martedì 18 marzo 2025

RIARMO ETICO PER UNA SICUREZZA CONDIVISA!

 RIARMO ETICO PER UNA SICUREZZA CONDIVISA!

Il tema delle finanze pubbliche e del dovere fiscale si intreccia profondamente con i principi di giustizia sociale, trasparenza e partecipazione civile. La Dottrina Sociale della Chiesa sottolinea l'importanza di un sistema finanziario equo e solidale, dove il pagamento delle tasse non sia percepito come un peso, ma come un atto di responsabilità e di cooperazione per il bene comune. Tuttavia, l'efficienza delle istituzioni pubbliche deve essere garantita attraverso la lotta alla corruzione, al nepotismo e alla cattiva gestione. Non è l'evasione fiscale la soluzione ai problemi dello Stato, bensì una cittadinanza attiva che richieda giustizia, efficienza e trasparenza da parte delle autorità.

Secondo il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, le finanze pubbliche devono essere strumento di sviluppo e solidarietà. Il loro obiettivo è promuovere la crescita dell'occupazione, sostenere le attività economiche e garantire un sistema di sicurezza sociale equo. L'uso delle risorse pubbliche deve essere rigoroso e trasparente, con particolare attenzione alla ridistribuzione delle risorse secondo i principi di equità e solidarietà. Le imposte, quindi, non sono solo un dovere legale, ma una forma di partecipazione attiva alla costruzione di una società più giusta.

In questo contesto, il Vangelo ci offre una chiave di lettura fondamentale. Gesù, rispondendo ai farisei sul tributo a Cesare, afferma: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio" (Mt 22,21). Questa frase non solo riconosce la legittimità del contributo allo Stato, ma ricorda che la vera appartenenza dell'uomo è a Dio. Papa Francesco ha ribadito che pagare le tasse è un dovere civico, ma il primato di Dio resta il riferimento fondamentale per ogni azione umana.

Un altro tema centrale è quello della sicurezza e del riarmo, che deve essere affrontato con equilibrio e responsabilità. La Chiesa riconosce il diritto degli Stati alla difesa legittima, purché essa non si trasformi in una corsa agli armamenti priva di criteri etici. La sicurezza nazionale non può essere garantita solo con il riarmo, ma deve fondarsi su politiche di giustizia, cooperazione internazionale e promozione della pace. La spesa militare deve essere trasparente, proporzionata e subordinata al bene comune, senza compromettere lo sviluppo sociale ed economico.

Il riarmo, sebbene possa essere una necessità in alcuni contesti geopolitici, non deve distogliere le risorse destinate al benessere della popolazione. La pace non si costruisce solo con la deterrenza, ma soprattutto con il dialogo e la collaborazione tra le nazioni. La Chiesa invita a non lasciarsi guidare da logiche di potere e dominio, ma a cercare sempre soluzioni che promuovano la sicurezza senza alimentare nuovi conflitti.

In sintesi, la partecipazione attiva dei cittadini, il controllo delle istituzioni e la corretta gestione delle risorse pubbliche sono elementi essenziali per una società equa e pacifica. Le tasse, considerate nella loro funzione sociale, permettono di costruire comunità più giuste e solidali. Al tempo stesso, le politiche di sicurezza devono essere orientate al bene comune, evitando eccessi che possano compromettere la stabilità e la giustizia. Solo attraverso un impegno collettivo, ispirato ai valori evangelici, possiamo costruire un mondo in cui la speranza non delude e la giustizia diventa realtà.

 

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