lunedì 24 giugno 2024

Lc 1,57-68- RITO AMBROSIANO - NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA

RITO AMBROSIANO

NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA 
LUNEDÌ 24 giugno 2024

 ✠ Lettura del Vangelo secondo Luca- Lc 1,57-68

In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo».

1. ZACCARIA, all'annuncio di un figlio in tarda età, divenne muto perché fu scettico. Lui, l'uomo giusto e irreprensibile NON ERA RIUSCITO A SUPERARE LO SCOGLIO DELLA LOGICA UMANA PER APRIRSI ALL'IMPREVISTO DI DIO. MA IL DISEGNO DI DIO PROCEDE, SIAMO NELLE MANI DI DIO…

2. ELISABETTA si oppose a chi voleva chiamare il bimbo Zaccaria. GIOVANNI È IL SUO NOME. Com'è bella, com'è incoraggiante per noi questa CAPACITÀ DI ROMPERE SCHEMI PRESTABILITI e forme congelate in usanze plurisecolari, NON PER CAPRICCIO MA PER OBBEDIENZA A DIO. OBBEDIENZA NASCE DALL’ASCOLTO…

3. CREDERE È "SPALANCARE LE PORTE A CRISTO" Bisogna essere PERSONE DOCILI a quel che Dio vuole, essere PRONTI A BUTTAR VIA VECCHI MODI DI PENSARE, vecchie abitudini, per COGLIERE IL SOFFIO DELLO SPIRITO nella nostra vita. CHIEDIAMO A DIO IL CORAGGIO DI FARE SCELTE SECONDO IL VANGELO…

BUONA FESTA PATRONALE...


domenica 23 giugno 2024

Gb 38,1.8-11 - 2Cor 5,14-17 - Mc 4,35-41 - XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Domenica 23 Giugno 2024
Dal libro di Giobbe - Gb 38,1.8-11

Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano:
«Chi ha chiuso tra due porte il mare,
quando usciva impetuoso dal seno materno,
quando io lo vestivo di nubi
e lo fasciavo di una nuvola oscura,
quando gli ho fissato un limite,
gli ho messo chiavistello e due porte
dicendo: “Fin qui giungerai e non oltre
e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde”?».

1. IL SIGNORE RISPOSE A GIOBBE in mezzo all’uragano, è una parola in mezzo alla tempesta, UNA TEOFANIA E anziché dare delle risposte Giobbe (= il perché Lui, uomo giusto e buono è colpito da sciagure immense) SI SENTE FARE DA DIO DELLE DOMANDE che non riguardano la sua vita e LO PORTANO FUORI DI SÉ, prima di sé, riguardano il creato…

2. E proprio una di queste domande riguarda il mare, la creazione del mare. Dio dice a Giobbe Chi ha chiuso tra due porte il mare quando usciva l'impetuoso dal seno materno… IL MARE È IL SIMBOLO DELLA POTENZA DEL MALE orgogliosa che ha l'impressione di una immensa potenza MA IL SIGNORE LA DOMINA…

3. Dio domanda Giobbe: chi ha dominato il mare (=male)? Giobbe deve dire “Io no”.  DEVE RICONOSCERE LA PROPRIA POVERA LIMITATA UMANITÀ DI FRONTE AD UN DIO CREATORE IMMENSO NEL POTERE E IMMENSO NELL'AMORE. Può fidarsi di Dio…

------------------------------------------------

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 2Cor 5,14-17
 
Fratelli, l’amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro.
Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.

1. Paolo parla dell'amore di Cristo che ci sospinge, diceva la precedente traduzione, ci possiede dice l'attuale. L’AMORE DI CRISTO È IL MOTORE DELLA NOSTRA VITA, È IL SENSO, È LA FORZA DELLA NOSTRA ESISTENZA. Cristo per amore è morto per tutti ed è morto per noi perché noi potessimo vivere per Lui…

2. Se uno è in Cristo, se gli appartiene, dice Paolo È UNA CREAZIONE NUOVA, è un altro mondo, è la liberazione dal potere del male le cose vecchie sono passate ne sono nate di nuove. L'ESSERE IN LUI È CERTEZZA DI VITA CHE NON MUORE.

3. SE UNO È IN CRISTO È VERAMENTE SALVATO. È la rivoluzione che Paolo ha vissuto, ma è la rivoluzione cristiana di sempre: NON VIVERE PIÙ PER NOI STESSI, per i nostri interessi e ritorni di immagine, MA AD IMMAGINE DI CRISTO, per Lui e secondo Lui, col suo amore e nel suo amore…

------------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 4,35-41

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

1. La narrazione della TEMPESTA È LA SITUAZIONE INTERIORE CHE MOLTI DI NOI VIVONO QUOTIDIANAMENTE. E Gesù dorme, come se non gli importasse, o perlomeno è questa la sensazione che hanno i discepoli. La lezione dei discepoli è bellissima: TROVANO IL CORAGGIO DIRLO. PREGANO CON SINCERITÀ…

2. Ma poi sono DISPOSTI AD ACCETTARE LA LEZIONE CHE GESÙ IMPARTISCE proprio a partire da questa sensazione: “Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «TACI, CALMATI!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: «PERCHÉ SIETE COSÌ PAUROSI? NON AVETE ANCORA FEDE?»”. Quello che ci salva e ci fa vivere giorno dopo giorno è LA FEDE NELLA COSTANTE PRESENZA DI DIO, che placa le tempeste e fa avvicinare la nostra barca alla riva…

3. Ci è difficile ragionare se non a partire sempre da ciò che sentiamo. Se sentiamo paura ragioniamo con paura. Gesù dice che la FEDE È DISOBBEDIRE ALLA PAURA E RICORDARSI DI CIÒ CHE SI CREDE ANCHE QUANDO NON LO SI SENTE. Credere è fidarsi di Gesù non della tempesta…
BUONA DOMENICA…

----------------------------------------------------

DIFFICOLTÀ

Le difficoltà della vita possono spaventare i cuori deboli, ma rafforzano le anime forti. Anche con Gesù presente, gli Apostoli ebbero paura e lui disse: "Non avete ancora fede?". Le avversità sono occasioni per crescere e rafforzarci, mostrando la nostra forza interiore e virtù. Come diceva Delacroix, l'avversità restituisce agli uomini le virtù che la prosperità toglie loro.

---------------------------------------------------- 

OMELIA - XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LECTIO DIVINA - XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
 

Gv 12,35-50 - RITO AMBROSIANO - V DOMENICA DOPO PENTECOSTE

RITO AMBROSIANO

V DOMENICA DOPO PENTECOSTE
DOMENICA 23 giugno 2024
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 12,35-50
In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce». Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose loro. Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia: «Signore, chi ha creduto alla nostra parola? E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?». Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse: «Ha reso ciechi i loro occhi e duro il loro cuore, perché non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!». Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio. Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

1. Gesù è venuto per illuminare gli uomini, per strapparli dal mistero dell’oscurità. Coloro che credono in Lui e lo accettano come luce del mondo, sono accesi dalla sua stessa luce, che è la luce dell’amore e in loro abiterà lo Spirito del Figlio… CREDERE NEL FIGLIO SIGNIFICA ESSERE ILLUMINATI SULLA VERITÀ NOSTRA E DI DIO…

2. Sebbene avesse compiuto tanti segni davanti a loro, NON CREDEVANO IN LUI. PERCHÉ?? 1. DIFFICILE CREDERE che Dio provi un amore così grande per noi, da essere stato disposto a sacrificare il proprio Figlio. 2. DIFFICILE CREDERE quando si è ingannati dalla menzogna, che solo la croce vincerà. 3. DIFFICILE CREDERE in Gesù perché bisognerebbe accettare le conseguenze come l’essere messi al margine dall’ambiente sociale e anche religioso. 

3. Ma GESÙ È IL PROFETA DEFINITIVO al quale dare ascolto. CREDERE IN GESÙ; credere in lui, il Figlio unigenito, È CREDERE NEL PADRE che l’ha inviato per salvare il mondo. ATTRAVERSO DI LUI, crocifisso da noi e per noi, che ci ama come il Padre, CONOSCIAMO QUEL DIO CHE È AMORE CHE CI INVITA AD AMARE SEMPRE. Lui è la luce, Lui è la salvezza, Lui è la vita… IO CREDO…

BUONA DOMENICA...

giovedì 20 giugno 2024

IL CONCETTO DEL TEMPO...

IL CONCETTO DEL TEMPO...

Il concetto del tempo è uno dei misteri più grandi e complessi del nostro mondo. Filosofia e scienze hanno cercato di comprenderlo per millenni, ma la sua natura rimane in gran parte sconosciuta. Le visioni del tempo variano notevolmente, e le idee riguardo ad esso possono essere considerate relative o assolute.

Alcuni sostengono che il tempo sia relativo, una successione di eventi legata alle esperienze individuali. Altri lo considerano un concetto assoluto, indipendente dagli accadimenti. La percezione del tempo può sembrare logaritmica, con l'infinita estate dell'infanzia che si trasforma in un susseguirsi veloce di stagioni all'invecchiare.

Inoltre, ci sono varie teorie sul tempo, tra cui l'approccio progressista occidentale che lo vede come un accumulo di conoscenze e miglioramenti, il concetto orientale e gnostico dell'eterno ritorno, e la visione classica del progressivo degrado attraverso le ere.

Dal punto di vista cristiano, il tempo ha un inizio e una fine, una visione condivisa con l'idea classica del progressivo degrado. Il tempo ha un inizio e una fine, un Alfa e un Omega, e scorre dal primo al secondo. Indietro non si torna. Non è possibile rimettere le lancette indietro, il tempo scorre solo in avanti. Ci sono alcuni (che chiamiamo nostalgici, o reazionari) che vorrebbero tornare a questa o quella epoca del passato: beh, non è possibile. Non è possibile anche perché quello che è accaduto è accaduto, non possiamo fare finta che non sia successo; anche perché le conseguenze non scompaiono.

La storia umana è vista come una progressiva caduta dalla creazione al trionfo finale di Cristo. La profezia di Matteo nel Vangelo indica una tribolazione e un periodo di sconvolgimenti prima della seconda venuta di Cristo, il cui ritorno rappresenta la fine del tempo.

Questa visione cristiana suggerisce che il tempo scorre inesorabilmente avanti, senza possibilità di tornare indietro. Non possiamo cambiare il passato o rimuovere le sue conseguenze, ma dobbiamo affrontare le sfide presenti. Inoltre, il tempo e la storia sono visti come saldamente nelle mani di Cristo, che guida la storia verso il suo compimento, anche quando le circostanze sembrano oscure o difficili.

In sintesi, la riflessione sul tempo ci invita a comprendere che la storia ha una direzione definita, che scorre avanti inesorabilmente, e che la fede in Cristo offre una prospettiva di speranza e salvezza nella visione del tempo come parte della volontà divina.

La Pasqua ci ricorda che questo compimento è una possibilità concreta che è offerta a ciascuno di noi, perché a ciascuno di noi è dato di incontrare Cristo nella Chiesa, ed in tal incontro scoprire il senso del proprio esserci, la propria vocazione.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

martedì 18 giugno 2024

"IL CATTOLICO ERRANTE"...

"IL CATTOLICO ERRANTE"...
 
Nel vasto mare delle comunità cristiane, alcuni fedeli si trovano a vagare, alla ricerca di una parrocchia che risuoni con la loro fede e la loro sensibilità. È la figura del "cattolico errante", un individuo che, stanco delle liturgie superficiali e delle esperienze frammentate, si avventura di chiesa in chiesa, cercando un'oasi spirituale autentica.
Tuttavia, la questione sorge spontanea: è moralmente accettabile essere un cattolico errante? La risposta, secondo gli insegnamenti della Chiesa, è no. La partecipazione attiva a una comunità di fede è essenziale per la crescita spirituale e l'adesione alla Chiesa. Come illustrato nel Nuovo Testamento, gli apostoli non solo predicavano il Vangelo, ma formavano comunità e stabilivano una struttura gerarchica per garantire la comunione nella fede.
Dunque, sorge il dilemma se i fedeli debbano frequentare la parrocchia del territorio di residenza o se possano scegliere liberamente. Non vi è alcun obbligo di frequentare la parrocchia del proprio territorio di residenza. Ogni individuo è libero di cercare la comunità che meglio risponde alle proprie esigenze spirituali e di fede.
Tuttavia, ci sono alcune eccezioni: per esempio, per ricevere i sacramenti come il battesimo o il matrimonio, è necessario rivolgersi alla parrocchia corrispondente. Ma per la partecipazione alla Messa, alla formazione religiosa, ai ritiri spirituali e ad altre attività della comunità, i fedeli sono liberi di scegliere.
È comprensibile che alcuni si trovino più a loro agio in determinate parrocchie rispetto ad altre. L'importante è trovare un ambiente che favorisca la crescita spirituale e la comunione nella fede. Se questo significa fare qualche chilometro in più per raggiungere una comunità più adatta, allora è uno sforzo che vale la pena compiere.
Particolarmente significativa è la questione dell'educazione religiosa dei figli. Se i genitori ritengono che una parrocchia offra una formazione più solida e autentica, è importante che l'intera famiglia si integri in quella comunità e partecipi attivamente alla vita parrocchiale.
In definitiva, trovare una parrocchia guidata da un pastore spirituale che mantenga la tradizione della Chiesa e celebri i sacramenti in comunione con l'autorità ecclesiastica è fondamentale per la propria vita spirituale. Anche se richiede uno sforzo aggiuntivo, la ricerca di un'oasi spirituale autentica è un investimento prezioso per la propria fede e crescita personale.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

domenica 16 giugno 2024

Ez 17,22-24 - 2Cor 5,6-10 - Mc 4,26-34 - XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Domenica 16 Giugno 2024
Dal libro del profeta Ezechièle - Ez 17,22-24
 
Così dice il Signore Dio:
«Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami lo coglierò
e lo pianterò sopra un monte alto, imponente;
lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso,
faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò».

1. Ezechiele, durante l'esilio in Babilonia, VUOLE DARE SPERANZA AL POPOLO DEPORTATO. Parla di DIO che prenderà un ramoscello dalla cima del Cedro e lo pianterà su un monte di Israele. Attecchirà? Metterà radici questo ramoscello? SI PROMETTE IL PROFETA A NOME DEL SIGNORE, METTERÀ RAMI, FARÀ FRUTTI, DIVENTERÀ UN CEDRO MAGNIFICO… Dio prenderà, Dio pianterà. IL SIGNORE RIDONA SPERANZA AL POPOLO...

2. Sotto il cedro tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all'ombra dei suoi rami riposerà. GLI UCCELLI DEL CIELO SONO IMMAGINE DEGLI ALTRI POPOLI. ISRAELE OFFRIRÀ DIMORA A TUTTI GLI UCCELLI DEL CIELO, A TUTTI I POPOLI. Tutte le nazioni parteciperanno alla salvezza PORTATA dal Messia. 

3. ED ECCO IL GIUDIZIO DI DIO: Il Signore è colui che UMILIA L'ALBERO ALTO E INNALZA L’ALBERO BASSO. Il popolo potente di Babilonia, che si credeva un grande cedro, viene abbattuto ed eliminato. Israele, che era un piccolo virgulto, diventerà nella pienezza dei tempi un grande albero, tale da riempire tutta la terra. È IL SIGNORE CHE ENTRA NELLA STORIA E CAPOVOLGE LA SORTE… Il Signore è protagonista della storia del popolo…

------------------------------------------------

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 2Cor 5,6-10
 
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

1. Paolo parla della tensione verso la pienezza escatologica (=compimento) verso la vita eterna. Adesso, finché abitiamo nel corpo, non siamo nella visione. NOI SIAMO NELLA FEDE E TUTTAVIA SIAMO PIENI DI FIDUCIA e preferiamo andare in esilio dal corpo per abitare in patria presso il Signore… FEDE e FIDUCIA…
2. Comunque sia, dice l’apostolo, NON HO INTENZIONE DI SCAPPARE, non fuggo nei sogni di un paradiso che mi aspetta con impellente desiderio. SIA ABITANDO NEL CORPO, SIA ANDANDO IN ESILIO, CI IMPEGNIAMO A ESSERE GRADITI A DIO…
3. Siamo CHIAMATI DUNQUE A CRESCERE SEMPRE in vista del compimento. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo. LA NOSTRA, deve essere una STORIA DI CRESCITA, UNA STORIA DI AMORE FINO ALLA PIENA MATURITÀ DI CRISTO… Buon cammino…

-------------------------------------------

+ Dal Vangelo secondo Marco - Mc 4,26-34

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

 

1. Il Regno ACCADE perché DIO È L’INSTANCABILE SEMINATORE, che non è stanco di noi, che OGNI GIORNO esce a immettere nell'universo le sue energie in forme seminali, germinali, e RAGGIUNGE OGNI LUOGO, OGNI PERSONA. - A NOI IL COMPITO DI CUSTODIRE E COLTIVARE QUEL SEME...

2. IL SEME CRESCE, ED È UN MIRACOLO, NON PER MERITO NOSTRO. In esso VIVE LA VITA, vita che ha i suoi ritmi e le sue tappe da attraversare. É PICCOLO MA fatto per sfamare MOLTI, permette alla terra e alla natura di trasformarlo. COSÌ DIVENTA BUON CIBO. - PER DARE "FRUTTO" CI VUOLE PAZIENZA...

3. Questo REGNO non si impone con la logica della forza, ma con la LOGICA DELLA DEBOLEZZA: UN PICCOLO SEME. Il granello di senape diventa IL PIÙ GRANDE ALBERO dell'orto. E gli UCCELLI VERRANNO E VI FARANNO IL NIDO. All'ombra del tuo albero grande accorreranno in molti. - SE TU HAI AIUTATO ANCHE UNO SOLO A STARE UN PO' MEGLIO, LA TUA VITA SI È REALIZZATA…
BUONA DOMENICA…

------------------------------------------------------

LA FEDE

La fede non deve fermarsi alle apparenze o diventare stanca e ripetitiva, ma deve crescere come un piccolo seme che germoglia e dà frutti buoni. Anche se sembra insignificante, Dio opera attraverso le cose più piccole per realizzare grandi disegni. Non lasciamo che la nostra fede diventi irrilevante; manteniamola pura, speranzosa e piena di energia e fiducia, capace di parlare agli uomini di oggi.

------------------------------------------------------

OMELIA - XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LECTIO DIVINA - XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Mt 22,1-14 - RITO AMBROSIANO - IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE

RITO AMBROSIANO

IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE
DOMENICA 16 Giugno 2024
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 22,1-14
In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
1. Dio è generoso verso di noi, ci OFFRE la sua amicizia, i suoi doni, la sua gioia, ma spesso noi NON accogliamo le sue parole, mostriamo più interesse per altre cose, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi. L’invito del re incontra addirittura reazioni ostili, aggressive. MA CIÒ NON FRENA LA SUA GENEROSITÀ. FAI LO STESSO…

2. Il rifiuto dei primi invitati ha come effetto l’estensione dell’invito a tutti, anche ai più poveri, abbandonati e diseredati e la sala si riempie: la bontà del re non ha confini e a TUTTI è data la possibilità di rispondere alla sua chiamata. TUTTI SIAMO CHIAMATI. ANDIAMO...

3. Ma c’è una CONDIZIONE per restare a questo banchetto di nozze: indossare l’abito nuziale... San Gregorio Magno...spiega che quel commensale ha risposto all’invito di Dio a partecipare al suo banchetto, ha, in un certo modo, la fede che gli ha aperto la porta della sala, ma gli MANCA qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che è la CARITA', l’AMORE... "È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE, NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI" (LUCIO ANNEO SENECA)

BUONA DOMENICA...