sabato 15 giugno 2024

15.06.2024 - 1Re 19,19-21 - Mt 5,33-37 - Io vi dico: non giurate affatto.

Dal primo libro dei Re - 1Re 19,19-21

In quei giorni, Elìa, [disceso dal monte di Dio, l’Oreb] trovò Elisèo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo.
Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elìa, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elìa disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te».
Allontanatosi da lui, Elisèo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elìa, entrando al suo servizio.
1. La chiamata di Eliseo è l’immagine di UNA RISPOSTA SEMPLICE AD UNA “PAROLA” ASCOLTATA. Elìa getta su Eliseo il suo mantello. Il mantello simboleggia la personalità e i diritti di chi lo possiede. È una specie di investitura e di iniziazione. Elisèo è SUBITO pronto a seguire Elìa e a cambiare vita SENZA “SE” E SENZA “MA”.

2. ELISEO COMPIE DEI GESTI RADICALI: accoglie la chiamata, saluta la famiglia, uccide i buoi e brucia gli attrezzi del suo lavoro, per testimoniare la radicalità della sua adesione… E SEGUE ELIA…

3. Se ascoltiamo il Signore, LUI CI FA CAPIRE QUAL È LA NOSTRA STRADA, la nostra vocazione in molti modi, ma inequivocabilmente, a quel punto SIAMO NOI CHE NELLA LIBERTÀ SIAMO CHIAMATI A SCEGLIERE se lasciare tutto oppure no.

---------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,33-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».
Quante parole consumiamo per confermare o magari smentire quello che abbiamo detto o fatto? Gesù sconsiglia il giuramento per affari di poco conto. Ci invita a restare fedeli alla parola che abbiamo dato. La verità nasce nel cuore e brilla negli occhi. Non ha bisogno di giuramenti o di attestazioni supplementari. La verità coincide con la persona stessa, che nelle parole e negli atti è la stessa che è nella mente e nelle intenzioni. Gesù oggi ci chiede di parlare in modo chiaro e semplice, ma soprattutto vero. Vigila sulle tue parole e ricorda che le molte parole complicano la vita!

------------------------------------

Di nuovo un invito a purificare il linguaggio. Non giurare, cioè non montare in superbia, ricorda la tua fragilità e non rendere Dio tuo complice. Un invito alla libertà, non è quello che desideriamo?

------------------------------------ 

 

📲 I MIEI SOCIAL:

venerdì 14 giugno 2024

14.06.2024 - 1 Re 19,9a.11-16 - Mt 5,27-32 Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

Dal primo libro dei Re - 1 Re 19,9a.11-16

In quei giorni, [Elìa, giunto al monte di Dio, l’Oreb,] entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore: « Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elìa si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elìa?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita».
Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Elisèo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto».
1. Questo brano ci aiuta a comprendere dove Dio non è. DIO NON MANIFESTA SÉ STESSO NEI FENOMENI VIOLENTI E DISTRUTTIVI DELLA NATURA, tutta quella energia e quella forza distruttiva non ci parla di Dio.

2. ELIA È REDUCE DA UNA GRANDE ESPERIENZA DI VIOLENZA: nello scontro con i profeti di Baal, egli ha assistito – e PROBABILMENTE SI È COMPIACIUTO – al massacro di quattrocento profeti, uccisi dal popolo che gridava “Il Signore è Dio!”. ORA DA SOLO E IN FUGA DALL’IRA DI GEZABELE, che si vuole vendicare di quella strage per la quale considera responsabile il profeta.

3. Elia si trova solo con Dio, sul monte Oreb, e si trova a fare un’esperienza nuova del Signore che gli rivela chi lui sia: EGLI È BREZZA LEGGERA CHE PARLA NEL SILENZIO, che richiede un cuore che ascolta, che non si impone con la violenza e la distruzione. L’invito per Elia è di conversione: ritorna sui tuoi passi … ascolta ciò che Dio ti dice.

---------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,27-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

 

"Quando l’innamoramento è passato o quando si è un po' spento, [gli esseri umani] pensano di aver fatto un errore e di dover ancora trovare la vera anima gemella. (...) Ma la vera anima gemella è quella che hai sposato".
Gesù ci ricorda quanto sia sacro e indissolubile il sacramento del Matrimonio: chi lascia il proprio coniuge per un'altra persona, vede in lei la sua felicità, ma essa non potrà mai rappresentare la realizzazione della propria vocazione.
Oggi veniamo richiamati a uno sguardo vero sulle persone. Non si guarda una donna per rubarla con gli occhi, ma per considerarla nella sua verità e dignità, nella sua bellezza intera. Domandiamo la grazia di guardare cose e persone così come le guarda Dio.

--------------------------------------

Ancora il rovesciamento in positivo: invece di non commettere adulterio, purifica il tuo cuore, il desiderio. La relazione con gli altri sia libera, non possessiva. Non è forse la strada per la felicità?

--------------------------------------

 

📲 I MIEI SOCIAL:

giovedì 13 giugno 2024

13.06.2024 - 1 Re 18,41-46 - Mt 5,20-26 - Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Dal primo libro dei Re - 1 Re 18,41-46

In quei giorni, Elìa disse [al re] Acab: «Va’ a mangiare e a bere, perché c’è già il rumore della pioggia torrenziale». Acab andò a mangiare e a bere.
Elìa salì sulla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le ginocchia. Quindi disse al suo servo: «Sali, presto, guarda in direzione del mare». Quegli salì, guardò e disse: «Non c’è nulla!». Elìa disse: «Tornaci ancora per sette volte». La settima volta riferì: «Ecco, una nuvola, piccola come una mano d’uomo, sale dal mare». Elìa gli disse: «Va’ a dire ad Acab: “Attacca i cavalli e scendi, perché non ti trattenga la pioggia!”».
D’un tratto il cielo si oscurò per le nubi e per il vento, e vi fu una grande pioggia. Acab montò sul carro e se ne andò a Izreèl. La mano del Signore fu sopra Elìa, che si cinse i fianchi e corse davanti ad Acab finché giunse a Izreèl.
1. Tutto il popolo d’Israele e il re FANNO UN DIGIUNO per chiedere a Dio la fine della siccità. ELIA È CERTO CHE IL SIGNORE ESAUDIRÀ LA PREGHIERA e invita il re a mangiare e a bere, cioè a tornare alla vita di sempre, perché la siccità sta per finire. Chissà se la nostra preghiera è sempre piena di questa certezza e di questa fede! 

2. Elia prega molto intensamente in una posizione insolita e aspetta la pioggia chiedendo al servo di scrutare il cielo. IL SIGNORE ASCOLTA LE NOSTRE PREGHIERE E LE ESAUDISCE SECONDO I SUOI TEMPI E I SUOI MODI. Infatti per sette volte il servo scruta il cielo e solo alla fine vede una nuvola. 

3. Il nostro atteggiamento deve essere quello di GUARDARE CON OCCHI ATTENTI GLI ACCADIMENTI, SAPENDO COGLIERE LA PRESENZA DEL SIGNORE anche in una nuvola piccolina. E poi NON DOBBIAMO AVERE TIMORE NELL’ANNUNCIARE CIÒ CHE IL SIGNORE FA PER NOI, infatti Elia corre e arriva a Izreèl prima di Acab per annunciare la fine della siccità. 

----------------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,20-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

 

"Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli".  Con queste parole Gesù invita i suoi discepoli ad entrare nella pienezza della Legge e dei Profeti. È un imperativo che ognuno deve accogliere e fare suo.
Gesù non si limita ad enunciare il principio del superamento, lasciando alla mente nostra, sempre fragile ed incerta, tracciare le linee maestre per operare quanto il Signore ci chiede. È Gesù stesso che ci mostra qual è la giustizia degli scribi e dei farisei e qual è il superamento che bisogna compiere. Ascoltiamolo!

---------------------------------------

Non uccidere è rovesciato in positivo: sii gentile. Purifica il tuo linguaggio verso l’altro, cioè purifica il tuo cuore. Non è vero che ci accontentiamo del negativo, di non aver fatto “nulla di male”?

--------------------------------------- 

 

📲 I MIEI SOCIAL:

VUOI ESSERE LIBERO?

VUOI ESSERE LIBERO?

In un’interessante riflessione pubblicata su Infocatolica Mons. Erik Varden propone un concetto di libertà molto diverso da quello a cui siamo abituati. Una «perfetta libertà» si raggiunge quando lasciamo che sia Dio ad agire in noi. Tutto il contrario di quello che ci insegna la nostra società secolarizzata che ci propone una vita improntata al libertinaggio, un approccio che Varden definisce «falso e noioso».

«Ricorda –il prelato – che Dio non ci chiede mai l’impossibile. Se ci invita a cercare la libertà perfetta, quella libertà ci è accessibile. Non dipende dalle condizioni esterne. Nasce da dentro di noi». La vita monastica è per Varden, scuola di libertà per eccellenza e non è rivolta solo ai religiosi. Si tratta, infatti di una “pedagogia” che possono vivere tutti, in qualunque stato di vita e che si compone di varie fasi.

Innanzitutto la presa di coscienza del reale. Bisogna accettare la propria vita e la propria storia così com’è: “Ciò che limita la mia libertà non è il reale, ma i miei sogni febbrili su come avrebbe dovuto essere il reale. Queste illusioni mi chiudono in me stesso (una tenebrosa prigione), mentre l’abbraccio del reale mi apre all’azione di Dio, Creatore del cielo e della terra, e quindi Signore sovrano di tutto ciò che è”. 

La seconda fase mi porta a confidare che Dio può fare qualcosa di meraviglioso con questa realtà concreta. La sua provvidenza è infallibile. Può fare miracoli con qualsiasi cosa, anche la sofferenza e la malattia, anche il peccato, se diamo a Dio la libertà di agire. Dio può compiere miracoli in modo diretto e intervenire in maniera straordinaria nella nostra vita. «Ma questo non è il suo metodo preferito», «normalmente si comporta come il giardiniere o il contadino delle parabole evangeliche. Seminare, innaffiare e diserbare. Applicare un buon fertilizzante in quantità abbondanti. Un metodo che richiede da parte nostra la volontà di aspettare. Questo atteggiamento non è spontaneo per la maggior parte di noi, ammettiamolo. Il nostro desiderio di cambiamento immediato può essere prepotente.

Per questo, la terza fase del metodo è proprio la pazienza, «quella splendida virtù che, secondo san Benedetto, ci permetterà di scoprire dal di dentro il mistero pasquale e di verificare l’efficacia dei rimedi pasquali». Sottomettendoci a questa pedagogia, «conosceremo sempre più intimamente Gesù Cristo, la Verità che ci rende liberi».

Ecco il cuore del concetto di “libertà” per il cristiano: io sono libero se consento a Dio di agire nella mia vita e in me, prendo coscienza della realtà, confido in Dio e nella sua Provvidenza e soprattutto pratico la virtù della pazienza.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

martedì 11 giugno 2024

NON È LA FINE…

NON È LA FINE…

“Si vede chiaramente solo con il cuore”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel suo libro di fama mondiale, Il Piccolo Principe. "Ciò che è essenziale è invisibile all'occhio." Una saggezza che condivide pienamente padre José, sacerdote da quasi trent'anni e cieco da sette. Nato in Messico nel maggio 1968, è stato ordinato sacerdote il 27 luglio 1996, all'età di 28 anni. Circa dieci anni fa, ha sviluppato un grave diabete, che ha colpito il suo nervo ottico e gli ha fatto gradualmente perdere la vista fino a renderlo permanentemente cieco. Il sacerdote ammette che gli inizi sono stati molto difficili e che poi si è trovato in un atteggiamento di rabbia e di rifiuto.

Ma, a poco a poco, ha iniziato a vedere il suo handicap in modo diverso. “Il tempo mi ha calmato e rassicurato. Non dico che sono riuscito ad accettare questa sofferenza, è difficile accettarla, sono anch’io un essere umano, ma riesco meglio a scorgervi un significato divino”. E aggiunge: “Questa dolorosa esperienza di vita mi ha reso più sensibile verso chi soffre, verso i malati, verso chi mi chiede di ascoltarlo, verso chi mi chiede un po' di più di tempo. Allora il tempo è diventato il mio tesoro”, confida padre José.

Immerso nelle sue riflessioni ci confida che: “se è vero che dal punto di vista umano, con questo handicap, la vita perde significato, perché ti isoli, ti senti distante dalla realtà, ti senti discriminato in tante cose, è vero anche che dal punto di vista teologico, divino, la mia condizione è diventata una vera ricchezza”.

E aggiunge simpaticamente: «Ho guadagnato a Dio più anime senza occhi che con gli occhi». Se il sacerdote si sente più vicino alle persone che incontra è perché dice di comprendere meglio la loro sofferenza. E Lui non esita a condividere con loro le sue difficoltà legate alla cecità e ai suoi stati d’animo. “Guardare i colori, le persone, la vita di tutti i giorni, e all'improvviso non vedere più niente di tutto ciò, è un dramma…”. “C’è solo da piangere, è come aver perso un amico o una persona cara. Ma non è la fine, nella preghiera trovi il senso della vita”. Per padre José, una persona disabile, senza il Signore, non può andare avanti, e afferma che “dobbiamo piangere ma dobbiamo anche pregare”.

Gli viene chiesto: “Dal punto di vista pratico, come celebra la messa?”. Padre José ha fatto la scelta di vivere ancora il suo sacerdozio in parrocchia. Celebra la Messa tutti i giorni, aiutato da un assistente che gli sta accanto durante la Consacrazione, e che gli legge il Messale a bassa voce, affinché il padre lo ripetesse al microfono. Per la lettura del Vangelo si alterna l'équipe liturgica, poi viene padre José a dire la sua omelia all'ambone. E conclude: “se faccio qualche danno durante la Messa, nessun problema, “sono stato io”, dice sorridendo.

La sua esperienza di sacerdote nella malattia, è un’occasione di crescita per tutti e una testimonianza di fede. Padre José ci ricorda che Gesù è «il medico che guarisce con la medicina dell’amore», e invita tutti ad attingere alla Bibbia per aiutarsi nella malattia, per sentirsi meno affaticati e meno depressi. Gesù risorto è il vero medico che  «guarisce i cuori spezzati e cura le loro ferite».

 

📲 I MIEI SOCIAL:

domenica 9 giugno 2024

Gen 3,9-15 - 2Cor 4,13-5,1 - Mc 3,20-35 - X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Domenica 09 Giugno 2024 
Dal libro della Gènesi - Gen 3,9-15

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
1. La storia dell'umanità inizia con un UOMO DISOBBEDIENTE. Proprio perché ha disobbedito L’UOMO HA PAURA DI DIO, teme la punizione, SCAPPA, SI NASCONDE, SI SCOPRE FRAGILE, DEBOLE E NUDO. E Dio lo va a cercare: “DOVE SEI?” È la domanda che Dio rivolge anche a NOI oggi...

2. DIO ENTRA NON PER PUNIRE MA PER LIBERARE L’UOMO DAL PECCATO. Qui abbiamo il primo annuncio della salvezza. DIO PROMETTE DI METTERE INIMICIZIA TRA IL SERPENTE E LA DONNA. Il serpente è il male, la ribellione è l'immagine dell'autonomia etica, dell'Indipendenza dell'uomo da Dio. E la donna è la MADRE dell'umanità è l'umanità stessa. Dio promette di METTERE INIMICIZIA FRA IL MALE E L'UMANITÀ mette dentro Ciascuna persona umana il senso di rifiuto del male. POSSIAMO RIFIUTIAMO IL MALE…

3. LA STIRPE DELLA DONNA (=il seme della donna) SCHIACCERÀ LA TESTA AL SERPENTE. IL SEME DELLA DONNA È IL MESSIA è colui che nascerà senza concorso d’uomo. Il Messia, il Cristo vince definitivamente il male. L’OBBEDIENTE HA VINTO LA DISOBBEDIENZA DI ADAMO. ADERIAMO AL SIGNORE…

------------------------------------------------

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 2Cor 4,13-5,1

Fratelli, animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria: noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne.
Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.

1. Paolo vive un momento di angoscia e comincia a pensare seriamente alla probabilità di morire. Ci insegna ad avere davanti agli occhi la prospettiva dell’eternità: Dio ci risusciterà; Dio ci porrà accanto a Cristo nella gloria del cielo.

2. Per Paolo però OCCORRE CHE IL DISCEPOLO DI GESÙ SAPPIA SEMPRE DISCERNERE I SEGNI DEI TEMPI, non fissi lo sguardo su cose transitorie e temporanee ma riconosca quella perenne garanzia che viene da Dio e GARANTISCE LA NOSTRA POSSIBILITÀ DI ANDARE OLTRE IL TEMPO.

3. Sappiamo, dice l'apostolo, che quando sarà distrutta questa nostra abitazione terrena CE NE VERRÀ OFFERTA UN'ALTRA non costruita da mani d'uomo PERENNE, PERMANENTEMENTE nei cieli. Noi aspettiamo questa novità in forza della redenzione operata da Gesù Cristo. Il pensiero di Paolo è veramente fisso nel cielo. E il tuo?

----------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 3,20-35
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». 

1. IL MALE, IL DEMONIO PASSA ATTRAVERSO LA LIBERTÀ UMANA, attraverso l’uso della nostra libertà. CERCA UN ALLEATO, L’UOMO. Il male ha bisogno di lui per diffondersi. Ma è possibile non lasciarsi vincere dal male e vincere il male con il bene. É A QUESTA CONVERSIONE DEL CUORE CHE SIAMO CHIAMATI.

2. Gesù viene accusato di scacciare i demoni grazie all'aiuto del capo dei demoni. SI ARRIVA ALL'ASSURDO PUR DI DISTRUGGERE LA BUONA FAMA DI GESÙ. Infatti come può Satana scacciare sé stesso? Gesù con i suoi prodigi “scaccia Satana”, quel Satana che si era appropriato delle persone che erano di Dio, E CHE ORA … A LUI RITORNANO PER MEZZO DI GESÙ SALVATORE.

3. NEGARE QUESTO È LA “BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO”, è non riconoscere l‘opera di salvezza che Gesù porta a termine. Se non cambiate – sembra dire Gesù – vi assumete una grande responsabilità, e RESTATE QUELLO CHE SIETE: persone non salvate. Gesù dice: “Non (vi) sarà perdonato in eterno”.

-----------------------------------

LA SUA...

Gesù afferma che chi compie la volontà di Dio è suo fratello, sorella e madre. La volontà di Dio è fondamentale per i cristiani, ma spesso difficile da accettare quando non corrisponde ai nostri desideri. Tuttavia, nella volontà di Dio troviamo pace e serenità, collaborando attivamente alla sua opera. Dobbiamo dire: "Farò, Signore, quello che tu vuoi," non solo accettare passivamente.

-----------------------------------

OMELIA - X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LECTIO DIVINA - X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

 

📲 I MIEI SOCIAL:

Mc 10,1-12 - RITO AMBROSIANO - III DOMENICA DOPO PENTECOSTE

RITO AMBROSIANO

III DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Domenica 09 giugno 2024

✠ Lettura del Vangelo secondo Marco - Mc 10,1-12

In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione “li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

1. "Sicché NON SONO PIÙ DUE, MA UNA CARNE SOLA. L'UOMO DUNQUE NON SEPARI CIÒ CHE DIO HA CONGIUNTO". È questo il progetto originario di Dio. C'è oggi particolarmente bisogno di questa testimonianza. PREGHIAMO PER GLI SPOSI...
2. «Per la durezza del vostro cuore Mosè scrisse per voi l'atto di ripudio». C’È LA PIENEZZA DELLA VERITÀ, MA ANCHE LA DEBOLEZZA UMANA, la durezza del cuore, il peccato. Ma QUALCOSA SI PUÒ FARE: il PERDONO, chiedere perdono e ripartire ogni giorno. ABBIAMO BISOGNO DI PERDONO, DELLA GRAZIA DI DIO PER RIPARTIRE...
3. Noi dobbiamo camminare con queste DUE COSE CHE GESÙ CI INSEGNA: LA VERITÀ E LA COMPRENSIONE (vedi il brano dell'adultera, della Samaritana): AIUTIAMO, ACCOMPAGNIAMO MA ANCHE INSEGNIAMO a quelli che vogliono sposarsi qual è la verità sul matrimonio... TUTTI SIAMO RESPONSABILI...
BUONA DOMENICA...