SAN GIUSEPPE DA COPERTINOSan Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti, è una testimonianza sorprendente della potenza di Dio nella fragilità umana. Da bambino fu costretto a lasciare presto la scuola a causa di una lunga malattia. Quando guarì, maturò il desiderio della vita religiosa, ma fu respinto da alcuni conventi perché considerato incapace e inadatto.
Alla fine fu accolto dai francescani conventuali, dove continuò il suo cammino con grande buona volontà. Studiava con fatica e si definiva umilmente «fratel Asino», riconoscendo i propri limiti. Durante l’esame per il diaconato, la Provvidenza lo aiutò attraverso un passo del Vangelo che era l’unico che conosceva bene. Anche nell’esame per il sacerdozio sperimentò quanto poteva fare affidandosi totalmente a Dio.
La sua umiltà e la preghiera costante attirarono grandi doni spirituali. Divenne famoso soprattutto per le levitazioni, che egli stesso avrebbe voluto nascondere. Bastava talvolta un salmo, un’immagine sacra o il momento della Messa perché fosse rapito in estasi. La sua fama crebbe tanto che persino l’Inquisizione volle verificare con attenzione questi fenomeni. Dopo aver assistito personalmente a una sua estasi, i giudici esclusero che vi fosse inganno.
Giuseppe fu trasferito in diversi conventi, cercando inutilmente di vivere nel nascondimento. La sua vita era completamente centrata sull’Eucaristia, vero cuore delle sue giornate. La sua storia ci ricorda che i nostri limiti non sono necessariamente ostacoli all’opera di Dio. Dio non sceglie sempre i più capaci secondo i criteri del mondo, ma spesso manifesta la sua grandezza attraverso i piccoli e gli umili. San Giuseppe insegna agli studenti e a ciascuno di noi a non scoraggiarsi davanti alle proprie difficoltà.
Quando ci affidiamo a Dio con umiltà e perseveranza, ciò che sembra debole può diventare uno strumento della sua grazia. La vera sapienza non consiste nel sentirsi capaci di tutto, ma nel riconoscere che abbiamo bisogno di Dio.per noi oggi1. Quante volte ci arrendiamo perché ci sentiamo incapaci, pensando che Dio non possa fare nulla attraverso di noi?San Giuseppe ci provoca a credere che proprio la nostra fragilità, consegnata a Dio, può diventare una forza.2. Cerchiamo continuamente di dimostrare quanto valiamo, oppure sappiamo riconoscere con umiltà i nostri limiti?Dio non ha bisogno della nostra perfezione, ma di un cuore disponibile e fiducioso.3. Davanti alle difficoltà nello studio, nel lavoro o nella vita, scegliamo lo scoraggiamento o la perseveranza?San Giuseppe ci ricorda che chi si affida a Dio può andare oltre ciò che umanamente sembra impossibile.
Copertino (Lecce), 17 giugno 1603 – Osimo (Ancona), 18 settembre 1663
A Osimo nelle Marche, san Giuseppe da Copertino, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, che, nonostante le difficoltà affrontate durante la sua vita, rifulse per povertà, umiltà e carità verso i bisognosi di Dio.
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