SANTA GELTRUDE COMENSOLI
Santa Geltrude Comensoli (1847-1903) è una figura luminosa della spiritualità cristiana moderna. Nata a Bienno con il nome di Caterina, crebbe in una famiglia numerosa segnata dal dolore per la morte di molti figli. Fin da bambina mostrò una profonda sensibilità religiosa: a soli cinque anni sentì nascere nel cuore un grande desiderio di amare Gesù e di appartenergli totalmente.
L’Eucaristia divenne presto il centro della sua esistenza. Ancora fanciulla, si accostava frequentemente alla confessione e, mossa da un ardente desiderio, ricevette di nascosto la prima Comunione, vivendo un’esperienza spirituale che la segnò per sempre. In quello stesso giorno fece voto di verginità. Da allora maturò in lei un’intensa compassione per Gesù “lasciato solo” nel tabernacolo e il desiderio di farlo conoscere e amare: “Gesù, amarti e farti amare” fu il programma di tutta la sua vita.
A vent’anni entrò tra le Orsoline secolari, dedicandosi all’educazione delle giovani. Dopo varie esperienze di lavoro e servizio, incontrò a Bergamo il beato don Francesco Spinelli, che la incoraggiò a fondare una nuova congregazione. Nacquero così, nel 1882, le Suore Sacramentine, consacrate all’adorazione perpetua e all’educazione delle ragazze operaie, secondo l’indicazione di papa Leone XIII.
Gli inizi furono difficili: problemi economici e incomprensioni misero a rischio l’opera, ma Geltrude – nome religioso assunto nel frattempo – si affidò completamente alla volontà di Dio. Con fede e perseveranza l’istituto si risollevò, ricevendo nel 1900 il decreto di lode e, dopo la sua morte, l’approvazione definitiva.
Nei suoi scritti emerge una spiritualità profonda: amore all’Eucaristia, unione al Crocifisso, valore redentivo della sofferenza e fiducia totale in Dio. Tutta la sua vita fu un cammino verso la santità, vissuto con umiltà e carità concreta.
PER NOI OGGI
1. Abbiamo ancora tempo per l’adorazione?
In un mondo sempre connesso ma poco capace di silenzio, Geltrude ci provoca: senza fermarci davanti a Dio, rischiamo di perdere il centro della vita.2. Fede o solo tradizione?
La sua passione eucaristica era concreta e quotidiana. La nostra fede è un’abitudine sociale o un incontro reale che cambia le scelte?3. Amare Dio significa servire gli altri.
Geltrude unì preghiera e impegno educativo. Oggi siamo tentati di separare spiritualità e vita: lei ci ricorda che una fede che non diventa carità è incompleta.
A Bergamo, beata Geltrude (Caterina) Comensoli, vergine, che fondò una Congregazione di religiose per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la formazione della gioventù.
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