mercoledì 18 febbraio 2026

MERCOLEDÌ DELLE CENERI – 18 febbraio 2026 - Storia di Chiara, 17 anni: "Il segno sulla fronte"

MERCOLEDÌ DELLE CENERI – 18 febbraio 2026

Storia di Chiara, 17 anni: "Il segno sulla fronte"

Chiara ha sempre considerato il Mercoledì delle Ceneri come una cosa un po' strana. "Perché devi andarti a far mettere la polvere in testa?" le chiedono i compagni di scuola. Quest'anno però qualcosa cambia.

 La sera prima, scorrendo i social, si imbatte in un video di un'influencer che parla della paura di invecchiare, di non essere più rilevante, di scomparire. I commenti sono pieni di ragazzi che confessano la stessa ansia.

Il giorno dopo, quando il sacerdote traccia la cenere sulla sua fronte dicendo "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai", Chiara non sente più quelle parole come una condanna, ma come una liberazione. "Se sono polvere, allora non devo essere perfetta. Se devo morire, allora è meglio che inizi a vivere davvero, non per gli altri, ma per ciò che conta".

 Uscendo dalla chiesa, decide di non coprire il segno della cenere. Lo porta a scuola come un tatuaggio temporaneo, un simbolo visibile della sua scelta: quest'anno la Quaresima sarà diversa. Quest'anno vuole togliere le maschere.

 

Per noi oggi:

 1.     Forse abbiamo paura della cenere perché ci siamo abituati al trucco.

      Viviamo in un mondo che insegna a coprire, filtrare, apparire sempre migliori. Il segno sulla fronte ci ricorda invece ciò che siamo davvero: fragili, limitati, provvisori. E se la Quaresima fosse proprio questo: smettere di ritoccarci la vita e accettare la verità nuda su di noi?

 2.     Non è la morte che ci spaventa, ma una vita vissuta male.

    Le parole “sei polvere” non umiliano, ma svegliano. Ci obbligano a chiederci se stiamo sprecando i giorni inseguendo like, approvazioni e immagini perfette. Forse il problema non è che finiremo, ma che rischiamo di non cominciare mai davvero a vivere.

 3.     Il segno più rivoluzionario oggi è essere veri.

      In una società che cambia maschere ogni stagione, portare la cenere senza vergogna diventa un atto di ribellione. La vera provocazione cristiana non è fare cose straordinarie, ma smettere di fingere. E se la santità, nel 2025, iniziasse semplicemente dal coraggio di mostrarsi per quello che si è?

 

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