sabato 20 giugno 2026

20.06 - BEATA VERGINE MARIA CONSOLATRICE (LA CONSOLATA)

BEATA VERGINE MARIA CONSOLATRICE (LA CONSOLATA)

La devozione torinese alla Consolata, Patrona dell’Arcidiocesi di Torino, è tra le più antiche e amate della città. Secondo la tradizione fu san Massimo, primo vescovo di Torino, a edificare una chiesa mariana presso le antiche mura romane, segno della protezione di Maria sul popolo torinese. Il titolo di “Consolata” deriva probabilmente dall’espressione latina Consolatrix Afflictorum, Consolatrice degli afflitti. Nel corso dei secoli il Santuario è diventato cuore spirituale della città, luogo di preghiera, rifugio nei tempi difficili e simbolo di speranza. La tradizione racconta che la Vergine apparve al cieco Giovanni Ravacchio, guidandolo al ritrovamento di un’antica immagine mariana nascosta durante le persecuzioni iconoclaste. Da quel momento la devozione esplose in tutto il Piemonte. Il quadro oggi venerato, attribuito ad Antoniazzo Romano e donato dal cardinale Della Rovere, venne collocato in un santuario abbellito nei secoli dai Savoia con opere di Guarino Guarini e Filippo Juvarra. La Consolata fu invocata durante epidemie, guerre e calamità, specialmente nell’assedio francese del 1706 e durante il colera del 1835. Centinaia di ex voto testimoniano grazie e protezione ricevute. Tantissimi santi passarono da questo luogo: san Giovanni Bosco, san Giuseppe Cafasso, san Giuseppe Benedetto Cottolengo, il beato Pier Giorgio Frassati e il beato Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari della Consolata. Ancora oggi il Santuario resta un’oasi di silenzio e fede nel cuore di Torino, dove migliaia di fedeli si affidano a Maria Consolatrice. Parole chiave: Consolata, Torino, Maria, Santuario, Savoia, preghiera, miracoli, fede, protezione, carità, santi, speranza. Per noi oggi: 1. Oggi cerchiamo consolazione nei social, nel denaro e nell’apparenza, ma il cuore continua a restare vuoto. La Consolata ricorda che senza Dio nessuna ferita guarisce davvero. 2. Torino ha custodito per secoli una fede capace di unire popolo e santi. Noi invece rischiamo di perdere le radici cristiane per inseguire mode che durano un istante. 3. Davanti alle guerre interiori e alle paure moderne, Maria continua ad aspettarci in silenzio. La domanda è: abbiamo ancora il coraggio di fermarci a pregare?
Miracolo del 20 giugno 1104

NELLO STESSO GIORNO:

BEATO GIOVANNI BATTISTA ZOLA Sacerdote gesuita, fondatore - BRESCIA

Brescia, 1575 – Nagasaki, Giappone, 20 giugno 1626

Il beato Giovanni Battista Zola, fa parte di un gruppo di gesuiti martirizzati in Giappone il 20 giugno 1626. Indirizzato all’attività missionaria, nel 1602 è in India, dove rimane fino al 1606. In seguito è in Giappone. Si stabilisce nella regione del Tacacu, esercitando per circa 20 anni il proprio ministero apostolico. Scoppiata una violenta persecuzione anticristiana, insieme ad altri otto compagni viene arso vivo sulle colline di Nagasaki, dopo una prigionia prolungatasi vari mesi.


SANT' URSICINO di Pavia Vescovo - PAVIA

Non vi sono dubbi sulla sua esistenza, ma della sua vita si sa solo una narrazione leggendaria che come dice G. Henskens negli “Acta Sanctorum” può adattarsi a qualsiasi vescovo antico.
Si sa che nel secolo XIV chierici e popolo pavesi, si recavano in processione nella chiesa di s. Giovanni in Borgo, oggi distrutta, dov’era il suo sepolcro per festeggiarlo nella sua ricorrenza liturgica. Nella diocesi di Pavia la sua memoria si celebra il 20 giugno.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

Nessun commento:

Posta un commento