martedì 31 marzo 2026

31.03 SAN BENIAMINO, DIACONO E MARTIRE

SAN BENIAMINO

San Beniamino fu un diacono cristiano vissuto tra il IV e il V secolo. Il suo nome richiama il Beniamino biblico, ultimo figlio di Giacobbe, considerato “prediletto”. Questo santo operò in Persia, dove i cristiani subirono dure persecuzioni sotto il re Yazdgard I, seguace dello zoroastrismo.

Le persecuzioni iniziarono dopo che alcuni cristiani della città di Ctesifonte tentarono di incendiare un tempio dedicato al culto del Grande Fuoco. Il re reagì ordinando la distruzione delle chiese e l’arresto di molti cristiani. Tra questi vi fu anche Beniamino, che venne imprigionato per circa due anni.

La sua figura era conosciuta e stimata, tanto che l’imperatore romano d’Oriente Teodosio II intervenne nelle trattative con il re persiano chiedendo la sua liberazione. Il sovrano accettò a una sola condizione: Beniamino avrebbe dovuto smettere di predicare il cristianesimo tra i persiani.

Il diacono rifiutò questa richiesta. Per lui annunciare il Vangelo non era una scelta facoltativa ma un dovere. Nonostante il divieto, una volta liberato continuò a evangelizzare. Alla morte di Yazdgard salì al trono il figlio Bahram V, che proseguì la persecuzione contro i cristiani.

Beniamino venne arrestato nuovamente e sottoposto a terribili torture. Secondo il Martirologio, subì il martirio ad Argol con canne appuntite conficcate sotto le unghie. Morì perché non volle rinunciare alla predicazione della Parola di Dio. La sua testimonianza è rimasta nella tradizione cristiana come esempio di fedeltà e coraggio nella fede.

 

Per noi oggi

1.     Quanto vale davvero la nostra fede?
Beniamino preferì la tortura alla rinuncia del Vangelo. Oggi spesso facciamo fatica persino a dichiararci credenti in pubblico.

2.     La libertà religiosa non è scontata.
La sua storia ricorda che in molte epoche e luoghi la fede è stata pagata con la vita, mentre oggi rischiamo di darla per scontata.

3.     La coerenza cristiana può essere scomoda.
Beniamino non ha cercato compromessi per salvarsi: la sua scelta provoca i credenti di oggi a chiedersi se vivono davvero ciò che professano.

† Ergol, Persia, 420

 


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