ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE
La festa dell’Esaltazione della Santa Croce ci conduce al cuore della fede cristiana.
La Croce, apparentemente patibolo, diventa in Cristo trofeo di vittoria.
Su quella Croce Gesù offre liberamente la sua vita per la salvezza dell’umanità.
La tradizione cristiana collega questa festa alla dedicazione del Santo Sepolcro nel 335.
Sant’Elena è ricordata per la scoperta della Vera Croce, segno della passione del Signore.
La Croce attraversa la storia, viene custodita, perduta e nuovamente restituita alla Chiesa.
Ma il vero significato della Croce non sta nella reliquia, bensì nell’amore che essa manifesta.
Gesù trasforma lo strumento della morte nel luogo della vita nuova.
Per questo la Chiesa canta: «Ave, o croce, unica speranza!».
La Croce ci ricorda che non esiste Risurrezione senza il passaggio attraverso il dono di sé.
Gesù stesso dice: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua».
La sequela cristiana non consiste quindi nell’evitare ogni fatica o sofferenza.
Consiste nel vivere anche ciò che pesa con fede, amore e speranza.
La Croce non glorifica il dolore per il dolore, ma rivela l’amore che sa donarsi.
In Cristo anche la sofferenza può diventare occasione di unione con Lui.
Ciò che agli occhi del mondo appare fallimento può diventare, nelle mani di Dio, via di salvezza.
Sant’Andrea di Creta definisce la Croce insieme patibolo e trofeo di Dio.
Patibolo, perché Cristo vi muore; trofeo, perché attraverso di essa vince il peccato e la morte.
Gesù stesso proclama: «Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me».
La Croce, dunque, non allontana da Dio: è il luogo in cui Dio manifesta fino in fondo il suo amore.
Guardare la Croce significa riconoscere quanto siamo stati amati e perdonati.
E significa imparare a trasformare le nostre ferite in offerta, le prove in fiducia, il dolore in speranza.
Oggi la Croce ci invita a seguire Cristo senza paura, certi che dopo il Venerdì Santo viene sempre la Pasqua.
per noi oggi
1. Vogliamo davvero seguire Cristo, oppure lo seguiamo soltanto finché il cammino è comodo?
La Croce ci chiede di scegliere tra comodità e Vangelo, tra proteggere noi stessi e donarci.
2. Quante volte chiediamo a Dio di toglierci la croce, invece di chiedergli la forza per portarla?
Forse non dobbiamo sempre eliminare ciò che ci pesa, ma imparare a viverlo con amore e fede.
3. Guardiamo la Croce soltanto come un simbolo, oppure riconosciamo in essa il volto dell’Amore che si dona?
Se la Croce non cambia il nostro modo di amare, perdonare e servire, rischia di diventare soltanto un oggetto.
Nessun commento:
Posta un commento