martedì 23 giugno 2026

23.06 - SAN GIUSEPPE CAFASSO

SAN GIUSEPPE CAFASSO
Nel cuore della Torino ottocentesca, segnata da povertà, tensioni sociali e anticlericalismo, visse San Giuseppe Cafasso, sacerdote umile e straordinario. Nato nel 1811 a Castelnuovo d’Asti, dedicò tutta la sua vita alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime. Fragile nel corpo ma fortissimo nello spirito, fu educatore di sacerdoti, guida spirituale e padre dei poveri. Tra i suoi figli spirituali brillò San Giovanni Bosco, che lo considerò modello perfetto di vita sacerdotale. Don Cafasso insegnava che un sacerdote deve essere santo per condurre altri alla santità. Al Convitto Ecclesiastico di Torino formò generazioni di preti alla misericordia, alla confessione e alla direzione spirituale. Passava ore nel confessionale accogliendo peccatori e disperati con dolcezza e fermezza evangelica. La sua carità nasceva dall’Eucaristia, dalla preghiera e dall’amore immenso verso la Madonna, chiamata da lui “nostra cara Madre”. Visitava instancabilmente i carcerati nelle prigioni torinesi, fermandosi spesso tutta la notte accanto ai detenuti. Per questo fu chiamato “il prete della forca”. Accompagnò al patibolo decine di condannati a morte, aiutandoli a riconciliarsi con Dio prima dell’ultimo respiro. Molti si convertirono vedendo in lui un amore paterno mai sperimentato prima. Non giudicava nessuno, ma conduceva ogni uomo alla verità attraverso la misericordia. In un’epoca di odio e durezza sociale, mostrò il volto compassionevole di Cristo verso gli ultimi. Morì a soli 49 anni nel 1860, chiedendo addirittura di essere dimenticato dopo la morte. Ma la Chiesa lo riconobbe come uno dei grandi santi del suo tempo. Papa Pio XI lo definì un nuovo astro della Chiesa, mentre Papa Pio XII indicò il suo esempio a tutti i sacerdoti. Ancora oggi rimane patrono dei carcerati e dei condannati a morte. La sua vita insegna che nessun uomo è perduto quando incontra qualcuno capace di amare come Cristo.
Per noi oggi: 1. Oggi costruiamo muri contro chi sbaglia, mentre Cafasso entrava nelle carceri per salvare anime. Forse il vero scandalo non è il peccato degli uomini, ma la nostra incapacità di misericordia. 2. Viviamo in una società piena di parole sulla dignità umana, ma povera di presenza accanto ai sofferenti. Cafasso non parlava soltanto di amore cristiano: rischiava il tempo, la notte e la vita per viverlo. 3. Molti cercano successo, visibilità e approvazione; lui desiderava essere dimenticato dopo la morte. Eppure proprio chi fugge la gloria umana diventa spesso luce che attraversa i secoli.
Castelnuovo d’Asti, 15 gennaio 1811 - Torino, 23 giugno 1860

NELLO STESSO GIORNO:

SAN LANFRANCO BECCARI Vescovo di Pavia

Gropello, 1134? – Pavia, 23 giugno 1198

A Pavia, san Lanfranco, vescovo, che, uomo di pace, patì molto per favorire la riconciliazione e la concordia nella città.

 

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