 1.     La morte non è un nemico da temere, ma un passaggio che può trasformare la nostra vita presente se vissuta nella luce di Cristo.

 2.     Cercare l’immortalità o la felicità solo nel mondo materiale è vano: la vera vita eterna si conquista con fede e preghiera.

 3.     Meditare sulla morte quotidianamente ci insegna a liberare il cuore dal superfluo e a vivere ogni momento con autenticità e responsabilità.

 

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