IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA -
Mt 28,16-20C’è una storia vera che illumina in modo concreto questo Vangelo. Riguarda un giovane medico italiano che, durante un periodo di missione in Africa, si trovò improvvisamente travolto da una situazione più grande di lui. Era partito pieno di entusiasmo, convinto di poter aiutare, curare, “fare del bene”. Ma dopo pochi mesi si rese conto che la realtà era molto più dura: mancavano i mezzi, le persone morivano nonostante gli sforzi, e lui si sentiva impotente.
Una sera, dopo aver perso un bambino che aveva seguito per giorni, entrò nella piccola cappella dell’ospedale. Era vuota, silenziosa. Si sedette e disse a Dio, quasi con rabbia: “Ma cosa ci faccio qui? A cosa serve tutto questo? Ho sbagliato a venire”. Era il suo momento di dubbio, proprio come quello degli apostoli sul monte: avevano visto Gesù risorto, eppure esitavano, erano divisi dentro.
In quel silenzio, il medico non ebbe visioni né risposte straordinarie. Ma gli tornò alla mente una frase del Vangelo: “Io sono con voi tutti i giorni”. Non “quando capite”, non “quando tutto funziona”, ma sempre. Il giorno dopo tornò in reparto. Nulla era cambiato fuori, ma qualcosa era cambiato dentro: non lavorava più per “salvare tutto”, ma per amare chi aveva davanti, uno alla volta.
Con il tempo capì che la sua missione non era risolvere tutto, ma essere presenza. Come Gesù che, prima di “salire”, affida ai suoi una missione impossibile: andare in tutto il mondo. Non perché siano forti, ma perché Lui è con loro.
Anni dopo, raccontando quell’esperienza, disse: “Il giorno in cui ho smesso di sentirmi il protagonista e ho iniziato a fidarmi, è stato il giorno in cui la mia fede è diventata vera”.
Ecco il punto: l’Ascensione non è un addio, ma un passaggio di responsabilità. Gesù sembra “allontanarsi”, ma in realtà si rende ancora più vicino, perché ci chiama a vivere come Lui. Gli apostoli partono con dubbi, paure, limiti… ma partono. E questo basta a Dio per fare grandi cose.
Anche noi spesso siamo così: pieni di incertezze, domande, fragilità. Ma il Vangelo di oggi non ci chiede di essere perfetti. Ci chiede di fidarci. Di fare un passo. Di vivere come se fosse vero che Lui è con noi, ogni giorno, fino alla fine.
Per noi oggi
Continui a dire che hai dubbi… ma il problema non sono i dubbi, è che li usi come scusa per non scegliere davvero.
Vuoi sentire Dio vicino, ma poi vivi come se fosse assente: la fede cresce solo quando inizi a comportarti come se Lui ci fosse davvero.
Aspetti condizioni perfette per partire, ma Gesù ha mandato discepoli imperfetti: forse il momento giusto è adesso, così come sei.
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