sabato 25 maggio 2024

25.05.2024 - Giac 5,13-20 - Mc 10,13-16 Chi non accoglie il regno di Dio

Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Giac 5,13-20

Fratelli miei, chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, canti inni di lode. Chi è malato, chiami presso di sé i presbìteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati.
Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto. Elìa era un uomo come noi: pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto.
Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore lo salverà dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.
1. NELLA PREGHIERA I SOFFERENTI NON SI RITROVERANNO SOLI, chi è nella grazia si accorgerà dei doni ricevuti. Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa: il malato deve credere che AL PRESBITERO DELLA CHIESA È STATA DATA DA CRISTO LA POTESTÀ DI UNGERE CON OLIO I MALATI E DI PREGARE PER LORO PERCHÉ GUARISCANO, e preghino su di lui. E la preghiera fatta con fede salverà il malato.

2. LA SALVEZZA COINVOLGE COSÌ TUTTI quelli che sono disposti ad affidarsi e confidare in Dio, che CON LA PREGHIERA PROTENDONO LA PROPRIA ANIMA, il proprio spirito, le proprie azioni al di fuori di sé, verso un bene più esteso, accessibile a tutti. MOLTO POTENTE È LA PREGHIERA FERVOROSA DEL GIUSTO.

3. Infine Giacomo ci insegna a VEDERE L’EVANGELIZZAZIONE, LA CATECHESI, L’ESORTAZIONE, L’INSEGNAMENTO DELLA VERITÀ DI CRISTO COME VERA E PROPRIA OPERA DI CARITÀ. Il Signore conceda a tutti noi la grazia liberare il mondo dalla falsità, facendolo ritornare nella verità di Cristo Gesù. 

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,13-16

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.

 

Cosa significa «accogliere il regno di Dio come un bambino»? 
Significa «accogliere il regno di Dio come lo accoglie un bambino». Un bambino si fida senza riflettere. Non può vivere senza fidarsi di chi lo circonda. La sua fiducia non ha nulla di una virtù, è una realtà vitale. Impariamo a fidarci!
Significa «accogliere il regno di Dio come si accoglie un bambino». Accogliere un bambino vuol dire accogliere una promessa. Un bambino cresce e si sviluppa. È così che il regno di Dio non è mai sulla terra una realtà completa, ma piuttosto una promessa, una dinamica e una crescita incompiuta. 
Significa vegliare e pregare per accoglierlo quando viene, sempre all’improvviso, a tempo e fuori tempo.

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La gelosia acceca di nuovo i discepoli che vogliono "possedere" Gesù e scartare gli altri, anche i bambini. Ma i bambini, sempre pronti all'accoglienza, non sono forse il "meglio" dell'umanità?

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venerdì 24 maggio 2024

24.05.2024 - Giac 5,9-12 - Mc 10,1-12 - L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Giac 5,9-12

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte.
Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore. Ecco, noi chiamiamo beati quelli che sono stati pazienti. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore, perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione.
Soprattutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra e non fate alcun altro giuramento. Ma il vostro «sì» sia sì, e il vostro «no» no, per non incorrere nella condanna.
1. Sopportazione, costanza, pazienza, compassione, misericordia, fermezza, sincerità. In poche righe Giacomo richiama tante virtù. MA COSA DOVREBBE CONVINCERE UN CRISTIANO A METTERLE IN CAMPO? Il timore del giudizio divino? O forse la conquista del paradiso? 

2. «PRENDETE A MODELLO I PROFETI», dice Giacomo: ciò che colpisce delle loro vite è la loro CAPACITÀ DI CONVERTIRSI, DI BUTTARSI CON FIDUCIA verso orizzonti e prove che sembrano impossibili perché HANNO SCOPERTO CHE IL SIGNORE È RICCO DI MISERICORDIA E DI COMPASSIONE e non egocentrico.

3. Non giurate! ma il vostro «sì» sia sì, e il vostro «no» no. Siamo tutti CHIAMATI A PORTARE LA VERITÀ DELLA NOSTRA VITA NEI NOSTRI DISCORSI, a UNIRE SEMPRE VITA E PAROLA, OPERA E PAROLA, FATTO E PROMESSA. È questa la santità che Giacomo domanda a tutti i credenti in Cristo Signore.

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,1-12
In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

 

Si ritiene che il divorzio sia una conquista del mondo moderno. Sarà vero? In realtà il divorzio non è per nulla moderno, esisteva anche ai tempi di Gesù. Infatti, gli pongono proprio la domanda se sia lecito ripudiare la moglie. Gesù risponde chiaramente di no e, senza equivoci, afferma che chi divorzia e si risposa commette adulterio.
Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo. Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere. Gesù in questo Vangelo ci vuole ricordare la bellezza di “essere una carne sola”, di costruire il proprio progetto di vita nella fedeltà e nel dono reciproco, all’interno della coppia. Ci ricorda che ne siamo capaci, proprio perché siamo “capaci di amare”, di donarci.

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Gesù è venuto a ripristinare tutto come era nelle origini, prima del peccato, per farci vivere come previsto dal disegno di Dio. Siamo pronti ad essere più forti della “durezza del nostro cuore”?

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giovedì 23 maggio 2024

23.05.2024 - Giac 5,1-6 - Mc 9,41-50 - È meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Giac 5,1-6

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.
1. San Giacomo fa una PREDICA DI FUOCO CONTRO I RICCHI, contro i padroni disonesti che approfittano del loro ruolo per sfruttare i poveri braccianti e fare soldi. Li pagano poco e ritardano i pagamenti. PIANGETE PERCHÉ LA VOSTRA FELICITÀ DURERÀ ANCORA POCO. C'è un tremendo destino che vi aspetta.

2. Si è arrivato fino a condannare e ad uccidere il giusto. Egli non vi ha opposto resistenza. Quando si vive per le ricchezze, facilmente si arriva a commettere ingiustizie per poterne avere ancora di più. QUESTI UOMINI VIVONO SENZA PENSARE A QUELLO CHE GLI ASPETTA ALLA FINE.

3. L'APOSTOLO INVOCA IL GIUDIZIO DI DIO contro queste persone e minaccia la loro punizione eterna proprio in forza di una giustizia divina che si realizza. È LA GIUSTIZIA DIVINA CHE DOBBIAMO RICERCARE E CHE CI RENDE UMANI…

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 9,41-50

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».
 
Gesù ci esorta a non scendere a patti col male, con immagini che colpiscono: “Se qualcosa in te è motivo di scandalo, taglialo!”. Se qualcosa ti fa male, taglialo! Non dice: “Se qualcosa è motivo di scandalo, fermati, pensaci su, migliora un po’…”. No: “Taglialo! Subito!”.
Gesù è radicale in questo, esigente, ma per il nostro bene, come un bravo medico. Ogni taglio, ogni potatura, è per crescere meglio e portare frutto nell’amore. Chiediamoci allora: cosa c’è in me che contrasta col Vangelo? Che cosa, concretamente, Gesù vuole che io tagli nella mia vita?
Impariamo a volerci veramente bene, liberandoci delle cose che impediscono non solo la felicità futura ma anche il vero benessere in questo mondo.

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Noi siamo il sale della terra ci dice Gesù, e questo vuol dire vivere “in pace gli uni con gli altri”. E' strano ma il sale può diventare insipido, allora chiediamoci: quale “sale” dà sapore al nostro sale?

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AZIONE DEL GIORNO: ACCENDI UNA CANDELA PER CHI NE HA BISOGNO...

AZIONE DEL GIORNO: ACCENDI UNA CANDELA PER CHI NE HA BISOGNO...

Accendere una candela per qualcuno che ne ha bisogno è molto più di un semplice gesto. È un atto di compassione che va oltre la materialità, trasmettendo un profondo significato di supporto e solidarietà attraverso il simbolismo della luce. La candela, con la sua fiamma tremolante, rappresenta la speranza che brilla anche nelle situazioni più oscure e difficili.

Questa pratica antica è intrisa di significato spirituale e umanitario. Non si tratta solo di illuminare un ambiente, ma di accendere una fiamma di speranza nel cuore di coloro che stanno affrontando momenti di tribolazione o di difficoltà. È un modo tangibile per mostrare che non sono soli, che c'è qualcuno che pensa a loro, che prega per loro.

La luce della candela simboleggia la presenza divina e il conforto che può portare nelle ore buie. È un segno tangibile di fede e di fiducia nel potere della preghiera. Accendere una candela non è solo un gesto, ma un atto di preghiera vivo e palpabile che unisce le persone in un'unica comunione di amore e speranza.

Può essere fatto per chiunque si trovi in difficoltà, che sia un amico malato, un familiare in lutto, o anche per situazioni di crisi globali. Ognuno può trovare conforto nella luce di una candela accesa con amore e devozione.

È importante che questo gesto non sia solo un'azione meccanica, ma che sia accompagnato da un momento di preghiera e riflessione. Posizionare una candela accanto a una croce o a un'immagine sacra può aiutare a concentrare l'attenzione e a rendere il gesto ancora più significativo.

Anche se questo atto può sembrare semplice, ha il potere di trasformare le situazioni più difficili, offrendo conforto e speranza a coloro che ne hanno più bisogno. È un segno tangibile dell'amore e della compassione umana, che va al di là delle parole e arriva direttamente al cuore di chi lo riceve.

Infine, accendere una candela per qualcuno in difficoltà è un modo per dimostrare che non siamo soli nel nostro cammino. Ci sono sempre persone disposte a tendere una mano e a offrire il loro sostegno quando ne abbiamo più bisogno. È un gesto di condivisione e di amore che rafforza il legame tra le persone e ci ricorda che, anche nei momenti più bui, c'è sempre una luce che può guidarci verso la speranza e la guarigione.

E se avete la possibilità di recarvi in una chiesa o in un santuario, è molto probabile che troverete delle candele da accendere davanti all'immagine di un santo, della Vergine Maria o di un'immagine di nostro Signore. Questa pia pratica di accendere le candele fa parte di una lunga tradizione che i pellegrini fanno chiedendo la benedizione di Dio e ringraziando per tutti i beni ricevuti.

Ricordiamo infine le parole di San Francesco d’Assisi “Tutta l’oscurità del mondo non può spegnere la luce di una sola candela”. In un mondo che sembra vivere per sé stesso, c'è anche la carità attraverso la preghiera...

 

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mercoledì 22 maggio 2024

22.05.2024 - Giac 4,13-17 - Mc 9,38-40 - Chi non è contro di noi è per noi.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Giac 4,13-17

Ora [mi rivolgo] a voi, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni», mentre non sapete quale sarà domani la vostra vita! Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare.
Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello». Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo.
Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.
1. La lettura di oggi apre una riflessione sul tempo, in particolare su quello futuro, ancora da vivere. Uno dispone ogni cosa per il domani, ma in verità non sa neanche cosa lo attende oggi. LA VITA DELL’UOMO È UN SOFFIO, UN NIENTE.

2. Dovreste dire invece: SE IL SIGNORE VORRÀ, vivremo e faremo questo o quello. NON È IN POTERE DELL’UOMO DIRIGERE I PROPRI PASSI. Se il Signore non ricolma la nostra vita della sua grazia e della sua benedizione, possiamo noi fare qualcosa di buono?

3. CHI DUNQUE SA FARE IL BENE E NON LO COMPIE, COMMETTE PECCATO. Il peccato che si commette è quello di omissione. PER LA NOSTRA OMISSIONE IL POPOLO PUÒ ANCHE PERDERSI.

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 9,38-40

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva».
Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi».

 

I discepoli hanno visto un uomo che scacciava i demoni nel nome del Signore, e glielo hanno impedito perché non faceva parte del loro gruppo. Gesù li invita a non ostacolare chi si adopera nel bene, perché concorre a realizzare il progetto di Dio. Gesù non è ‘esclusivo’ ma ‘inclusivo’, attento alla briciola e al frammento. Quanti combattono il demonio ‘nel nome di Gesù’, si fidano comunque di Lui. Possiamo anche noi essere ben disposti a riconoscere e apprezzare i fratelli che si richiamano a Gesù. Possiamo apprezzare ogni azione di bene, da chiunque venga, purché di vero bene si tratti.

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La gelosia condiziona le nostre azioni e stringe il cuore ma Gesù chiede avere il suo cuore grande, di allargarlo oltre tutti i nostri recinti mentali. Non ci rendiamo conto che la gelosia è un veleno?

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martedì 21 maggio 2024

21.05.2024 - Giac 4,1-10 - Mc 9,30-37 - Il Figlio dell'uomo viene consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

 

Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Giac 4,1-10

Fratelli miei, da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni. Gente infedele! Non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio?
Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che invano la Scrittura dichiari: «Fino alla gelosia ci ama lo Spirito, che egli ha fatto abitare in noi»? Anzi, ci concede la grazia più grande; per questo dice:
«Dio resiste ai superbi,
agli umili invece dà la sua grazia».
Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.
1. Da che cosa derivano le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che combattono nelle vostre membra?» (Gc 4, 1). È IMPOSSIBILE CHE IL MONDO SIA IN ARMONIA SE OGNI UOMO NON DOMINA VIRTUOSAMENTE I SUOI APPETITI E LE SUE INCLINAZIONI. Lavora su te stesso!

In mezzo a bramosie e invidie pregate per chiedere il lusso, per il piacere. COME FA IL SIGNORE AD ASCOLTARVI? Siete amici del mondo e nemici di Dio. Dio è geloso di noi: DIO NON VUOLE CHE APPARTENIAMO ALLA FALSITÀ NEANCHE PER UN ISTANTE. Appartenere alla falsità è abbandonare il Signore, perché si abbandona del Signore la verità e la bontà.

DIO È GELOSO di noi e ci vuole interamente nella verità, nella bontà, nella santità, e ci dona la sua grazia. A NOI LA LIBERA SCELTA DI SOTTOMETTERCI A LUI, ALLA SUA PAROLA. Se vogliamo che Dio si avvicini a noi è necessario che noi ritorniamo a Lui. “UMILIATEVI DAVANTI AL SIGNORE ED EGLI VI ESALTERÀ”. Ma chi cerca la gloria sulla terra mai si potrà umiliare dinanzi a Dio, mai Dio lo potrà esaltare né sulla terra, né nei cieli.

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 9,30-37
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

Il figlio dell’Uomo consegnato nelle mani degli uomini e ucciso; un bambino abbracciato e posto al centro della scena quale chiave di volta per comprendere il mistero del servizio fatto per amore. Ecco, in sintesi, il Vangelo di oggi: solo un bambino può riuscire a farci smettere di discutere sui nostri primati, sui nostri idoli piccoli piccoli, su chi di noi sia il primo degli apostoli.
Il più grande nella Chiesa è quello che si fa servitore di tutti, quello che serve tutti, non che ha più titoli. Seguire il Signore richiede sempre all’uomo una profonda conversione, un cambiamento nel modo di pensare e di vivere, richiede di aprire il cuore all’ascolto per lasciarsi illuminare e trasformare interiormente.

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Gesù ci parla delle cose più importanti, noi ci attardiamo sulle cose più marginali. E ci litighiamo su chi è tra noi “il più grande”. Quando sceglieremo finalmente (e bene) tra potere e servizio?

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domenica 19 maggio 2024

At 2,1-11 - Gal 5,16-25 - Gv 15,26-27;16,12-15 - DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO B)

DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO B)

Domenica 19 Maggio 2024
Dagli Atti degli Apostoli - At 2,1-11
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

1. Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo LA POSSIBILITÀ DI IMITARE CRISTO, DANDO CRISTO AL MONDO E FACENDOLO VIVERE IN NOI.

2. I discepoli erano tutti insieme nello stesso luogo, giunto il giorno di Pentecoste, avvennero dei fenomeni teofanici (vento, fuoco, come al Sinai) cioè manifestatori di Dio. TUTTI FURONO COLMATI DI SPIRITO SANTO. Adesso LO SPIRITO COMPIE LA LEGGE che era stata data, li rende CAPACI DI VIVERLA NELLA REALTÀ.

3. GLI APOSTOLI DIVENTANO CORAGGIOSI, CAPACI DI TESTIMONIARE quello che è successo a Gesù. Sono capiti in tutte le lingue, è l'inizio di una apertura universale. Gli ascoltatori sentono e capiscono quello che Pietro intende dire ED È LO SPIRITO, L'AMORE DI DIO CHE RENDE POSSIBILE LA COMUNICAZIONE, è iniziata l'evangelizzazione…

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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati - Gal 5,16-25
 
Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

1. Paolo mette in CONTRAPPOSIZIONE SPIRITO E CARNE. La carne è l'istinto umano, è una forza che ci inclina al male, è l’istinto per cui ci viene spontaneo fare il male. MA NOI NON SIAMO PRIGIONIERI DI QUESTA CARNE CI È STATO DATO LO SPIRITO CHE CI LIBERA E CI RENDE CAPACI DI FARE QUELLO CHE A DIO PIACE…

2. Le OPERE DELLA CARNE ATTRAGGONO MA SONO UN SUSSEGUIRSI DOLOROSO DI PECCATI, VIZI, DIFETTI, che riempiono le pagine dei nostri giornali: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. PORTANO ALLA MORTE…

3. IL FRUTTO DELLA CARNE È VINTO DAI FRUTTI DELLO SPIRITO. DALL'ALTO, DA DIO stesso ci viene data la capacità di realizzare amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. LO SPIRITO CI PORTA VITA, VITA VERA, vieni Santo Spirito!

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 15,26-27;16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
1. A Pentecoste, LO SPIRITO FA USCIRE GLI APOSTOLI DA SE STESSI E LI TRASFORMA IN ANNUNCIATORI delle grandezze di Dio. Questo Spirito FORTIFICA i discepoli di Gesù e li SOSTIENE nella testimonianza malgrado le difficoltà. USCIAMO DALLE NOSTRE PAURE ANNUNCIAMO IL VANGELO, INVOCHIAMO OGNI GIORNO LO SPIRITO SANTO...

2. Lo Spirito Santo ci spinge a FARE IL BENE, ed è il PARACLITO, il DIFENSORE, il CONSOLATORE nella lotta ingaggiata contro il male (che vuole farci deviare). È sempre lo Spirito che CI METTE IN CAMMINO verso una migliore e progressiva conoscenza del Cristo e del Padre. ASCOLTIAMO LA SUA VOCE DENTRO DI NOI...

3. Lo Spirito Santo è lo SPIRITO DI VERITÀ che, lungo lo svolgersi dei tempi, va CONDUCENDO il popolo dei credenti VERSO LA VERITÀ TUTTA INTERA; verità che risplenderà compiutamente alla fine della storia, la storia personale di ciascuno e la storia del mondo (vedi Mt25). E' LA VERITÀ DEL VANGELO E NON LA SAPIENZA DEL MONDO… NON SBAGLIARE…
BUONA DOMENICA…

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PENTECOSTE

Ognuno di noi ha ricevuto lo Spirito Santo; e da allora, senza che ce ne accorgiamo, Lui agisce in noi, ci riempie dei suoi doni, ci indirizza le sue ispirazioni. Se non vogliamo essere cristiani insensibili, invochiamo ogni giorno il dono dello Spirito Santo. Lasciamoci invadere, e invochiamo i suoi sette doni. Ricorriamo più spesso allo Spirito Santo, e lui continuerà anche oggi le grandi cose operate nella prima Pentecoste!

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OMELIA -  DOMENICA DI PENTECOSTE

LECTIO DIVINA -  DOMENICA DI PENTECOSTE

 

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