SANTI CIRILLO E METODIO
I santi Cirillo e Metodio, celebrati il 14 febbraio, sono tra le figure più decisive della storia cristiana europea. Evangelizzatori dei popoli slavi, furono proclamati compatroni d’Europa da san Giovanni Paolo II nel 1980, che li definì un ponte spirituale tra Oriente e Occidente, segno profetico di unità nella verità e nell’amore.
Nati a Tessalonica in una famiglia nobile, crebbero in un contesto bilingue greco-slavo, che favorì la loro futura missione. Metodio, il maggiore, intraprese inizialmente una carriera amministrativa come arconte, ma la lasciò per la vita monastica. Costantino, poi Cirillo, mostrò fin da giovane un’intelligenza eccezionale: studiò a Costantinopoli, divenne filosofo e teologo, padroneggiando più lingue (greco, slavo, ebraico, arabo, siriaco). Anche lui scelse infine la vita monastica, pur mantenendo un ruolo attivo nell’insegnamento e nella missione.
La svolta avvenne quando il principe Rastislav di Grande Moravia chiese a Bisanzio missionari capaci di annunciare la fede cristiana nella lingua del popolo. Cirillo e Metodio risposero con una scelta rivoluzionaria: tradussero la Bibbia e i testi liturgici in slavo antico e crearono un nuovo alfabeto, il glagolitico, da cui deriverà il cirillico. Per la prima volta, la liturgia parlava la lingua della gente.
La loro opera suscitò frutti abbondanti, ma anche forti opposizioni, soprattutto da parte di ambienti ecclesiastici che ritenevano legittime solo tre lingue sacre (ebraico, greco e latino). I due fratelli si recarono allora a Roma, portando le reliquie di san Clemente. I papi Niccolò I e poi Adriano II riconobbero la validità della loro missione e approvarono l’uso liturgico dello slavo.
Cirillo, gravemente malato, emise i voti monastici e morì a Roma il 14 febbraio 869. Metodio continuò l’opera, divenne vescovo, subì prigionia, calunnie e persecuzioni, ma fu sempre difeso dal papa Giovanni VIII e poté portare a compimento la sua missione fino alla morte, il 6 aprile 885.
Con la loro vita, Cirillo e Metodio dimostrarono che il Vangelo non distrugge le culture, ma le purifica e le porta a pienezza.
Per noi oggi
1. L’unità non nasce dall’uniformità, ma dall’ascolto reciproco: Cirillo e Metodio evangelizzarono senza colonizzare.
2. La fede che non parla la lingua del popolo rischia di non essere ascoltata: inculturare non è tradire, è incarnare.
3. L’Europa ha radici spirituali prima che politiche: dimenticarle significa perdere l’anima prima ancora dell’identità.
Memoria dei santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo. Questi due fratelli di Salonicco, mandati in Moravia dal vescovo di Costantinopoli Fozio, vi predicarono la fede cristiana e crearono un alfabeto per tradurre i libri sacri dal greco in lingua slava. Venuti a Roma, Cirillo, il cui nome prima era Costantino, colpito da malattia, si fece monaco e in questo giorno si addormentò nel Signore. Metodio, invece, ordinato da papa Adriano II vescovo di Srijem, nell’odierna Croazia, evangelizzò la Pannonia senza lesinare fatiche, dovendo sopportare molti dissidi rivolti contro di lui, ma venendo sempre sostenuto dai Romani Pontefici; a Staré Mešto in Moravia, il 6 aprile, ricevette il compenso delle sue fatiche.
📲 I MIEI SOCIAL:
Instagram: https://www.instagram.com/rzambotti/ Facebook: https://www.facebook.com/renzo.zambotti.12/ Blogspot: https://renzozambotti.blogspot.com/ TikTok: https://www.tiktok.com/@renzozambotti

Nessun commento:
Posta un commento