martedì 11 giugno 2024

NON È LA FINE…

NON È LA FINE…

“Si vede chiaramente solo con il cuore”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel suo libro di fama mondiale, Il Piccolo Principe. "Ciò che è essenziale è invisibile all'occhio." Una saggezza che condivide pienamente padre José, sacerdote da quasi trent'anni e cieco da sette. Nato in Messico nel maggio 1968, è stato ordinato sacerdote il 27 luglio 1996, all'età di 28 anni. Circa dieci anni fa, ha sviluppato un grave diabete, che ha colpito il suo nervo ottico e gli ha fatto gradualmente perdere la vista fino a renderlo permanentemente cieco. Il sacerdote ammette che gli inizi sono stati molto difficili e che poi si è trovato in un atteggiamento di rabbia e di rifiuto.

Ma, a poco a poco, ha iniziato a vedere il suo handicap in modo diverso. “Il tempo mi ha calmato e rassicurato. Non dico che sono riuscito ad accettare questa sofferenza, è difficile accettarla, sono anch’io un essere umano, ma riesco meglio a scorgervi un significato divino”. E aggiunge: “Questa dolorosa esperienza di vita mi ha reso più sensibile verso chi soffre, verso i malati, verso chi mi chiede di ascoltarlo, verso chi mi chiede un po' di più di tempo. Allora il tempo è diventato il mio tesoro”, confida padre José.

Immerso nelle sue riflessioni ci confida che: “se è vero che dal punto di vista umano, con questo handicap, la vita perde significato, perché ti isoli, ti senti distante dalla realtà, ti senti discriminato in tante cose, è vero anche che dal punto di vista teologico, divino, la mia condizione è diventata una vera ricchezza”.

E aggiunge simpaticamente: «Ho guadagnato a Dio più anime senza occhi che con gli occhi». Se il sacerdote si sente più vicino alle persone che incontra è perché dice di comprendere meglio la loro sofferenza. E Lui non esita a condividere con loro le sue difficoltà legate alla cecità e ai suoi stati d’animo. “Guardare i colori, le persone, la vita di tutti i giorni, e all'improvviso non vedere più niente di tutto ciò, è un dramma…”. “C’è solo da piangere, è come aver perso un amico o una persona cara. Ma non è la fine, nella preghiera trovi il senso della vita”. Per padre José, una persona disabile, senza il Signore, non può andare avanti, e afferma che “dobbiamo piangere ma dobbiamo anche pregare”.

Gli viene chiesto: “Dal punto di vista pratico, come celebra la messa?”. Padre José ha fatto la scelta di vivere ancora il suo sacerdozio in parrocchia. Celebra la Messa tutti i giorni, aiutato da un assistente che gli sta accanto durante la Consacrazione, e che gli legge il Messale a bassa voce, affinché il padre lo ripetesse al microfono. Per la lettura del Vangelo si alterna l'équipe liturgica, poi viene padre José a dire la sua omelia all'ambone. E conclude: “se faccio qualche danno durante la Messa, nessun problema, “sono stato io”, dice sorridendo.

La sua esperienza di sacerdote nella malattia, è un’occasione di crescita per tutti e una testimonianza di fede. Padre José ci ricorda che Gesù è «il medico che guarisce con la medicina dell’amore», e invita tutti ad attingere alla Bibbia per aiutarsi nella malattia, per sentirsi meno affaticati e meno depressi. Gesù risorto è il vero medico che  «guarisce i cuori spezzati e cura le loro ferite».

 

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domenica 9 giugno 2024

Gen 3,9-15 - 2Cor 4,13-5,1 - Mc 3,20-35 - X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Domenica 09 Giugno 2024 
Dal libro della Gènesi - Gen 3,9-15

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
1. La storia dell'umanità inizia con un UOMO DISOBBEDIENTE. Proprio perché ha disobbedito L’UOMO HA PAURA DI DIO, teme la punizione, SCAPPA, SI NASCONDE, SI SCOPRE FRAGILE, DEBOLE E NUDO. E Dio lo va a cercare: “DOVE SEI?” È la domanda che Dio rivolge anche a NOI oggi...

2. DIO ENTRA NON PER PUNIRE MA PER LIBERARE L’UOMO DAL PECCATO. Qui abbiamo il primo annuncio della salvezza. DIO PROMETTE DI METTERE INIMICIZIA TRA IL SERPENTE E LA DONNA. Il serpente è il male, la ribellione è l'immagine dell'autonomia etica, dell'Indipendenza dell'uomo da Dio. E la donna è la MADRE dell'umanità è l'umanità stessa. Dio promette di METTERE INIMICIZIA FRA IL MALE E L'UMANITÀ mette dentro Ciascuna persona umana il senso di rifiuto del male. POSSIAMO RIFIUTIAMO IL MALE…

3. LA STIRPE DELLA DONNA (=il seme della donna) SCHIACCERÀ LA TESTA AL SERPENTE. IL SEME DELLA DONNA È IL MESSIA è colui che nascerà senza concorso d’uomo. Il Messia, il Cristo vince definitivamente il male. L’OBBEDIENTE HA VINTO LA DISOBBEDIENZA DI ADAMO. ADERIAMO AL SIGNORE…

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Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 2Cor 4,13-5,1

Fratelli, animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria: noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne.
Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.

1. Paolo vive un momento di angoscia e comincia a pensare seriamente alla probabilità di morire. Ci insegna ad avere davanti agli occhi la prospettiva dell’eternità: Dio ci risusciterà; Dio ci porrà accanto a Cristo nella gloria del cielo.

2. Per Paolo però OCCORRE CHE IL DISCEPOLO DI GESÙ SAPPIA SEMPRE DISCERNERE I SEGNI DEI TEMPI, non fissi lo sguardo su cose transitorie e temporanee ma riconosca quella perenne garanzia che viene da Dio e GARANTISCE LA NOSTRA POSSIBILITÀ DI ANDARE OLTRE IL TEMPO.

3. Sappiamo, dice l'apostolo, che quando sarà distrutta questa nostra abitazione terrena CE NE VERRÀ OFFERTA UN'ALTRA non costruita da mani d'uomo PERENNE, PERMANENTEMENTE nei cieli. Noi aspettiamo questa novità in forza della redenzione operata da Gesù Cristo. Il pensiero di Paolo è veramente fisso nel cielo. E il tuo?

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 3,20-35
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». 

1. IL MALE, IL DEMONIO PASSA ATTRAVERSO LA LIBERTÀ UMANA, attraverso l’uso della nostra libertà. CERCA UN ALLEATO, L’UOMO. Il male ha bisogno di lui per diffondersi. Ma è possibile non lasciarsi vincere dal male e vincere il male con il bene. É A QUESTA CONVERSIONE DEL CUORE CHE SIAMO CHIAMATI.

2. Gesù viene accusato di scacciare i demoni grazie all'aiuto del capo dei demoni. SI ARRIVA ALL'ASSURDO PUR DI DISTRUGGERE LA BUONA FAMA DI GESÙ. Infatti come può Satana scacciare sé stesso? Gesù con i suoi prodigi “scaccia Satana”, quel Satana che si era appropriato delle persone che erano di Dio, E CHE ORA … A LUI RITORNANO PER MEZZO DI GESÙ SALVATORE.

3. NEGARE QUESTO È LA “BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO”, è non riconoscere l‘opera di salvezza che Gesù porta a termine. Se non cambiate – sembra dire Gesù – vi assumete una grande responsabilità, e RESTATE QUELLO CHE SIETE: persone non salvate. Gesù dice: “Non (vi) sarà perdonato in eterno”.

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LA SUA...

Gesù afferma che chi compie la volontà di Dio è suo fratello, sorella e madre. La volontà di Dio è fondamentale per i cristiani, ma spesso difficile da accettare quando non corrisponde ai nostri desideri. Tuttavia, nella volontà di Dio troviamo pace e serenità, collaborando attivamente alla sua opera. Dobbiamo dire: "Farò, Signore, quello che tu vuoi," non solo accettare passivamente.

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OMELIA - X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LECTIO DIVINA - X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

 

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Mc 10,1-12 - RITO AMBROSIANO - III DOMENICA DOPO PENTECOSTE

RITO AMBROSIANO

III DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Domenica 09 giugno 2024

✠ Lettura del Vangelo secondo Marco - Mc 10,1-12

In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione “li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

1. "Sicché NON SONO PIÙ DUE, MA UNA CARNE SOLA. L'UOMO DUNQUE NON SEPARI CIÒ CHE DIO HA CONGIUNTO". È questo il progetto originario di Dio. C'è oggi particolarmente bisogno di questa testimonianza. PREGHIAMO PER GLI SPOSI...
2. «Per la durezza del vostro cuore Mosè scrisse per voi l'atto di ripudio». C’È LA PIENEZZA DELLA VERITÀ, MA ANCHE LA DEBOLEZZA UMANA, la durezza del cuore, il peccato. Ma QUALCOSA SI PUÒ FARE: il PERDONO, chiedere perdono e ripartire ogni giorno. ABBIAMO BISOGNO DI PERDONO, DELLA GRAZIA DI DIO PER RIPARTIRE...
3. Noi dobbiamo camminare con queste DUE COSE CHE GESÙ CI INSEGNA: LA VERITÀ E LA COMPRENSIONE (vedi il brano dell'adultera, della Samaritana): AIUTIAMO, ACCOMPAGNIAMO MA ANCHE INSEGNIAMO a quelli che vogliono sposarsi qual è la verità sul matrimonio... TUTTI SIAMO RESPONSABILI...
BUONA DOMENICA...



venerdì 7 giugno 2024

Os 11,1.3-4.8-9 - Ef 3,8-12.14-19 - Gv 19,31-37 - SACRATISSIMO CUORE DI GESU' (ANNO B)

SACRATISSIMO CUORE DI GESU' (ANNO B)

Venerdì  07 giugno 2024
Dal libro del profeta Osèa - Os 11,1.3-4.8-9
 
Quando Israele era fanciullo,
io l’ho amato
e dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
A Èfraim io insegnavo a camminare
tenendolo per mano,
ma essi non compresero
che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà,
con vincoli d’amore,
ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia,
mi chinavo su di lui
per dargli da mangiare.
Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
Non darò sfogo all’ardore della mia ira,
non tornerò a distruggere Èfraim,
perché sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te
e non verrò da te nella mia ira.

1. L'AMORE DI DIO ANTICIPA OGNI RISPOSTA UMANA. L'amore di Dio è fatto di infinite premure e di squisita tenerezza. A Èfraim, io insegnavo a camminare, io li traevo con legami di bontà, io ero per loro, io mi chinavo su di lui. DIO OFFRE AMORE, DONA LIBERTÀ, APRE ALLA PIENEZZA DI VITA…

2. NON È FORSE EFRAIM UN FIGLIO CARO PER ME? il Signore si è legato a Te, IL SIGNORE TI AMA PERCHÉ HA VOLUTO MANTENERE IL GIURAMENTO FATTO AI VOSTRI PADRI: vi ha fatto uscire con mano potente, vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile dalla mano del faraone, re d'Egitto...

3. Dunque: "IL MIO CUORE SI COMMUOVE DENTRO DI ME". Il verbo ebraico usato è "CAPOVOLGERE": è il verbo che descrive le catastrofi. Questo verbo, che doveva descrivere la CATASTROFE DI ISRAELE COME PUNIZIONE, descrive invece la catastrofe, IL CROLLO DEL CUORE DI DIO, per cui passa DALLA COLLERA ALLA MISERICORDIA, e non si comporterà come un re severo, ma come UN PADRE: "IO SONO IL SANTO IN MEZZO A TE".

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Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni - Ef 3,8-12.14-19
 
Fratelli, a me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui.
Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito.
Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

1. Paolo non nasconde di aver ricevuto l'inestimabile grazia di CONOSCERE E RIVELARE a tutti, (anche a noi oggi!) le meraviglie del disegno di Dio. ESSO È UN TALE AMORE DA SALVARE TUTTI QUELLI CHE, LIBERAMENTE, ADERISCONO A DIO. Avviciniamoci a Lui in piena fiducia…

2. “Io piego le ginocchia davanti al Padre perché vi conceda secondo la ricchezza della sua gloria di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito”. L’APOSTOLO INVOCA LA «GRAZIA DI ESSERE FORTI, RAFFORZATI, MEDIANTE LO SPIRITO». PERCHÉ?  Perché «CRISTO ABITI PER MEZZO DELLA FEDE NEI VOSTRI CUORI» Uniamoci alla preghiera di Paolo…

3. “E così, RADICATI E FONDATI NELLA CARITÀ siate in grado di comprendere (CRISTO) con tutti i Santi,  quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza, la profondità e di CONOSCERE L’AMORE DI CRISTO CHE SUPERA OGNI CONOSCENZA”. Come fare? Entrare in un contesto, primo, di PREGHIERA: “Padre, inviami lo Spirito perché lui mi conduca a conoscere Gesù”. Secondo, L’ADORAZIONE al mistero, entrare nel mistero, adorando. E terzo, ACCUSARE SE STESSO: “per conoscere Cristo è necessario avere coscienza di noi stessi, siamo peccatori”. Buon cammino…

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 19,31-37

Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
1. NESSUNO SPEZZERÀ LE SUE GAMBE, nessuno fermerà il suo cammino, neanche dopo la morte. Nulla interrompe la continuità del suo progetto, NULLA INCRINA LA COMPATTEZZA DEL SUO AMORE. ABBI FEDE…
2. Accade così che quella che doveva essere semplicemente una verifica della sua morte, diventi una finestra sul Suo Mistero. QUELLA TRAFITTURA CI FA AFFACCIARE SUL CUORE DI CRISTO DA CUI SCATURISCE “IL SANGUE E L’ACQUA” simbolo dei sacramenti: L’ACQUA DEL BATTESIMO che FA NASCERE i cristiani e IL SANGUE DELL’EUCARISTIA che ci RISANA. VOLGIAMO LO SGUARDO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO...
3. Il gesto più alto dell’amore di Cristo, che è il donare la vita per ciascuno di noi, CONTINUA AD ESSERE VISIBILE, PRESENTE ED EFFICACE in quel “sangue e in quell’acqua”. Soprattutto nell’Eucarestia quella ferita, QUEL CUORE, quell’amore vivo, CONTINUA AD ESSERE PRESENTE E IN MEZZO A NOI. Noi siamo COSTANTEMENTE AMATI di un Amore che non è un amore qualunque, ma che È UN AMORE CHE DÀ LA VITA... E TU SEI TESTIMONE…
BUONA SOLENNITA' DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ...

 

Gv 19,31-37 - RITO AMBROSIANO - SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ

RITO AMBROSIANO

SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ
Venerdì  07 giugno 2024

✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 19,31-37

In quel tempo. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

 

1. NESSUNO SPEZZERÀ LE SUE GAMBE, nessuno fermerà il suo cammino, neanche dopo la morte. Nulla interrompe la continuità del suo progetto, NULLA INCRINA LA COMPATTEZZA DEL SUO AMORE. ABBI FEDE…
2. Accade così che quella che doveva essere semplicemente una verifica della sua morte, diventi una finestra sul Suo Mistero. QUELLA TRAFITTURA CI FA AFFACCIARE SUL CUORE DI CRISTO DA CUI SCATURISCE “IL SANGUE E L’ACQUA” simbolo dei sacramenti: L’ACQUA DEL BATTESIMO che FA NASCERE i cristiani e IL SANGUE DELL’EUCARISTIA che ci RISANA. VOLGIAMO LO SGUARDO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO...
3. Il gesto più alto dell’amore di Cristo, che è il donare la vita per ciascuno di noi, CONTINUA AD ESSERE VISIBILE, PRESENTE ED EFFICACE in quel “sangue e in quell’acqua”. Soprattutto nell’Eucarestia quella ferita, QUEL CUORE, quell’amore vivo, CONTINUA AD ESSERE PRESENTE E IN MEZZO A NOI. Noi siamo COSTANTEMENTE AMATI di un Amore che non è un amore qualunque, ma che È UN AMORE CHE DÀ LA VITA... E TU SEI TESTIMONE…
BUONA SOLENNITA' DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ...



domenica 2 giugno 2024

Es 24,3-8 - Eb 9,11-15 - Mc 14,12-16.22-26 - SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)

 SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)

Domenica 02 Giugno 2024
Dal libro dell’Èsodo - Es 24,3-8
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

1. Dopo che MOSÈ HA RICEVUTO LA LEGGE E L’HA PROPOSTA AL POPOLO, IL POPOLO ACCETTA. Solennemente proclama: “QUELLO CHE IL SIGNORE HA DETTO NOI LO FAREMO”. A questo punto, il popolo accetta il contratto e viene stipulata l'Alleanza.

2. Per creare un legame secondo la mentalità antica, c'è bisogno di un sacrificio, IL VERSAMENTO DEL SANGUE CREA UN LEGAME DI SANGUE. Questo patto lega Dio e il suo popolo in un'unica esistenza di fedeltà e d'amore.

3. Mosè costruisce un altare con delle pietre e sopra vi uccide degli animali. Raccoglie il sangue, simbolo della vita, METÀ DI QUEL SANGUE VIENE VERSATO SULL'ALTARE che rappresenta Dio stesso, L'ALTRA METÀ DI SANGUE VIENE ASPERSO SUL POPOLO. FRA DIO È IL POPOLO SI VIENE COSÌ A CREARE UN LEGAME DI SANGUE UN VINCOLO DI UNIONE... per SEMPRE...

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Dalla lettera agli Ebrei - Eb 9,11-15

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.

1. CRISTO, SOMMO SACERDOTE È ENTRATO UNA VOLTA PER SEMPRE NEL SANTUARIO DI DIO, NON quello costruito in muratura a Gerusalemme, MA il Santuario del Cielo cioè la realtà stessa di Dio attraverso la sua umanità.

2. CRISTO È ENTRATO NEL MONDO DI DIO CON IL PROPRIO SANGUE (= offrendo sé stesso), non con quello di vitelli o di capri. IL SUO SANGUE OTTIENE UNA REDENZIONE ETERNA (= Col suo sangue, Cristo CI LIBERA dal peccato di Adamo e CI RICONCILIA con Dio perché possiamo vivere in pienezza insieme con Lui).

3. Per questo motivo Cristo sacerdote, cioè mediatore perfetto, REALIZZA UNA NUOVA ALLEANZA, porta a compimento l'impegno che Dio si era preso. IL SANGUE DI CRISTO RENDE VIVA EFFICACE POSSIBILE L'ALLEANZA CON DIO. Il sangue di Cristo è prezzo del riscatto, è la nostra Redenzione, è la potenza dell'amore di Dio, è la vita stessa di Dio CHE È STATA DATA PER NOI.

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+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 14,12-16.22-26

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
1. GESÙ CI HA PROMESSO DI STARE CON NOI FINO ALLA FINE DEL MONDO. Egli ha mantenuto la sua parola in molti modi. Egli è con noi nella sua PAROLA, Egli è presente, NEL SACRAMENTO DEL SUO CORPO E DEL SUO SANGUE, Egli VIVE in ogni UOMO. NON SIAMO SOLI...

2. L'EUCARESTIA È IL SACRAMENTO CHE CI NUTRE: alimenta in noi quella vita divina che è la nostra vera vita, poiché è eterna. Nutrirsi di Cristo è LA VIA PER NON RESTARE ESTRANEI O INDIFFERENTI alle sorti dei fratelli, ma entrare nella stessa logica di amore e di dono del sacrificio della Croce. NUTRIAMOCI DI QUEL PANE…

3. "Prendete, QUESTO È IL MIO CORPO" "QUESTO È IL MIO SANGUE dell'alleanza, che è versato per molti"». Nella Messa non siamo noi a dare qualcosa al Signore, è LUI CHE DONA SE STESSO. E senza di lui dentro di noi NON è possibile vivere come lui è vissuto. Ricorda: LA MESSA NON È UNA TASSA DA PAGARE, MA UN TESORO DA RICEVERE...
BUONA DOMENICA…

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L'EUCARISTIA

L'Eucaristia è il cuore della nostra vita cristiana, dove Gesù si fa pane per noi. Partecipare consapevolmente, piamente e attivamente è fondamentale per vivere pienamente questo mistero d'amore. Come diceva san Leone Magno: “l'Eucaristia ci trasforma in ciò che mangiamo”. Allontaniamo l'indifferenza e ricambiamo l'amore di Dio, riconoscendo la sua presenza viva tra noi.

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OMELIA - SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)
LECTIO DIVINA - SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)

 

Lc 12,22-31 - RITO AMBROSIANO - II DOMENICA DOPO PENTECOSTE

RITO AMBROSIANO

II DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Domenica 02 giugno 2024

✠ Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 12,22-31

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede. E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta».

1. DIO CHE È IL CREATORE DI TUTTO, SI PRENDE CURA DELLA SUA CREAZIONE, di ogni sua creatura, anche di quelle che per noi valgono poco, ma proprio per questo, conclude il Vangelo: «Quanto più degli uccelli valete voi!». TU SEI PREZIOSO AGLI OCCHI DI DIO.
2. Facciamo fatica a credere alla cura di Dio per noi, per questo IL SIGNORE CI RIMPROVERA PER LA NOSTRA POCA FEDE. Gesù ci ricorda che «il Padre vostro sa che ne avete bisogno». LE NOSTRE ECCESSIVE PREOCCUPAZIONI SONO IL “SINTOMO” DELLA NOSTRA POCA FEDE, della nostra scarsa fiducia in ciò che il Signore farà per noi, per il nostro bene.
3. «Cercate il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta». Per Gesù il messaggio centrale della sua missione, CIÒ PER CUI VALE DARSI DA FARE, È IL REGNO DI DIO che si sta realizzando; CHI VUOLE DIVENTARE SAGGIO CERCA SOLO IL REGNO, METTENDO IN SECONDO PIANO TUTTO IL RESTO. Buon cammino…
BUONA DOMENICA...